LA CARICA DEGLI OTTANTENNI:              AUGURI A FRANCO RIVARA              ALTAFINI, ALBERTOSI E FASCETTI

 a cura di FRANCO ASTENGO

Franco Rivara ha appena compiuto ottant’anni: la notizia mi colpisce come un fulmine mentre sto leggendo una sua intervista rilasciata alle pagine genovesi di un grande quotidiano nazionale.

Come, rifletto, “La Tigre di Ronco”, l’esempio più vivo della forza , della fisicità, dell’abnegazione  che abbiamo avuto nel calcio ligure dei nostri tempi, ha compiuto ottant’anni.

1.jpg

Franco Rivara capitano del Genoa con Valentino Persenda capitano del Savona. E’ il 6 novembre 1966, il Savona vincerà il derby 1-0 con il memorabile gol di Glauco Gilardoni

Davvero è passato così tanto tempo, davvero se ci guardiamo alle spalle sono passati sessant’anni da quell’epoca?

Ho così pensato, con l’aiuto del vecchio “Boccali” stagione 1959 di fare un salto all’indietro e di recuperare tutti i nomi di quelli che all’epoca avevano vent’anni ed erano già inseriti nelle “rose” delle squadre (mi limito alla Serie A).

Citerò i nati nelle classi 1938 – 39: si troverà qualcuno anche nato negli anni ’40, cercando anche qualche ricordo in più nella memoria.

Certo che pensare a Rivara, e a gli altri, ottantenni colpisce, non immaginate quanto. Andiamo per ordine.

ALESSANDRIA

Giancarlo Filini, 30-8-1938, Ceranova, proveniente dal Bressana Bottarone.

Tullio Oldani, 30-10-1939, Marcallo (Milano), proveniente dal Corbetta.

Nessuno dei due mantenne le promesse di partenza: Filini da centravanti giocò poi mezz’ala nella stagione successiva. Oldani era un’ala destra molto potente che sarebbe rimasto con i “grigi” per diverse stagioni.

In merito al lancio dei giovani, l’Alessandria, allenata da Franco Pedroni, che scendeva regolarmente in campo con il n.5, aveva in serbo l’asso nella manica: a maggio di quel campionato 1958 – 59 avrebbe esordito in prima squadra nientemeno che Gianni Rivera, classe 1943, non compreso nell’elenco fornito dall’Almanacco del Calcio

BOLOGNA

Eugenio Fascetti, 23-10-1938, Viareggio, proveniente dal Pisa, con il Savona in Serie B.

Romano Fogli, 21-1-1938, Santa Maria a Monte (Pisa), proveniente dal Torino.

Giuseppe Malavasi. 22-5-1938, Bologna, cresciuto nella società.

Marino Perani, 27-10-1939, Nossa (Bergamo), proveniente dall’Atalanta.

Un parco giovani quello del Bologna davvero di lusso; Perani e Fogli rappresenteranno due colonne del Bologna capace di vincere lo scudetto 1963-64 , Eugenio Fascetti super – tecnico un po’ incostante passerà per Juventus, Messina, Lazio, Savona, Lecco per diventare poi uno dei più importanti tecnici dagli anni ’80 ai 2000, Giuseppe Malavasi andrà a Palermo e per molti anni sarà una vera e propria “colonna” dei rosanero.

2.jpg

Eugenio Fascetti capitano del Savona. Da sinistra in piedi: Gilardoni, Ratti, Zoppelletto, Prati, Pozzi, Ferrero Accosciati: Benigni, Verdi, Spanio, Fascetti, Furino

FIORENTINA

Enrico Albertosi, 2-11-1939, Pontremoli, proveniente dallo Spezia.

Giuseppe Fiaschi, 13-3-1938, San Miniato (Pisa), proveniente dall’US San Miniato.

Ricciotti Greatti, 13-10-1939, Basiliano (Udine), proveniente dallo Spilamberto.

Paolo Morosi, 20-2-1939, Lamporecchio (Pistoia), cresciuto nella società.

Luigi Simoni, 22-1-1939, Crevalcore (Bologna), cresciuto nella società.

Enrico Albertosi esordirà già in Serie A con la stagione 1958 – 59 e diventerà il più forte portiere nella storia del calcio italiano vicecampione del mondo al Messico ’70; Ricciotti Greatti partito centroavanti poi si trasformerà in una mezz’ala di spola preziosa spalla di Gigi Riva nello scudetto Cagliari 1970; Luigi Simoni dopo una discreta carriera da calciatore compirà un vero e proprio percorso di lusso come allenatore.

3.jpg

Finale coppa del mondo 1970. Da sinistra: Bertini, Boninsegna, De Sisti, Cera, Mazzola, Domenghini, Burgnich, Riva, Albertosi, Rosato, Facchetti

GENOA

Franco Rivara, Ronco Scrivia, 17-10-1938, cresciuto nella società.

Renzo Rivara, 29-3-1940, Sestri Levante,, proveniente dal Sestri Levante.

Renzo Selmo, 19-10-1938, Verona, proveniente dal Verona.

Di Franco Rivara si è già scritto: un simbolo della “genoanità” per decenni, Renzo Rivara – non parente anche se nei tabellini si scriveva di Rivara I e Rivara II e di Selmo si può parlare come di promesse non mantenute.

INTER

Bruno Bolchi, 20-2-1940, Milano, cresciuto nella società.

Mario Corso, 25-8-1941, San Michele Extra (Verona), proveniente dall’Audace San Michele Extra (una fucina di campioni).

Mario Da Pozzo, 9-7-1939, Legnago (Verona), proveniente dall’Audace di San Michele Extra.

Aristide Guarneri, 7-3-1938, Cremona, proveniente dal Como.

Claudio Guglielmoni, 18-1-1940, Verona, proveniente dall’Audace di San Michele Extra.

Mario Mereghetti, 2-5-1938, Ossona (Milano), cresciuto nella società.

Renzo Rovatti, 30-6-1939, Milano, cresciuto nella società.

L’Inter, allenata da Bigogno, vera e propria fucina di giovani talenti in quella stagione 1958 – 59. Corso e Guarneri saranno due pilastri dell’Inter anni ’60 tra scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali; Bolchi detto “Macista” giocherà nell’Inter e in nazionale, poi il mago Herrera lo giudicherà troppo lento per i suoi schemi ma resterà in seria A con Torino e Genoa; Da Pozzo ottimo portiere dimostrerà tutto il suo valore con Genoa e Varese; Mereghetti, Rovatti, Guglielmoni invece, giocatori tutti estremamente tecnici, dovranno accontentarsi di carriere meno prestigiose.

4.jpg

Mariolino Corso il piede sinistro di Dio

JUVENTUS

Bruno Nicolè, 24-2-1940, Padova proveniente dal Padova.

Gino Stacchini, 18-2-1938, San Mauro Pascoli (Forlì ), cresciuto nella società.

Bruno Nicolè rappresenterà una delle più grandi “incompiute” nel calcio italiano dell’epoca. Esploso a 17 anni nel Padova di Rocco, acquistato a peso d’oro dalla Juve, esordio fulminante in nazionale, non manterrà poi appieno le promesse, complice il fatto che alla Juve era stato spostato dal suo ruolo naturale di centravanti e portato all’ala destra. Ma John Charles in quel momento era davvero intoccabile. Gino Stacchini, invece, all’ala sinistra rappresentò per molte stagioni un titolare fisso della Juve.

5.jpg

Bruno Nicolè affrontato da Enzo Bearzot in un derby della Mole

LANEROSSI VICENZA

Ferdinando Baston, 12-2-1938, Bassano del Grappa, proveniente dal Bassano.

Franco Cappelletto, 27-11-1938, Valdagno, proveniente dalla Virtus di Valdagno.

Gianfranco Galvanin, 9-1-1939, Schio proveniente dallo Schio.

Gianni Rossi, 8-6-1939, Caldiero (Verona), proveniente dalla Sambonifacese.

Valentino Sardei, 28-1-1939, Thiene (Vicenza), proveniente dal Thiene.

Promesse passate senza lasciare traccia quelle in forza al Lanerossi Vicenza, tranne Sardei che per molte stagioni avrebbe trovato a Catanzaro nel ruolo di libero un posto da titolare.

LAZIO

Paolo Carosi, 8-4-1938, Tivoli (Roma), proveniente dal Tivoli.

Bruno Franzini, 31-7-1938, Cremona, proveniente dalla Cremonese.

Luciano Giglietti, 13-12-1939, Roma, cresciuto nella società.

Enzo Guarniero, 24-12-1939, Latina, proveniente dalla Squibb Roma (squadra che nella stagione 1957 – 58 aveva vinto il proprio girone nella II serie interregionale).

Pier Luigi Pagni, 26-6-1939, Livorno, proveniente dalla Spartacus Livorno.

Se di Giglietti e Guarniero non è rimasta traccia, Carosi, Franzini e Pagni si rivelarono buoni giocatori: Carosi e Pagni anzi ricoprirono proprio nella Lazio ruoli difensivi  per molte stagioni con buoni risultati.

MILAN

Giuseppe Josè Altafini, 24-7-1938, Piricicaba, di San Paulo (Brasile), proveniente dal Palmeiras.

Giancarlo Danova, 18-11-1938, Sesto San Giovanni, cresciuto nella società.

Bruno Ducati, 27-3-1938, Bengasi (Cirenaica), proveniente dal Parma.

Sandro Salvadore, 29-11-1939, Milano, cresciuto nella società.

Mario Trebbi, 9-9-1939, Sesto San Giovanni, cresciuto nella società.

Di extra – lusso il nucleo dei ventenni del Milan. C’è addirittura Josè Altafini reduce dal titolo mondiale vinto con il Brasile e prenotato per tempo da Rizzoli e Viani, inoltre un prodotto del vivaio come Sandro Salvadore. Da non dimenticare Trebbi e Danova che per il Milan saranno preziosi per molte stagioni

7

O fabuloso Brasil campeao do mundo. Da sinistra in piedi: De Sordi, Zito, Bellini, Nilton Santos, Orlando, Gilmar. Accosciati. Garrincha, Didi, Altafini, Pelè, Zagalo il celebre massaggiatore Americo

NAPOLI

Guido Postiglione, 1-1-1938, Firenze, cresciuto nella società.

L’avvocato Postiglione, centravanti di manovra, per molte stagioni in forza al Napoli ma mai convincente appieno.

PADOVA

Eliseo Zerlin,  21-91-1939, Cittadella, proveniente dal Cittadella.

C’è poco spazio per i giovani nel Padova di Rocco che si affida ai suoi collaudatissimi “poareti”. Zerlin giocherà qualche partita all’ala sinistra.

ROMA

Alberto Orlando, 27-9-1938, Roma, cresciuto nella società.

Un’ottima carriera per Orlando attaccante di razza, tra Roma, Fiorentina e Torino con quattro reti in una sola partita in nazionale (6-0 alla Turchia).

SAMPDORIA

Franco Dassereto, 3-2-1938, Santa Margherita Ligure, cresciuto nella società.

Primo Galasi, 14-3-1940, Udine, proveniente dal Ricreatorio di Udine (quello di Virgili, tanto per intenderci).

Giovanni Grabesu, 10-5-1938, Sassari cresciuto nella società,

Cladio Morgavi, 6-5-1939, Genova, cresciuto nella società.

Amilcare Santoni, 27-3-1940, Mantova, proveniente dal Mantova,

Glauco Tomasin, 14-10-1939, Udine, proveniente dall’Aquileia.

Manlio Vigna 7-8-1939 Genova cresciuto nella società

Alla Samp è cominciata l’era dei “terribili vecchietti” di Monzeglio e per i giovani è difficile farsi largo. Solo Tomasin troverà più avanti un posto da titolare . Grabesu e Vigna si affacceranno alla prima squadra ma con poche presenze.

SPAL

Gian Domenico Baldisseri, 20-2-1938, Ravenna proveniente dal Cesena.

Arnaldo Benin, 9-1-1938, Borlengo, proveniente dalla Virtus Don Bosco di Bolzano.

Luigi Calza, 6-4-1938, Pizzighettone (Cremona), proveniente dal Codogno.

Claudio Govoni, 2-3-1938, Ferrara, cresciuto nella società.

Saul  Malatrasi, 17-2-1938 Calto (Rovigo), cresciuto nella società.

Silvano Mencacci, 15-9-1938 Livorno,  proveniente dalla Massese.

Alberto Novelli, 23-12-1940, Firenze, proveniente dalla Rondinella Firenze.

Giuseppe Orlando, 27-5-1938, Bari, proveniente dal Vigevano.

Pietro Rossi, 24-6-1940, Scarperia Mugello (Firenze), proveniente dalla Sangiovannese.

Gabriele Scappi, 27-2-1939, Reggiolo (Reggio Emilia), proveniente dal Moglio.

Vittorio Taddia, 3-11-1938, Pive di Cento, cresciuto nella società.

La Spal del presidente Mazza in quel momento è la vera fucina del calcio italiano. Ogni stagione vede giovani messi alla prova. Di questa numerosa nidiata il migliore sarà Malatrasi poi con Inter e Milan. Buoni campionati per Mencacci, centravanti di sfondamento, e Novelli aletta tutto pepe. Un promessa mancata il portiere Baldisseri.

clip_image009

Milan campione d’Italia 1967 – 68. Da sinistra in piedi: Sormani, Rivera, Rosato, Malatrasi, Schennelinger, Cudicini accosciati: Lodetti, trapattoni, Mora, Anquilletti, Hamrin

TORINO

Franco Beverina, 4-2-1940, Germignaga (Varese), proveniente dal Varese.

Giancarlo Cella, 5-9-1940, Bobbio (Piacenza), proveniente dal Piacenza.

Carlo Crippa, 12-2-1939, Milano, cresciuto nella società.

Lido Vieri, 16-7-1939, Piombino, proveniente dal Vigevano.

Silvano Vincenzi, 17-8-1940, Quingentole, cresciuto nella società.

Grandi Carriere per il portiere Vieri e il libero Cella, entrambi andranno all’Inter, buona progressione per l’ala Crippa che resterà al Torino per molte stagioni, il portiere Vincenzi, fratello del difensore Guido, stabilirà un record di imbattibilità con il Venezia. Beverina, invece, dopo un passaggio a Savona dove troverà poco spazio resterà come una meteora.

8

Vieri portiere acrobatico precede Bettega

TRIESTINA

Stelvio Attili, 10-1-1938, Castelfidardo (Ancona), proveniente dal Portorecanati.

Italo Del Negro, 17-2-1940, Basiliano (Udine), cresciuto nella società.

Silvano Merkuza, 27-1-1938, Trieste, cresciuto nella società.

Giorgio Puia, 8-3-1938, Gorizia, cresciuto nella società.

Puia si dimostrerà il miglior fico del bigoncio alabardato soprattutto con il Torino con qualche puntata in nazionale. Attili e Merkuza resteranno alla Triestina e Del Negro emigrerà a Mantova facendo parte della squadra di Fabbri capace di salire in cinque stagioni  dalla IV Serie alla Serie A,

UDINESE

Adriano Birtig, 2-5-1940, Udine, cresciuto nella società.

Tarcisio Burgnich, 25-4-1939, Ruda (Udine), cresciuto nella società.

Massimo Giacomini, 14-8-1939, Udine cresciuto nella società.

Fernando Tirelli, 2-5-1939, Udine cresciuto nella società.

9.jpg

Un’immagine simbolo nella storia del calcio italiano. Pelè precede Burgnich e segna il primo goal della vittoria (4-1) mondiale del Brasile al Messico ’70.

Tarcisio Burgnich sarà il roccioso difensore nell’Inter di Herrera, Massimo Giacomini raffinato centrocampista darà il meglio di sé proprio a Udine per poi passare al Genoa e al Milan.

Annunci

COPPE EUROPEE STORY LA PRIMA VOLTA DELLE SQUADRE ITALIANE

COME SONO CAMBIATI IN SESSANT’ANNI I SETTORI GIOVANILI

SOLTANTO TRISTEZZA NEL RICORDO DI ANTONIO MARCOLINI

NON SOLO CR7: CINQUE BIG LE GLORIE PORTOGHESI DEL CAMPIONATO ITALIANO

COPPA FORNACI: CHE DERBY TRA BAGNI ITALIA, JUDAX, TORRE E PRIAMAR

SCUDETTI: OLTRE MILANO E TORINO FIORENTINA, BOLOGNA, CAGLIARI ROMA, LAZIO, NAPOLI, VERONA E SAMP

1959 – 60: QUANDO NACQUE CON IL SAVONA DI PELIZZARI LA SERIE C A TRE GIRONI

DA GIOCATORI AD ALLENATORI: PROTAGONISTI E COMPRIMARI NELLA STORIA DEL CALCIO ITALIANO

MARADONA AL VERTICE DEI 10 MIGLIORI STRANIERI DEL CAMPIONATO ITALIANO

 a cura di FRANCO ASTENGO con una nota di LUCIANO ANGELINI

Una classifica “bella e impossibile” del tutto opinabile e rovesciabile nella patria dei 60 milioni di Commissari Tecnici. Eppure una classifica da tentare, certo aperta a passioni e sentimenti sportivi diversi, perché è sempre affascinate rivolgersi al memoria e stabilire delle gerarchie nel ricordo.

Il campo d’indagine, in ogni caso, è sterminato e nel ricostruire molto influiscono, com’è giusto che sia, le impressioni soggettive. Con due avvertenze: sono esclusi i giocatori in attività e si è cercato di far a meno di quel sentimento partigiano che comunque in ognuno di noi alberga specialmente quando si discute e si ricorda di calcio.

Vediamo il nostro personalissimo risultato.

1)      MARADONA

1.jpg

Diego Maradona capitano del Napoli campione d’Italia

Diego Armando Maradona (Lanús30 ottobre 1960),  genio (in campo) e sregolatezza (nella vita privata), ex calciatore argentino, di ruolo centrocampista offensivo, tecnico dei DoradosCapitano della nazionale argentina vincitrice del Mondiale 1986.  Noto anche come El Pibe de Oro (Il ragazzo d’oro), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nelNewell’s Old Boys. Con la Nazionale argentina ha partecipato a quattro edizioni dei Mondiali (198219861990 e 1994); i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in Nazionale costituirono due record, successivamente battuti. Contro la Nazionale inglese nei quarti di finale del Mondiale 1986 segnò una rete considerata il gol del secolo, cinque minuti dopo aver segnato un gol con la mano (noto come mano de Dios), altro episodio per cui è spesso ricordato. Con il Napoli ha vinto gli unici due scudetti conquistati dalla squadra partenopea. Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro, perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFAcome Miglior giocatore del XX secolo, e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina(AFA). Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, stilata in occasione del centenario della federazione. Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.

 2)      RONALDO

2.jpg

Ronaldo in maglia verde – oro ai mondiali di Corea e Giappone 2002. Brasile vittorioso e doppietta in finale alla Germania

Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo Rio de Janeiro18 settembre 1976, è un ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante, due voltecampione del mondo con la nazionale brasiliana. Soprannominato O Fenômeno (in italiano Il Fenomeno), è considerato da molti il più grande attaccante della sua generazione, nonché uno dei migliori giocatori della storia del calcio.Cresciuto nel São Cristóvão, squadra minore di Rio de Janeiro, viene notato da Jairzinho, ex giocatore campione del mondo con la nazionale brasiliana ai mondiali del 1970 (in gol nel 4-1 nella finale contro l’Italia), che lo porta al Cruzeiro dove esordisce in massima serie. Arriva in Europa nel 1994 grazie al PSV, con il quale vince una Coppa dei Paesi Bassi. Nel 1996 si trasferisce al Barcellona, con cui vince una Supercoppa spagnola, una Coppa delle Coppe e una Coppa di Spagna. Dopo una sola stagione viene acquistato dall’Inter, dove resta cinque stagioni trionfando in Coppa Uefa. Nell’estate del 2002 passa al Real Madrid e in cinque anni conquista un campionato spagnolo, una Supercoppa spagnola e una Coppa Intercontinentale. Conclusa l’esperienza in Spagna, nel 2007 si trasferisce al Milan, prima di chiudere la carriera nel 2011 con il Corinthians vincendo una Coppa del Brasile (la seconda dopo quella con il Cruzeiro). In nazionale ha conquistato due Mondiali (1994 e 2002), due Coppe America (1997 e 1999) e una Confederations Cup (1997). Fino all’edizione del 2014, ha detenuto il titolo dimiglior marcatore dei Mondiali con quindici gol (quattro nel 1998, otto nel 2002 e 3 nel 2006). A livello individuale ha vinto due edizioni del Pallone d’oro (1997 e 2002) e tre del FIFA World Player of the Year (19961997 e 2002), record condiviso con Zinédine Zidane. Inserito da Pelé nel marzo 2004 nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, si è classificato in 13ª posizione nella lista dei 100 migliori giocatori del XX secolo redatta nel 1999 da World Soccer.

 3)      VAN BASTEN

3.jpg

Marco Van Basten nel suo caratteristico stile

Marcel van Bastendetto Marco  Utrecht31 ottobre 1964), è un allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, di ruolo attaccante. Ricopre il ruolo di Chief Officer for Technical Development per la FIFA. Considerato fra i giocatori più forti della storia del calcio, ha segnato 303 gol in carriera (277 con le squadre di club, 24 con la Nazionale olandese e 2 con la Nazionale Under-20) conclusasi prematuramente a soli 28 anni per via di alcuni infortuni, anche se ufficialmente l’annuncio fu dato nel 1995 all’età di 30 anni. Emblema dell’Ajax e del Milan di Arrigo Sacchi, in maglia rossonera ha composto un eccezionale trio assieme ai connazionali Ruud Gullit e Frank RijkaardCampione d’Europa con i Paesi Bassi nel 1988, torneo in cui fu anche capocannoniere, van Basten vinse tre Palloni d’oro, nel 19881989 e 1992. Fu eletto FIFA World Player nel 1992 e occupa la 9ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer e la 12ª posizione nell’omonima classifica stilata dall’IFFHS. È stato il primo dei dieci calciatori a segnare una quaterna in una sola partita di Champions League.

4)      SCHIAFFINO

4.jpg

Schiaffino con il suo diretto erede Gianni Rivera

«Schiaffino, con sus jugadas magistrales, armaba el juego de su equipo como si estuviera allá en la torre más alta del estadio, observando toda la cancha 

(IT)

«Schiaffino, con le sue giocate magistrali, organizzava il gioco della squadra come se stesse osservando tutto il campo dalla più alta torre dello stadio.»

(Eduardo Galeano nel libro Fútbol a sol y a sombra)

Juan Alberto Schiaffino (Montevideo28 luglio 1925 – Montevideo13 novembre 2002) è stato un calciatore e allenatore di calcio uruguaiano naturalizzato italiano, che occupò i ruoli di interno sinistro e di regista, E’ considerato uno dei più grandi calciatori nella storia del calcio. Molti lo ritengono il migliore calciatore uruguaiano di tutti tempi. Occupa la diciassettesima posizione nella graduatoria dei migliori calciatori del XX secolo stilata da IFFHS. Ha giocato in club prestigiosi come PeñarolMilan,Roma e vinto 5 campionati uruguaiani e 3 scudetti. Ha indossato le divise della Nazionale uruguaiana e di quella italiana. Protagonista del Maracanazo, fu campione del mondo nel 1950 (autoremdi un gol, l’altrolo realizzò Ghiggia, della storica vittoria 2-1 sul Brasile). Era soprannominato Pepe in Uruguay fu anche ribattezzato El dios del fútbol

5)      SIVORI

5.jpg

Omar Sivori : tre scudetti in maglia bianconera

«Sívori è più di un fuoriclasse. Per chi ama il calcio è un vizio.»

(Gianni Agnelli)

Enrique Omar Sívori (San Nicolás de los Arroyos2 ottobre 1935 – San Nicolás de los Arroyos17 febbraio 2005) è stato un calciatore italoargentino che, nel corso della sua carriera agonistica, rappresentò sia l’Argentina che l’Italia e militò nei club del River Plate, della Juventus e del Napoli; in panchina fu anche commissario tecnicodell’Albiceleste all’inizio degli anni 1970.  Chiamato  El Cabezón per la folta capigliatura scura che spiccava sul corpo minuto, o anche El Gran Zurdo (il grande mancino,perché giocava principalmente con il sinistro), Sívori vinse con la maglia della Selección la Copa América 1957 mentre, tra le file di River Plate e Juventus, ottenne 6 titoli e 2 coppe nazionali. In carriera mise a segno 147 reti nel campionato italiano, e 17 con le casacche di Argentina e Italia; detiene inoltre, assieme a Silvio Piola, il record del maggior numero di gol segnati in una singola partita della Serie A: il 10 giugno 1961 siglò infatti 6 reti nella gara Juventus-Inter (9-1: l’Inter per protesta mandò in campo la squadra ragazzi, di un giovanissimo Mazzola la rete nerazzurra su rigore) della stagione 1960-1961. È considerato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi insignito nel 1961 del Pallone d’oro, occupa la 36ª posizione nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dall’IFFHS nel 2000 (comprendente anche la 16ª in quella relativa ai sudamerican e la 5ª per quanto concerne gli argentini; nel 2004 è stato inoltre inserito nella FIFA 100, lista che raggruppa i maggiori fuoriclasse di sempre.

 6)      RIJKARD

6.jpg

Rijkard con la nazionale olandese campione d’ Europa 1988

Frank Rijkaard, all’anagrafe Franklin Edmundo Rijkaard (Amsterdam30 settembre 1962), è un ex allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, di ruolo centrocampista odifensore. Insieme con Ruud Gullit e Marco van Basten fece parte del trio olandese del Milan tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta. Ha giocato per l’Ajax, il Real Saragozza e il Milan, e ha rappresentato la sua nazionale 73 volte, segnando 10 gol. Ha vinto complessivamente 4 Coppe dei Campioni/Champions League, tre da giocatore (nel 1988-1989 e 1989-1990 con il Milan e nel 1994-1995 con l’Ajax) ed una da allenatore del Barcellona (2005-2006).

 7)      FALCAO

7.jpg

Paulo Roberto Falcao al Mundial spagnolo 1982. Goal inutile segnato all’Italia

Paulo Roberto Falcão (Xanxerê16 ottobre 1953) è un ex calciatore brasiliano. Ha giocato nel ruolo di centrocampista nell’Internacional di Porto Alegre, nella Roma e nellaNazionale brasiliana. Fu soprannominato dai tifosi giallorossi Ottavo Re di Roma, come prima di lui l’attaccante Amedeo Amadei, centravanti dello scudetto giallorosso 1941- 42. Falcao  con la sua illuminata regia contribuì in maniera determinante al secondo scudetto della Roma, nella stagione 1982- 83. Considerato uno dei più forti centrocampisti del suo tempo, nel 2004 figurò nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. Ancora oggi un idolo per la tifoseria giallorossa.

 8)      PLATINI

8.jpg

Michel Platini con la maglia della Juve

Michel François Platini (Jœuf21 giugno 1955), dirigente sportivo, ex allenatore di calcio ed ex calciatore francese, di ruolo centrocampista. Ha legato il suo nome a quello del Nancy e del Saint-Étienne, divenendo il giocatore-emblema per entrambi i club, nonché della Juventus e della Nazionale francese, di cui è stato tra i principali artefici dei rispettivi successi degli anni 1980.Terminò la carriera a 32 anni, dopo aver conquistato numerosi trofei tra cui un campionato francese, due campionati italiani e quasi tutte le competizioni confederali all’epoca vigenti (tranne la Coppa Uefa, competizione in cui raggiunse i quarti di finale nel 1980 e 1981), divenendo al contempocannoniere della Serie A ininterrottamente dal 1983 al 1985. Con la Nazionale transalpina ottenne piazzamenti di rilievo nelle competizioni internazionali del decennio 1976-86, tra cui la vittoria del campionato d’Europa 1984 dove inoltre primeggiò nella classifica marcatori con nove reti (che ne fanno il miglior realizzatore in una singola edizione del torneo), e il terzo posto al campionato del mondo 1986. Ha vinto consecutivamente tre Palloni d’oro assegnati da France Football ed è stato riconosciuto danumerosi addetti ai lavori fra i migliori dieci calciatori del XX secolo nonché il più rappresentativo giocatore francese del Novecento, davanti a Zinédine Zidane e Raymond Kopa. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 più grandi calciatori viventi. Nel 2002 era stato inoltre inserito nel FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali. Nel 2011 entra infine a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri. Nella sua lunga carriera da calciatore, in cui disputò oltre 650 partite tra club e rappresentativa nazionale, spiccò la completa assenza di espulsioni: un fatto più unico che raro alla luce della carica agonistica e dell’aggressività delle marcature, nei confronti dei giocatori più creativi, tra gli anni 1970 e 1980.

9)      ZICO

9.jpg

Zico in maglia verde oro

Zicopseudonimo di Arthur Antunes Coimbra (Rio de Janeiro3 marzo 1953), è ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante o centrocampista. Soprannominato O Galinho (initaliano il galletto) partecipò a diverse edizioni del Mondiale, intraprendendo poi fruttuosamente la carriera di allenatore e dirigente. Fu eletto Calciatore sudamericano dell’anno per tre volte (1977, 1981 e 1982).  Nell’estate del 1983 si trasferisce all’Udinese, pagato dalla società friulana 8 miliardi di Lire. Il trasferimento divenne un vero e proprio affare di stato al quale presero parte oltre al presidente dell’Udinese Mazza e quello della Figc Sordillo anche ministri, segretari di partito ed associazioni sindacali. Zico occupa la nona posizione nella classifica dei migliori giocatori del XX secolo redatta da France Football, e la diciottesima posizione nella classifica dei 100 migliori giocatori del XX secolo redatta da World Soccer. In totale ha giocato 750 partite ufficiali segnando 516 gol contando anche le partite non ufficiali giocate il suo totale sale a 1180 presenze e 826 gol.

 10)  KROL

Rudolf Jozef “Ruud” Krol Amsterdam, (24 marzo 1949) è ex calciatore olandese, di ruolo difensore. Cresciuto nell’Ajax B, viene portato da Rinus Michels nella squadra titolare, entrando in prima squadra sostituendo il partente Theo van Duivenbode subendo però un cambio di posizione per non sovrapporsi con il compagno di squadra Wim Suurbier la coppia si rivela proficua e affiattata. Con gli olandesi giocò per 12 stagioni, esordendo nell’annata 1968-1969: vinse a livello nazionale sei campionati olandesi e quattro coppe d’Olanda; in campo internazionale contribuì alla vittoria di tre Coppe dei Campioni consecutive, giocando le finali del 1971-1972 e del 1972-1973; due Supercoppe Europee e una Coppa Intercontinentale Lasciato l’Ajax approdò in Canada, nel Vancouver Whitecaps, con cui disputò il Campionato NASL giocandovi 16 gare.

10.jpg

Krol capitano nella stagione d’esordio al Napoli, nel 1980-1981

Dal Canada, nel 1980, venne prelevato dal Napoli all’inizio in prestito tramutatosi in acquisto grazie all’intervento dell’allora direttore generale Antonio Juliano durante la sua permanenza con i partenopei, militanza arrivata alla fine della sua carriera ma malgrado tutto di alto livello giocò nel ruolo di libero pur avendo la possibilità di spingersi in attacco su decisione e intuizione dell’allora allenatore partenopeo Rino Marchesi. Nel suo primo anno in Italia (1980-1981) raggiunse con il Napoli il terzo posto in classifica, sfiorando lo scudetto. Nello stesso campionato segnò anche il suo unico gol in maglia azzurra nella partita BresciaNapoli finita 2-1 per i partenopei, all’85º minuto . A conferma dell’ottima stagione disputata si aggiudicò il  Guerin d’oro  Nella stagione successiva la squadra chiuse il campionato al quarto posto. Nelle successive due stagioni complice anche i molti avvicendamenti in panchina la squadra partenopea lotterà solo per la salvezza e, alla fine della travagliata stagione 1983–1984, Krol lasciò il Napoli provato da un infortunio al menisco subito nei primi mesi del 1983 e da continui problemi fisici che gli fecero saltare numerose gare. Durante le sue stagioni in Campania si distinse comunque come “colonna” e leader dei partenopei dei primi anni ottanta, ricordato anche a distanza di tempo dopo il ritiro. Vittima di problemi al menisco lasciò la città campana chiudendo la sua carriera da calciatore nel Cannes nella seconda divisione francese.

P.S.: Una graduatoria, quella stilata da Franco, che, soprattutto per la parte riguardante chi ha militato nel calcio italiano, lascia poche spazio a dubbi e discussioni: da Maradona a Platini, da Ronaldo a Schiaffino, Sivori, van Basten e Falcao, presi in ordine sparso, siamo al cospetto di autentici fuoriclasse e protagonisti, al di là della posizione in una classifica, sempre aperta a variazioni e ad osservazioni su qualche esclusione per così dire eccellente. Il calcio mondiale, in Europa come in Sud America, ha regalato agli appassionati grandi emozioni e coltivato miti, vuoi per una grande parata, vuoi per un gol clamoroso vuoi per una giocata dalla tecnica sopraffina. Ma è doverosa e consentita un’altra classifica in cui personaggi del calcio extra moenia s’intrecciano con giocatori di casa nostra. E’, se vogliamo, una classifica alternativa. Un modo per dimostrare quale e quanta sia stata la qualità e la quantità del calcio italiano e internazionale Tra i portieri come non ricordare l’inglese Gordon Banks (oro al Mondiale 1966; 487 presenze tra Leicester  e Stoke City), poi, lasciando alla leggenda lo spagnolo Zamora e al sentimento il nostro Valerio Bacigalupo, il grande Lev Jascin, soprannominato “il ragno nero”, imbattuto 270 volte su 812 incontri disputati, l’unico nel suo ruolo a vincere il Pallone d’oro; e ancora il brasiliano Gilmar (oro mondiale in Svezia ’58 con il grande Brasile di un giovane Pelè, e Cile ’62, e i nostri Dino Zoff e Ricky Albertosi, sempre protagonisti sulla ribalta internazionale. E ancora: ricordo indelebile per George Best (361 presenze con 137 gol nel Manchester United; 37 presenze e 9 gol con la maglia dell’Irlanda del Nord), altro esempio di genio e grande sregolatezza, e John Charles (297 con 159 gol nel Leeds; 150 presenze e 93 gol nella Juventus a fianco di Omar Sivori), gallese amatissimo in casa bianconera, inarrivabili nel regalare grandi emozioni, in chiave tecnica il primo, per forza fisica e generosità il secondo. Restando Oltremanica, non è un caso se Bobby Charlton, bandiera del Manchester United (758 presenze con la maglia dei Red Devils) e dell’Inghilterra calcistica, è stato nominato Sir dalla regina Elisabetta,  riconoscimento toccato in precedenza a Stanley Matthews. Tra gli attaccanti  di alto spessore citazione di rigore per il francese Eric Cantona, autentico leader con la Francia (45 presenze e 20 gol) e poi al Leeds e al Manchester United (143 presenze, 64 gol), tralasciando la sua successiva carriera da apprezzato attore cinematografico applaudito al Festival di  Cannes, Chiusura di nostalgia per almeno cinque giocatori-simboli del nostro calcio, giocatori che hanno incantato ed entusiasmato per classe, stile, serietà e rendimento, certo degni di una nuova e personalissima top 10: Valentino Mazzola, Gaetano Scirea, Giacinto Facchetti, Gianni Rivera, Gigi Riva, Alessandro del Piero e Francesco Totti. Ma se ci si mette di mezzo la passione l’elenco può diventare molto lungo. E ognuno può completarlo a modo suo. Senza problemi. Al cuor non si comanda. (l.a.)