CON LA PROMOZIONE DELL’ALBISOLA SONO 12 LE SQUADRE SAVONESI AD AVER FREQUENTATO LA SERIE D

 

di FRANCO ASTENGO

La stagione 2017-2018 vedrà allinearsi la neopromossa Albisola allo “start” del campionato di Serie D. Per la prima volta nella loro storia, iniziata nel 1919, i “ceramisti”, protagonisti assoluti della stagione 2016-17 del campionato di Eccellenza, si affacceranno dunque al di fuori dei confini regionali raggiungendo così le altre squadre della nostra provincia che hanno già disputato in passato campionati a questo livello: Varazze, Savona, Veloce, Carcarese, Cairese, Vado, Finale, Loanesi, Albenga, Alassio, Andora.

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Fra queste due foto passano esattamente 50 anni: in alto lo squadrone di Monteforte che sale in Serie D; in basso una squadra degli anni ’60 militante in Seconda categoria. Passione e classe immutate ma la diversità nello scorrere del tempo è proprio visibile senza difficoltà.

Allo scopo di fornire il miglior viatico alla società biancoceleste abbiamo pensato di ricostruire la storia di questo campionato annotando il comportamento, nel corso di 65 anni, delle squadre liguri.

La Serie D  o IV Serie o Campionato Interregionale o Campionato Nazionale Dilettanti, queste le diverse denominazioni assunte nel corso degli anni ponendosi al quarto o al quinto livello nella struttura del calcio italiano, nacque con la stagione 1952-53 nel momento in cui ai vertici federali si decise di adottare un’impostazione molto selettiva: furono infatti organizzati un campionato di Serie A con 18 squadre, altrettante in Serie B e in Serie C, categoria quest’ultima strutturata in un solo girone nazionale.

Nel tempo poi questi assetti si sono modificati ma l’impostazione di fondo di quella che allora fu chiamata IV Serie è rimasta pressoché inalterata anche se il numero dei gironi è più volte variato. Inoltriamoci, in ogni caso, nella nostra ricostruzione storica.

1952-53: nascita della Serie D

Rapallo, Sestri Levante, Rivarolese, Sestrese, Savona, Spezia si ritrovarono nel girone “D” della IV Serie in compagnia di squadre piemontesi e toscane. La nuova strutturazione dei campionati  portò ad una crescita nelle necessità economiche per tutte le società. Questo elemento, intrecciandosi con altri fattori come quello riguardante la crisi industriale delle due città coinvolte nel processo di ristrutturazione delle grandi concentrazioni produttive e dei cantieri navali, portò ad una crisi verticale di Savona e Spezia, i due sodalizi che nei decenni precedenti erano risultati all’avanguardia, nel tenere alto il vessillo della Liguria in categorie importanti come la Serie B e la Serie C.

“Aquilotti” spezzini e “striscioni” savonesi, inclusi nella nuova quarta serie ’52-53, capitombolarono clamorosamente retrocedendo subito in quei campionati regionali che mai era loro capitato di frequentare, classificandosi rispettivamente al 15° e al 16° posto, in un girone, vinto dalla Carrarese davanti alle sorprendenti Rapallo e Sestri Levante. Le altre liguri partecipanti a quel girone si classificarono al 6°posto la Rivarolese e al 12° posto la Sestrese.

1953-54: Albenga bocciata

La stagione 1953-54 registrò un buon piazzamento della neo-promossa Arsenalspezia, classificata al quinto posto in un girone vinto dall’Aosta; con i gialloverdi spezzini erano presenti in quel girone anche Sestrese (settima), Rivarolese (tredicesima), Rapallo (quattordicesimo) e le retrocedenti Sestri Levante (quindicesimo) e Albenga (sedicesima). Per gli ingauni neo-promossi non era risultate sufficienti la classe di Roberto Longoni, la potenza di Gino Vignolo, la “verve” di Dario  Ballaucco.

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Il Vado che ha conquistato la IV Serie

1954-55: il boom del Vado

L’annata 54-55 fece registrare l’esplosione del “fenomeno” Vado. I rosso-blu, ritornati a respirare aria di campionati maggiori dopo lunghe stagioni di purgatorio, costituirono la vera sorpresa di quel torneo lanciando alcuni giocatori destinati a una brillante carriera. A questo proposito vanno citati Mino Persenda, ala destra dal dribbling strettissimo, passato successivamente a Spezia, Lucchese, Savona e Casale, e Nino Parodi, cannoniere di lusso anche con le maglie di Alessandria, Savona, Vigevano (in serie B), Casale, Sanremese.

Con i vadesi si misurarono, in quel girone A della IV Serie ’54-55 anche Arsenalspezia, Rapallo, Sestrese e Rivarolese: alle ultime due toccò subire una sfortunata retrocessione.

1955-56: l’ascesa della Veloce

Il nostro racconto riprende dalla stagione ’55-56, nel corso della quale si verificò il passaggio dalla IV Serie alla serie C di una super-Biellese, in grado di lanciare verso i palcoscenici del grande calcio il “duo” Raffin-Pochissimo; in quel campionato il Vado si confermò la migliore delle liguri (quarto posto), seguito dal Rapallo (decimo), Sammargheritese (undicesima) e Veloce Savona (quattordicesima).

La vicenda della Veloce Savona merita un poco di attenzione in più. La piccola società savonese, dai colori granata, s’impose all’attenzione generale in quel periodo, scavalcando nella considerazione degli sportivi la più blasonata concittadina bianco-blu che continuava ad attraversare un periodo di crisi.

Il “miracolo” dell’ascesa della Veloce fino alla IV Serie fu conseguito grazie agli sforzi compiuti da tenacissimi dirigenti quali il rag. Levo, la cui eredità di impegno e passione è poi passata al figlio, il dott. Monti uno dei più importanti albergatori della città, il direttore tecnico Giovanni Besio (un vero pioniere del calcio savonese, attivo in vari ruoli dagli anni ’20 fino a quelli ’80), l’allenatore Borgo (che abbiamo già trovato nella nostra storia, vent’anni prima in qualità di cannoniere-principe).

1956-57: Entella protagonista

Nella stagione 56-57 la pattuglia delle liguri in IV Serie si rafforzò attraverso gli innesti di Entella e Sestrese, che si affiancarono così alle già presenti Sammargheritese, Rapallo, Vado e Veloce.

Furono, questa volta, gli “entelliani” ad aprire un ciclo degno di nota. La squadra (che all’epoca sfoggiava una maglia nera con scudo bianco-celeste) era diretta dal dinamico presidente Chiesa che compì grandi sacrifici per allestire una compagine competitiva. Arrivarono giocatori di spicco: il portiere Righetti, i difensori Rolando, Cavina, Delle Piane; i centro-campisti Pieri e Fontana, dal vivaio blucerchiato; gli attaccanti Giacometti, Sanguinetti, Guerra (micidiale in fase realizzativa).

1957-1958: risorgono Savona e Spezia

Nel campionato 1957-58 si registrarono importanti novità: oltre alla Serie C, alla quale continuava a partecipare con grande onore la Sanremese, la IV Serie fu suddivisa in due categorie, denominate rispettivamente campionato Interregionale di Prima serie (3 gironi) e Seconda serie (8 gironi). Si riaffacciarono così alla ribalta del “calcio che conta” quelle due vecchie conoscenze che abbiamo visto decadere all’inizio degli anni ’50: Spezia e Savona.

Gli spezzini, ritrovata la possibilità di recuperare una certa competitività sul piano economico grazie alla presidenza dell’armatore Menicagli, parteciparono al girone A della Prima Serie, assieme a squadre lombarde, piemontesi, toscane e umbre. Per lo Spezia arrivò trionfale, la promozione nella nuova Serie C (a due gironi): artefici sul campo di questo magnifico successo degli “aquilotti” furono giocatori che, negli anni successivi, avrebbero calcato i campi della Serie A come Castellazzi, De Dominicis, Corelli, Corti oltre a fedelissimi quali Persi, Crivellente, Bumbaca, Zennaro, ed il già citato ex-vadese Mino Persenda. Una squadra che, personalmente, ricordiamo come una macchina pressoché perfetta.

In Seconda Serie si disputò un classico girone ligure-lombardo-piemontese. Vinse l’Entella, davanti al Vado, che poteva contare su un fertilissimo vivaio, settimo il Sestri Levante, allenato da Zucchero, ottavo il Savona riportato a galla dal lavoro del presidentissimo Stefano Del Buono, undicesima la Sammargheritese di Ardinghi, dodicesima la Veloce, che concluse così la sua avventura nei campionati interregionali, tredicesimo Rapallo, quattordicesima Sestrese.

1958-59: Savona superstar

Nel girone “A” ligure-piemontese si assistette alla definitiva resurrezione del Savona. I biancoblu, guidati in panchina dall’allenatore gentleman Felice Pelizzari, dominarono il torneo totalizzando 51 punti in 34 partite (all’epoca la vittoria valeva due punti), con più 8 in media inglese.

Furono lanciati un nugolo di “enfants du pays” che avrebbero lasciato un segno duraturo nella storia del sodalizio: Valentino Persenda, Nanni Ciglieri, Giulio Mariani, ritrovando tra i pali un grande protagonista come Bruno Ferrero.

Al secondo posto si piazzò l’Entella, che aveva irrobustito la difesa con il possente Nadalin; terzo arrivò il Rapallo di “Chico”Hanset, Pessina, Albertelli; quarto il Sestri Levante; decima l’Andrea Doria; quindicesimo il recuperato Varazze; diciassettesimo il Vado che, nonostante l’innesto di giovani di valore come Reggiori, Motto, Peluffo, Armella, Gaglione Pittaluga, non era riuscito a ripetere le imprese degli anni precedenti.

Ci si trovava, ormai, all’alba degli anni ’60, stavano cambiando tante cose, nella vita degli italiani come nel calcio.

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Ecco il Savona del trionfale ritorno in Serie C: da sin. in piedi, Mariani, Pastorino, Galindo, Ballauco, Ciglieri, Giacomelli, Gennari; accosciati da sin: Ratto, Brocchi, Teneggi, Contin

1959-60: ritorna la Serie D 

La nostra storia s’inoltra dunque nei mitici anni ’60: anni di cambiamento radicale, di vera e propria modernizzazione nel sistema di vita degli italiani alle prese con la liberalizzazione dei costumi e i primi approcci verso il consumismo (auto, tv, elettrodomestici, entrarono così stabilmente nella quotidianità, dopo aver rappresentato per molti, il firmamento irraggiungibile dell’“immaginario collettivo”).

Il calcio acquistò sempre più importanza nella realtà sociale: in questi anni si costruirono le prime realtà del “divismo” e del “tifo” organizzato, mentre le squadre di club italiane iniziarono a imporsi in Europa (il Milan di Rocco, l’Inter di Herrera) avviando la trasformazione del rapporto tra il gioco e le grandi masse di tifosi, in un fenomeno televisivo.

In quell’annata 1959-60 la IV Serie mutò la propria denominazione in quella di Serie D e, questo ovviamente va registrato per fedeltà di cronaca. Nel girone “A” si affermò l’Entella che distanziò di due punti il Derthona. Il complesso nero-scudato, magnificamente orchestrato in panchina dall’ex-spezzino Scarpato, impose la legge della sua grinta e della determinazione, armi storiche del “clan” entelliano.

La altre liguri presenti in quel girone terminarono a questo modo: quarto Rapallo, quinta Imperia (con l’ex-velociano  Pepè Minuto capocannoniere), settima Sammargheritese, undicesimo Sestri Levante, dodicesima Sestrese Doria, diciassettesima Arsenalspezia (retrocessa).

La novità fu costituita dal tentativo di fusione tra Sestrese e Andrea Doria, allo scopo di mantenere in vita in una qualche maniera, l’antica insegna doriana, ma l’esperimento, in verità, durò poco e con esiti modesti.

1960-61: la prima volta del Finale

In Serie D il girone “A” vide l’innesto in organico di squadre toscane e toccò proprio all’Empoli la gioia della vittoria: l’Imperia trascinata da Ranzini arrivò seconda, il Rapallo terzo. Le altre liguri si piazzarono a questo modo: sesto Sestri Levante, dodicesimo Finale Ligure, tredicesima Sammargheritese, quindicesima Sestrese (dopo spareggio: 2-1 al Cuneo).

La nota più lieta di quel campionato fu rappresentata dalla presenza del Finale Ligure. Neo-promossa, la compagine del centro rivierasco stupì per il gioco spumeggiante e l’assenza di timore reverenziale, anche per via della presenza di un veterano di classe come l’ex-savonese Merighetto e di uomini di grinta e di talento come i centrocampisti Tognato e Cresci, gli attaccanti Neri e Bergallo, il roccioso difensore Gian Negro già “mastino” del Vado.

1961-62: l’Albenga con Galindo e Paltrinieri 

In Serie D il successo finale arrise al Rapallo, con grande gioia del presidente Bogliardi e dell’allenatore Pessina, da poco transitato dal campo alla panchina. I ruentini distanziarono di soli due punti l’Entella (48 punti a 46) dopo un duello condotto davvero all’arma bianca.

Le altre liguri, in quel campionato di Serie D 1961-62 si piazzarono a questo modo: sesta Imperia, ottava Finale Ligure, nona Albenga (neo-promossa che mise in mostra gli ex-savonesi Galindo e Paltrinieri, oggi “Don Lello”, il prete degli emarginati), undicesima Sestri levante, sedicesima Sammargheritese. Gli arancioni retrocessero dopo un doppio spareggio con il Derthona: 1-1 a Savona (non bastò un gran goal in rovesciata del vecchio ex-entelliano  Casagrande) e 1-3 a Piacenza. L’ultimo, melanconico posto in classifica toccò alla Sestrese.

1962-63: Imperia vice grande

In Serie D le squadre liguri erano state nuovamente abbinate alle toscane. Il successo finale toccò alla Carrarese che mise in fila tre liguri: Imperia seconda, Spezia terza  e Entella quarta. Le altre terminarono così: settimo il Sestri Levante, quindicesima la Lavagnese (neo promossa e irrobustita dall’innesto di un veterano come Ciglieri), sedicesima l’Albenga retrocessa nonostante l’ennesimo ritorno di Balloni in panchina.

1963-64: di nuovo l’Entella

Squilli di tromba in quel di Chiavari: l’Entella ritornò in Serie C, superando per due punti la Massese al termine di un durissimo girone “A” di Serie D. L’allenatore Pastorino aveva saputo fondere magistralmente gli anziani Delle Piane, Nadalin, Piazza con le nuove leve: Scabini, De Rossi, Dossena, “Pucci” Gittone, poi tra i protagonisti della grande stagione del Savona dalla C alla Serie B.

Le altre liguri terminarono così il girone: terza l’Imperia, quarto lo Spezia, nona la Sanremese, undicesimo l’Alassio (neo promosso dopo un grande campionato vinto in Promozione grazie ai vari Zenari, Lunetta, Armella, Casanova, Bith, Magliooni ed all’ex-genoano Ghiandi), dodicesimo il Finale, quattordicesimo il Sestri Levante. Sorte segnata per Lavagnese e Sammargheritese

1964-65: retrocede il Finale

Il  girone “A” della Serie D 1964-65 registrò il prepotente successo del Rapallo allenato dall’ex-interista e nazionale Aldo Campatelli. I bianconeri (tra i quali vanno ricordati il terzino Caffaratti ed il mediano Canali, futuro buon allenatore) sopravanzarono Asti e Imperia. La Sanremese in declino finì quattordicesima, mentre si trovarono sbalzate tra i Dilettanti il Finale, diciassettesimo (i giallorossi ritroveranno la Serie D soltanto 51 anni dopo nell’attuale stagione 2016-17) e il Sestri levante diciottesimo.

1965-66: Albenga tra le grandi

Successo ligure anche nel girone “A” della Serie D 1965-66: penalizzato di tre punti il Viareggio per via di un illecito sportivo, lo  Spezia del cannoniere Vallongo e del coriaceo Nedo Sonetti si ritrovò promosso in Serie C, dopo aver conquistato il terzo posto. Ancora notevole il torneo dell’Albenga (imperniata su atleti di sicura caratura per la categoria, quali Nehuoff, Celiberti, Ciotti, Rumazza, Cazzola) salita fino al quinti posto, settima arrivò la Sanremese (rafforzata da un giocator di classe come Giulio Mariani, che aveva lasciato il Savona dopo 11 anni, ed il vadese Piero Armella), nono l’Alassio, decimo il neo-promosso Gruppo “C”, in cui militavano sicuri talenti tipo Bussalino, Spinetta, Magnanego, Tagliaferri, ed alcuni super-veterani del calcio ligure quali Valpreda, Novella, Marchiandi, undicesima, infine, l’Imperia un po’ in flessione.

1966-67: l’anno senza retrocessioni

La Serie D non prevedeva retrocessioni, in quel 1966-67, in vista di un allargamento degli organici. Il Girone “A” venne vinto dal Pavia, e vi presero parte per la Liguria: Sanremese quarta; Albenga quinta; Gruppo “C” sesta; Sarzanese (neo-promossa) nona; Alassio, dodicesimo, Imperia sedicesima, Sestri levante, diciassettesimo.

1967-68: Sanremese con Teneggi e Zenari

In serie D, girone A, al successo finale dell’Asti, le liguri corrisposero con un quarto posto della Sanremese (irrobustita dal alcuni veterani di lusso come Sergio Zenari tra i pali e Corrado Teneggi in attacco, oltre che dai gol puntualmente messi a segno da Paolo Tonelli). Buon sesto posto della Sestrese, ritornata fuori regione dopo aver vinto innumerevoli gironi di Promozione ed aver perso altrettante finali. Una Sestrese al cui salto di qualità aveva fornito un decisivo apporto l’allenatore-giocatore Gigi Bodi: un tipo del quale dovremo parlare ancora molte volte.

Seguirono, l’Alassio al nono posto, l’Albenga tredicesima (allenata in quella stagione da un immaginifico ungherese, Lajos Szekely che lanciò tra gli ingauni Pier Basili, un savonese futuro centravanti di Avellino, Parma, Modena, Udinese, Lecce, ecc,ecc), Sestri Levante quattordicesimo, Imperia quindicesima e Gruppo “C” diciassettesima e retrocessa, Ligorna diciottesima ed anch’essa destinata nuovamente alle divisioni inferiori, dopo la sua prima (ed unica) esperienza nei campionati interregionali. Da ricordare, in questa occasione, il trainer Gigi Mulas, vero trascinatore di quel momento d’oro nella vita del sodalizio biancoceleste.

1968-69: Derthona senza rivali

Anche il Serie D la Federazione provvide alla suddivisione geografiche delle nostre rappresentanti regionali. Nel girone A, protagonista assoluto il Derthona, si registrarono le presenze di Imperia settima, Sestrese ottava, Sanremese, decima, Albenga, dodicesima, Alassio, quattordicesima, Sestri Levante, diciassettesima.

Nel girone “E” risultò, invece, magnifico il comportamento della Sarzanese di Lazzerini, nelle cui fila muoveva i primi passi verso il grande calcio Corrado Orrico: i rosso-neri arrivarono sino allo spareggio valido per salire in Serie C, cedendo 1-0 alla Lucchese, vittoriosa con una rete dell’ex-savonese  Albino Cella. Risultò buono anche, nel girone toscano, l’undicesimo posto conseguito dall’Arsenal Spezia appena salito di categoria.

Protagonisti dell’impresa dei gialloverdi (come già nella vittoria finale in Promozione, conseguita nella stagione precedente attraverso un doppio spareggio con il Varazze: 0-0 e 3-1) alcuni ex o futuri spezzini come Castellazzi, Incerti, Piscina ed il portiere di origine egiziana Farouk Elbay, oltre al presidente Albino Buticchi, futuro e sfortunato “patron” del Milan.

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1969-70:  Bodi fa grande l’Imperia

Altra musica nel girone “A” di Serie D: finalmente l’Imperia colse quel successo pieno, più volte sfiorato nel corso degli anni ’60. “Gigi” Bodi, arrivato sulla panchina nero-azzurra proveniente dalla Sestrese, mise assieme una squadra di grande spessore tecnico e agonistico, fondata sull’esperienza di Natta, Marchiandi, Giordano, la classe di Bosca e Cicognini, il dinamismo di Marietto Dubourgel e la grinta di “Tore” Sassu.

In quel girone “A” della Serie D 69-70 si classificarono inoltre: settimo il Rapallo, che mise in mostra il goleador ex-atalantino e fiorentino Rozzoni (13 bersagli all’attivo), undicesima l’Albenga, la cui panchina venne affidata a Luciano Testa, il giocatore più rappresentativo di tutta la storia calcistica ingauna, quattordicesima la Sestrese, mentre retrocedettero la Sanremese (che ormai aveva chiuso il grande ciclo aperto negli anni ’50 con la partecipazione al girone unico di Serie C) e l’Alassio (alle “vespe” non fu sufficiente l’abnegazione del super-fedelissimo Lunetta, che in quel campionato giocò addirittura una partita in porta).

C’era un po’ di Liguria anche nel girone “E” di Serie D; la Sarzanese, infatti, giunse nona, mentre il successo finale arrise ai toscani dell’Aquila Montevarchi.

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L’Imperia di Gigi Bodi protagonista della conquista della Serie C

1970-71: nell’Albenga brilla Vasconi

In Serie D il girone “A” 1970-71 visse una stagione illuminata dal duello per il primato, ingaggiato tra Pro Vercelli e Biellese: dopo due spareggi senza esito le bianche casacche salirono in Serie “C” grazie al sorteggio.

La migliore delle liguri risultò, in quel frangente, la Sarzanese giunta terza; l’Albenga pervenne all’ottavo posto evidenziando la pura classe dell’ala Nico Vasconi, ex-velociano; dodicesime a pari merito Sestrese e Rapallo.

1971-72: quarta piazza per gli ingauni

Nel girone “A” della Serie D l’Albenga si trovò, invece, impegnata fino alla fine nella lotta per la promozione. I bianco-neri ingauni arrivarono al quarto posto, preceduti oltre che dalla Cossatese dello spumeggiante duo Poirè-Sollier anche da Asti e Biellese. Sono da ricordare, di quella brillante stagione in riva al Centa, il nuovo allenatore “Chico” Hanset (che abbiamo già incontrato come terzino di gran classe nel Rapallo), l’estrosa mezzala “Miro” Zunino e la dinamica ala Spruzzola.

Da rimarcare ancora, per quel girone A di Serie D 1971-72 l’undicesimo posto del Sestri Levante, e va ricordata la figura del tecnico Natale Zamboni, scomparso prematuramente. Zamboni diresse molte società in Liguria e in Piemonte (Cuneo, Cairese, ecc.) con grande competenza e con un tratto di inestinguibile signorilità.

Anche la Sarzanese militò, nel corso di quell’intensa annata 71-72 in Serie D: la squadra rosso-nera, allenata dall’ex-torinista Gualtieri, che poteva contare sui “voli pindarici” dell’anziano Mencacci, sulla classe del futuro laziale Franzon e sui goal di Buoso, giunse sesta in un girone dominato dall’Aquila Montevarchi, che potè contare sull’apporto, dalla panchina, di Antonio Valentin Angelillo.

1972-73: vince la Gaviese di Robbiano

Le liguri partecipanti alla Serie D furono divise in due tronconi: Imperia ed Albenga terminarono rispettivamente quarta ed ottava nel girone “A” vinto dalla Gaviese di Mario Robbiano che allineò, tra gli altri, l’ex-sampdoriano “Martello” Delfino e l’ex-genoano Rivara (la “tigre di Ronco); Entella, Sestri Levante, Lerici (una novità appena salita dalla Promozione) e Sarzanese terminarono nell’ordine decima, tredicesima, tredicesima, quindicesima, diciassettesima, assistendo da lontano al successo del Grosseto, allenato dall’ex-genoano Genta e orchestrato in campo dall’esperienza dell’ex-.fiorentino Carpenetti.

Molto nutrita per contro la nostra rappresentanza regionale nel girone “A” della Serie D. La migliore del lotto, dominato dall’Albese di De Gasperi e Strumia, risultò l’Imperia allenata da Turra che, ricostituita la coppia degli eterni “cognati terribili” Natta e Gittone  giunse al quarto posto, subito dietro si piazzò l’Entella, mentre il Savona, partito male e poi ripresosi grazie all’avvento nella direzione tecnica della coppia Cucchi-Pelizzari finì con l’assestarsi sulla settima posizione. Nono posto per la Sarzanese diretta da Castellazzi ed illuminata dalla classe di Dido, mentre si rivelò inevitabile la retrocessione per la Levante, in un campionato risultato inaccessibile per le possibilità tecniche della compagine genovese che pure, oltre a Locatelli, poteva contare su fior di atleti come Macelloni, Blondet, Onori.

1973-74: terza piazza per l’Imperia 

La nostra rappresentanza regionale nel girone A della Serie D 1973-74 risultò particolarmente folta: l’Imperia arrivò terza, fallendo di poco la rincorsa al Casale nonostante il gran gioco dell’ex-bolognese Ghetti ed il ritorno in panchina di Bodi al posto di Duzioni; quarto posto per il Sestri Levante, di cui va ricordata la direzione tecnica di Fosco Becattini; nona l’Entella, quattordicesima la neo promossa Levante che allineò illustri personaggi del mondo calcistico genovese, dall’ex savonese Tosello, agli ex genoani Locatelli e Morelli (si pensi che, nel vittorioso campionato di Promozione 1972-73  aveva giocato nelle fila dei “blu” assicurativi perfino Paolone Barison, poi mancato in seguito ad un tragico incidente stradale nel quale era rimasto gravemente ferito anche Gigi Radice, suo grande amico con il quale stava tornando cda una gita in Riviera).

1974-75: il Savona scende in Serie D

La stagione del mesto ritorno del Savona in Serie D. Molto nutrita anche in questa annata la nostra rappresentanza regionale presente nel girone “A”. La migliore del lotto, dominato dall’Albese dei De Gasperi e Strumia, risultò l’Imperia allenata da Turra che, ricostituita la coppia degli eterni “cognati terribili” Natta e Gittone giunse al quarto posto; subito dietro si piazzò l’Entella, mentre il Savona, partito male e poi ripresosi grazie all’avvento nella direzione tecnica della coppia Cucchi-Pelizzari finì con l’assestarsi sulla settima posizione. Nono posto per la Sarzanese, diretta da Castellazzi, illuminata dalla classe di Dido; mentre si rivelò inevitabile la retrocessione per la Levante, in un campionato risultato inaccessibile per le possibilità tecniche della compagine genovese che pure, oltre a Locatelli, poteva contare su fior di atleti come Macelloni, Blondet, Onori.

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3 novembre 1974 7a giornata Entella-Savona 1-0. Questi i biancoblu in campo quel giorno: da sinistra: il segretario Chiarenza, Orcino, Perlo, Rota, Canepa, Nacinovich, Borri; in ginocchio: Favalli, Cucchi, Corbelli, Corbellini, Brignole

1975-76: Bodi licenziato due volte

Nella Serie D, girone “A”, si può ben affermare che il Savona perse una grande occasione: il nervosismo del “patron” Robbiano capace di licenziare nella stessa stagione due volte Bodi (sostituito alla fine da Nino Parodi, ex-centravanti di Vado, Alessandria, Vigevano e dello stesso Savona), finì con il frenare il rendimento della compagine biancoblu che, pur disponendo di due “bocche da fuoco” come Panucci e Beppe Corbellini, giunse soltanto terza alle spalle della non irresistibile coppia Biellese-Omegna (la partita persa in casa dagli striscioni, ad opera dei “lanieri” grida ancora adesso vendetta).

In quel campionato si registrò anche il gradito ritorno della Sanremese giunta sesta nella classifica finale: tra i biancoazzurri, allenati da Brenna, si posero in evidenza tutta una serie di assi del calcio ligure, dal “libero” Gatti ad Alberto Tonoli ed ancora Zitta, Scaburri, Bruno Perlo, Giampiero Ventura (attuale c.t. della Nazionale, dopo una lunga carriera sulle panchine di Entella, Cagliari, Sampdoria, Bari e Torino).

Questi i piazzamenti conseguiti dalle altre liguri presenti in quel torneo: decima l’Imperia, undicesimo il Sestri Levante (in evidenza il centravanti di scuola savonese Tonino Sacco), dodicesima l’Entella, che aveva rilanciato in panchina un grosso nome come quello di “Nano” Bassetto.

1976-77: Robbiano caccia Tognon

In Serie D, girone A 1976-77, successo finale di un Omegna targato Liguria; nelle fila rossonere alla regia di Piero Pittofrati, corrisposero, infatti, puntualissimi i gol di Victor Panucci, come era già avvenuta nelle juniores del Savona dei primi anni ’60.

Ancora turbolenta la vita del Savona in quel periodo: dopo poche giornate di campionato Robbiano cacciò “mister” Omero Tognon, sostituendolo con l’inadatto Agosti; tra i biancoblu non bastarono così, per avvicinarsi al primato, le meraviglie delle mezze ali Pupo e Pandolfi e la regolarità realizzatrice di Geremia.

Il Savona fu soltanto quarto, mentre sorprese al quinto posto il Sestri Levante del presidente Pezzi e dell’allenatore Becattini, che allineò il micidiale tandem tandem d’attacco formato da Cuccu e Melillo. Sesta arrivò l’Entella allenata da Baveni che disponeva di un grande attacco imperniato su “lampadina” Chiarotto, Comini, Favara e sull’ancor validissimo Ermanno Cristin. Ottavo posto per l’Imperia e nona posizione per la neo-promossa Rivarolese, diretta da un Nocentini in grado di mixare al meglio la giovanile esuberanza di Bocchinu con l’esperienza di Tiziano Stevan e Pucci Gittone; quest’ultimo ormai in chiusura di carriera, prima di dedicarsi completamente alla famiglia ed al distributore di Pegli.

1977-78: Savona con Persenda in panchina

I campionati della stagione 1977-78 furono incentrati, al nostro livello, sulla prospettiva della nuova strutturazione dei tornei prevista dalla Federazione attraverso lo sdoppiamento della Serie C, in C1 e C2. In Serie D si verificò così la promozione in Serie C2 assicurata per Imperia, vincitrice del girone, Savona seconda e Sanremese quinta.

Le annotazioni più importanti riguardanti delle nostre squadre: nei nero-azzurri imperiesi, mentore Bruno Baveni, l’esplosione degli attaccanti Sacco e Manitto; nel Savona l’avvento in panchina di Valentino Persenda, uno degli uomini-simbolo di tutta la storia biancoblu; nella Sanremese l’affermarsi di un giocatore di valore come Graglia.

Restarono escluse dalla nuova C2: Sestri Levante, Entella, (non erano bastati i goal di Cristin e il ritorno in panchina di “Budda” Campanelli, Albenga (dove aveva esordito in panchnina Paolo Tonelli) e Rivarolese (retrocessa direttamente nei dilettanti).

1978-79:  brillano Albenga e Pontedecimo

La Serie D, ormai diventata la quinta serie nazionale, vide l’affermazione nel girone “A” dell’Arona, con questi piazzamenti conseguiti dalle liguri: quinta Albenga, settimo Pontedecimo, dodicesimo Sestri Levante, quindicesima Entella, retrocessa.

In Serie D il passaggio di categoria premiò Asti e Omegna, mentre risultò sorprendente il quarto posto realizzato dal Pontedecimo, neo promosso e diretto dall’ex genoano Luciano Delfino, con in organico un goleador come Sodini capace di realizzare 19 reti.

Il Sestri Levante finì undicesimo, l’Albenga dodicesima mentre durò soltanto dodici mesi il sogno di gloria della Sestrese, appena risalita dalla Promozione e terminata diciottesima, nonostante il buon lavoro del “mister” Edilio Solari

1979-80: Pontedecimo ok, scende la Sestrese

In Serie D il passaggio di categoria premiò Asti ed Omegna, mentre risultò sorprendente il quarto posto del Pontedecimo neo promosso e diretto dall’ex genoano Luciano Delfino, forte di un goleador come Sodini capace di realizzare ben 19 reti. Il Sestri Levante finì undicesimo, l’Albenga dodicesima mentre durò soltanto 12 mesi il sogno di gloria della Sestrese, appena risalita dalla Promozione e terminata diciottesima, nonostante il buon lavoro del “mister” Edilio Solari.

1980-81: Sacco trascina l’Imperia

Nella Serie D, girone “A”, si verificò il pronto riscatto dell’Imperia, dopo la delusione della precedente stagione. I nerazzurri trovarono subito la via di una nuova promozione avvalendosi dell’apporto del tecnico di scuola juventina Giovannino Sacco, mentre la squadra poggiò essenzialmente su Schiesaro, Sacco, Lombardi e Atragene. Al sesto  posto si classificò il Rapallo, capace di recuperare il posto il Serie D dopo un’eclisse più che decennale grazie alla fusione con la squadra genovese del San Desiderio che, nella stagione precedente, aveva vinto lo spareggio-promozione imponendosi 4-2 al Vado sul terreno di Marassi, undicesimo il Pontedecimo, quattordicesima l’Albenga, diciassettesimo il Sestri Levante.

1981-82: la D diventa Interregionale

Il campionato di Serie D muta la propria denominazione in campionato Interregionale, rimanendo comunque il quinto livello della struttura del calcio italiano. Nel girone “E” vinto dal Pontedera, l’Entella si piazzò al quarto posto, con 12 reti del ritrovato Sodini, il Vado, ritornato dopo ben 22 anni a respirare l’aria di questo livello, al settimo posto, la Sarzanese al nono, Sestri Levante decimo, Albenga undicesima, Rapallo tredicesima. Retrocessione per il Pontedecimo, quattordicesimo, anche se nelle fila granata Marazzi riuscì nell’impresa di mettere a segno ben 12 gol.

1982-83: cresce la Cairese di Cesare Brin

Liguri divise in due diverse “poule”. Nel girone “A”, protagoniste le piemontesi con la Biellese a dettare legge grazie al goleador Enzo ex- foggiano e romanista, le migliori rappresentanti della nostra regione furono due neo-promosse: la Busallese piazzatasi al  quarto posto, grazie anche ad un campionato “monstre” sfoderato  dal difensore ex genoano Scremin e la Cairese, giunta quinta. Una Cairese ormai attrezzata da Cesare Brin per competere ai massimi livelli e illuminata dai tocchi di classe di “Miro” Zunino oltre ad essere sospinta dai goal di Bennati. Nono posto per il Vado, sorretto dalla classe di un Mazzucchelli, che forse avrebbe potuto compiere qualche gradino in più nella carriera; decima piazza per l’Albenga, imperniata sul tandem di centrocampo “tutta esperienza” Plutino-Bosca.

1983-84: spareggio fatale per la Cairese

Nel campionato Interregionale definito decollo della Cairese, arrivata questa volta a sfiorare il successo finale. Non furono infatti sufficienti le normali giornate di campionato per dirimere il contenzioso tra i gialloblu e la Pro Vercelli. Ci volle uno spareggio che vide le “bianche casacche” imporsi per 2-1 ai tempi supplementari.

Grande campionato anche per l’Albenga, in quella stagione 1983-84: gli ingauni giunsero al terzo posto, con una squadra dinamicizzata dalla “verve” di Franco Davi e resa pericolosa dalla sempre puntuale presenza in zona goal di Antonio Marcolini. La “sorpresissima” fu però fatta registrare dalla neo-promossa Andora, giunta al quinto posto: il tecnico Sinagra dimostrò tutto il valore delle sue intuizioni, avendo radunato in bianco-celeste alcuni dei migliori prodotti del calcio ponentino, da Atragene a Marinelli a Ottonello.

Vado al sesto posto, un piazzamento di lusso dovuto soprattutto al buon funzionamento del tandem d’attacco Altovino – Catroppa. La Busallese, invece, non riuscì a ripetere il bell’exploit del campionato precedente, finendo al sedicesimo posto e chiudendo definitivamente l’esperienza dei tornei interregionali.

Nel girone “E” di quel campionato interregionale si pose in evidenza anche la Sarzanese (quarta), con il marcatore Tosi in grande spolvero; di seguito arrivarono l’Entella (quinta) ed il Rapallo (sesto). Buono anche il comportamento della matricola Migliarinese (ottava).

1984-85: super Cairese conquista la Serie C”

In quell’annata 84-85 si compì, nel girone “A” dell’Interregionale, il capolavoro di Brin e Seghezza; la Cairese riuscì a vincere il campionato. L’esperienza di Zunino e Ottonello; la forza di Mario Bertone; il senso del goal di Altovino, ebbero ragione dell’intero lotto delle contendenti e, per la prima volta, il capoluogo della Val Bormida riuscì ad accedere all’olimpo della Serie C/2.

Alle spalle della Cairese risultò di spicco il sesto posto dell’Albenga ed il decimo dell’Andora, mentre retrocedettero Varazze (il cui ritorno al di fuori dei campionati regionali durò così proprio “l’espace d’un  matin”) e il Vado (ceduto Catroppa al Casale, la coppia Sodini-Monte non riuscì a colmare il vuoto lasciato dal goleador).

Anche a Levante, nel girone ”E”, si registrò un successo ligure, con l’Entella (fusasi nel frattempo con i vicini di casa del Bacezza) capace di vincere il campionato, portando anche Antonucci (dodici reti) al vertice della classifica cannonieri. Alle spalle dei bianco-celesti si classificarono: Migliarinese (quarta), Sarzanese (settima), Rapallo (ottavo) e Bogliasco-Pontetto, sfortunata neo promossa, finita al sedicesimo posto.

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La grande Cairese capace di conquistare la promozione di Serie C2: da sin., in piedi, Talami, Turone, Pietropaolo (per lui un ricordo commosso), Tomasino, Di Stefano, Fracas; accosciati: Bozzini, Castellazzi, Natale, Eretta

1985-86: Imperia alle spalle del Casale 

Nell’Interregionale, girone A, la stagione ’85-86 va ricordata soprattutto per il duello al vertice tra Casale e Imperia, con successo finale dei nerostellati: per l’Imperia giunta seconda, rimasero in bacheca le tredici reti del centravanti italo-belga Claudio Desolati, già protagonista nei suoi anni verdi con Genoa e Fiorentina.

Positivo si rivelò l’esordio della nuova Levante C-Pegliese (società frutto di fusioni successive tra Levante, Gruppo C e – appunto – Pegliese) classificatasi al sesto posto, decima piazza per l’Albenga e quattordicesima (con retrocessione) per l’Andora, dove a Spigno non riuscì l’impresa di rimpiazzare a dovere Sinagra.

Una ligure al secondo posto anche nel girone “E” dell’Interregionale: la Migliarinese sospinta dai goal di Pini, insidiò, infatti, fino alla fine il primato del Cuoiopelli. Le altre nostre corregionali incluse in quel girone terminarono all’undicesimo posto la Sarzanese, quattordicesima la Sammargheritese, sedicesimo (con retrocessione) il Rapallo.

1986-87: Panucci salva il Savona

Nel girone “A” del campionato interregionale la migliore delle “nostre” risultò la Levante “C” Pegliese (con ottime prestazioni di Parodi, Roffi e Monari) piazzatasi al quarto posto, sesta arrivò l’Albenga, ottava la Cairese, che per risalire la china aveva puntato sull’esperienza di Romei e Barlassina.

All’insegna dell’incertezza il campionato del Savona: la società era stata rilevata da due personaggi, Quartaroli e Binacchi (quest’ultimo ricoprì anche l’incarico di allenatore), già protagonisti del fallimento del Suzzara. I due tipi amavano confondere il calcio con gli affari e la cassa della società con la propria.

Chiamati a Savona un buon nugolo di giocatori d’esperienza, fra cui il fantasioso brasiliano Carlinho dal tiro a fulmicotone, i due abbandonarono la piazza a tre-quarti del cammino, lasciandosi alle spalle misteriose storie di assegni a vuoto. Toccò così a “Victor” Panucci tirare in salvo la barca, guidando dalla panchina la squadra “ragazzi” al nono posto finale.

Da ricordare ancora il decimo posto del Vado e la retrocessione dell’Imperia entrata in una gravissima crisi societaria. La stagione 86-87 fu, soprattutto, la stagione di una grande Sarzanese, vittoriosa nel girone “E” del campionato interregionale con due punti di distacco sul tenacissimo Carpi. Una macchina perfetta quella rosso-nera oliata a dovere dall’allenatore Bergamini e fatta girare al massimo in campo, dai vari Discepoli, Romiti, Russi, Vignali. In quello stesso girone la Migliarinese arrivò decima, mentre il Levanto conseguì il sedicesimo posto.

 

 

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Il Vado tornato in Serie D

1987-88: i debiti affondano il Savona

Al Savona il periodo della presidenza di Enzo Grenno (subentrato al disastro Binacchi- Quartaroli) iniziò proprio male: non tanto per l’andamento sportivo, perché la squadra impostata su di un rigido assetto difensivo dall’allenatore-giocatore Mauro Della Bianchina conseguì un buon sesto posto finale, quanto per ragioni di carattere economico.

I debiti accumulati nei confronti della Federazione da parte della precedente gestione, causarono infatti l’esclusione del sodalizio dal campionato Interregionale 1988-89: il “clan” biancoblu, comunque, seppe recuperare subito il proprio posto vincendo con assoluta facilità il proprio girone di Promozione.

Le altre liguri militanti nell’Interregionale ’87-88, girone “A”, finirono il campionato in queste posizioni: settima Ventimigliese (neo-promossa, portata in alto dal buon lavoro dell’allenatore Pisano, ex-interista, savonese e imperiese), ottava la Cairese, nono il Vado, tredicesima la Levante C. Nel girone “E” si registrò un buon comportamento della matricola Sammargheritese (sesta) nelle cui fila si dimostrarono esplosivi Marchesini ed Ubertelli e dodicesimo posto per la Migliarinese.

1988-89: Barlassina promuove il Cuneo

Molto numeroso risultò il nugolo delle liguri partecipanti al campionato Interregionale 88-89, girone “A”. Il primato, però, toccò ad una piemontese, il Cuneo, pieno di ex-savonesi, dall’allenatore Barlassina ai giocatori Nistri e Parenti. Ma il successo dei biancorossi cuneesi fu contrastato fino in fondo dalla Levante C, magistralmente diretta da Locatelli, ed imperniata sugli ottimi Zappa, Carrea, Ubertelli, Sisinni: i gialloblu arrivarono secondi.

I piazzamenti delle altre liguri registrarono il quinto posto della Sammargheritese (con Sarti-Magi a suggerire tante palle goal a Righetti), sesta la Carcarese, in una fase di grande entusiasmo per la Val Bormida, nona la Ventimigliese, undicesimo il Vado, dove si registrò l’esordio del generosissimo centrocampista Ponzo, poi approdato a  Cesena, Reggiana, Modena e tornato a Savona per chiudere la carriera (la sua tragica scomparsa è una ferita ancora fresca e dolorosa per i famigliari e tutti gli sportivi), poi il Levanto tredicesimo e l’Albenga quattordicesima.

Amara retrocessione, invece, per la Cairese che terminò quindicesima nonostante le capacità realizzatrici messe in mostra da Valeri e l’illuminata regia dell’anziano Manueli ex di Alessandria, Genoa, Atalanta e Varese.

1989-90: Savona quinto con Vallongo

Risultò positivo anche il ritorno del Savona nell’ambito del Girone “A” del campionato Interregionale. La squadra biancoblu, affidata a Vallongo che sostituì Della Bianchina (trainer di una super-vittoria nel campionato di Promozione 88-89, conclusosi con una sola sconfitta al passivo), trovò i suoi punti di forza nell’attaccante Valeri e nei centrocampisti Chicchiarelli e D’Agostino conseguendo un buon quinti posto. Nona posizione per la Pegliese Rostkafè (che aveva abbandonato l’etichetta “Levante”), tredicesimo posto per la Ventimigliese allenata da Spigno e quattordicesima piazza per la Sammargheritese.

1990-91: il Savona vince la Coppa Italia

Il girone A del campionato Interregionale venne dominato da cima a fondo da una formidabile Pistoiese, sconfitta una sola volta in tutta la stagione. Il Savona giunse quarto, seguito da Sammargheritese sesta, Rapallo settimo, mentre Pegliese e Ventimigliese subirono la disfatta della retrocessione.

L’annata 1990-91 va però ricordata per un avvenimento di grande importanza, almeno per la nostra modesta storia: la finale della Coppa Italia Dilettanti, infatti si trasformò in un affare “regionale” tra Savona e Sestrese. I  biancoblu si erano affermati nella Coppa riservata alla Categoria dell’Interregionale, i verdestellati in quella riservata alle squadre di Promozione. Il derby si svolse a Locri, in una sede insolita ad oltre 2.000 km. di distanza dalla nostra Riviera. Scelta un po’ folle sul piano logistico e della partecipazione delle tifoserie.

Riportiamo per intero il tabellino di quella partita.

23 Giugno 1991

Savona – Sestrese 2-0

Reti: Gatti 30’ e 92’.

Savona: Viviani, Mozzone, Carrea, Adda, Marazzi, Bottari, Bocchi, Cuc, Gatti, Di Somma (Biolzi dal 59’) Lentini; all. Vallongo.

Sestrese: Vallebona, Dolcino, Bevilacqua, Pesce, Puppo, Alessio, Mieli, Tretarossi, Prestia, Noris, Balboni (Pileddu dal 69’); all. Bodi.

Arbitro: Garrito di Catania.

Insomma dopo tanti anni un vero, grande, trionfo per il Savona resuscitato dal giovane presidente Enzo Grenno, da sempre innamorato dei colori biancoblu.

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I protagonisti della storica vittoria di Coppa. In piedi da sin.: il massaggiatore Prussiati, Viviani, Adda, Sinopia, Mozzone, il medico sociale dottor Stellatelli, Di Somma, Barlocco, il presidente Grenno, l’allenatore Vallongo; al centro: Cuc, il magazziniere Bertolucci, Lazzaretti, Bonomo; seduti: Lentini, Carrea, Bottari, Gatti, Biolzi, Bocchi

1991-92: Savona beffato ai rigori

Risultò avvincente e drammatico il campionato del Savona: i biancoblu disputarono, infatti, un vero e proprio testa a testa con la compagine lombarda dell’Oltrepo, per il primato nel girone A dell’Interregionale. Il sogno dei savonesi svanì soltanto davanti alla lotteria dei calci di rigore, tirati in conclusione dello spareggio svoltosi sul terreno del “Natal Palli” di Casale Monferrato. Non erano bastati i 49 punti totalizzati in classifica, per quel Savona allenato da Corrado Orcino (ex-perla del vivaio anni’70).

Intanto in casa savonese si stava affermando il carisma del portiere Viviani, un atleta che può ben essere giudicato come uno dei migliori interpreti del ruolo nell’intera storia della società che pure può vantare una galleria di numeri 1 davvero illustri: Martini, Valerio Bacigalupo, Pendibene, Bruno Ferrero, Tonoli, Ghizzardi, Zenga, Ridolfi tanto per fare soltanto qualche nome.

Le altre liguri partecipanti al campionato Interregionale 1991-92 si piazzarono in questo modo: ottava Sammargheritese, dodicesimo Rapallo, tredicesima Sarzanese, diciottesima (retrocessa) Cairese.

1992-93: nasce il Campionato Nazionale Dilettanti

Il campionato Interregionale mutò nuovamente denominazione, assumendo quella di Campionato Nazionale Dilettanti. Nel girone “A” vinto dalla Vogherese, che poteva contare sull’esperienza del direttore sportivo Osvaldo Verdi già grande terzino  del Savona in Serie B, la migliore delle liguri risultò il Rapallo giunto terzo (cannoniere Marafioti con 12 bersagli). Il resto della “nostra” classifica si configurò così: Savona quinto (buono il duo d’attacco Ferraris-Pilleddu, acquistato dalla Sestrese), Sanremese decima, Sarzanese quindicesima e Sammargheritese diciottesima, retrocessa con l’ex difensore genoano Gorin coinvolto nel crack quale responsabile, per qualche tempo, della panchina degli arancioni.

1993-94: scendono Sanremese e Migliarinese

Ancora il Rapallo sugli scudi nel girone “A” del CND ’93-94 vinto dalla Pro Vercelli; i ruentini si classificarono al quarto posto presentando in organico anche il difensore Da Silva, figlio del famosissimo attaccante brasiliano della Sampdoria negli anni ’60. Il Savona terminò settimo con un po’ di delusione per via dell’apporto altalenante fornito dall’atteso “piede di velluto” Verdicchio; la Sarzanese, nella cui fila stava facendo le sue prime prove di goleador Masitto, si classificò undicesima. La retrocessione toccò a Sanremese (sulla cui panchina era tornato Rondanini) e Migliarinese (appena risalita e subito discesa).

1994-95: gran ritorno della Sestrese

Il ritorno della Sestrese nel girone “A” del CND fece registrare un ottimo risultato: il trio Balboni- Noris-Pennone riuscì a far salire – grazie ad ottime prestazioni a centrocampo e in attacco – le quotazioni dei verdi fino al terzo posto; quarto il Savona di Ferraro, mentre fu retrocesso il Rapallo colpito da una crisi finanziaria, dopo le buone prestazioni delle stagioni precedenti

1995-96: delude il Savona di Ferraro

Le prestazioni delle liguri nel Girone “A” del CND risultarono modestissime. Il Savona, che pure era riuscito a battere la capolista Pisa (1-0) in una gara casalinga che aveva registrato – dopo tanti anni – il ritorno di un discreto pubblico al “Bacigalupo”, fermò la propria corsa all’undicesimo posto, rendendo vani gli stimoli offerti da un allenatore preparato come Ferraro e la presenza di giocatori esperti come Sbravati, Valentino, Peluffo; quattordicesimo posto per la Sestrese e retrocessione per il Pontedecimo.

1996-97: Patrick Panucci re dei bomber

Nel girone “A del CND, dominato dal Viareggio, si registrò un buon ritorno della Sanremese (terza) allenata da Cichero, un fedelissimo rimasto nei ranghi della società anche nel momento della caduta fino alla Terza categoria dilettanti.

Un Savona altalenante giunse settimo, pagando il prezzo della sostituzione di un allenatore come Mialich con il tecnico delle giovanili Cusimano e presentando anche il ritorno in bianco blu di Patrick Panucci, capocannoniere dalle eccellenti doti balistiche, capace di segnare ben 18 reti quasi tutte su calcio da fermo.

Dodicesimo posto per l’Imperia e retrocessione per la Sestrese: Gigi Bodi, tornato sulla panchina dei “verdi” nel finale di stagione per un disperato tentativo di salvataggio, una sua specialità, non riuscì a trasformarsi nel solito taumaturgo.

1997-98: la Sanremese torna in C2, Savona ko 

Grande impresa della Sanremese, nel girone A del CND, con il primo posto che riportava i matuziani, dopo tanti anni, nella serie C2; una vetrina più consona al valore e alla qualità di giocatori come Notari, Spatari, Biffi, Calabria, Lerda protagonisti di questa brillante affermazione.

Modesto invece il torneo dell’Imperia: decimo posto nonostante l’avvenuto saccheggio delle spoglie savonesi avvenuto nel corso del mercato estivo. Erano passati ai nerazzurri l’allenatore Ferraro, il portiere Viviani, Sbravati, Peluffo, Di Capita, Bocchi.

Una nota dolorosa era stata rappresentata dalle retrocessioni di Savona ed Entella nell’Eccellenza regionale.

1998-99: promossa l’Imperia di Viviani e Giuntoli

Torna in Serie C2 l’Imperia che vince il campionato avvalendosi della classe e dell’esperienza di giocatori come Viviani, Giuntoli, Perrella, Bongiorni, Peluffo.  Alla terzultima giornata di Campionato l’Imperia sconfigge la Novese, mentre la grande rivale Sant’Angelo Lodigiano crolla sul neutro di Novi contro la Valenzana. E’ il sorpasso decisivo. Nel girone milita soltanto un’altra squadra ligure, la Sestrese che si piazza al nono posto.

1999-2000: Sestrese “bruciata” dal Moncalieri

In Serie D ottimo comportamento della Sestrese, che contende fino alla fine (pur dovendo subire tre punti di penalizzazione) la prima piazza al sorprendente Moncalieri (nei “verdi” si pone in evidenza il cannoniere di colore Egbedi): negativo invece il rientro in Serie D dell’Entella, i biancocelesti, infatti, retrocedono malinconicamente in compagnia di Novese, Atletico Elmas e Arzachena (ci sono le sarde, infatti, con le liguri-piemontesi).

2000-2001: torna il Savona con Bettino Piero

Torna il Savona con l’ambizioso Bettino Piro alla presidenza e lotta a lungo per il primato, classificandosi alla fine al terzo posto alle spalle di Valenzana e Sangiustese. Nel girone ci sono anche Sanremese (undicesima) e Sestrese (quindicesima) oltre all’Imperia che retrocede malamente (6 punti in 34 partite).

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3 Marzo 2002,  25a giornata: Savona-Imperia 4-1. La formazione che ha sconfitto l’Imperia: in piedi da sin. Iacono, Peluffo, Aloe, Cocito, Lamberti, Barone; in ginocchio da sin. Riolfo, Bracaloni, Perrella, Di Gioia, Piccolo

2001-2002: Savona promosso nello spareggio

La stagione 2001-2002 è da ricordare, soprattutto, per l’impresa del Savona, allenato da Felice Tufano, nel girone A della Serie D. Il duello con l’Ivrea non si esaurisce nelle 34 giornate di campionato. Per dirimere la supremazia e sancire la promozione in Serie C2 ci vuole uno spareggio che si disputa in quel di Voghera, presenti almeno 3000 savonesi in trasferta. Decide un goal di Bracaloni (1-0), ex atalantino e clivense, il giocatore di maggior classe del team biancoblu, che pure vanta assi quali il difensore Biffi, l’esterno Barone, il mediano incontrista Perrella, anch’egli con un passato ai massimi livelli con il Vicenza.

Buon campionato della Sanremese al quinto posto (è tornato in  biancozzurro “Charlie” Calabria, affiancato, in attacco, da Prunecchi), retrocedeno il Vado neo-promosso e la Sestrese.

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L’ottima Sanremese della stagione 2001-2002

2002-2003: terza piazza per la Sanremese

In serie D le liguri sono inserite nel girone E, quello delle squadre toscane. Vince il campionato il Cappiano Romaiano, a rappresentare la Liguria ci sono: Sanremese, terza (ancora i goal di Calabria e l’esperienza di Cristiano Giuntoli, Valentino Papa e Liperoti), Imperia sesta, Lavagnese dodicesima e il ripescato Vado tredicesimo, dove si mettono in luce due bomber di valore come Prunecchi e Ferragina, il figlio d’arte Turone e i due ottimi centrocampisti Cosenza e Balducci.

2003-2004: Sanremese promossa ai play off

In Serie D ancora le liguri si trovano inserite nel girone E a confronto con le toscane: si impone la Massese, ma la Sanremese si piazza seconda e recupera, attraverso i play-off il posto in Serie C2 (l’acquisto di Biffi dal Savona si rivela assolutamente azzeccato, ma con l’ex-milanista ci sono i soliti Giuntoli, Calabria, Liperoti capaci di disputare un torneo di avanguardia coadiuvati da Addona, Trmarchi, Lorieri, Mosciano). Terzo posto per la Lavagnese della colonia argentina (i fratelli Lovera, Martin Serralta).

Grande campionato anche per il Vado classificatosi al quarto posto: si impone il piccolo ma micidiale Iannolo, che segna ventitre reti affiancando in testa alla classifica dei cannonieri Bonucelli della Massese: in rossoblu ottimo campionato anche per il duo Grabinski-Marotta.

Buon undicesimo posto per la matricola Foce Vara, che allinea tra gli altri l’ex-spezzino Caverzan mentre delude (e retrocede) l’Imperia, quindicesima: una squadra composta da giocatori nessuno dei quali in grado di lasciare il segno nella storia della società nerazzurra.

2004-2005: il Savona si salva ai play out

Tre sole liguri nel girone A vinto dal Cuneo. Ottimo campionato dei rossoblu Loanesi neo-promossi, che schierano giocatori di grande esperienza come Patrick Panucci, Siciliano, Peluffo e Giacchino; purtroppo sarà l’unico campionato a questo livello disputato dal club loanese. Conseguito l’ottavo posto arriverà una retrocessione d’ufficio per irregolarità amministrative che faranno svanire il sogno.

Il Vado, trascinato dalle reti di Grabinski  si piazza all’undicesimo posto, mentre il Savona, in piena crisi societaria si salva superando ai play out il Versilia all’ultimo respiro.

2005-2005: “Cordata” salva il Savona dal crack

Nel girone A ci sono soltanto Vado e Savona. Mentre i rossoblu disputano un campionato ad alto livello piazzandosi al sesto posto con una squadra diretta da Vincenzo Eretta e imperniata sul portiere figlio d’arte Ghizzardi, il cannoniere argentino Grabinski e l’eclettico trequartista Giacchino, la stagione è drammatica per il Savona che, nonostante le 13 reti di Iannolo, retrocede mentre a livello societario viene paventato il fallimento.

La chiusura definitiva dell’attività da parte del glorioso sodalizio che, in quel momento, stava per compiere i cento anni, è scongiurata grazie all’intervento di una cordata di professionisti locali guidata dall’avvocato Roberto Romani che rileva la società e ottiene la riammissione al campionato di Serie D.

2005-2006: Grabinski bomber biancoblu

Nel girone A le liguri sono cinque, a Savona e Vado si sono affiancate Lavagnese, Imperia e Sestri Levante. Il Savona disputa un grande campionato sotto la guida di Riolfo e si piazza al secondo posto alle spalle della Canavese. Grabinski è passato dal rossoblu al biancoblu mettendo a segno ben 18 reti. Lavagnese al nono posto, Imperia tredicesima, Sestri Levante quattordicesimo, Vado quindicesimo.

2007-2008: scendono Sanremese, Imperia e Vado

Sette squadre ligure militano in Serie D, girone A, ma per tre di esse arriva inesorabile la sentenza di retrocessione: Vado diciassettesimo posto, Sanremese sedicesimo e Imperia quindicesimo si vedono costrette ad abbandonare la categoria. La migliore delle nostre squadre regionali risulta così la Lavagnese, ben sorretta da Masitto, Albrieux e Cappanelli, che si piazza al quarto posto. Quinto il Savona, che disputa un torneo sotto tono rispetto alle premesse della vigilia anche se in difesa spiccano le prestazioni di Alessio Barone e Cristiano Giuntoli. Buon torneo della Sestrese, settima e salvezza raggiunta per il Sestri Levante classificato al dodicesimo posto.

2008-2009: lo Spezia inizia la scalata

Lo Spezia raggiunge la promozione grazie alla rinuncia della Biellese che aveva vinto il campionato e inizia la rincorsa che lo porterà nuovamente in Serie B. In grande evidenza tra gli “aquilotti” gli attaccanti Lazzaro e Di Paola. Quarto posto per la Sarzanese di Cesarini, al settimo posto il Savona e al nono l’eterna rivale Entella, ancora lontana dai fasti dell’attualità. La Lavagnese occupa la decima piazza. Sestrese quattordicesima. Il Sestri Levante retrocede in conclusione di play off davvero sfortunati.

2009-2010: trionfa il Savona di Iacolino

Campionato trionfale per un grande Savona, allenato da Iacolino, mago delle promozioni. I biancoblu mettono assieme ben 85 punti, perdendo soltanto 3 partite in tutto il torneo. Staccata di ben 18 punti la grande rivale Entella, al terzo posto nonostante i tanti goal di Soragna, un ex savonese. La Sarzanese si piazza al quinto posto e la Lavagnese al settimo. Retrocede la Sestrese nonostante il buon campionato del goleador Alessi arrivato a gennaio a rafforzare tardivamente i “verdi”.

2010-2011: Cuneo big, liguri in ombra

Grande campionato del Cuneo e liguri in ombra: Lavagnese nona, Sarzanese undicesima, Chiavari Calcio dodicesima.

2011-2012: brilla solo la Lavagnese

Sale in Lega Pro (ancora Seconda Divisione) il Valle d’Aosta. La Lavagnese si piazza seconda attraverso i play off, ma non serve per il ripescaggio: il migliore dei rivieraschi è Denaro ma con lui spicca l’argentino Sogno. Chiavari Calcio al nono posto. Undicesima l’Imperia sorretta dall’esperienza di Moronti e Lamberti, dodicesimo il Bogliasco.

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Il Bogliasco della stagione 2011-2012

2012-2013: Imperia fanalino di coda

Si impone il Bra. La Lavagnese risulta la migliore delle liguri con il terzo posto: si distinguono con la maglia bianconera Dondero ed Avellino che non saltano neppure una partita, risultando tra i pochissimi sempre presenti nell’intero girone. Settimo posto per il Chiavari Calcio e ottavo per il Sestri Levante. Bogliasco decimo e sconsolante retrocessione per l’Imperia relegata all’ultima piazza.

2013-2014: Vado ottimo settimo posto

Grande sorpresa la vertice si impone la “Giana Erminio“ di Gorgonzola, una  compagine assolutamente non pronosticata alla vigilia. Lavagnese e Rapallo-Bogliasco incalzano ma non riescono nell’impresa, pur conseguendo un terzo e un quarto posto onorevolissimi. Buon campionato anche per il Vado, settimo: i rossoblu allineano giocatori di valore e esperienza tra i quali gli ex-savonesi Soragna e Siciliano. Ottavo posto per il Chiavari Calcio che chiude però a questo punto la propria esperienza societaria. Il Sestri Levante si salva ai play out.

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La magnifica Lavagnese nel torneo 2013 – 2014. Formazione : Stancampiano, Melli, Testoni, Boisfer, Lorenzini, Bettati, Pescatore , Monacizzo, Longobardi, Firenze, Piacentini

2014-2015: Longobardi “spinge” il Sestri Levante

Grande campionato del Sestri Levante, sospinto dai goal di Longobardi: i rossoblu “corsari” si piazzano al secondo posto distanziati di un solo punto dal Cuneo ormai abbonato a vincere il campionato. Nono posto per la Lavagnese, dodicesimo per il Vado. Argentina e Rapallo Bogliasco ottengono la salvezza dopo un campionato di sofferenza.

2015-2016: Bellinzago vince e si scioglie

Sette liguri partecipano al girone A vinto dallo Sporting Bellinzago di Sandro Siciliano, attuale trainer del Savona: dopo aver vinto il campionato però ci si accorgerà dell’enormità di spese occorrenti per partecipare alla Lega Pro e addirittura il sodalizio novarese si scioglierà.

La migliore delle liguri è la Lavagnese con un buon terzo posto: i bianconeri allineano anche la giovane promessa Okereke, un nigeriano di proprietà dello Spezia che dimostra qualità di alto livello. Al quinto posto l’Argentina, settimo il Sestri Levante, nono il RapalloBogliasco che, sempre a causa di difficoltà finanziarie, poi dovrà procedere a una fusione dalla quale sorgerà l’attuale Sporting Recco, quindicesimo il neo promosso Ligorna tornato in serie D dopo quarantasette anni. Retrocede il Vado eliminato ai play out dalla Fezzanese.

 

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