QUALIFICAZIONI  MONDIALI E GLOBALIZZAZIONE DEL CALCIO DA 13 A 32 PARTECIPANTI

                                              di FRANCO ASTENGO

Nel gran mondo del calcio internazionale, l’autunno 2017 è stato vissuto attorno al grande spettacolo delle qualificazioni per i Mondiali che si giocheranno in Russia nell’estate 2018, tra il 14 giugno e il 15 luglio. Ai diversi gironi di qualificazione si è registrata davvero una partecipazione globale: allo start le squadre rappresentative di oltre 200 federazioni  di tutti gli angoli del pianeta. La “rana” del calcio, volendo scomodare Esopo, si è gonfiata a dismisura. Ormai ogni continente (o sub continente) ha la sua federazione autonoma che confluisce nella FIFA; le squadre di club disputano Coppe a livello continentale che poi sfociano nel campionato mondiale per club; i finanziamenti sono trasversali: magnati russi , sceicchi arabi, miliardari cinesi sono proprietari di squadre in più Continenti.

La televisione ha rappresentato, nel corso degli anni, lo strumento di unificazione per questo immenso movimento e adesso le partite più importanti dei campionati europei si giocano ormai ad orari utili per garantire la massima “audience” in Estremo Oriente. E’ stato questo il fattore che maggiormente ha contribuito ha mutare radicalmente non solo lo spirito ma la realtà agonistica e tecnica del gioco: un cambiamento sul quale si può tranquillamente riflettere al riguardo dei tempi andati ma che appare assolutamente irreversibile: anzi, contrariamente a ciò che sta avvenendo in economia e in politica, nel calcio è probabile che il livello di globalizzazione aumenti. Già si parla di fase finale dei mondiali a 48 squadre (adesso sono 32) ed è facilmente intuibile cosa ciò possa significare sul piano della completa consegna delle chiavi di gestione economica e sportiva ai grandi network televisivi e del web.

La nostra voglia di ostinata ricerca sui trascorsi riguardanti gli eventi calcistici ad ogni livello, da quello locale a quelli intercontinentali, ci ha portato a scavare nel passato delle qualificazioni per i Campionato del Mondo (in origine, tra il 1930 e il 1970 , Coppa Rimet).

Per la prima edizione, nel 1930, svoltasi in Uruguay  le qualificazioni non furono necessarie: alla fine si iscrissero soltanto 13 squadre, in gran parte sudamericane perché furono poche le compagini europee capaci di affrontare un viaggio così lungo e di permettersi un soggiorno prolungato. Furono così 13 le squadre partecipanti a quella prima edizione vinta dai padroni di casa capaci di superare in finale l’Argentina  (4-2). Questo l’elenco completo: Uruguay, Argentina, Jugoslavia, USA, Cile, Francia, Messico, Brasile, Bolivia, Romania, Perù, Paraguay, Belgio.

Diversa la situazione alla vigilia della seconda edizione programmata per l’avanzata primavera del 1934 in Italia.

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Il manifesto dei campionati del Mondo 1934

Il regime fascista, capace di intuire le potenzialità propagandistiche e anche economiche del calcio, aveva voluto fortemente l’organizzazione della fase finale del campionato. Occorre ammettere che la scelta si rivelò particolarmente felice, al di là del successo finale toccato, per la seconda volta, alla squadra padrona di casa, l’Italia guidata da Vittorio Pozzo. Ricordiamo l’undici che sconfisse in finale 2-1 la Cecoslovacchia: Combi, Monzeglio (grande viveur e tra le altre cose allenatore di tennis di casa Mussolini), Allemandi; Ferraris IV, Monti, Bertolini; Guaita, Meazza, Schiavio (autore della seconda rete), Ferrari, Orsi (autore del primo gol). La porta della Cecoslovacchia era difesa da Planicka, tra i dieci migliori portieri al mondo di tutti i tempi. Certo il “fattore campo”, a quel tempo, e come sempre, aveva il suo peso.

Dunque fu nell’occasione dei Mondiali italiani del 1934 che si rese necessaria per la prima volta la disputa di turni preliminari per decidere le 16 partecipanti alla fase conclusiva.

Fase conclusiva articolata sull’eliminazione diretta in una gara di sola andata: scelta secca, partita per partita, dentro o fuori. Unica possibilità di ripetizione : il pareggio dopo i tempi supplementari. Accadde in una sola occasione: nel quarto di finale giocato a Firenze tra Italia e Spagna la partita terminò 1-1 dopo una durissima battaglia. Ripetuta il giorno dopo la gara diede esito favorevole all’Italia con il punteggio di 1-0.

Torniamo però alle qualificazioni precedenti la fase finale.

Risultavano iscritte, infatti, trentadue squadre, mentre alla fine parteciparono 29 compagini.

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L’Argentina: Freschi, Pedevilla, Belis, Nehin, Sosa Urbieta, Lopez, Rua, Wilde, Devincenzi, Galateo, Iraneta

Queste 29 squadre furono suddivise in 12 gironi di qualificazione.

Il gruppo 1 suddiviso in due sottogironi: nel sottogruppo A si affrontarono Cuba e Haiti: la vincente, nel caso Cuba, incontrò il Messico. Lo stesso Messico, nella finale, valida per il solo posto utile per la fase finale, si scontrò con gli Stati Uniti, qualificati d’ufficio. La partita decisiva fu giocata a Roma il 24 maggio 1934, quasi come avanspettacolo dei mondiali veri e propri . Gli USA si imposero per 4-2. Per gli statunitensi, però, era già pronta, negli ottavi del torneo vero e proprio, la corazzata Italia che si impose seccamente per 7-1 (tre gol di Schiavio, due di Orsi, Ferrari e Meazza).

Il gruppo 2 avrebbe dovuto comprendere Brasile e Perù: il ritiro dei peruviani comportò di conseguenza la qualificazione diretta dei carioca che così si sarebbero esibiti per la prima volta nel vecchio continente.

Stessa storia nel gruppo 3: forfait del Cile e qualificazione diretta dell’Argentina.

Gruppo 4: iscritte Egitto, Palestina e Turchia. La Palestina all’epoca era territorio mandatario della Gran Bretagna. Doppia vittoria egiziana: 7-1 al Cairo e 4-1 a Gerusalemme sui palestinesi. Rinuncia successiva della Turchia e automaticamente Egitto prima squadra africana qualificata.

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La formazione dell’Egitto : Mansour, El Kaf, Hamido, Hel Far, Rafaat, Raghab, Latif, Fawzi, Mokthar, Taha, Hassan

Gruppo 5: Estonia, Lituania, Svezia. Svedesi qualificati superando per 6-2 l’Estonia a Stoccolma e per 2-0 la Lituania a Kaunas.

Gruppo 6: Spagna e Portogallo. A Madrid , 11 marzo 1934, goleada delle “furie rosse” (che all’epoca allineavano 10 baschi con Zamora in porta) per 9-0; mini – rivincita dei lusitani a Lisbona per 2-1. Qualificata la Spagna.

Gruppo 7 Italia e Grecia. Anche la squadra padrona di casa era chiamata a passare per le qualificazioni. Partita unica a Milano il 25 marzo 1934 e rotondo 4-0  (reti di Mezza 2, Guarisi e Ferrari) per gli azzurri.

Gruppo 8 : Austria, Bulgaria, Ungheria (due qualificate)  doppio confronto tra ungheresi e bulgari e doppio 4-1 a favore dei magiari a Sofia e a Budapest. Al “Prater” il Wunderteam infila i bulgari per 6-1. Austria e Ungheria qualificate.

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Il Wunderteam austriaco: Platzer, Cisar, Sesta, Wagner, Smistik, Urbanek, Zischez, Bican, Sindelar, Horvath, Viertl

Gruppo 9: Cecoslovacchia e Polonia. Si gioca una sola partita a Varsavia e i cechi si impongono 2-1.

Gruppo 10: Jugoslavia, Romania, Svizzera (due qualificate) . Si qualificano Romania e Svizzera (che pareggiano le loro sfide dirette per 2-2, anche se l’esito della gara giocata a Bucarest viene mutato il 0-2 a favore degli elvetici. I romeni, infatti, avevano utilizzato un giocatore squalificato). Intanto la Romania  si era imposta sulla Jugoslavia per 2-1 dopo che slavi e svizzeri avevano chiuso la loro sfida sul 2-2.

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Un visione d’epoca dello Stadio di Marassi. Vi si giocò l’ottavo di finale tra Spagna e Brasile (3-1)

Gruppo 11: Belgio, Olanda, Irlanda. Il girone più incerto . L’Olanda la fa da padrona superando prima l’Irlanda per 5-2 e successivamente il Belgio per 4-2. Dato che la sfida tra irlandesi e belgi era finita alla pari 4 – 4, il goal di differenza nello “score” subito dall’Olanda consentì al Belgio di accedere alla fase finale.

Gruppo 12: Francia, Germania e Lussemburgo. Passeggiata per francesi e tedeschi. Nelle due gare, giocate entrambe in Lussemburgo, i galletti si imposero per 6-1 e la squadra tedesca per 9-1

L’allineamento per la fase finale in Italia comprendeva così queste 16 squadre: Italia, Stati Uniti, Svizzera, Olanda, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria, Egitto, Spagna, Brasile, Austria, Francia, Svezia, Argentina.

Un passo indietro allora per fissare alcuni dettagli di quella fase di qualficazione.

Questo il tabellino della prima partita giocata in assoluto:

Domenica 11 giugno 1933, Stadio “Stockholms” di Stoccolma. 8.123 spettatori

Svezia – Estonia 6-2

Reti: autogoal di Tipner 7’, Bunke al 10’, Ericsson al 13’, Bunke al 43’, Kass al 41’, Kuremaa al 61’, Ericsson al 70’, Andersson al 79’.

Svezia: Krosberg, O. Andersson, S. Andersson, Persson, Johansson, E. Andersson, Osson, T. Bunke, Ericcson, I. Bunke, Kroon. Allenatore: Petersson.

Estonia: Tipner, Einman, Tarimae, Reinko, Sillak, Parbo, Siimenson,  Uukavi, Karm  (46’ Laasner), Kuremaa, Kass. Allenatore: Rein.

Arbitro: Johansen (Norvegia).

Per concludere il tabellino della partita di qualificazione giocata dall’Italia contro la Grecia. Nel primo tempo, sostituito da Ferrari nella ripresa, fa la sua unica apparizione in azzurro Nereo Rocco, il futuro “paron” tra i padri del catenaccio italiano e da allenatore del Milan  vincitore di scudetti, Coppe dei Campioni, Coppe Intercontinentali. In precedenza però Rocco aveva portato il Padova “provinciale” a contendere lo scudetto 1957 – 58 alla Juventus.

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La Nazionale degli Stati Uniti: Hijulian, Czerkiewcz, Moorhaus, Pietras, Congalves, Florie, Ryan, Nilse, Donelli, Dick Mc Lean

Domenica 23 marzo 1934

Stadio di San Siro in Milano 20.000 spettatori

Italia – Grecia 4-0

RETI: Guarisi al 40’, Meazza al 44’, Ferrari al 69’ Meazza al 71’

Italia: Ceresoli, Monzeglio, Allemandi, Montesanto, Monti, Fantoni III, Guarisi, Serantoni, Meazza, Rocco (Ferrari dal 46’) Guaita;  all. Pozzo.

Grecia: Grammaticopulos, Chrisafoupoulus, Kouranidis, Chelmis, Danellan, Vikelidis, Mijakis, Angelakis, Vazos, Baltidis, Adrianopulos allenatore: Nikolaidis

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Italia campione del mondo. Da sinistra, in piedi: Combi, Monti, Ferraris IV, Allemandi, Guaita, Ferrari. Accosciati: Schiavio, Meazza, Monzeglio, Bertolini, Orsi

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SPORT E POLITICA: QUANDO TOGLIATTI IMPOSE ALL’UNITA’ L’EDIZIONE DEL LUNEDI’

di LUCIANO ANGELINI e FRANCO ASTENGO

Di seguito a questa introduzione le nostre lettrici / lettori troveranno un gustoso articolo tratto dal blog “La bottega del Barbieri” che tratta di un particolare momento di rapporto tra lo sport e la politica all’interno della redazione del “Guerin Sportivo” occupata per un giorno,nel lontano 1920, da due redattori “bolscevichi” poi immediatamente licenziati dal direttore Corradini.

Abbiamo pensato di utilizzare questa combinazione per una breve riflessione sul rapporto tra lo sport e la politica, e più in particolare tra il calcio, il potere e l’opposizione al potere.

Il calcio dimostratosi da subito, fin dal primo affermarsi tra le masse nella seconda metà dell’800, un veicolo formidabile di propaganda e addirittura di “distrazione di massa”. Non solo in Italia, naturalmente,anche se nel nostro Paese si sostiene che grazie allo sport e alla sua capacità – appunto – di distrazione di massa sia stata evitata addirittura una Rivoluzione allorquando, nell’estate 1948, nei giorni dei moti suscitati dall’attentato al segretario del Pci Palmiro Togliatti, si verificò la grande impresa di Gino Bartali capace di vincere il Tour. Quella coincidenza contribuì, secondo la vulgata corrente, a calmare gli animi e ad evitare il protrarsi di una pericolosa situazione (naturalmente la Rivoluzione non ci fu per varie cause e ragioni molto complesse, ma la voce popolare assegna all’impresa di Bartali un peso molto importante).

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Gino Bartali nel giorno della grande impresa sull’Izoard

Lo stesso segretario del Pci Togliatti, del resto, fu tra i politici quello che forse comprese meglio il valore e il peso dello sport nella società moderna che andava costruendosi all’indomani della seconda guerra mondiale, in previsione del boom economico e dell’avvento della società dei consumi: una intuizione che, nel panorama politico italiano, Togliatti condivise con Giulio Andreotti, democristiano, all’epoca a lungo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con De Gasperi.

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La Prima pagina dell’Unità nel giorno dell’annuncio della tragedia del “Grande Torino”

Andreotti mantenne sempre la delega allo sport e fu il “deus ex machina” della promozione e dell’organizzazione delle Olimpiadi di Roma 1960: evento riuscitissimo e probabilmente da passare alla storia come l’ultima delle Olimpiadi a dimensione umana con le indimenticabili imprese di Livio Berruti, oro nei 200 metri, dell’etiope Abebe Bikila, scalzo vincitore nella maratona, e della velocista americana Wilma Rudolph, oro nei 100, 200 e nella staffetta 4×100.

Togliatti, invece dal canto suo, impose fortissimamente l’uscita dell’edizione del lunedì dell’Unità contenente un completo panorama della domenica sportiva (i resoconti del calcio arrivavano fino alle cronache  di Serie C) e soprattutto puntò sulla “qualità” degli articoli, facendo in modo che letterati e scrittori legati al Partito si cimentassero con le cronache sportive. Pier Paolo Pasolini per tutti.

Il suo obiettivo era quella di fare dell’Unità del Lunedì la migliore edizione in circolazione tra i quotidiani non specializzati, in diretta concorrenza con il “Corriere della Sera”.

E’ necessario, per ricostruire un minimo la storia del rapporto tra il calcio e la politica fare un passo indietro: non così lontano come quello necessario per ricordare come nell’antica Grecia lo svolgimento delle Olimpiadi coincidesse con la tregua per tutte le guerre in corso o come nell’antica Roma il motto “Panem et circenses” rappresentasse una delle regole auree per il governo dell’Impero.

Un passo indietro va comunque fatto, per ricordare come il fascismo avesse anch’esso intuito le grandi potenzialità dello sport nel rapporto di massa, curandone tutti gli aspetti e veicolando il nazionalismo attraverso la promozione di grandi avvenimenti e di grandi imprese sportive.

Fu così organizzata in Italia la seconda edizione dei mondiali di Calcio che gli azzurri si aggiudicarono (come del resto accadde nell’edizione successiva svoltasi in Francia) e furono promosse due partecipazioni della squadra italiana alle Olimpiadi di Los Angeles (1932) e Berlino (1936) di altissimo livello con successi in tutti gli sport: dall’atletica leggera, al ciclismo, al calcio, alla ginnastica.

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Un esempio della cura, anche propagandistica, con la quale i fascismo “occupava” anche lo sport

Anche l’altra sponda politica, quella opposta al fascismo, però non stava a guardare. Nel dopoguerra i paesi “a socialismo reale” guidati dall’Unione Sovietica fornirono la massima importanza alla partecipazione sportiva curandone tutti gli aspetti e privilegiando gli atleti impegnati nelle massime competizioni internazionali inquadrandoli nei ranghi maggiori dell’esercito, della polizia, dello Stato in modo da consentire loro di svolgere l’attività sportiva in maniera pressoché professionale in tempi nei quali la partecipazione olimpica era ancora regolate dalle norme decoubertiane riguardanti il dilettantismo.

Il calcio poi fornì occasione di propagandare le cause dei popoli in lotta per la liberazione coloniale oppure impegnati nella difesa della democrazia.

Abbiamo già raccontato dalle pagine del nostro blog le vicende della squadra rappresentativa dei Paesi Baschi durante la guerra civile spagnola e di quella del FLN dell’Algeria durante il conflitto per la sconfitta finale (come avvenne) del colonialismo francese.

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La squadra del Fronte di Liberazione Nazionale dell’Algeria

Esiste un film che raccoglie magnificamente questa idea del rapporto tra lo sport (in particolare il calcio) e la politica, ed è quel “Fuga per la Vittoria” con Sylvester Stallone, Michael Caine, Max Von Sydow, film che rimane emblematico anche del valore che il gioco e il risultato hanno rispetto allo spirito della competizione.

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Ecco la compagine dei calciatori prigionieri fuggitivi in “Fuga per la Vittoria”, al centro degli accosciati Pelè, aurtore di un favoloso gol in rovesciata; oltre all’asso brasiliano sono in squadra Ardiles, Deyna, Bobby Moore e Hallvar Thoresen; l’improbabile portiere è Rambo-Stallone che para anche un rigore

Ecco di seguito l’articolo tratto dal Blog “La Bottega del Barbieri” che tratta molto argutamente di politica ma anche, come si diceva una volta, di “varia umanità”.

il Guerin sportivo occupato per un giorno

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(Il 14 ottobre 1920 due redattori ribelli mandarono in stampa un numero “bolscevico” della rivista sportiva)

di David Lifodi

Il 14 ottobre 1920 le modalità di comunicare gli eventi sportivi cambiarono radicalmente, anche se per un solo giorno. Al linguaggio maschio e nazionalista che celebrava sui quotidiani le imprese pedatorie, ciclistiche e di altre discipline, si sostituirono le parole d’ordine della lotta di classe. Lo sport inteso in senso popolare, aperto e antirazzista, che oggi è sostenuto e propagato da una miriade di realtà sociali antagoniste al sistema, era ovviamente aldilà da venire. Fu l’austero Guerin sportivo a trasformarsi, seppure per un solo numero, in una rivista che assomigliava molto di più a Sport e proletariato, pubblicazione sorta nel 1923 e in grado, per un certo periodo, di fare concorrenza alla Gazzetta dello sport.

Quel 14 ottobre di 97 anni fa i lettori del Guerin sportivo si trovarono tra le mani un numero assai particolare. Già l’editoriale, Piazza pulita, caratterizzato da un Guerin con la falce e martello, faceva capire che i curatori della rivista avevano deciso di dare un taglio assai diverso a quello consuetudinario. Approfittando dell’assenza, per alcuni giorni, del fondatore e direttore della rivista, Giulio Corrado Corradini, due redattori rimasti senza nome, ma di certo di spirito sovversivo, ribaltarono completamente l’impostazione di quel giornale fondato nel 1912. Non che sul Guerino non si parlasse di sport, ma in quel numero i due redattori che presero le redini della rivista lo fecero in chiave proletaria e del resto basta leggere il libro di Pasquale Coccia, Storie di sport ribelle (manifestolibri 2016), o Sport e proletariato. Una storia di stampa sportiva, di atleti e di lotta di classe (Mursia, 2016) di Alberto Di Monte, per capire come già negli anni Venti fossero in molti ad agognare ad un’idea dello sport in chiave non mercantilistica ed elitaria.

Fatto sta che quell’edizione del Guerin sportivo del 14 ottobre 1920 fu definita come “bolscevica” e in effetti, da pagine di innegabile umorismo, come ad esempio quella dove al numero telefonico del giornale era stato sostituito quello della Camera del Lavoro, a pagine dove erano contenute riflessioni più serie, era evidente come il tentativo dei due coraggiosi redattori, poi licenziati, fosse quello di sensibilizzare le masse. Ad esempio, nell’editoriale che annuncia “lo sfratto al direttore Corradini”, si ragiona anche sullo “sport che anestetizza le menti”, sintomo del difficile rapporto che ha sempre caratterizzato i rapporti tra la sinistra e lo sport. Come ha evidenziato Pasquale Coccia, a cui va il merito di aver diffuso la storia del Guerin sportivo occupato, sui due redattori influirono molto gli ideali del biennio rosso, nonché i recenti fatti della rivoluzione russa, ma fin da allora iniziò a farsi strada un’altra idea di giornalismo, anche sul versante sportivo. Di fronte al fascismo che stava per arrivare e ai quotidiani sportivi sostenuti da quegli industriali che se ne servivano per arginare quell’idea di sport insofferente rispetto ai valori di allora, i due redattori ribelli erano riusciti a dar voce ad un modo assai diverso di intendere e percepire la’informazione, non solo a livello di pratica agonistica. A colpire, in particolar modo, fu il loro rifiuto ad accettare le pubblicità degli industriali, ben sintetizzata dall’annuncio che rifiutava “abbonamenti e inserzioni dei pescicani”. Quanti sono, ancora oggi, i quotidiani che per andare avanti sono costretti a ricorrere a pubblicità di questo tipo che poi ne condizionano anche la linea editoriale? La maggioranza.

Al suo ritorno, il direttore Corradini corse ai ripari e licenziò immediatamente i due redattori facendoli passare prima come “giovani russi venuti in Italia da pochi mesi” che avevano mandato in stampa quella versione del Guerin sportivo in seguito ad una solenne sbornia, e poi come “due emissari di Lenin”, venuti nel nostro paese per sondare lo stato d’animo della classe operaia e vedere se ci fossero stati i margini per fare la rivoluzione anche in Italia. Quell’esperienza del Guerin sportivo, divenuto strumento di propaganda dei lavoratori, rappresentò comunque un primo atto di ribellione, in ambito sportivo, a cui ne sarebbero seguiti molti altri, nonostante i tentativi posti in essere anche dall’incombente regime fascista di utilizzare lo sport come strumento di propaganda.

STORIE DI ROVESCIATE E DI DIFENSORI ACROBATI DA PAROLA A VARICELLI

 

 di FRANCO ASTENGO

In principio fu una questione di copertine degli album delle figurine e di rovesciate. Non tutti ricordano, infatti, che la prima copertina di un album delle figurine “Panini” raffigurante una classica rovesciata di un difensore non fu quella riproducente la “storica” e spettacolare rovesciata di Carlo Parola, immortalato da una foto pubblicata dal “Calcio Illustrato” in un Juventus – Fiorentina, bensì quella di un analogo gesto tecnico compiuto in maglia azzurra dal terzino della Fiorentina Ardico Magnini e immortalato in una copertina del settimanale “Il Campione” nell’autunno 1956: occasione una partita Italia – Svizzera terminata 1-1.

Il lavoro dei difensori all’epoca era molto diverso da quello svolto oggi. Le squadre erano “lunghe”, non c’erano sovrapposizioni da parte degli attaccanti che ripiegavano per raddoppiare le marcature, molte squadre erano rigidamente impostate “a catenaccio”, ma per i difensori l’arma più importante era quella dell’anticipo e del rinvio.

L’anticipo richiedeva doti di tempismo e di acrobazia: molto spesso la rovesciata difensiva era l’arma migliore per spezzare la trama avversaria e di questa specialità, come di quella del rinvio al volo (senza far toccare la palla a terra, innestando con il rilancio l’azione d’attacco), avevano fatto il loro cavallo di battaglia difensori molto forti atleticamente e dotati anche di una perfetta tecnica di base.

Perfetta tecnica di base in possesso anche dei centrocampisti e delle ali destinatarie dei rilanci da 30 – 40 metri: abbiamo ancora negli occhi stop volanti di ali e mezz’ale, capaci di mettere la palla a terra senza alcuna incertezza nonostante la distanza e la forza del passaggio molto spesso eseguito, come si accennava, al volo.

Questo fatto avveniva anche nelle categorie minori laddove si trovavano giocatori capaci di entrambi i gesti atletici: quello del rinvio al volo magari attraverso la rovesciata e quello del relativo “arresto” perfetto tale da portare la “palla al piede” come se fosse legata con una corda ricordava Meazza.

Non ricordiamo giocatori particolari protagonisti, nei nostri campionati minori, di simili prodezze per non commuoverci. Passiamo invece a ricordare alcuni specialisti delle acrobazie difensive protagonisti nei tempi in cui queste azioni erano richieste, ricordando che nei 10 cognomi che troverete successivamente elencati si trovano giocatori che, all’epoca, erano schierati in squadre praticanti il “WM puro” e altre che utilizzavano il mezzo sistema o “catenaccio” con il libero fisso alle spalle della difesa (poi sarebbero arrivati i liberi “fluidificanti” costruttori di gioco ma ad essi dedicheremo in altra occasione un capitalo a parte).

Questo l’elenco dei dieci prescelti. Mancano parecchi nomi che pure avrebbero meritato: da Francesco Janich a Luciano Comaschi, a Giorgio Bernardin. Non c’è neppure Armando Picchi, “libero” di transizione fra questa generazione e quella successiva dei “fluidificanti” che interpretava magistralmente il ruolo in una chiave meramente difensiva. E’ assente anche Rinone Ferrario detto “Mobilia” il cui atteggiamento sul campo era sicuramente non rivolto alla ricerca dell’acrobazia, ma dell’interpretazione del ruolo del centro mediano più simile a quella del centro mediano metodista. Il paragone più consono al gioco di Ferrario è quello piuttosto con Luisito Monti o Michele Andreolo.

1)    Carlo Parola

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Carlo Parola (Torino, 20 settembre 1921 – Torino, 22 marzo 2000) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore; da allenatore fu tecnico di varie squadre, tra cui la Juventus, nella quale crebbe e in cui trascorse gran parte della sua carriera di calciatore, affermandosi tra i più grandi difensori del XX secolo.

Emerso come centravanti, l’allenatore Felice Borel, grande seguace del sistema inglese, lo dirottò a centromediano metodista, con compiti a metà fra quelli di uno stopper e un libero – marcatura dell’attaccante avversario e, una volta riconquistato il pallone, impostazione della ripartenza –, facendone di fatto l’erede in maglia bianconera di Luis Monti. Nonostante l’iniziale ritrosia di Parola verso questo cambiamento, la nuova posizione in campo e le conseguenti prestazioni gli daranno risalto e prestigio a livello internazionale.

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La celebre rovesciata di Parola

La sua notorietà è dovuta soprattutto a un caratteristico gesto tecnico, la rovesciata, che il giocatore fu il primo a utilizzare con frequenza nel calcio italiano. La più famosa “rovesciata di Parola” nacque il 15 gennaio 1950, all’80’ di Fiorentina-Juventus così rappresentata dalle parole di Corrado Banchi, giornalista freelance, autore di una memorabile fotografia:

« […] Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c’è solo Carlo Parola; l’attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un’ovazione accompagna la prodezza di Parola. »

Quella rovesciata è stata pubblicata in oltre 200 milioni di copie

2)    Ardico Magnini

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Ardico Magnini  (Pistoia, 21 ottobre 1928) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo terzino.

Cresce come mezzala nelle giovanili della Pistoiese, esordendo in prima squadra nel corso della stagione 1947-1948, in Serie B. Ottiene il posto da titolare per le due stagioni successive, segnando complessivamente 13 reti per lo spostamento al ruolo di centrocampista.

Nell’estate del 1950 viene acquistato dalla Fiorentina, squadra con cui esordisce in Serie A il 21 gennaio 1951 durante una gara interna vinta per 2-0 dai viola contro il Napoli; il 17 giugno di quell’anno firma il suo primo gol in maglia viola, contro l’Udinese. Iniziò da mezzala, ma fu Luigi Ferrero a fare la sua fortune, mettendolo terzino a partire dall’inizio della stagione 1952-1953. Titolare della Fiorentina del primo scudetto (1955-1956), con i viola raggiunge le 225 presenze in Serie A (vincendo anche una Coppa Grasshoppers nel 1957), perse una finale di Coppa dei Campioni 1956-57 e la Coppa Italia 1958, prima di essere ceduto al Genoa. Chiude la carriera nel 1960-1961 nel Prato.

Esordì in Nazionale il 26 aprile 1953 a Praga, contro la Cecoslovacchia. Successivamente venne regolarmente convocato, in vista dei Mondiali del 1954 in Svizzera, 20 presenze in azzurro (giocò nella nazionale Italiana dal 1953 al 1957). Ha allenato la Pistoiese, dal 1962 al 1965.

3)    “Tojo” Sardelli

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Vittorio Sardelli (Borgo Val di Taro, 10 giugno 1918 – Recco, 7 ottobre 2000) è stato un calciatore italiano, di ruolo terzino sinistro. Era soprannominato Tojo “palla di gomma”. Proveniente dagli istriani dell’Ampelea, Sardelli esordì in Serie A con la maglia del Genoa 1893 il 2 ottobre 1938 in Genoa 1893-Novara (3-1). Divenuto uno dei punti di riferimento della difesa, rimase a Genova per altre undici stagioni, tutte in Serie A, fino al suo ritiro avvenuto nel 1951. L’ultima partita da lui giocata fu Genoa-Udinese (1-1) del 28 gennaio 1951. All’inizio del 1945 Sardelli giocò in prestito dal Genova 1893 alla rappresentanza della Marina nella Coppa Città di Genova, competizione che sostituì il normale campionato italiano di calcio, interrotto a causa della seconda guerra mondiale. Con la Marina Sardelli ottenne il terzo posto finale. Sardelli giocò la sua unica partita nella Nazionale maggiore il 26 novembre 1939 nell’amichevole contro la Germania. Giocò anche tre partite in Nazionale B, la prima delle quali il 20 novembre 1938. Dopo il ritiro aprì accanto allo stadio Stadio Luigi Ferraris a Genova un noto emporio di sedie, che chiuse per trasferirsi a Recco in seguito alla tragica scomparsa del figlio Uccio, già portiere delle squadre giovanili della Sampdoria e successivamente di molte squadre dilettantistiche liguri.

4)    Gaudenzio Bernasconi

Gaudenzio Bernasconi (Ponte San Pietro, 8 agosto 1932) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore o centrocampista.

Cresciuto nel Vita Nova di Ponte San Pietro, con cui non ancora ventenne debutta in Serie C disputandovi tre campionati.  Lo ricordiamo personalmente in Corso Ricci, prima giornata del campionato 1951 – 52: un clamoroso 4-3 a favore del Savona sui lombardi.Viene quindi notato dall’Atalanta che lo acquista nel 1952; nello stesso anno l’esordio in Serie A rimanendo in nerazzurro per due stagioni, nella seconda della quali, 1953-1954, si afferma tra le rivelazioni del torneo.

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Bernasconi (accosciato, secondo da sinistra) con l’Italia nel 1956. Da sinistra in piedi: Carapellese, Cervato, Virgili, Magnini, Gratton, il massaggiatore Farabullini; accosciati: capitan Boniperti, Bernasconi, Chiappella, Segato, Montuori, Viola. Risultato: Italia – Brasile 3-0

Passò quindi alla Sampdoria, club a cui legò la maggior parte della carriera. Disputò infatti undici stagioni in blucerchiato, tutte in massima categoria, divenendo uno dei beniamini della tifoseria doriana che, forse per la sua riservatezza, gli affibbiò il soprannome di “Orsacchiotto”. Al secondo anno a Genova, le prestazioni offerte gli permisero di raggiungere la Nazionale con cui esordì il 24 aprile 1956, mettendo poi a referto 6 presenze totali nella seconda metà degli anni 1950 (fra cui le sfide contro Argentina e Brasile nella tournée sudamericana dell’estate del ’56), ma dovendo presto cedere spazio in azzurro a elementi di club più titolati.

Con la Sampdoria, dal 1958 formò con i laterali Mario Bergamaschi e Azeglio Vicini un’affiatata mediana, tra quelle schierate con maggiore continuità in massima serie. Svestì la maglia dei blucerchiati, di cui fu anche capitano, nel 1965, dopo 334 gare che ne fecero a lungo il calciatore più presente in campionato con i liguri; classifica in cui oggi è tuttora il quarto assoluto, alle spalle di Roberto Mancini, Moreno Mannini e Pietro Vierchowod.

Concluse la carriera nelle Marche, dove nella seconda metà degli anni 1960 ricoprì il doppio ruolo di giocatore-allenatore dapprima nello Jesi, per tre annate in Serie C, e infine nell’Urbino, per due stagioni in Serie D, prima del definitivo ritiro dall’attività agonistica nel 1970. Intraprese in seguito la carriera di tecnico a tempo pieno, guidando fra gli anni 1970 e 1980 compagini quali Foligno, Caratese e Verdello.

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5)    Ivano Blason

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Ivano Blason (San Lorenzo Isontino, 24 maggio 1923 – Gorizia, 13 marzo 2002) è stato un calciatore italiano, di ruolo terzino e di battitore libero o “terzino volante” come lo aveva appellato Rocco  prima nella Triestina 47 – 48, poi negli anni 50 – ’60 a lungo con il Padova. Si mise in luce nella Triestina, squadra con la quale esordì nella massima serie nel campionato post-bellico 1945-46 dopo gli inizi alla Pro Gorizia.

Blason fu fra i protagonisti del secondo posto conquistato dagli alabardati nel 1947-48, dietro al Grande Torino. Rimase a Trieste fino al 1950, quando fu chiamato a ricoprire il ruolo di centromediano nell’Inter di Alfredo Foni, con cui conquistò due scudetti consecutivi (1952-53 e 1953-54) dopo un anno al Verona, in Serie B, passò al Padova con il quale militò per altre sette stagioni in massima divisione, fino all’età di 39 anni. Fu una delle colonne della squadra di Nereo Rocco, capace di distinguersi nel panorama calcistico italiano fra gli anni ’50 e ’60, con il terzo posto del 1957-58. Durante la permanenza a Trieste, Blason indossò anche per una volta la maglia della Nazionale, esordendo il 2 luglio 1950 nella gara vinta per 2-0 contro il Paraguay ai mondiali del Brasile, a San Paolo.

6)    Giacomo Losi

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Giacomo Losi (Soncino, 10 settembre 1935) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.Militante nella Roma per quasi tutta la sua carriera professionistica (quindici stagioni), è il giocatore con più presenze nel club dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi. Per la sua lunga militanza e la generosità in campo è stato soprannominato Core de Roma. Cresciuto in una famiglia di lavoratori anti-fascisti, da bambino assiste alla seconda guerra mondiale, e partecipa indirettamente alla resistenza portando le munizioni che i partigiani usavano contro i nazisti.

Ha esordito in Serie A a Roma contro l’Inter il 20 marzo 1955, non essendo disponibile il titolare Alberto Eliani; la partita si concluse 3-0 per la Roma A partire dalla stagione 1955-1956 divenne titolare della squadra e lo restò sino a fine carriera, tranne una parentesi nel 1957-1958 e nel 1958-1959 quando gli venne preferito Giulio Corsini come terzino sinistro. Rientrato in formazione titolare nella primavera 1959 con il ruolo di difensore centrale, si guadagnò la fascia di capitano nella stagione 1960-1961. Giocò nella Roma fino al 1969, collezionando 386 presenze totali, di cui 299 da capitano, senza mai subire nessun provvedimento disciplinare (fu ammonito solamente nell’ultima partita disputata). Nella stagione 1968-1969, con l’arrivo di Helenia Herrera sulla panchina romanista, venne messo in disparte dopo le prime 8 giornate, e in seguito a dissidi con l’allenatore argentino lasciò la Roma a fine stagione per disputare la sua ultima annata da calciatore nella Tevere Roma, formazione di Serie D.

Con la Roma ha vinto due Coppe Italia, nel 1963-1964, e nel 1968-1969, e una Coppa delle Fiere nel 1960-1961; in campionato il miglior piazzamento è stato il secondo posto nel 1954-1955). Ha segnato due reti in Serie A, entrambe decisive: la prima all’Olimpico, l’8 gennaio 1961 contro la Sampdoria, quando, per uno stiramento, fu costretto a giocare all’ala (3-2 il risultato finale; la seconda a Foggia, il 18 dicembre 1966, e siglò il risultato finale di 2-2.
Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella hall of fame ufficiale dell’AS RomaHa esordito nella Nazionale maggiore il 13 marzo del 1960 nell’amichevole persa 3-1 contro la Spagna a Barcellona. Fu quindi schierato in tutte le partite della squadra azzurra sino ai Mondiali del Cile del 1962 indossando anche la fascia di capitano allo Stadio Heysel di Bruxelles, nella partita Belgio-Italia del 13 maggio 1962, nella quale esordì il diciottenne Gianni Rivera (3-1 per l’Italia il risultato finale).

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Giacomo Losi (a sinistra) e Omar Sívori con la maglia azzurra nel 1962

Ha partecipato alla spedizione italiana dei Mondiali cileni del 1962, disputando la prima partita contro la Germania Occidentale (31 maggio 1962 a Santiago, 0-0) e la terza vittoriosa contro la Svizzera (7 giugno 1962, 3-0). Non fu schierato nella partita con il Cile (Battaglia di Santiago), per la quale gli fu preferito l’ex compagno di squadra Mario David. In seguito il nuovo Commissario Tecnico, Edmondo Fabbri, ritenne di non convocarlo più, chiudendo la carriera in Nazionale a ventisette anni. Il suo bilancio complessivo è stato di 11 partite nella Nazionale maggiore (7 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte), 2 partite in Nazionale giovanile ed altrettante in Nazionale B.

7)    Fosco Becattini

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Fosco Becattini (Sestri Levante, 16 marzo 1925 – 14 dicembre 2016 è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore. In 16 stagioni alGenoa ha totalizzato 425 presenze in maglia rossoblù ed è stato superato solo nel 2002 da Gennaro Ruotolo. Cresciuto nel vivaio del Sestri Levante, verrà acquistato dal Genoa, squadra della quale diventerà bandiera collezionando il record di presenze (425) battuto poi da Gennaro Ruotolo. La sua lunga permanenza nella società genovese con la maglia numero 3 lo riporta come il perno della difesa rossoblù negli anni subito successivi alla Seconda guerra mondiale dal campionato di Serie A 1946-1947 fino alla sua ultima stagione nel campionato 1960-1961. Esordisce in Serie A il 13 gennaio 1946 in Bologna-Genoa (4-0). Nel suo ruolo di terzino, per la sua non eccelsa statura e la sua agilità era definito “palla di gomma”. Per la Nazionale italiana ha collezionato due presenze nella stagione 1948-1949. Esordisce in Nazionale il 27 marzo 1949 in Spagna-Italia (1-3).

Appese le scarpe al chiodo è stato anche allenatore con il Sestri Levante, Rapallo e Albenga.

8)    Lupo Balleri

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Costanzo Balleri  detto “ Lupo”(Livorno, 20 agosto 1933) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. Difensore di grande temperamento, noto con il soprannome di Lupo, cresce calcisticamente nel Livorno e pare destinato a una carriera di secondo piano in Serie B in coppia con Picchi come terzino. La svolta avviene nel 1959 quando Paolo Mazza acquista entrambi i terzini e li lancia in Serie A. Sarà un grande successo, la Spal (acronimo di Società polisportiva ars et labor) arriverà quinta e Picchi andrà all’Inter mentre Balleri approderà al Torino. Nel novembre del 1960 però Helenio Herrera si convincerà a ricostruire la coppia Picchi-Balleri e insisterà per averlo. Angelo Moratti lo asseconderà e Balleri esordirà con la maglia neroazzurra il 20 novembre 1960 nel vittorioso derby con il Milan. Per Balleri, che sempre a novembre di quell’anno aveva ritrovato anche l’altro ex spallino Morbello, l’avventura interista durerà due anni e a Milano giocherà 45 partite di campionato, 11 in Coppa delle Fiere e 2 in Coppa Italia segnando una rete. Nel novembre del 1962 andrà al Modena sempre in Serie A e con i “canarini” resterà due anni iniziando a giocare da libero. Poi, sempre a novembre, nel 1964 Balleri ritornò alla Spal in Serie B per sostituire come libero il grande Sergio Cervato che si era ritirato a seguito di un infortunio. Successivamente, completando la carriera a ritroso, di nuovo a Livorno e infine in Serie D con il Montevarchi dove chiuse con il calcio giocato.

9)    Aldo Ballarin

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Aldo Ballarin (Chioggia, 10 gennaio 1922 – Superga, 4 maggio 1949) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore. Dopo due stagioni al Rovigo in Serie C, nel 1941 viene acquistato dalla Triestina, con cui disputa due campionati di Serie A. Disputa il Campionato Alta Italia con il Venezia. Al termine della seconda guerra mondiale, viene acquistato dal Torino. Arriva come terzino metodista spazzatutto per una cifra allora impensabile per un terzino: 1,5 milioni, più di quanto spese Ferruccio Novo per Valentino Mazzola e Ezio Loik insieme.[senza fonte]

 

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Ballarin dopo una “battaglia” sul campo

Con il Grande Torino, in coppia con Maroso,  vinse quattro scudetti (1945-1946, 1946-1947, 1947-1948, 1948-1949). Morì il 4 maggio 1949, nella tragedia di Superga. In ricordo della scomparsa di Aldo e del fratello Dino Ballarin, terzo portiere di quello stesso “grande Torino” aggregato come premio alla tragica trasferta di Lisbona, il comune di Chioggia ha intitolato il proprio stadio comunale con il nome dei due atleti. Lo stesso ha fatto il comune di San Benedetto del Tronto, che nel 1949 intitolò il campo sportivo, allora utilizzato dalla Sambenedettese, ai due fratelli. Aldo Ballarin è stato sepolto nel cimitero di Chioggia, vicino al fratello Dino.

10) Ciccio Varicelli

Una citazione anomala,  ma tanto cara alla nostra memoria. Ciccio Varicelli  (Pizzo Calabro 1925 – Savona 1989) è stato il più funambolico difensore nella storia del Savona Fbc, capace anche a 40 anni da protagonista assoluto nei grandi tornei estivi, di rovesciate e anticipi perfetti. Giocatore e persona generosissima in campo e fuori desideriamo ricordarlo assieme alla sua famiglia di grandi sportivi (il fratello Romolo, recentemente scomparso, giocava difensore con le stesse sue caratteristiche militando nei famosi Cicerin Boys, poi Albisola, Albenga, Freccero, Villetta, Nolese).

Ciccio dopo aver indossato il bianco blu in Serie B nel corso della stagione 46 – 47 era passato alla Cremonese, Spal ( partecipando alla prima storica promozione in Serie A della squadra ferrarese nella stagione 49 – 50), Livorno, Reggina per poi tornare al Savona con il campionato 56 – 57 e terminare la carriera con Albisola e Veloce.

Non aveva mai appeso le scarpe al chiodo continuando a giocare , come già ricordato, nei vari tornei alla Valletta, Sacro Cuore, Zinola, Lazzaretti di Vado. Ultima esibizione allo stadio Bacigalupo nel 1986 in una gara di  cosiddette “vecchie glorie” dove a 61 anni aveva esibito la solita proverbiale grinta.

Poi una brutta malattia e l’improvvisa scomparsa: ma non nella nostra memoria.

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Questa foto ha assunto  nel tempo un importante valore storico e affettivo per l’intero mondo del vecchio calcio savonese. Si tratta infatti della testimonianza dell’ultima partita giocata da Ciccio Varicelli (classe 1925) acrobatico terzino volante con Savona, Cremonese, Livorno, Spal, Reggina, ancora Savona e Veloce: uno dei giocatori più amati dal grande pubblico che assiepava corso Ricci. Si tratta della rappresentativa UISP che, in parallelo, con il Trofeo omonimo edizione 1986 disputò un torneo vecchie glorie. Nella formazione ci sono nomi importanti per le vicende del calcio savonese anni ’50 – ’60: da sinistra in piedi Franco Astengo, Gianni Pessano organizzatore del torneo, Riccardo Bisio, Luigino PIttaluga sornione golaeador vadese, Dario Ricci bandiera della Priamar, Paolino Gaglione “ o rey” centrocampista di vero genio, Andrè Galindo protagonista con il Savona di tanti campionati e del ritorno in Serie C anche lui purtroppo recentemente scomparso, l’aletta Marco Sfondrati. Accosciati, dopo la “mascotte”, Nico Vasconi, il giocatore di maggior classe nella generazione nata a metà degli anni ’40 (Priamar, Veloce, Albenga, tanti campionati in Serie D), Arturo Martinucci grintosissimo mediano e poi libero del Vado, Ciccio Varicelli, Elvio Curti acrobatico portiere scomparso recentissimamente e al quale va dedicato un ricordo particolare per la sua allegria e spontaneità nell’amicizia (Altarese, Albisola, ma cresciuto con Galindo nel vivaio del SIBI del Mago Danilo)

PRIMA DIVISIONE E II CATEGORIA OLTRE 70 ANNI DI CALCIO IN PROVINCIA DI SAVONA (1935-2000)

 

a cura di FRANCO ASTENGO

La storia del calcio savonese è ricca di squadre, nomi, personaggi e tanti, tanti numeri. Protagonisti e comprimari di diverse generazioni certo meritevoli di essere ricordati. Non come mero fatto statistico, bensì per il significato della loro appartenenza e per il contributo alla crescita di un intero movimento, al di là delle categorie. Da qui l’esigenza di aprire una finestra capace di farci spaziare su oltre sessant’anni di vita del calcio dilettanti. E lo facciamo con la pubblicazione di tutte le classifiche dei campionati di Prima Divisione (dal 1935-36 al 1959-60) e di Seconda Categoria (dal 1960-61 fino al torneo 1999-2000) disputate da squadre della Provincia di Savona.

Siamo arrivati cioè alle soglie del nuovo millennio per raccontare più di settant’anni di calcio da parte delle squadre della nostra provincia in gironi che via via hanno compreso anche squadre della provincia di Imperia, Genova e piemontesi.

E’ questo il campionato delle piccole cittadine e dei quartieri, quello – per tanti anni – più vicino ai centri di aggregazione che socialmente erano presenti sul territorio: oratori, società di mutuo soccorso, bar. Oggi questa dimensione è scomparsa e spiace, veramente spiace, assistere ad atteggiamenti da parte di dirigenti, allenatori, giocatori che militano a questo livello di puro scimmiottamento del calcio professionistico in una gara di emulazione, anche nel linguaggio, davvero sgangherata e senza senso.

Nello scorrere le classifiche le nostre lettrici e i nostri lettori constateranno tutto ciò che è cambiato e troveranno le denominazioni di compagini davvero “mitiche” per la nostra storia. Il nostro  scopo è stato quello di raccogliere in unica sede (questi dati si trovano già in gran parte sparpagliati nelle tante pagine del blog) questo classifiche veramente significative. Ecco di seguito.

1935 – 36

Corniglianese 36, riserve Genoa 35, riserve Sampierdarenese 35, Vado 29, Bel Paese Genova 22, Rapallo 21, Riva Trigoso 21, Maurina 20, ILVA Savona 19, Finale 15, Albenga 15, Loanesi 7, Alassio 0.

1936 – 37

Classifica finale: ILVA Savona 13, Ronchese 13, Varazze 11, Rivarolese riserve 8, Sestrese riserve 8, Pontedecimo 7, Corniglianese riserve 0.

1937 – 38

Tigullia Rapallo 25 (altra denominazione imposta dal regime), Centrale del Latte 23, Provincia di Genova 22, CIELI La Spezia 18, ILVA Savona 17, Cavagnaro riserve (la Sestrese costretta anch’essa a cambiare nome) 12, Pro Recco 9, Valpolcevera riserve ( Valpolcevera altra imposizione dall’alto) 8, Grifone Ausonia 6.

1938 – 39

Classifica finale del girone B di Prima Divisione: ILVA 23, Finale 22, Sanremese riserve 18, Vado riserve 13, Alassio 12, Loanesi 11, Albenga riserve 8, Imperia riserve 5.

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La squadra dell’Ilva vittoriosa nel campionato 1938 – 39: da sinistra, in piedi, Venturino, Parodi, Poggi, Tura, Ferrando, l’allenatore Besio, personaggio-chiave nella storia del calcio savonese nel dopoguerra per decenni direttore tecnico della Veloce; al centro Ferrari, Fulcheris, Sagola; accosciati: Ferro, Chiesa, Tilli

1939 – 40

ILVA Savona 20, Andrea Doria riserve 13, Valpolcevera riserve 9, Littorio Rivarolo riserve 7, Grifone Ausonia 6, Olimpia Genova 3.

1940 – 41

Andrea Doria 21 Vado B 19 Savona B 18Sanremese B10 Varazze B7 Quario Pegli6 Ilva B 3 ritirata Agricola Albenga B.

1941 – 42

Cairese 9 Novese 7 ILVA Savona 5 Savona B 3.

1942 – 43: Ansaldo Genova 16, Liguria riserve 12, GUF Imperia 11, Cairese 8, ILVA Savona 7, Sanremese riserve 4

1945 – 46 (Sezione propaganda)

Ardita 34 punti, Albisola 32, Spotorno 30, Ferrovieri 27, Inter Varazze 20, Fornaci 20, Legino15, Lavagnolese 15, Fronte della Gioventù 15, Aquila 10, Finalborghese 9, Rappresentativa Trasporti 2.

1946 – 47

Finalese 20 Quiliano 13 Dianese 9, Altarese 7, Lancia Savona 6m Aquilia Laigueglia 3.

1947 – 48

Cengio 31, Veloce 30, Altarese 23, Quiliano 18, Bragno 17, Croce Rosa Celle Ligure 17, Lancia Savona 15, Libero Sport 12, Sabazia Vado Ligure 10, Stella Rossa 4.

1948 – 49

Cengio 36, Dianese 32, Borgo Peri Imperia 32, Veloce 28, Stella Rossa 27, AVIS Valleggia 25, Finalese 24, Ventimigliese 23, Cokitalia Bragno 20, Quiliano 19, Ceriale 13, Loanesi 13, Altarese 10; ritirata Adelasia Alassio.

1949 – 50

Veloce 34, Valbordighera 31, Loanesi 27, AVIS Valleggia 24, Cairese 24, Ventimigliese 23, Quiliano 23, Finale 18, Stella Rossa Savona 16, Cengio 14,  Dianese 11, Altarese 4.

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La Veloce sale per la prima volta nella Promozione interregionale, quarto livello del calcio italiano. Da ricordare il trio dirigenziale: il direttore sportivo Rebagliati, cassiere della Carisa nella sede del mercato civico di via Pietro Giuria; il presidente Monti, albergatore-principe, proprietario dell’Hotel Riviera Suisse in via Paleocapa e, in seguito, anche dell’Hotel La Terrasse alle Fornaci (con annessi bagni Ariston); il direttore tecnico Giovanni Besio, operaio della Scarpa e Magnano, alla guida dei granata per oltre 40 anni, nell’anteguerra già allenatore  di Virtus e Ilva. In campo ci sono ancora Nanni Vanara, grande protagonista con il Savona Fbc negli anni ’30; Valentino con un passato nel Genoa in Serie A; l’allenatore Cattaneo già ala destra dell’Alessandria e della Roma con qualche presenza in nazionale

1950 – 51

Valbordighera 35, Finale 33, Cairese 28, Dianese 25, Loanesi 25, Stella Rossa 25, Monteponi Vado Ligure 22, Ventimigliese 22, Speranza Savona 16, Quiliano 11, AVIS Valleggia 9, Cengio 7

1951 – 52

Finale 35, Finalborghese 33, Monteponi Vado 30, Loanesi 30, Cairese 28, Varazze 28, Dianese 27, Ventimigliese 23, AVIS Valleggia 18, Quiliano 17, Speranza Savona 17, Albisola 13, Stella Rossa Savona 13

1952 – 53

Albisola 37, Speranza 35, Finalborghese 33, AVIS VALLEGGIA 29, Dego 25, Montecatini Cairo 24, Stella Rossa 24, Colombo Cogoleto 22, Quiliano 19, Altarese 16, Marenco Cogoleto 13, Lavagnolese 11, Celle 9, Cengio 7, Libertà e Lavoro 7.

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L’Albisola fine anni  ’50: Eustacchio; Cavallo, Reano; Lubrano, Manzini, Montefiori; Rossello, Meda, Gervasio, Ferri, Pischedda

1953 – 54

Auxilium Alassio 51, Colombo Cogoleto 50, Finalborghese 49, Monteponi 47, Montecatini 40, Loanesi 39, Marenco Cogoleto 37, Celle 35, AVIS VALLEGGIA 33, Speranza 28, Libertà e Lavoro 27, QUILIANO 21, Altarese 19, Lavagnolese 19, Stella Rossa 18, Generale 15, Dopolavoro Ferroviario 15.

1954 – 55

Carcarese 38, QUILIANO 37, Finalborghese 33, Libertà e Lavoro 32, Cairese 32, Lavagnolese 30, Celle 28, AVIS VALLEGGIA 26, Colombo Cogoleto 21, Arma Juve 21, Valbordighera 18, Speranza 10, Altarese 2.

1955 – 56

QUILIANO 43, Ventimigliese 39, Avis Valleggia 35, Loanesi 33, Finalborghese 31, Dianese 29, Finale 29, Stella Rossa 27, Libertà e Lavoro 27, Auxilium Alassio 25, , Lavagnolese 23, Arma Juve 18, Celle 17, Altarese 16.

1956 – 57

Finale 52 (c’è stata la fusione con la Finalborghese), Loanesi 44, Dianese 39, Auxilium Alassio 39, VALLEGGIA 35, Arma Juve 34, Cengio 32, Altarese 30, Stella Rossa 25, Libertà Lavoro 25, Lavagnolese 24, AVIS VALLEGGIA 23, Celle 22, Speranza 20, Santa Cecilia 17, Villetta 15.

1957 – 58

Libertà Lavoro Speranza 29; Valleggia 27, Altarese 27, Cengio 26, Arma Juve 25, Lavagnolese 23, Auxilium Alassio 22, Stella Rossa 18, Valbormida 17, AVIS Valleggia 17, Santa Cecilia 11, Villetta 10, Gloria 5.

1958 – 59

Croce Bianca d’Albenga 32, Santa Cecilia 29, Quiliano riserve 27, Finale riserve 25, Valbormida 24, Millesimo (all’esordio) 22, Valleggia 19, B Vado riserve 17, Auxilium Alassio 14, Villetta 11, Varazze riserve 10, Stella Rossa (anch’essa arrivata all’ultima stagione) 6.

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1959 – 60

Classifica finale: Savona riserve  40,  Auxilium Alassio 36 (promosso in Promozione), Croce Bianca Albenga 32, Millesimo 27, Loanesi riserve 25, Valbormida 23, Altarese  riserve 18, Villetta 17, Valbormida 16, Valleggia 14, Santa Cecilia 11, Carcarese riserve 6.

1960 – 61

 Savona riserve  31Altarese (promossa) 30 Millesimo 23 Loanesi riserve17 Croce Bianca Albenga 17  Carcarese riserve 16 Villetta Stella Rossa (fusione durata una sola stagione) 14 Bagni Italia 11Valleggia 9 Santa Cecilia

Campionato 1961 – 62

Classifica finale: Auxilium Alassio 30, Millesimo 28, Croce Bianca di Albenga 26, Villetta 20, Libertà e Lavoro Speranza 19, Ferrania 16, Bagni Italia 12, Nolese 9, Spotornese 7, Matuzia Sanremo 3.

Campionato 1962 – 63

Classifica finale: Veloce 34, Garessio 32, Spotornese 30, Millesimo 27, Libertà e Lavoro Speranza 20, Nolese 20, Villetta 15, Croce bianca di Albenga 15, Ferrania 15, Bagni Italia 10, Cadibona 2.

1963 – 64

Classifica finale: Spotornese 52, Garessio 41, Don Bosco Varazze 41, Villetta 38, Nolese 38, Millesimo 36, Libertà e Lavoro Speranza 25, Croce Bianca d’Albenga 25, Cadibona 24, Altarese 24, Don Bosco di Savona 23, Maremola Pietra Ligure 19, Priamar 11, Bagni Italia 10, Ferrania 9.

 

 

ora

La Spotornese dell’ascesa in Promozione (1963-64): in piedi, da sinistra, Bruno Marengo (futuro sindaco di Savona e Spotorno), Giribaldi, Bezzi, Falco, Ettore Rusticoni, Piero Bertolotti (futuro specialista di chirurgia della mano cresciuti alla scuola del professor renzo Mantero, Botto, Aldo Testa; accosciati da sinistra: Moraglio, Gigi Saccani, Chiacchio

1964 – 65

Nolese 43, Don Bosco Varazze 34, Carlin’s Boys 32, Dianese 30, Cadibona 27, Villetta 26, Priamar 24, Garessio 22, Don Bosco Savona 22, Millesimo 19, Carcarese 14, Soccorso Pietra Ligure 13, Libertà e Lavoro Speranza 12, Altarese 12.

1965 – 66

Villetta 40, Dianese 36, Cengio 32, Auxilium di Alassio 31, Carlin’s Boys 30, Cadibona 29, Soccorso Pietra Ligure 27, Priamar 25, Garessio 24, Altarese 23, San Bartolomeo Cervo 22, Carcarese 18, Don Bosco Savona 14, Millesimo 10.

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1966 – 67

Classifica Girone A: Dianese 35, Garessio 28, Soccorso Pietra Ligure 27, Carlin’s Boys 26, San Bartolomeo Carvo 26, Auxilium Alassio 25, Taggese 25, Priamar 28, Calizzano 17, Borgio Verezzi 16, Judax 11, Leca d’Albenga 8.

Girone B: Cengio 38, Cornigliano 34, Don Bosco Varazze 30, Millesimo 28, Albisola 27, Elah Pegli 27, Carcarese 27, Cadibona 15, Santa Cecilia Albisola 13, Arenzano 11, Altarese 9, Colombo Cogoleto 2.

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Una formazione dell’Us Priamar con la Santa Cecilia di Albisola la società con maggiori presenze nel campionato di Seconda categoria. Una formazione importante perché sono ritratti anche il direttore sportivo Livio Faggion e l’allenatore Emilio Pacini, due veri e propri trascinatori dell’attività calcistica a Savona: da sinistra, in piedi, il presidente Teresio Granelli, Porta, Farulla, Nofroni, Longhi, Siter, Bensi, Livio Faggion, Emilio Pacini; accosciati, Caviglia, Grossi, Imberti, Vivarelli, Tarditi, Bresciani

1967 – 68

Classifica finale girone A: Dianese 35, Garessio 28, Soccorso Pietra Ligure 27, Carlin’s Boys 26, San Bartolomeo Carvo 26, Auxilium Alassio 25, Taggese 25, Priamar 28, Calizzano 17, Borgio Verezzi 16, Judax 11, Leca d’Albenga 8.

Girone B: Don Bosco Varazze 45, Albisola 43, Carcarese 40, Arenzano 32, Marassi 29, San Marziano Pegli 26, Colombo Cogoleto 25, Acli Borzoli 25, Altarese 24, Millesimo 18, Cornigliano 17, Santa Cecilia Albisola 16, Nova Quarto 16, USVE Genova 9.

1968 -69

Classifica finale (si è tornati al girone unico): Santa Cecilia Albisola 41, Andora 41 (spareggio a Pietra Ligure: Santa Cecilia 2 Andora 1), Auxilium Alassio 39, Taggese 38, Ceriale 37, Priamar 33, Millesimo 33, Freccero 26, Altarese 26, Colombo Cogoleto 24, Cadibona 23, Calizzano 18, Judax 14, Finalpia 13, Borghetto Santo Spirito 6, Enel Albenga ritirata alla fine del girone d’andata.

 

8

1969 – 70

Classifica finale: Colombo Cogoleto (rafforzato nientemeno che da Beppe Recagno, ex Sampdoria, e dal difensore-orafo Altobelli, già colonna di Varazze e Cairese), 37, Borgio Verezzi 35, Arenzano 33, Judax 32, Priamar 32, Calizzano 25, Finalpia 22, Fulgor Loano 22, Millesimo 20, Freccero 18, Altarese 17, Cadibona 13, Borghetto Santo Spirito 5.

1970 – 71

 Girone A: Cengio 39, Finalpia 37, Borghetto Santo Spirito 37, Nolese 36, Fulgor Loano 34, Garessio 32, Santa  Cecilia 32, Millesimo 25, Priamar 22, Calizzano 22, Altarese 15, CADIBONA 14, Judax 13, Borgio Verezzi 3.

Girone B (unica savonese la Magi diretta erede del Freccero): San Gerolamo Quarto 34, Magi Savona 32, Levante 30, San Siro Pontedecimo 27, Pegliese 20, Martinez Voltri 20, Salvamento Sampierdarena 15, Ozanam Pegli 15, Acquasola 15, Cornigliano10, San Tomaso 2.

9

1971 – 72

Borghetto Santo Spirito 38, Nolese 36, Ceriale 33, Fulgor Loano 31, Andora 30, Garessio 27, Auxilium Alassio 25, Intemelia 23, Altarese 23, Millesimo 23, Priamar 21, Santa Cecilia 20, Calizzano 17, Cadibona 10.

1972 – 73

Andora 41, Intemelia 39, Ceriale 37, Altarese 33, Bar Treviso 29, Santa Cecilia 29, Garessio 26, Calizzano 24, Sanremo 24, Auxilium Alassio 22, Bragno 19, Priamar 17, Villetta 17, Cadibona 5.

1973 – 74

Garessio 34, Auxilium Alassio 31, Carcarese 30, Spotornese 29, Ferraro Savona 29, Santa Cecilia Albisola 27, Altarese 26, Nolese 26, Bragno 23, Calizzano 18 Sanremo ’70 18 Valleggia 16 Cervese 16, Priamar 10.

1974 – 75

Ferraro Savona 34, Andora 29 Cengio 29 Spotornese 29 Altarese 28 Laigueglia 27 Santa Cecilia Albisola 27 Nolese 26 Valleggia 24 Sanremo ’70 24 Calizzano 21 Millesimo 18 Borgio Verezzi 14 Bragno 5.

10

Pietra Sport: per un lungo periodo la seconda squadra di Pietra Ligure

1975 – 76

Classifica: Andora 47, Garessio 46, Nolese 40, Cervese 37, Finalborghese 36, Valleggia 35, Santa Cecilia Albisola 34, Mallare 30, Pontelungo Albenga 28, Loanesi 23,  Altarese 22, Millesimo 22, Calizzano 21, Sanremo ’70 punti 19, Balestrinese 19, Laigueglia 16.

1976 – 77

Girone A: Loanesi 42, Don Bosco Vallecrosia 38, Bastia 35, Giovane Bordighera 31, Laigueglia 29, Pontelungo Albenga 28, Pietra Sport 27, Borgio Verezzi 27, San Filippo Neri Albenga 25, San Bartolomeo Cervo 25, San Bernardino 21,  Sant’Ampelio 16, Balestrinese 10, Sanremo ’70 punti 10.

Girone B: Millesimo 39, Altarese 37, Mallare 36, Priamar 35, Santa Cecilia Albisola 34, Calizzano 33, Valleggia 30, Rocchettese 24, Libertà e Lavoro 21,  Bragno 20, Villetta 18, Savona Nord 15, Letimbro 11, Nuraghe Savona 11.

1977 – 78

Girone A: San Filippo Neri Albenga 39, Don Bosco Vallcrosia 38, Casalegno 30, Interceriale 29, San Bartolomeo del Cervo 29, Bastia 27, Auxilium Alassio 26, Bordighera 25, Laigueglia 23, Pontelungo Albenga 22, Pontedassio 21,  Pietra Sport 20, Sant’Ampelia 18, San Bernardino 17.

Girone B: Santa Cecilia 38, Calizzano 38, Savona Nord 38 (spareggio a 3, vince il campionato la Santa Cecilia), Priamar 37, Borgio Verezzi 35, Mallare 26,  Albisola 23, Rocchettese 23, Libertà e Lavoro 22, Pallare 19, Dego 18, Villetta 16,  Bragno 16, Valleggia 13.

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L’Andora: da sin., Amoretti, il dott. Zunino, Arquà I, Bertaina, Arquà II, Damonte, Curtolo, Bertolino, Ghirardi; in ginocchio, l’allenatore Ossola, il dirigente Volpara, Trevia, Guardone, Giordano. Senarega, Ramoino, il d.t. Ferrario

1978 – 79

Girone A: Vallecrosia 39, All Stars Alassio 36, Borgio Verezzi 35, Bastia 33, Laigueglia 28, Camporosso 27, Bordighera 26, Auxilum Alassio 25, Interceriale 24,  Pontelungo Albenga 23, Pietra Sport 20, San Bartolomeo Cervo 20, Pontedassio 17,  Sanremo ‘70 punti 8.

Girone B: Calizzano 41, Priamar 35, Albisola 34, Spotornese 33, Celle 27,  Lavagnola ’78 p. 25, Dego 24, Villetta 24, Mallare 23, Fornaci 22, Don Bosco Savona 21,,  Rocchettese 21 5 Stelle 19, Pallare 15.

1979 – 80

Girone A: Finalborghese 48, Bastia 44, Laigueglia 35, Riviera dei Fiori 31, Camporosso 32, Borgio Verezzi 32, Giovane Bordighera 31, Sanemo ’70 p. 31, Pietra Sport 28, Auxilium Alassio 27, San Bartolomeo dei Cervo 27, San Bernardino 25, Pontelungo 25, Albisola 25, Pontedassio 24, Sant’Ampelio 21, Leca 19.

Girone B: Vado Boys 34, Lavagnola ’78 punti 32, Priamar 30, Rocchettese 30,  Mallare 30, Spotornese 30, Nolese 28, Albisola 26, Fornaci Savona 26, Dego 23,  Villetta 21, Don Bosco Savona 21, Celle 19, Letimbro 16.

1980 – 81

Girone A: Bastia 42, Borgio Verezzi 36, Camporosso 31, Pontelungo 30, San Bartolomeo 29, Bordighera 28, Laigueglia 27, Riviera dei Fiori 27, Spotornese 27, San Filippo Neri 27, Pietra Sport 21, Auxilium Alassio 17, Sant’Ampelio 12, Partenope Albenga 10.

Girone B: Mallare 45, Priamar 38, Albisola 32, Rocchettese 29, Don Bosco Savona 27, Portovado 25, Lavagnola ’78 punti 25, Nolese 25, Dego 23, Villetta 22, Sciarborasca 22, Santa Cecilia 20, Legino 18, Fornaci 12.

1981 – 82

Girone A: San Filippo Neri 37, Bordighera 36, Borgio Verezzi 35, Laigueglia 33, Camporosso 28, Spotornese 28, AC Sanremo 26, Auxilium Alassio 24, San Bartolomeo Cervo 23, Pietra Sport 22, Pontelungo 22, Nolese 20, Riviera dei Fiori 20, Leca d’Albenga 9.

Girone B: Santa Cecilia 32, Dego 32, Sciarborasca 30, Lavagnola ’78 punti 28, Albisola 28, Cadibona 27, Rocchettese 27, Millesimo 26, Altarese 24, Don Bosco di Savona 23, Celle 23, Villetta 22, Portovado 22, Bragno 18.

1982 – 83

Girone A: Bordighera 36, Carlin’s Boys 36, Auxilium Alassio 35, Borgio Verezzi 34, San Bartolomeo Cervo 30, Sanremo ’80 p. 23, Camporosso 23, Pietra Sport 23, Pontelungo 19, Sant’Ampelio 19, San Giorgio Ceriale 17, Legino 16, Fornaci 16.

Girone B: Celle 43, Altarese 43, Lavagnola ’78 punti 41, Spotornese 38, Sciarborasca 31, Dego 30, Cadibona 29, Rocchettese 27, Dego ’81 p. 26, Nolese 22, Millesimo 21, Don Bosco Savona 19, Pallare 19, Villetta 18, Cosseria 11.

1983 – 84

Girone A: Ac Sanremo 41, Pontelungo 39, Auxilium Alassio 37, Camporosso 34, Laigueglia 33, San Giorgio Ceriale 33, Sant’Ampelio 29, San Bartolomeo Cervo 27, Vecchia Laigueglia 24, San Lorenzo al Mare 18, San Michele 14, Partenope Albenga 13, Leca d’Albenga 12, Cervese 10.

Girone B: Altarese 37, Dego 35, Legino 34, Pietrasoccorso 33, Borgio Verezzi 33, Spotornese 27, Santa Cecilia 27, Sciarborasca 26, Lavagnola ’78 24, Fornaci 21, Nolese 21, Rocchettese 17, Don Bosco Savona 15, San Francesco Loano 14.

Girone C: Millesimo 37, Priamar 36, Villetta 35, Bragno 34, Cameranese Saliceto 32, Quiliano 31, Ferrania 31, Cadibona 30, Letimbro 29, Villapiana 26, Altare ’80 23, Dego ’81 10, Cosseria 6, Pallare 4.

1984 – 85

Girone A: San Bartolomeo del Cervo 43, San Giorgio Ceriale 34, Don Bosco Vallecrosia 33, Leca d’Albenga 29, Camporosso 27, Pontelungo 26, San Lorenzo al Mare 26, Laigueglia 26, Auxilium Alassio 25, Sant’Ampelio 24, Alassio 23, Vecchia Laigueglia 23, Partenope Albenga 13, San Michele 12.

Girone B: Loanesi 36, Pietra Sport 35, Borgio Verezzi 34, Spotornese 34, Legino 31, Don Bosco Savona 27, Lavagnola ’78 p. 26, Zinola 26, Nolese 26, Portovado 20, Fornaci 20, Sciarborasca 19, Santa Cecilia 16, Balestrino 14.

Girone C: Bragno 46, Quiliano 42, Altare ’80 p. 32, Ferrania 30, Cadibona 29, Cameranese Saliceto 25, Letimbro Savona 24, Alpicellese 24, Dego 24, Villetta 23, Villapiana 20, Cosseria 17, Rocchettese 16, Dego ’81 punti 6.

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Una formazione della Loanesi negli anni ’80

1985 – 1986

GIRONE A: AUXILIUM 39, CAMPOROSSO 36, LAIGUEGLIA 32, 4. LECA 32, SAN GIORGIO 30, RIVIERA DEI FIORI 27, SANTO STEFANO AL MARE 27, ALASSIO 26, CARLIN’S BOYS 25, VECCHIA LAIGUEGLIA 21, VALLECROSIA 20, PONTELUNGO 19, SAN LORENZO 14, SANT’AMPELIO 13.

GIRONE B: BORGIO VEREZZI 38, PIETRA SPORT 32, CELLE 34, LAVAGNOLA ’78  29, ALBA DOCILIA 27, ZINOLA 26, PARTENOPE 26, SCIARBORASCA 25, FORNACI 24, POTORNESE 24, NOLESE  23, LEGINO 23, PORTO VADO 18, DON BOSCO SAVONA 15.

GIRONE C: QUILIANO 45, 2. FERRANIA 37, CAMERANESE SALICETO 37,  ROCCHETTESE 30, LETIMBRO 26, VILLETTA 26, PRIAMAR 25, SAN NAZARIO 25, VILLAPIANA 23, DEGO 22, SABAZIA 21, S.CECILIA 19, CADIBONA 19,  COSSERIA 8.

13

La Nolese 1986-87. L’allenatore è Beppe Suraci uno dei grandi protagonisti del Vado anni ’60. Mediano spigoloso, ottima visione di gioco, infallibile rigorista 

 1986 – 87

GIRONE A

CAMPOROSSO 53, RIVIERA DEI FIORI 47, VALLECROSIA 44, CARLIN’S BOYS 38, BORGHETTO ’84 p. 36, SAN GIORGIO 34, LAIGUEGLIA 33, S.STEFANO 33,    SPOTORNESE 31,  PIETRA SPORT 29,     SAN FILIPPO NERI 29,  LECA 27, ALASSIO 26,  NOLESE 26,  PARTENOPE 24,  VECCHIA LAIGUEGLIA 19,  SABAZIA VADO LIGURE 15.

GIRONE B

ZINOLA 48, ALBISOLA 45, FORNACI 44, LAVAGNOLA ’78 p. 44, CELLE 44, BRAGNO 39,  SCIARBORASCA 34, FERRANIA 32, ROCCHETTESE 31,    CAMERANESE SALICETO 31, SAN NAZARIO 28,  VILLAPIANA DON BOSCO 27,  PRIAMAR 27, ALBA DOCILIA 22,  LETIMBRO 21, DEGO 14, VILLETTA 13.

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La rosa del Pietra Sport 1987 – 88

1987 – 88

GIRONE A

BORGHETTO ’84 p. 39, ARMA ’85 p. 38, CARLIN’S BOYS 37, RIVIERA DEI FIORI 32,  LAIGUEGLIA 31, SAN FILIPPO NERI 31, AUXILIUM 31, S.STEFANO 30, BOYS VADO 28, LEGINO 27, VALLECROSIA 22, PIETRABRUNA 21, SAN GIORGIO 18, 1PIETRA SPORT 18, LECA 17, NOLESE 11.

GIRONE B

LAVAGNOLA ’78 p. 40, CALIZZANO 34, BRAGNO 34, FERRANIA 32,  PORTOVADO 31,  SCIARBORASCA 30, FORNACI 29, SPOTORNESE 26, ALBISOLA 26, VILLAPIANA DON BOSCO 25, CELLE 24, CAMERANESE SALICETO 23, SAN NAZARIO 22,  ROCCHETTESE 21, ALBA DOCILIA 21, PRIAMAR 14.

1988- 1989

GIRONE A

SANREMESE 52, IMPERIA ’87 p. 46, ANDORA 37, BORDIGHERA 37, LAIGUEGLIA 36,  CARLIN’S BOYS SANREMO 32, BALESTRINESE TOIRANO 31, VALLECROSIA 30, CISANO SAN GIORGIO 28, AUXILIUM ALASSIO 27, S. STEFANO 26, SAN FILIPPO NERI 24, VADO BOYS 20, PONTELUNGO 20, RIVIERA DEI FIORI 16, PIETRABRUNA 11.

La Sanremese reduce dal fallimento è stata ricostituita e nella stagione precedente si è imposta nella Terza Categoria imperiese. Arriva  subito il successivo salto di categoria, arriva dalla Poggese il duo d’attacco Moraglia–Calabria, e per le avversarie non c’è nulla da fare. Ancora una volta la Sanremese diventa un caso nazionale per le sue 23 vittorie consecutive. La Rai decide pure di effettuare un collegamento col campo di gioco di Cisano, dove c’è la Sanremese, con l’inviato Piero Chiambretti per una trasmissione domenicale.

GIRONE B

FORNACI 42, CAMERANESE SALICETO 40, ALTARESE 39, CELLE 35, SPOTORNESE 33, BRAGNO 33, LEGINO 30, SCIARBORASCA 28, ROCCHETTESE 26, PORTOVADO 26, ALBISOLA 24,    SANTA CECILIA 23, VILLAPIANA DON BOSCO 16, ALBA DOCILIA 16,VALLEGGIA 8, FERRANIA RITIRATO.

 1989 – 1990

GIRONE A

IMPERIA ‘87 punti 52, BORDIGHERA 43, VALLECROSIA 38, SANT’AMPELIO 34, CISANO SAN GIORGIO 33, S.STEFANO 32, AUXILIUM ALASSIO 30, CARLIN’S BOYS 29, SAN FILIPPO NERI 28,  ANDORA 28, BALESTRINESE TOIRANO 28, LAIGUEGLIA 26, SPOTORNESE 24, BORGHETTO S.S. 21, CONSCENTE 18, PONTELUNGO 14.

 GIRONE B

CAMERANESE SALICETO 46, ALBISOLA 45, ALTARESE 43, LAVAGNOLA ’78 p. 41, VADO BOYS 33, LEGINO 32, BRAGNO 32, SANTA CECILIA 32, VILLAPIANA DON BOSCO 28, PORTO VADO 25, ROCCHETTESE 23, SAN NAZARIO 22, CALIZZANO 21, SCIARBORASCA 20, CELLE 19, PRIAMAR 16.

CAMPIONATO 1990 – 91

Girone A: Don Bosco Vallecrosia 47, Carlin’s Boys Sanremo 45, Santo Stefano al Mare 44, Andora 40, Auxilium Alassio 33, Borghetto Santo Spirito 32, Riviera dei Fiori 30, Poggese 30, Cisano San Giorgio 29, Sant’Ampelio 29, Arma ’85 29, Ospedaletti 29, San Filippo Neri 28, Laigueglia 18, Balestrinese Toirano 10, Partenope Albenga 6.

Girone B: Pietra Ligure 44, Cengio 44, Bragno 40, Villapiana Don Bosco Savona 36, Spotornese 35, Boys Vado 33, San Nazario Varazze 33, Altarese 31, Sciarborasca 28, Santa Cecilia 28, Lavagnola ’78 28, Nolese 24, Rocchettese 23, Porto Vado 21, Don Bosco Varazze 20, Calizzano 12.

15

Il gruppo del Pietra Ligure 1990 – 91. I bianconcelesti, allenati da De Sciora, vincono il campionato e tornano a livelli degni della tradizione del calcio pietrese

CAMPIONATO 1991 – 92

Girone A: Cisano San Giorgio 48, Sant’Ampelio 43, Pietrabruna 41, Santo Stefano al mare 38, Andora 29, Spotornese 29, Cameranese 29, Auxilium Alassio 28, Camporosso 26, Ospedaletti 26, Leca 25, San Filippo Neri 25, Poggese 25, Boys Vado 24, Riviera dei Fiori 23, Borghetto Santo Spirito 21.

16

  1. Cisano San Giorgio, vittorioso nel girone A, l’allenatore è Viviano Rolando negli anni ’60 giocatore di Leca e Ceriale. La rosa dei titolari è composta dai portieri: Casarini e Carabba (figlio d’arte: suo padre Ermanno portiere del Pescara, Pontedecimo, Albenga e nazionale dilettanti); difensori Biggi, Fera, Gasperini, Aurame, Gandolfo, Bruzzone, Guarisco; centrocampisti: Secco, Vescovi, Brunello, DI Nardo, Raimondo, Attaccanti Gollo, Parodi
  2. Girone B: Multedo Pegli 41, Praese 40, Arenzano 40, Altarese 39, Villapiana Don Bosco Savona 39, Legino 32, Veloce Savona 30, San Nazario Varazze 29, Bragno 29, Celle ’90 29, Sciarborasca 28, Priamar 25, Santa Cecilia Albissola 24, Lavagnola ’78 23, Mele 23, Campese 9. 

17

Multedo Pegli: frequentemente le squadre savonesi si sono incrociate con quelle genovesi. In questo caso il Multedo Pegli si è affermato come protagonista del girone B di Seconda categoria. La squadra allenata da Basilio Parodi, già giocatore di grandissima classe di Sampdoria, Sanremese, Savona, Entella e Gruppo C, allineava questa formazione: Butera, Barisone, Bertazzini, Campora, Damonte, Perrotta, Ledda, Profumo, Prestia, Sacchetti, Puppo

CAMPIONATO 1992 – 93

Girone A: Pietrabruna 43, Ospedaletti 37, Borgio Verezzi 36, Poggese 30, Conscente 27, Ceriana 27, Pontelungo Albenga 26, Camporosso 25, Spotornese 23, San Filippo Neri Albenga 23, Andora 22, Cameranese Saliceto 21, Riva Ligure 16, Leca 7.

Girone B: Altarese 36, Mallare 35, Bragno 32, Santa Cecilia Albissola 31, Villapiana Don Bosco Savona 28, Sciarborasca 24, Veloce Savona 23, Albisola 22, Celle 21, San Nazario Varazze 18, Lavagnola ’78 18, Priamar 17, Rocchetta Cengio 6 Vado Boys ritirato.

CAMPIONATO 1993 – 94

Girone A: Poggese Ceriana 45, Santo Stefano al Mare 40, Dianese 39, Taggese 37, Magliolo ’88 31, Conscente 30, Camporosso 28, San Fillippo Neri Albenga 22, Andora 21, Pontelungo Albenga 19,Sabazia Vado Ligure 18, Sanremo ’70 16, Balestrinese Toirano 14, Laigueglia 3.

Girone B: Bragno 41, Veloce Savona 37, Cengio 33, Celle 29, Sassello Pontinvrea 29, Santa Cecilia Albissola 29, Albisola 28, Mallare 26, Speranza Savona 23, Sciarborasca 22, Spotornese 22, San Nazario Varazze 22, Don Bosco Varazze 14, Valleggia 8.

CAMPIONATO 1994  – 95

Girone A: San Bartolomeo Cervo 40, Conscente 32, San Lorenzo al Mare 31, Dianese 30, Camporosso 29, Andora 28, Taggese 27, Magliolo ’88 25, Borghetto Santo Spirito 25, San Filippo Neri Albenga 24, Riviera dei Fiori 24, Pontelungo Albenga 24, Sanremo ’70 16, Badalucchese 9.

18

San Bartolomeo del Cervo vittorioso nel girone A.  La rosa dei titolari in gialloblu che comprendeva i portieri Gaglianone I, Testini  e Pennise; i difensori Arrigo, Gervasoni, Bertoli, Miraglia, Martini; i centrocampisti Albavera, Fedozzi, Gaglianone II, Jannolo, Mitola I, Polidori e Soro; gli attaccanti:L Ascheri, Ferrari, Fiorellino, Mitola II, Moriano

Girone B: Millesimo 36, Mallare 34, Porto Vado 33, Cengio 28, Speranza Savona 27, San Nazario Varazze 26, Sciarborasca 24, Albisola 24, Spotornese 23, Sassello Pontinvrea 23, Sabazia Vado Ligure 23, Cameranese Saliceto 23, Santa Cecilia Albissola 22, Celle 18.

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Il Millesimo schierato sul campo di Zinola in questa formazione: Fracchia, Capelli, Porotto, Pregliasco, Siri, Molinari, Gaiero, Balestra, Francia, Rossini, Veneziano

CAMPIONATO 1995 – 96

Girone A: Taggese 50, Camporosso 45, San Cecilia Albissola 43, Pontedassio 43, Dolcedo ’90 36, Magliolo ’88 34, San Lorenzo al Mare 33, Borghetto Santo Spirito 32, Celle 31, Pontelungo Albenga 30, Andora 30, San Filippo Neri Albenga 28, Priamar 27, Riviera dei Fiori 20.

Girone B: Porto Vado 62, Spotornese 53, Cengio 51, Sassello 43,  Legino 39, Cameranese Saliceto 33, Calizzano 33, Speranza Savona 33, Albisola 31, Rocchettese 30, Sciarborasca 29, Veloce Savona 29, San Nazario Varazze 26, Sabazia Vado Ligure 6.

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Compare in Seconda categoria anche il Legino, società capace poi di proseguire  ai massimi livelli regionali e di lanciare anche giocatori in Serie A come Stephan El Shaaraway.  Nella foto il primo a destra è il sempiterno presidente Carella cui si deve molto nei successi conseguiti dalla società verdeblu. La rosa degli anni ’90 comprendeva i portieri  Zappa (già titolare di Zenga nel Savona anni ’80) e Bizzarri; difensori: Avico, Rebella, Grillone, Grazzini, Azzolini a lungo capitano della squadra; centrocampisti: Festanti, Abbate, Pinelli, Rigato, Altieri, Peluso, Biffi, Briano, Carella; attaccanti : Venturino, Sponza, Morbelli

CAMPIONATO 1996  –  97

Girone A: Santa Cecilia Albissola 55, Laigueglia 48, Celle 42, Auxilium Alassio 36, Magliolo ‘ 88 36, Dolcedo ’90 36, Pontedassio 36, San Filippo Neri Albenga 33, Aurora Cairo 33, Dego 31, Borghetto Santo Spirito 29, Andora 29, Pontelungo Albenga 28, Sanremo ’70 15.

Girone B: Legino 51, Millesimo 47, Cameranese  Saliceto 42, Carcarese 42, Cengio 39, Veloce Savona 39, Sassello 38, Sciarborasca 38, Speranza Savona 36, Albisola 36, Calizzano 28, Rocchettese 26, Mallare 19, Valleggia 13.

CAMPIONATO 1997  –  98

Girone A: Celle 66, Bordighera 60, Auxilium Alassio 59, Riviera dei Fiori 53, Veloce Savona 39, Borghetto Santo Spirito 37, San Filippo Neri 29, Andora 28, Dolcedo ’90 26, Magliolo ‘ 88 25, Calice Ligure 25, Pontedassio 21, Sanremo Poggese 19, Riva Ligure 12.

Girone B: Sciarborasca 53, Sassello 51, Carcarese 44, Cameranese 43, Cengio 38, Bardineto 36, Speranza Savona 34, Millesimo 33, Albisola 31, San Nazario Varazze 30, Calizzano 27, Dego 27, Rocchettese 27, Aurora Cairo 15.

CAMPIONATO 1998  –  99

Girone A: Andora 51, Pontevecchio Pietra Ligure 50, Pontelungo Albenga 48, San Biagio della Cima 45, Pontedassio 43, San Filippo Neri Albenga 43, Santo Stefano al mare 39, Borghetto Santo Spirito 30, Dolcedo 29, Albisola 29, Leca 27, Spotornese 24, Calice Ligure 18, Costarainera 13.

Girone B: Dego 57, Pallare 56, Mallare 56, Luceto 47, Speranza Savona 44, Rocchettese 41, Bardineto 36, San Nazario Varazze 28, Veloce Savona 27, Millesimo 26, Santa Cecilia Albissola 24, Cengio 24, Cameranese 16, Calizzano 13.

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Nel decennio ’90 hanno frequentato la Seconda categoria anche i gloriosi Carlin’s Boys di Sanremo, fondati nel 1947 da Carlo Carcano, allenatore della Juventus dei 5 scudetti tra il 1930 e il 1935. Nell’immagine un’edizione dei Carlin’s negli anni ’90, allenatore Ezio Caboni. In formazione: Romagna, Barbruni, Carbonetto, Curti, Rossello, Gagliano, Callegari, Damiani, Galasso, Boscara, Ferraro con Gabbiani, Grossi, Di Marco, Loda

CAMPIONATO 1999 –  2000

Girone A: Riviera dei Fiori 56, Taggese 52, Pontedassio 52, Santo Stefano al Mare 49, Intemelia 47, Dolcedo ’90 p. 45, Sant’Ampelio 40, Ceriale 33, Borghetto 30, Calizzano 30, San Biagio della Cima 27, San Filippo Neri Albenga 19, Santa Cecilia Albissola 15, Leca 10.

Girone B: Speranza 54, Bardineto 52, Rocchettese 45, Veloce Savona 41, Luceto 41, Cengio 41, Millesimo 35, Cosseria 34, Spotornese 31, Albisola 31, Mallare 30, San Nazario 26, Cameranese 11.

TRA LE DUE GUERRE: GLI ANNI DEL VERO DECOLLO DEL CALCIO SAVONESE

a cura di LUCIANO ANGELINI e  FRANCO ASTENGO

In questo testo sono riuniti i vari articoli sparsi pubblicati dal nostro blog e che hanno riguardato gli anni ’20 – 30. Le stagioni nelle quali il calcio italiano, e all’interno di esso anche il calcio savonese, decolla davvero trasformandosi in fenomeno di massa interessando tutti gli strati sociali soprattutto dal punto di vista della pratica agonistico e dell’organizzazione delle società: ogni quartiere, ogni paese, ogni centro urbano da quegli anni avrà la sua squadra che per un lungo periodo, fino all’avvento della televisione come mezzo dominante, sarà al centro dell’attenzione degli sportivi che avranno così la loro “compagine” in una visione di affetto, coinvolgimento, partecipazione di tipo ormai affatto diversa da quella odierna ormai misurata sul processo imitatorio del professionismo.

Altri tempi che intendiamo continuare a rappresentare al meglio. In questa occasione in una ci auguriamo sufficientemente organica.

Gli anni ’20 del secolo scorso sono stati quelli della tumultuosa crescita del calcio italiano da sport per gentleman a fenomeno di massa con implicazioni politiche, sociali, economiche.

Savona non è sfuggita al fenomeno. Sono anni davvero ruggenti, il Savona Fbc e lo Speranza frequentano la massima divisione di allora (diciamo, enfatizzando, la Serie A di oggi); Rinaldo Roggero, unico savonese veste la maglia azzurra militando nella squadra di casa (altri giocheranno in Nazionale, ma giocando in squadre diverse), futuro direttore sportivo del Savona Fbc di Stefano Del Buono, famoso anche per la sua eleganza con l’immancabile farfallino; il Vado vince la prima edizione (stagione 1921-22) della Coppa Italia, un successo diventato una sorta di eredità, e lancia in azzurro Felice Levratto quando ancora questi indossava la casacca rossoblu (per la precisione Levratto era nato in quel di Carcare); affrontano i campionati federali altre squadre, fra le quali la Veloce fra quelle che ancora sono presenti nell’agone, e in provincia si cimentano con il calcio “vero” Alassio ed Albenga.

Per quello che ci è consentito dalla documentazione in nostro possesso, e principalmente attraverso i tre volumi curati da Nanni De Marco sulla storia del Savona, della Veloce e del Vado diamo qui resoconto dei principali passaggi avvenuti in quel decennio al riguardo delle squadre savonesi. Un decennio di grande importanza non solo sul piano prettamente sportivo per gli eventi politici che portarono alla cancellazione di squadre non congeniali al regime fascista.

STAGIONE 1920 – 21

Il Savona Fbc disputa il girone ligure della Divisione Nazionale, classificandosi al quarto posto.

Questa la classifica: Andrea Doria 22, Genoa 19, Spezia 17, Savona 17, Sampierdarenese 16, Spes 12, Sestrese 9 Rivarolese 0.

Formazione: Falco, Ghigliano, Ciarlo, Perlo, Romano, Sabaini, Roggero, Cuttin. Veglia, Esposto, Roletti (Galbiati, Carlevarino, Saettone, Gaia).

Aurora, Speranza, Vado e Miramare disputano il girone eliminatorio di Promozione che termina con la seguente classifica: Speranza 11, Vado 7, Aurora 4, Miramare 2.

Formazioni

Speranza: Musso, Bona, Fresia, Ferrari, Duce, Bonfanti, Rossi, Belliini, Verna, Poggi, Pessano.

Vado: Babboni I, Masio, Poggi, Negro, Babboni III, Olivieri, Rota, Levratto II, Marchese, Babboni II, Levratto I.

Aurora: Giubergia, Metrano, Falco, Giannelli, Poggi I, Tessitore, Basso, Molino, Poggi II, De Franco, Poggi III.

Miramare: Salemme, Parodi, Bonichi, Pessano, Sestri, Narizzano, Traverso, Bonfiglio, Gandolfo, Angiolini, Davico.

Speranza e Vado accedono al girone finale con Giovani Calciatori Genova, Entella, Albarese, Serenitas Genova, Veloce Spezia, Pontedecimo, Grifone Genova, Fiorente, Santa Margherita, Molassana. Semifinale tra Giovani Calciatori Genova, Serenitas, Santa Margherita e Speranza.

Speranza conquista il titolo ligure di Promozione.

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Il Savona schierato sul campo che allora sorgeva davanti alla Stazione Brignole a Genova. In piedi da sinistra: Ciarlo I, Falco, Ghigliano. Al centro: Gaia, Romano, Colombo I; inn ginocchio: Roggero, Perlo, Veglio, Esposto, Carlevarino

Stagione 1921  – 22

Si tratta della stagione della scissione: il Savona disputa il campionato della Consociazione Calcistica Italiana (quello delle “grandi” che puntano al girone unico: vincerà la Pro Vercelli), lo Speranza, che gioca alla Valletta, milita nel girone ligure della Figc con le “piccole” che intendono mantenere la formula a più gironi (vincerà il campionato la Novese dopo spareggio a Cremona avversaria la Sampierdarenese, punteggio finale 2-1).

Classifica del girone A del campionato CCI: Genoa 37, Alessandria 28, Pisa 27, Modena 26, Padova 23, Casale 20, Legnano 20, Savona 20, Torino 20, Venezia 17, Brescia 15, Internazionale 11.

Formazione: Falco, Ghigliano, Ciarlo, Perlo, Romano, Gaia, Roggero, Veglia, Hibblj, Cuttin, Chiabotto (Boglietti, Mazzotti, Poggi, Truffi).

Classifica del girone ligure del campionato della FIGC: Sampierdarenese 18, Speranza 12, Sestrese 11, Rivarolese 9, Spes Genova 7, Giovani Calciatori Genova 3.

Formazione dello Speranza: Marchioni, Quercia, Bona, Fresia, Basso, Bonfante, Carlevarino, Fioretti, Giovara, Poggi, Belzuino.

Vado, Miramare, Aurora e Veloce partecipano al girone eliminatorio del campionato di Promozione Ligure. Classifica: Vado 12, Miramare 7, Aurora 5, Veloce 0.

Formazione del Vado: Babboni I, Masio, Raimondi, Cabiati, Romano, Negro, Levratto, Esposto, Marchese, Babboni II, Roletti.

Miramare: Ratti, Aonzo, Passavento, Pessano, Ghiglione, Siri, Ferro, Baglietto, Eboli, Sirello, Rossello.

Il Vado disputa il girone A delle semifinali regionali. Classifica: Vado 10, Molassana 10, Busalla 3, Grifone 1.

Girone Finale regionale. Classifica: Vado 5, Entella 4, Molassana 3, Piccoli Veloci Genova 0.

Vado campione ligure di Promozione.

Nella stessa stagione il Vado conquista la prima Coppa Italia eliminando:  Fiorente Genova 4-3, Molassana 5-1, Juventus Italia Milano 2-0, Pro Livorno 1-0, Libertas Firenze 1-0 . Speranza eliminato dalla Lucchese 2-1. La storica finale e Vado-Udinese.

Tabellino della finale

16  Luglio 1922

Vado – Udinese 1-0

Rete. Levratto al 118’.

Vado: Babboni I; Raimondi, Masio, Negro, Romano, Cabiati, Roletti, Babboni II, Marchese, Esposto, Levratto.

Udinese: Lodolo, Cantarutti, Bertoldi, Fossati  I; Barbieri, Luizzi, Geraci, Mocchio, Semintendi, Tosolino, Tada.

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Il Vado della Coppa Italia: Felice Levratto, autore del gol della vittoria, entrato nel mito come “sfondatore di reti” per il suo tiro potentissimo, è il secondo in piedi da sinistra

La squadra riserve del Vado con Miramare, Aurora e Veloce disputa il campionato di Prima Divisione della FIGC che termina con questa classifica: Vado 12, Miramare 7, Aurora 5, Veloce 0.

Stagione 1922 – 23

Due squadre savonesi, Savona e Speranza, partecipano al massimo campionato della Lega Nord della FIGC ridotto a soli tre gironi per via dell’accordo raggiunto tra tutte le società (la cosiddetta “Pace di Brusnengo”). Traversie varie portano entrambe le compagini, che disputano gironi diversi, alla retrocessione. Rimane l’impronta di una irripetibile impresa.

Classifica: Alessandria 32, Livorno 30, Spal 29, Padova 28, Novara 26, Andrea Doria 25, Brescia 20, Novese 19, Lucchese 16, US Milanese 15, Savona 15, Pastore Torino 12.

Savona Fbc: Falco, Ciarlo, Novarese, Perlo, Gaia, Hibblj, Roggero, Esposto, Veglia, Chiabotto, Testa (De Caroli, Saettone, Colombo, Oxilia).

Classifica  finale: Pro Vercelli 36, Torino 32, Sampierdarenese 28, Pisa 25, Hellas Verona 24, Casale 23, Internazionale 21, Virtus Bologna 21, Mantova 18, Us Torinese 16, Petrarca Padova 15, Speranza 5.

Speranza: Salemme, Bona, Quercia, Tessitore, Basso, Pellati, Boggio, Valentino, Giovara, Poggi, Carlevarino (Marchioni).

Il Vado partecipa al girone ligure del campionato di Seconda Divisione che termina con la seguente classifica: Sestrese 22, Vado, 19, Spes Genova 16, Pavia 12, Quarto 12, Entella 11, Giovani Calciatori OEM 10,  Casteggio 10.

Vado: Babboni I, Raimondi, Masio, Negro, Romano, Pallaro, Roletti, Levratto I, Marchese, Rota, Levratto II.

Campionato di  Terza Divisione. Classifica: Ventimigliese 13, Miramare 11, Aurora 10, Veloce 6, Audace Porto Maurizio 0.

Stagione 1923 – 24

Savona, Vado e Speranza militano assieme nel girone ligure di prima divisione. Classifica: Sestrese 21, Rivarolese 19, Savona 17, Vado 17, Speranza 15, Veloci Embriaci 9, Quarto 8, Spes 4.

Savona Fbc: Fontana, Saettone, Colombo, Roggero, Veglia, Perlo, Oxilia, Chiabotto, Giovara, Esposto, Testa.

Vado Fbc: Babboni, Poggi, Levratto II, Negro II, Romano, Pallaro, Roletti, Frumento, Marchese, Levratto I, Carosio.

Speranza: Salemme, Bona, Ceppone, Basso, Capello, Bonfanti, Boggio, Valentino, Verna, Rosso, Carlevarino.

Campionato di Terza Divisione. Classifica: Miramare 9, Ventimigliese 6, Aurora 5, Veloce 4.

Stagione 1924 – 25

Ancora Savona, Vado e Speranza assieme in un girone interregionale di Prima Divisione.

Classifica: Novese 26, Valenzana 25, Rivarolese 24, Speranza 22, Sestrese 18, Savona 15, Asti 14, Vercellesi Erranti 13, Vado 12, Molassana 11.

Savona Fbc: Fontana, Saettone, Colombo, Perlo, Veglia, De Caroli, Oxilia, Esposto, Hibblj. Chiabotto, Testa (Roggero, Beltrame, Szegety).

Vado: Manlio Bacigalupo, Masio, Poggi, Negro, Romano, Frumento, Roletti, Ciarlo, Marchese, Levratto, Carosio.

Speranza: Marchioni, Bona, Quercia, Bonfanti, Rossi, Boggio, Fioretti, Verna, Tozzi, Rosso, Carlevarino.

Campionato Terza Divisione.

Classifica: Ventimigliese 14, Aurora 10, Miramare 9, Zinola 5, Veloce 2

Miramare: Bolla, Pesavento, Siri, Sirello, Aonzo, Eboli, Rossello, Bozzano, Castello, Lussignoli, Baglietto.

Stagione 1925 – 26

Di nuovo Savona, Vado e Speranza assieme nel campionato interregionale di Prima Divisione. Tra i pali del Vado c’è Manlio Bacigalupo, l’indimenticato allenatore che nella stagione 1965-66 ha guidato il Savona Fbc, quello con Rosin in porta, Persenda, Fazzi, Taccola, Corucci, Pietrantoni, Pozzi, Gittone e Natta, alla conquista della serie B.

Classifica: Spezia 29, Sestrese 25, Savona 24, Asti 23, Speranza 22, Rivarolese 21, Fiat Torino 20, Valenzana 18, Corniglianese 17, Vado 14, Novese 8.

Savona Fbc: Babboni, Ghigliano, Bruciamonti, Costella, Perlo, Baldassarre, Oxilia, Fioretti, De Caroli, Bertolini (futuro campione del mondo nel 1934 con la nazionale di Viottorio Pozzo),  Mariani (Vigo, Saettone, Giovara).

Vado: Manlio Bacigalupo, Masio, Poggi, Negro, Romano, Carboni, Ciarlo, Maragliano, Frumento, Levratto, Pallaro.

Speranza: Marchioni, Quercia, Bona, Storti, Basso, Bonfanti, Baldo, Ceppone, Veglia, Rosso, Giacoppo.

Classifica campionato di Terza Divisione: Ventimigliese 18, Miramare 17, Aurora 11, Fornaci 10, Avis Valleggia 9, Veloce 9, Alba Docilia Albisola 6.

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Stagione 1926 – 27

E’ l’ultima stagione dello Speranza: la società sta per cadere sotto la mannaia fascista. I rosso-verdi disputano la Prima Divisione assieme al Savona, ma si tratta proprio di un campionato d’addio. Se ne riparlerà all’alba della Liberazione il 25 Aprile 1945. Eguale sorte subiscono, nelle categorie minori Fornaci, Avis Valleggia e Virtus.

Classifica: Novara 29, Biellese 24, Legnano 23, Sestrese 19, US Milanese 18, Savona 16, Spezia 16, Derthona 16, Asti 15, Speranza 4.

Savona Fbc: Falco, Saettone, Vigo, Esposto, Perlo, De Caroli, Oxilia, Fioretti, Baldassarrre, Pellati, Testa (Giovara, Tessitore, Bertolotto).

Speranza: Marchioni, Bona, Quercia, Bonfanti, Veglia, Briganti, Giacoppo, Ceppone, Rosso, Cava, Basso  (Storti).

A Vado si inaugura il campo delle Traversine e la squadra rossoblu partecipa al campionato di Seconda Divisione. Classifica: Carrarese 25, Valenzana 22, Corniglianese 21, Viareggio 19, Vado 18, Rapallo 18, Rivarolese 16, Signa 15, Nicese 13, Us Genovese 13.

Vado: Babboni I, Babboni II, Pantani, Negro, Romano, Chittolina II, Vigliercio, Frumento, Bacigalupo II, Bartoli, Franco.

Classifica campionato di Terza Divisione: Ventimigliese 29, Imperia 28, Miramare 24, Nuova Scat Savona 19, Fornaci 16, Virtus Savona 15, Alba Docilia 14, Avis Valleggia 11, Veloce 11, Aurora 10.

Formazione Nuova Scat: Balsamo, Venturino, Badano, Cinarelli, Boagno, Rodino, Viale, De Valle, Tozzi, Ricci, Serravalle.

Veloce: Rivoire, Pagnini, Rabellino, Lugaro, Reita, Ferrero, Curti, Spreafico, Siri, Gamba, Strombo.

AVIS Valleggia: De Ferrari, Venturini I, Saettone, Crea, Bella, Bruzzone, Napoli, Perata, Pratali, Rosso, Venturino II.

Stagione 1927 – 28

Il Savona è rimasto solo in Prima Divisione: si tratta di una stagione speciale perché il 9 Ottobre 1927 (Savona-Carpi 5-0) viene inaugurato il nuovo campo di Corso Ricci, dove gli striscioni giocheranno per 32 anni, nella fase centrale della loro storia nel corso della quale conquisteranno anche la Serie B, sfiorando la promozione nella massima serie. Ci preme ricordare che sul campo di Corso Ricci sono passati decine di giocatori entrati nella storia del calcio savonese, sia sulla sponda biancoblu, sia su quella granata della Veloce. E che la passione sportiva dell’intera Città si stringeva attorno alle sue due squadre.

Classifica: Pistoiese 27, Prato, 24, Spezia 24, Savona 21, Sestrese 20, Carrarese 16, Carpi 15, Pisa 15, Lecco 15, Lucchese 3.

Savona Fbc: De Salvo, Bona, Ceppone, Perlo, Ambrosa, De Caroli, Oxilia, Tomasi, Bertolero, Baldessari, Giacoppo (Pantani, Rosso, Esposto).

Il Vado disputa il campionato di Seconda Divisione che termina con questa classifica: Rivarolese 28, Corniglianese 27, Acqui 25, Ventimigliese 23, Albese 22, US Genovese 20, Nicese 20, San Giorgio Genova 18, Vado 18, Cuneo 15, Fiorente Genova 4.

Vado: Babboni I, Frumento, Briano, Rossi, Romano, Pallaro, Bacigalupo II, Bartoli, Levratto II, Bacigalupo IV, Cibrario.

Classifica campionato di Terza Divisione Girone “D”: Grifone Ausonia Genova 14, US Savonese 13, Imperia 11, Veloce 11, Colombo 7, Alba Docilia 1.

Veloce: Zugliani, De Andreis, Recagno, Ferretti, De Silvestri, Sobrero, Rosso, Rossi, Ardrizzi, Pertino, Finelli.

Us Savonese: Beltrame, Aonzo, Manfredi, Siri, Gilardoni, Ghignone, Casanova, Fanfoni, Sfondratti, Poggi, Pozzi.

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La Veloce negli anni ’20: il dirigente De Martini, Cosimini, Ameglio, Reguzzoni, De Salvo, Aime I, Sobrero, Bellini; accosciati: Boggio, Briano, Massone, Del  Grande

Stagione 1928 – 29

Ancora da solo il Savona in Prima Divisione con una evidente crescita di risultati con avversari di notevole livello, dallo Spezia, primo classificato, alla Sestrese, eterna rivale, dal Pisa al Rapallo.

Classifica: Spezia 41, Sestrese 32, Savona 30, Ventimigliese 30, Pisa 28, Sestri Levante 28, Corniglianese 26, Viareggio 24, Rapallo 24, Carrarese 24, Rivarolese 22, Asti 22, Lucchese 19, Acqui 14.

Savona Fbc: De Salvo, Ceppone, Pantani, De Caroli, Grassi, Baldassarre, Giacoppo, Tomasi, Bertolero, De Valle, Testa (Canepa, Negro, Cava).

Il Vado disputa il campionato di Seconda Divisione con questa classifica (netto miglioramento dei rossoblu che hanno ringiovanito i ranghi): Vogherese 33, Entella 29, Vado 29, Imperia 26, Odero – Terni Spezia 24, Sammargheritese 23, Spes Genova 23, Bolzanetese 18, Pontedecimo 17, Grifone Ausonia 15, US Genovese 15, Fiorente Genova 11.

Vado: Oliva, De Ferrari, Bartoli, Chittolina II, Frumento, Bonfanti, Bacigalupo I, Vigliercio, Bacigalupo IV, Pallaro, Franco.

Classifica campionato di Terza divisione: Ferriere Novi Ligure 22, Us Savonese 15, Albenga 14, Colombo Savona 12, Veloce 8, Alba Docilia 8, Costamagna Mondovì 0.

Us Savonese: Salemme, Aonzo, Manfredi, Giancorato, Ghignone, Siri, Sfondratti, Lussignoli, Rosso, Pertusati, Pozzi.

Veloce: Rivoire, Recagno, De Andreis, Finelli, Gamba, Spreafico I, Lugaro, Pertino, Cerisola, Spreafico II, Cesarini.

Colombo: Ricca, De Valle, Costanzo, Castano, Sirello, Bragantini, Tozzi, Briano, Montini, Rossi, Gamara.

Albenga: Vio, Ghigliano (ex Genoa, Savona, nazionale azzurro) Cantoni, Guido, Saccheri, Fallabrino, Zunino, Strizioli, Goretti, Galatolo, Bernardoni.

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La Virtus schierata sul nuovo campo di Corso Ricci

Stagione 1929 – 30

In Prima Divisione il Savona sfiora l’accesso alle finali  preceduto di due punti da Rivarolese e  Lucchese. Classifica del girone: Rivarolese 30,  Lucchese 30, Savona 28, Carrarese 28, Viareggio 26, Ventimigliese 26, Acqui 25, Sestrese 24, Pro Lissone 23, Empoli 22, Pisa 19, Rapallo 18, Sestri Levante 13; ritirate: Asti e Corniglianese.

Savona Fbc: De Salvo, Ceppone, Pantani, Storti, Grassi, Pellati, Bacigalupo I, Tomasi II, Bacigalupo IV, Tomasi I, Giacoppo (De Valle, De Caroli, Negro).

Il Vado partecipa al campionato di Seconda Divisione ma non va oltre il nono posto. Vince l’Imperia.Classifica: Imperia 31, Braidese 25, Entella 24, Pontedecimo 24, Valpellice 20, A.Volta Genova 20. Odero – Terni Spezia 17, Sammargheritese 16, Vado 14, Saviglianese 13, Spes Genova 11.

Vado: Oliva, Massazza, Pallaro, Bacigalupo II, Frumento, Chittolina II, Franco, Milano, Vigliercio, Bartoli, Rosso.

Terza Divisione, Girone D: Alassio 9, Veloce 8, Albenga 6, Colombo Savona 0.

Classifica girone finale: Alassio 10, Veloci Embriaci Genova 9, Veloce Savona 5, Spedizionieri Genova 0.

Veloce: Toscano, Recagno, de Andreis, Aime II, Finelli, Lugaro, Astengo, Pertino, Cervetto, Spreafico, Rossi.

Alassio: Salemme, Martino, Grosso, Cavalli, Cristiani, Novaro, Mastroianni, Pelle, Ghignone, Testa, Grollero.

Albenga. Vio, Borzacchiello, Forcheri, Guido, Saccheri, Falabrino, Cantoni, Benvenuti, Scola, Strizioli, Bernardone.

La sezione Propaganda dell’ULIC (Unione Liberi Calciatori) organizza una Coppa “La Fedelissima”, Campo Valletta, disputata dalla squadra riserve del Vado, Colombo, Croce Bianca, Zinolese, Aurora, Sabauda, Barolo Chinato, Scarpa e Magnano, Audace. Si impone la squadra riserve del Vado.

Formazioni

Vado riserve: Bacigalupo II, Pantani, Frediani II, Bonello, Landini, Frediani I, Bacigalupo I, Oliva III, Torcello, D’Anna, Bartoli II.

Colombo: Moretti, Arrigoni, Vagoni, Cimarelli, Castano, Bani, Nacici, Martellacci, Bacigalupo IV, Tozzi, Gamara.

Croce Bianca: Lubino, Prato, Valente, Aiazza, Murialdo, Giargia, Poggi, Rocca, Basano, Mencaldi, Pastorino.

Zinolese: Capulo, Giallombardo, Peluffo, Torello, Frumento, Perata, Casaccia, Rosso, Rossi, Castello, Boagno.

Aurora: Bellini, Testa, Chiaramonti, Dabove, Traversa, Danesi, Chiarini, Mazzieri, Ronchi, Callandria, Santolini.

Sabauda: Del Buono, Nutarelli, Ferrando, Genesio, Briano, Nolesi, Emmanuelli, De Lucis, Andreuzzi, Caviglia, De Benedetti.

Barolo Chinato: Rivoire, Picone, Quercia, Busacchi, Semprevivo, Tilli, Basso, Lavagna, Cerisola, Astengo, Cesarin.

Scarpa e Magnano: Conte, Novaro, Sola, Crea, Oxilia,  Baldissone, Scandolara, Rinaldi, Binda, Borgo (futuro capo cannoniere di tutti i tempi del Savona Fbc), Arrisi.

Ricordiamo allora l’attività dell’ULIC

Nel 1917, in piena guerra mondiale, il dott. Luigi Maranelli, un filantropo milanese, diede vita all’ULIC (Unione Libera Italiana Calciatori) per consentire ai giovani che volessero praticare il gioco del calcio di poter soddisfare la loro passione costruendo un organizzazione “libera”, aperta a tutti, al di fuori dei vincoli federali.

L’idea ebbe un grande successo e si può dire che, proprio nel periodo della grande crescita del calcio italiano e dell’affermazione dei grandi club rappresentativi delle città metropolitane e dell’affermazione del professionismo, l’ULIC rappresentò il serbatoio dal quale le squadre maggiori trassero la linfa vitale per rafforzare i propri ranghi e affermare uno “stile italiano” dopo un lungo periodo di tributo al modello inglese e a quello danubiano, anche se gli allenatori restarono in maggioranza provenienti da quei paesi e nelle grandi squadre si fece molto forte la presenza degli oriundi sud americani: da Cesarino a Monti, Orsi, Guaita, Scopelli, Fedullo, Sansone, Sallustro, Mascheroni, Frione, Demaria.

L’ULIC riuscì comunque a imporsi sia nelle grandi città (Milano restò il luogo di maggior diffusione, ma anche a Torino e a Genova si verificò un gran proliferare di squadre) sia in provincia. Il fenomeno dell’ULIC, a quel punto, interessò il regime fascista che si stava impadronendo delle leve di comando della Federazione dopo aver intuito che il giuoco poteva rappresentare un veicolo come aggregazione del consenso e come fattore economico oltre all’intendimento di allineare i gruppi dirigenti delle società alle direttive del regime. Nel 1928 l’ULIC fu considerata, pur mantenendo un proprio statuto autonomo, come settore propaganda: poi negli anni successivi la Federazione si impadronì di tutta la struttura e attraverso la GIL e l’Opera Dopolavoro organizzò direttamente anche i campionati minori.

Consultando l’annuario della FIGC del 1931 abbiamo però rilevato, nell’ambito della distinzione tra FIGC e ULIC ancora vigente come l’organizzazione dei “liberi”, che aveva sede a Torino e come presidente l’ingegner Ruggero Zanetti, conservasse un gran numero di adesioni organizzando un campionato di Prima categoria e un campionato ragazzi attraverso gironi regionali suddivisi per zone con gironi finali e semifinali e finali nazionali.

Esaminiamo allora l’attività dell’ULIC nella provincia di Savona.

In vista della stagione sportiva 1931 – 32 in Liguria risultavano affiliate all’ULIC  ben 125 società, suddivise in otto comitati zonali. Un vero e proprio patrimonio di partecipazione e associazionismo che coinvolgeva centinaia e centinaia di giovani delle più diverse estrazioni. Dalla lettura delle 31 società del Comitato di Savona ci si può rendere conto dalla portata del movimento con sedi nei quartieri di Legino e Zinola, oltre che in tutta la provincia da Bragno ad Albissola, da Vado Ligure a Celle, a Dego, Altare, ma soprattutto con una nutritissima rappresentanza dei club dopolavoristici, espressione di un concreto tessuto industriale oltre che di numerose realtà associative. Senza dimenticare le realtà contenute nel Comitato di Albenga, in cui figuravano anche società di Alassio, Andora, Laigueglia, Loano, Garlenda e Finale Ligure.

Riportiamo allora per esteso tutte le denominazioni sociali dell’ dell’ULIC affiliate ai Comitati di Savona e di Albenga.

Comitato di Albenga, viale del Re 25 – Albenga. Presidente Pietro Viziano

Albingaunia Sport palazzo Peloso Albenga, U.S. Bastia di Albenga – Bastia di Albenga, Giovani Calciatori Alassio – Casa Fascio Alassio, OND Diaz Laigueglia, OND Borghetto – Borghetto Santo Spirito, OND Andrea Doria Loano, Andora Sportiva – Andora Marina, US Garlenda – Garlenda di Albenga, Dopolavoro Finale Ligure.

Comitato di Savona, via Vegerio 2/r. Presidente Bruno Bianchi, segretario Battista Tibaldi, consiglieri Arnaldo Boiancè, Marcello Giuria, Giovanni Ferrando.

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Ecco la Virtus. Il direttore tecnico Giubellino (camiceria in via Boselli) sarà il primo presidente del CONI di Savona alla Liberazione, il 25 Aprile 1945

US Virtus – Via Boselli Bar Savona – Savona; Lancia FC – vico Gallico c/o Aime – Savona; Audace FC – via Boselli Bar Conta – Savona; GS Croce d’Oro – piazza della Stazione – Savona GS; Croce Bianca – Zinola; Legino FC – Legino GS ;Torretta – Piazza Colombo – Savona; Azzurri FC – via Niella – Savona; GS Villetta – via Forzano – Savona; Brandale FC – via Vegerio Savona; Gilardoni Boys –  Corso Vittorio Veneto 28 – Savona; Gloria FC – via De Amicis – Savona; Aquila FC – via Boselli Bar Savona – Savona.

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La Lancia schierata al Campo della Valletta. La società aveva la sede in vico Gallico nell’aboitazione dei fratelli Aime veri promotori del calcio savonese dell’epoca. “Angin” manterrà cariche federali fino agli anni’70 svolgendo la funzione di selezionatore delle rappresentative. Nella fotoil primo da sinistra è Nanni Vanara, secondo cannoniere di tutti i tempi nella storia del Savona FBC

Dopolavoro Fedelissima – via Vegerio – Savona, Dopolavoro Ferroviario – via Rodi – Savona, Dopolavoro Comunale – Albissola Marina, Dop. Gruppo Colombo – Cogoleto, Dopolavoro Casalini – Cengio, Dopolavoro Comunale – Dego, Dopolavoro Comunale – Carcare, Dop. SS Bragno – Bragno, Dopolavoro Comunale Altare, Dopolavoro Azogeno – Vado Ligure, Dopolavoro Film – Ferrania, AC Pro Varazze – Bar Milano – Varazze, GS Fascio Giovanile – Quiliano, Bacigalupo Boys –  Vado Ligure, Valleggia FC  – Valleggia, Avanguardia Fascista – Vado Ligure, Unione Sportiva Dardo – Vado Ligure, GS Fascio Giovanile – Celle Ligure.

GLI ANNI ‘30

Anni ’30 del XX secolo: quelli centrali del regime fascista che si lancia nelle imprese coloniali e prepara la guerra. Un regime duro con gli oppositori costretti al carcere, al confino, all’esilio. Un periodo però di grande crescita. La borghesia scopre l’automobile e la radio, i proletari i treni popolari e la bicicletta per tutti. Impazzano le mode delle figurine (il feroce Saladino) e le canzoni swing (Alberto Rabagliati, Natalino Otto, il Trio Lescano) e il cinema dei “telefoni bianchi” costruisce veri star (Assia Noris, Elsa Merlini, Isa Pola, Vittorio De Sica).

Lo sport è al centro delle attenzioni, il calcio in particolare: la Nazionale di Vittorio Pozzo vince due campionati del mondo e l’Olimpiade, il Bologna due coppe Europa, la Juventus diventa la “fidanzata d’Italia” infilando, tra il 1930 e il 1935, cinque scudetti consecutivi. I calciatori sotto l’aspetto del divismo fanno a gara con ciclisti e piloti ma anche con attrici, attori, cantanti. Nascono miti: Nuvolari e Varzi, Binda e Guerra poi Bartali, Meazza e Piola.

Anche il calcio savonese conosce una fase di grande sviluppo: il Savona Fbc percorre un decennio d’oro alla rincorsa della promozione in Serie B, poi raggiunta proprio con la stagione ’39 – 40, in contemporanea con l’ascesa dell’Ilva (la squadra aziendale della più grande fabbrica di Savona, città industriale) in Serie C.

Nei centri della provincia crescono altre compagini di spessore organizzativo e agonistico: ma verificheremo tutto al meglio seguendo passo, passo, stagione per stagione i risultati e le classifiche a nostra disposizione (sempre preziosi i testi di Nanni De Marco sulla storia di Veloce e Vado e quello di Franco Salice sulle glorie sportive nolesi).

Stagione 1930 – 31

Campionato di Prima Divisione

Classifica: Vigevano 37, Pavia, 21, Vogherese 31, SAVONA 30, Bra 26, Rivarolese 24, Ventimigliese 23, Rapallo 21, Acqui, 20, Sestrese 20, Imperia 18, Vigor Abbiategrasso 16, Codogno 14.

Savona Fbc: Toscano, Ceppone, De Valle, Perlo, Grassi, Gamba, Oxilia, Negro, Giacoppo, Bacigalupo IV, Borgo;  all. Resegotti,

Gli striscioni allenati dal milanese Resegotti, già c.t. della Nazionale, trasferitosi a Noli dove fonderà la squadra locale, ottengono un brillante risultato in un girone molto difficile. E’ una squadra fatta in casa dove comincia a mettersi in evidenza il giovane attaccante Giorgio Borgo, classe 1910: sarà il cannoniere – principe di tutti i tempi nella storia biancoblu.

Campionato di Seconda Divisione

Classifica: Genoa riserve 39, Pontedecimo 29, Terni Spezia 27, A.Volta Genova 27, Entella 27, Liguria 25, VADO 24, Spezia riserve 16, Segesta Genova 15, Alassio 13, Veloce Embriaci 12, Tigullio Santa Margherita 8.

Vado: Oliva, Pallaro, Massazza, Bacigalupo II, Frumento, Cappellano, Vigliercio, Milano, Caviglia, Rosso, Castelli.

Alassio: Salemme (il famoso “Cain”, già portiere dello Speranza in Divisione Nazionale), Martino, Alciatore, Cavalli, Bottelli, Balestri, Arena, Pennino, Marchese, Testa, Mastroianni.

Campionato Terza Divisione

Classifica: Veloce 21, Savona riserve 19, Imperia riserve 12, Albenga 12, Ventimigliese riserve 9, Alassio riserve 8, Borgo Peri Oneglia 4, Porto Maurizio 4.

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La Veloce vince il campionato con questa formazione: Zanelli (futuro sindaco della Città dal 1968 al 1982: un  record di longevità nell’incarico; medico cardiologo, socialista, uomo di sport, presidente della Fratellanza Ginnastica e della Federazione Italiana Atletica Pesante), De Andreis, Astengo, Lugaro, Tilli, Limata, Caccia, Pertino, Cervetto, Rossi, Sobrero.

La Veloce vince il campionato e la società immortala i suoi campioni in questo quadro rievocativo, un uso dell’epoca

Stagione 1931 – 32

Campionato di Prima Divisione

Classifica: Savona 42, Sampierdarenese 40, Rapallo 34, Empoli 33, Derthona 32, Andrea Doria 31, Pisa 31, Viareggio 31, Ventimigliese 29, Lucchese 29, Carrarese 27, Rivarolese 26, Sestrese 26, Imperia 23, Acqui 20, Pontedecimo 18.

Classifica del girone finale per la promozione in Serie B: Messina 6, Spal, 4 Savona 2.

Savona Fbc: Palmeto, Pantani, De Valle, Perlo, Grassi, Flabi, Bacigalupo I, Caviglione, Bacigalupo IV, Canepa, Borgo; all. Imre Payer.

Guidati dall’ungherese Payer i bianco blu si impongono nel girone e arrivano a disputarsi l’accesso in serie B con Messina e Spal. Saranno i peloritani però ad imporsi. Comincia a costruirsi un Savona da sogno fatto tutto in casa. In questo campionato si pongono definitivamente in luce Caviglione e Canepa confermandosi Borgo.

Campionato di Seconda Divisione

Classifica: Genoa riserve 32, VADO 26, Corniglianese 26, Sestri Levante 22, Entella 21, Spezia riserve 20, Albenga 19, Tigullio 18, Riva Trigoso 17, Alassio 13, Veloci Embriaci 4.

Vado: Oddera, Tassara, Petterutti, Bartoli, Frumento, Cappellano, Aprile, Poli, Fioretti, Rosso, Caviglia.

Albenga: Torres, Vitalone, Mascardi (poi titolare di una avviata profumeria in via Paleocapa a Savona), Piccio, Gandolfo, Grassi, Gardella, Grillo, Cosa, Paride, Charlone.

Alassio: Salemme, Alciatore, Ferrando, Guido, Bozzano, Farina, Giovine, Argenti, Testa, Francini, Rossi.

Un grande Vado con Bartoli, Frumento, Fioretti e Rooso in grande evidenza, conquista il titolo ligure di categoria (le riserve del Genoa gareggiano fuori classifica) e si piazza al secondo posto nelle finali interregionali alle spalle del Falck Milano.

Campionato di Terza Divisione

Classifica: Veloce 15, Savona riserve 13, Scarpa e Magnano 11, Azogeno Vado Ligure 10, Virtus 9, Cairese 2.

Veloce: Rampini, Sobrero, Lugaro, Astengo, Lombardo, Fulcheris, Rinaldi, Caccia, Pertino, Fanfoni, Rossi.

Azogeno Vado: Oliva I, Petterutti, Dona, Bonello, Parenti, Calcagno, Castelli, Oliva II, Giusto, Frediani, Sartegno.

La Veloce viene sconfitta nella finale regionale dal Ponticelli Genova.

Stagione 1932 – 33

Campionato di Prima Divisione

Classifica: Derthona 36, Savona 35, Genoa riserve 34, Alessandria riserve 33, Andrea Doria 29, Imperia 27, Sestrese 27, Ventimigliese 25, Vogherese 23, Rapallo 22, Vado 20, Casale riserve 20, Casteggio 20, Pontedecimo 11.

Savona Fbc: Palmeto, Negro, De Valle, Poccardi, Argenti, Passalacqua, Borgo, Vanara, Mottura, Parodi, Testa; all. Imre Payer.

Vado: De Salvo, Massazza, Pallaro, Giacoppo, Frumento, Storti, Aprile, Poli, Fioretti, Lombardi, Caviglia.

Duello in testa punto su punto: ma alla fine la spunta il Derthona. Negli striscioni altro esordio eccellente di un savonese goleador. Si tratta di Nanni Vanara. In Prima Divisione c’è anche il Vado che difende cara la pelle.

Campionato di Seconda Divisione

Anche questa stagione calcistica  vede l’Albingaunia Sport partecipare al Campionato di 2ª Divisione, Girone A. Alla presidenza il dott. Giacomo Massone. L’ultima giornata (23 febbraio 1933) vede la squadra di Albenga impegnata a Savona contro la Veloce Savona. L’incontro è molto importante in quanto c’è in ballo l’accesso alle semifinali regionali. In campo vanno: Stringa, Borzachiello, Vitale, Carpini, Del Buono, Zarri, Cappanera, Gardella, Mascardi, Bazzi, Bruzzone. Il primo tempo finisce a reti inviolate. Poi al 59’ la Veloce Savona passa in vantaggio. Accesso alle semifinali vietato per gli ingauni? No! Ci pensano Mascardi (65’) e Carpini (82’) a riportare il sorriso sul volto dei tifosi albenganesi (Albingaunia Sport: 6 vittorie, 7 pareggi, 1 sconfitta, gol fatti 29, gol subiti 20).

La classifica del girone finale sarà questa: Rivarolese 9, Albingaunia Sport 8 (4 vittorie, 0 pareggi, 2 sconfitte, 15 reti fatte e 8 subite), Corniglianese 5, Spezia II 2. La prima classificata è ammessa alle finali interregionali e l’Albingaunia Sport passerà in Prima Divisione.

Veloce: Tamagnone, Sola, Cagnazzo, Nervi, Ferraris, Grosso, Martellacci, Massazza, Tessitore, Palmieri, Tilli.

Veloce riserve: Carruggi, Cagnasso, Massazza, Grosso, Patrone, Palmieri, Tilli, Ferrari, Martellacci, Gamarra, Rossi.

Audace Savona: Chiesa, Manfredi, De Vecchi, Piccione, Faustino, Aiassa, Vaschetti, Santolini, Reano, Puppo, Bazzano.

Finale: Martinenghi, Ongaro, Barzella, Manzi, Badano, Patrone, Buraggi, Canchero, Varaldo, Bottinelli, Bernardoni.

Stagione 1933 – 34

Campionato di Prima Divisione

Classifica: SAVONA 47, Andrea Doria 45, Imperia 40, Entella 34, Ventimigliese 33, Vado 29, Genoa riserve 28, Sestrese 28, Alessandria riserve 27, Acqui 27, Alassio 27, Corniglianese 26. Pontedecimo 25, Rapallo 24, Albenga 20, Rivarolese 19.

Classifica girone finale per la promozione in Serie B: Catania 8, Savona 7, Biellese 5, Reggiana 4.

Savona Fbc: Toscano, De Valle,  Pantani, Bartoli, Poccardi, Argenti, Caviglione, Vanara, Calcagno, Canepa, Borgo.

Vado: Chittolina, Tassara, Massazza, Storti, Frumento, Bacigalupo II, Aprile, Rosso, Fioretti, Bacigalupo IV, Caviglia.

Alassio: Chiesa, Ferrando, Traverso, Grossi, Strata, Zanata, Ferretti, Grosso, Angelotti, Ganna, De Maurizi.

Albenga: Stringa, Balloni, Bazzachello, Facollo, Guido, Zari, Giolito, Enrico, Forneris, Rosso, Moretti.

Grazie ad un attacco composto completamente da savonesi (se vogliamo sottilizzare Calcagno è di Valleggia)  che mette a segno 82 reti il Savona vince il campionato e sfiora, nelle finali, la promozione in Serie B frenato soltanto dal disastroso arbitraggio del signor Pizziolo di Firenze in quel di Reggio Emilia.

In Prima Divisione però ci sono anche Vado, Alassio e Albenga. I rossoblu si dimostrano in grande crescita con il seso posto finale. Le due ponentine cominciano a fare esperienza nella difficilissima categoria

Campionato Seconda Divisione:

Classifica: Sanremese 23, Riva Trigoso 17, Portuale Genova 17, Maurina Imperia 17, Entella riserve 16, Genova riserve 13, Spezia riserve 8, Veloce 1.

Veloce: Salemme, De Vecchi, Lancellotti, Ferraris, Grosso, Costanzo, Bruni, Gamba, Martellacci, De Marzi, Berretta.

Campionato Terza Divisione

Formazioni.

Veloce riserve: Viviani, Fasan, Pessano, Ceccarelli, Costanzo, Negrini, Pellegrini I, Pellegrini II, Cailani, Rossi, Mirengo.

Finale: Martinenghi, Ongaro, Bernardoni, Mazi, Badano, Gigli, Boncardo, Cora, Buraggi, Cerri, Bazzi.

Avanguardia Vado: Romualdo Chittolina (futuro allenatore delle giovanili rossoblu per tanti anni), Casaccia, Giacoppo, Faccinato, Calcagno II, Frediani, Calcagno I, Bartoli, Frumento.

Savona riserve: Oddera, Falabella, Tilli, Ricchebuono, Audisio, Balestri, Torelli, Pirami, Leone, Emanuelli, Dagna.

Scarpa e Magnano: Odera, Grea, Grosso, Rossi, Pescio, Fantino, Scandellari, Grignolino, Astengo, Baldissone, Marchetti.

CAMPIONATO ULIC PRIMA CATEGORIA

Formazioni.

Croce Rossa: Odella, Toscano, Natalino, Ciarlo, Sciarli, Vado, Scarrone, Saettone, Briganti, Lazzarone, Sola.

Veloce (terza squadra): Basili (padre di Pierangelo, futuro centravanti di Savona, Albenga, Modena, Avellino, Parma, Udinese), Fusi (zio dell’olimpionico Furio e di Renato, discobolo, speaker della nazionale di nuoto), Pessano, Cailani, Pellero, Cutela, Strassera, Macario, Martino, Fenoglio, Pellegrino.

Varazze: Morbino, Pierfederici (in futuro massaggiatore “storico” della squadra nerazzurra), Parodi, Carattino I, Gaetta, Fazio, Roncallo, Schelotto, Ferro.

Virtus: Agostini, Botta, Odera, Astengo, Folco, Crisafulli, Castellaro, Biancardi, Diamante, Briano.

Aurora: Capanna, Poggi, Reverdito, Scrivani, Freccieri, Beardo II, Baldassari, Micci, Bosio, Gagliardo.

Ardita: Levo (futuro “storico” dirigente della Veloce nel dopoguerra), Zucca I, Ferrero, Berello, Tilli III, Zucca II, Prato, Cesarini, Caparvi, Fava, Giannini.

Nolese: Garzoglio III, Florio, Lombardi, Saccone, De Vincenti, Persico, Vado, Tissoni, Mazzucco (farmacista, presidente della Nolese del dopoguerra, cui è intitolato il campo di Voze), Ganduglia, Bovio.

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Ecco la Nolese dell’epoca

Stagione 1934 – 35

Campionato di Prima Divisione

Classifica: Sanremese 37, SAVONA 35, Sestrese 34, Imperia, 32, Ventimiglia 32, Entella 31, Rapallo 30, Albenga 25, Vado 24, Acqui 23, Corniglianese 22, Alassio 18, Maurina 11, Portuale Genova 10.

Savona Fbc: Toscano, Massazza, De Valle, Bartoli, Bertelli Argenti, Grosso, Vanara, Porta, Canepa, Torelli; all. Roggero.

Albenga: Stringa, Testa, Balloni, Magnetto, Frumento, Facollo, Gianello, Zarri, Cappanera, Benso, Giacoppo.

Alassio: Chiesa, Beccucci, Ferrando, Bottelli, Strata, Grossi, Ganna, Zanchetta, Marchesi, Francia, Giovine.

Vado: Chittolina, Pallaro, Tassara, Storti, Siccardi, Baciglaupo II, Casaccia, Fioretti, Sobrero, Poli, Caviglione.

La Sanremese supera il Savona e sale in Serie B, in quello che sarà l’ultimo campionato di Prima Divisione come terza serie nella gerarchia del calcio italiano. Allo scopo di valorizzare al massimo l’apporto della provincia alla crescita complessiva del movimento è stata infatti istituita, a partire dalla stagione 1935- 36, la Serie C. In quest’occasione ottimo il comportamento dell’Albenga con Vado e Alassio alle spalle.

Campionato di Seconda Divisione

Classifica: Sampierdarenese riserve 18, Riva Trigoso 17, Genoa riserve 12, Ilva Savona 12, Varazze 9, Bel Paese Genova 9, Sestri Levante 7.

Formazioni.

Ilva Savona: Massarotto, Lugaro, Silan, Astengo, Ferraris, Gamba I, Venturino, Binda, Gamba III, Lavagna, Balestri.

Varazze: Carminati, Foglia, Morasso, Puppo, Sanflorian, Zanini, Venturino, Vivarelli, Calvi, Danuso, Canessa.

Campionato Propaganda (sostituisce l’ULIC inquadrata nella Federazione)

Classifica: Ilva 20, Ardita 18, Carcarese 17, Quiliano 13, Lancia 8, Audace 5, Vado riserve 2.

Formazione Ilva: Zanelli, Gilardoni, Masazza, Gamba, Palmieri, La Gala, Piccinaglia, Collareto, Pertino, Briano, Ferrando.

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Loanesi in trasferta al “Grondona” di Pontedecimo

Stagione 1935 – 36

Serie C

Classifica: Spezia 46, Sanremese 46, Sestrese 34, Andrea Doria 32, Entella 32, Imperia 30, Pontedecimo 27, Asti 27, Derthona 27, SAVONA 25, Rivarolese 24, Pontedera 23, Montevarchi 17, Ventimigliese 17, Casale 12, Empoli ritirato.

Savona Fbc: Durando, De Valle, Massazza, Ricchebuono, Porta, Argenti, Grosso, Luraghi, Vanara, Canepa, Rosso; all. Payer, d.t. Roggero.

Il Savona, rimasto solo a rappresentare la provincia (istituita da poco, nel 1927) in Serie C, disputa un campionato d’assestamento rinnovando i ranghi.

Campionato Prima Divisione

Classifica: Corniglianese 36, Genova riserve 35, Sampierdarenese riserve 35, VADO 29, Bel Paese Genova 22, Rapallo 21, Riva Trigoso 21, Maurina 20, Ilva Savona 19, Finale 15, Albenga 15, Loanesi 7, Alassio ritirato.

Vado: Chittolina, Pallaro, Magnano, Bacigalupo II, Siccardi, Tassara, Casaccia, Aprile, Caviglia, Poli, Baldizzone.

Ilva Savona: Massarotto, Cosa, Ferrari, Giacoppo, Ferrario, Gamba I, Venturino, Binda, Valentino (ex di Speranza e Genoa), Gamba II, Lavagna.

Finale: Borasi, Ongaro, Testa, Cappelli, Badano, Amici, Pagano, Bazzi, Corti, Guido, Venturino.

Albenga: Gavedio, Ascheri, Testa, Balloni, Zarri, Rossi, Riolfo, Facollo, Bisio, Benso, Bruzzone.

Loanesi: Arduino, Martino, Baffico, Fasce, Rolandi, Ferrari, Pesce, Camino, Tassara, Naitana, Bruzzone.

Alassio: Grollero III, Ferrando, Pelle, Cristiani, Grossi, De Maria, Grollero I, Francia, Olivieri, Zioni, Negro.

Il Vado sale in Serie C con una squadra nella quale spiccano il portiere Ferruccio Chittolina, che morirà nel 1947 in un incidente di gioco a cui sarà intitolato lo stadio vadese, la mezz’ala Aprile anch’egli scomparso giovane dopo aver ricoperto importanti incarichi dirigenziali in seno alla società e lo “zio” Poli, per tanti anni titolare del Bar Haiti sito all’angolo di Piazza Cavour. Sale in Prima Divisione (torneo ridimensionato a livello regionale) anche la squadra aziendale dell’Ilva. Sospende invece l’attività la Veloce, la società è tartassata dal regime a causa delle idee politiche dei suoi dirigenti. La Veloce ritornerà in campo all’indomani della Liberazione.

Campionato Propaganda 35 – 36

Classifica: Ilva 16, Audace 12, Finale 6, Albisola 4, Fornaci 1.

Ilva: Zanelli, Carcioffo, Levratto II; Piccinaglia, Ferraris, Gilardoni, Venturino, Tura, Pertino, Poggi, Ferrando.

Superando in finale il Grifone Ausonia di Genova l’Ilva vince il titolo, ligure della categoria propaganda.

Stagione 1936 – 37

Serie C

Classifica: Sanremese 48, Sestrese 46, Rivarolese 38, Biellese 36, Imperia 36, SAVONA 33, Entella 33, Asti 31, Pinerolo 27, Pontedecimo 26, VADO 26, Corniglianese 25, Andrea Doria 25, Carrarese 22, Acqui 20, Derthona 8.

Savona Fbc: Moretti, Testa, Massazza, Astengo, Bianchi, Argenti, Caviglia, Vanara, Calcagno, Canepa, Borgo; all. Levratto.

Vado: Arrigo, Pallaro, Motto, Poli, Frumento, Tassara, Casaccia, Aprile, Fioretti, Bacigalupo IV, Francia.

Arriva Felice Levratto  al termine  di una gloriosissima carriera (Vado, Verona, Genoa, Inter, Lazio, con 28 presenza in Nazionale e la nomea dello “sfondatore di reti”) a segnare la ripresa della marcia ascensionale degli striscioni nelle cui fila si ricostituisce anche l’autarchico “attacco atomico” dei primi anni ’30. In Serie C c’è anche il Vado che si piazza nelle posizioni di centro classifica.

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Una formazione dell’Ilva. Da sinistra in piedi Venturino, Parodi, Poggi, Tura, Ferrando, l’allenatore Besio, personaggio-chiave nella storia del calcio savonese nel dopoguerra per decenni direttore tecnico della Veloce; al centro Ferrari, Fulcheris, Sagola; accosciati: Ferro, Chiesa, Tilli

Campionato di Seconda Divisione

Classifica: Ilva Savona 13, Ronchese 13, Varazze 11, Rivarolese riserve 8, Sestrese riserve 8, Pontedecimo 7, Corniglianese riserve 0.

Ilva: Massarotto, Ferro, Negro, Guglieri, Ferraris, Palmieri, Venturino, Binda, Calvi, Scandellari, Reano.

Varazze: Beviacqua, Roncallo, Besio, Puppo, Protto, Grenoville, Suetta, Fazio, Pastrengo, Schelotto, Anselmo.

 

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Il Vado nella stagione 1937-38: in piedi, da sinistra, Frumento, Motto, Poli, Giavarini, Fioretti, Tassara; accosciati, Casaccia, Gambetta, Francia, Arrigo. Non figurano in formazione Bartoli, Tomei e Chittolina

Stagione 1937 – 38

Serie C

Classifica: Casale 42, Savona 37, Cavagnaro-Sestrese 36 (denominazione imposta dal regime alla Sestrese con i colori mutati in nero – verde), Biellese 35, Gallaratese 35, Asti 34, Imperia 33, Entella 30, Andrea Doria 30, Pavia 30, Vado 29, Cusiana 28, Acqui 27, Valpolcevera (anche in questo caso il fascismo ha imposto il cambio di denominazione al Pontedecimo) 21, Derthona, 17, Pinerolo 16.

Formazione del Savona Fbc: Moretti, Testa, Morchio, Astengo, Bianchi, Canepa, Borgo, Vanara, Calcagno, Caviglia, Levratto; all. Italo Rossi.

Formazione del Vado: Arrigo, Motto, Giavarini, Flabi, Frumento, Bartoli, Casaccia, Tomei, Gambetta, Poli, Francia.

Grande campionato degli striscioni che, affidata la panchina a Italo Rossi, recuperano Levratto come giocatore a tempo pieno (20 partite, 11 goal). Alla fine però prevale il Casale. Buon campionato del Vado, il cui  racconto del campionato è impreziosito da un aneddotto importante: il 10 Gennaio 1938 esce, sulle colonne del “Lavoro” di Genova, la cronaca della partita Pavia-Vado 2-0. La firma è di un esordiente giornalista di 16 anni: tal Gianni Brera da San Zenone Po. Diventerà il più grande giornalista sportivo italiano di tutti i tempi impreziosendo grandi testate come Gazzetta dello Sport, Guerin Sportivo, Il Giorno Il Giornale Nuovo con Indro Montanelli e Reppublica con Eugenio Scalfari; autore di numerosi libri dedicati allo sport, dal calcio al ciclismo, memorabile il suo Coppi e il Diavolo, tra cui l’incomparabile Storia critica del calcio italiano, autentica bibbia degli amanti del football.

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La Sestrese –Cavagnaro campionato ’38 – 39. Formazione: Remaggi, Rosso, Foglia (nella foto il quarto in piedi da sinistra), Solari, Bonelli, De Negri, Carlevaro, Patrocchi, Pantani, Sabatini (ultimo in piedi a destra, accanto al massaggiatore), Scotto

Campionato di Prima Divisione

Nell’annata calcistica 1937/38 l’Albenga viene collocata in Prima Divisione, Girone di Ponente. La società si presenta solida (Presidente del Dopolavoro Aziendale Agricolo: dott. Cravino; presidente della Sezione Calcio: Giuseppe Rapa; segretario: Antonio Preve) e la squadra è molto competitiva. La sua sarà una marcia veramente travolgente. Vince il campionato con ben 7 punti sulla seconda classificata. Classifica finale: Albenga 24, Sanremese II 17, Alassio e Finalese 15, Savona II e Varazze 14, Vado II 11, Imperia II 4, Loanesi 2. L’unica sconfitta arriva l’8 maggio 1938 a Finale Ligure contro la Finalese  (1-0). L’Albenga è ammessa al girone finale a quattro squadre per salire in Serie C (Albingaunia Sport: 11 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta, gol fatti 33, gol subiti 11).

Nel girone B della Prima Divisione l’ILVA, unica squadra savonese, affronta le genovesi Centrale del Latte, Tigullio,  Dopolavoro provinciale, Recco, Grifone Ausonia, Valpolcevera riserve, Cavagnaro riserve. Formazione: Massarotto, Ferro I, Calvi, Negro, Audisio, Palmieri, Enmanuelli, Binda, Ventura, Mazzarello, Lavagna.

Classifica del girone Sezione Propaganda: Ilva riserve 14, Aurora 8, Ragazzi di Vado Ligure 3, Varazze 3, Savona riserve 1.

Stagione 1938 – 39

Serie C

Classifica: Savona 37, Cavagnaro-Sestrese 31, Valpolcevera 30, Acqui 29, Tigullia (altra denominazione di regime in luogo di Rapallo) 25, Imperia 25, Vado 22, Albenga 21, Andrea Doria 20, Pinerolo 20, Asti 18, Cuneo 18, Entella 16.

Classifica girone finale per la promozione in Serie B: Brescia 8, Udinese 7, Reggiana 5, Savona 4.

Savona Fbc: Origone, Argenti, Morchio, Sandroni, Nervi, Canepa, Allegri, Vanara, Savio, Caviglia, Borgo; all. Levratto.

Vado: Chittolina, Tomei, Giavarini, Caviglia, Siccardi, Lagorio, Casaccia, Poli, Zioni, Gambetta, Francia.

Albenga: Tornago, Ascheri, Enrico, Zarri, Woinich, Facollo, Castellani, Magnetto, Rossi, Gravisi, Volpi.

Campionato dominato dagli striscioni che poi cedono il passo nelle finali a Brescia e Udinese. Esordiscono in biancoblu il mediano Sandroni, che per molti campionati rappresenterà una vera e propria sicurezza, prima di compiere il salto in Serie A con Sampierdarenese, Milan, Vicenza e Venezia, e il tortonese Allegri, futuro medico, che si troverà al capezzale di Fausto Coppi nella tragica vicenda della scomparsa del “Campionissimo” il 2 Gennaio 1960, purtroppo senza capire che con una pastiglia di chinino contro la malaria si sarebbe potuto salvare il più grande protagonista nella storia del ciclismo. In Serie C c’è anche l’Albenga che disputa un bellissimo torneo , chiudendo di un solo punto alle spalle del Vado

Campionato di Prima Divisione

Classifica: Ilva 23, Finale 22, Sanremese riserve 18, Vado riserve 13, Alassio 12, Loanesi 11, Albenga riserve 8, Imperia riserve 3.

Formazioni.

ILVA: Massarotto, Ferro, Negro, Astengo, Poli, Ricchebuono, Bolla, Rosso, Binda, Rusca, Cerruti.

Vado riserve: Faccinato, Magnano, Baranzini, Aprile, Frumento, Pescio, Bocca, Bartoli, Ceporina, Tomberli, Francia.

Alassio: Alciatore, Ferrando, Gismondi, Acqauarone, ivaldi, De Maria, Sismodici, Grossi, Sibelli, De Paoli, Arena.

Loanesi: Perlo, Fachinetti, Vignolo (il grande Gino, campione di getto del peso, nel Genoa in Serie A e nel Savona in Serie B: un classico “terzino volante”), Tagliafico, Pesce, Damonte, Littarelli (nel dopoguerra al Savona e alla Sanremese), Casaccia, Martini, Basso, Picasso.

Albenga riserva: Tornago, Gavi, Gaveglio, Piccardi, Mascardi, Pollero, Castellani, Zacchi, Podestà, Carega, Sanesi.

Classifica girone finale: Littorio Rivarolo 6, Varazze 5, Ilva 1.

Varazze: Caviglione, Roncallo, Parodi, Rosi, Pedrinetti, Lavagna, Pastrengo, Carissimi (nel dopoguerra in serie A con la Sampdoria), Piana, Fantino, Schelotto

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Un grandissimo Savona sale in Serie B. Da sin. in piedi: Sandroni, Caburi, Piana, Argenti, Cozzi, Pellegrino, Gallino, Vaschetto (sarà il primo centravanti arretrato nella storia del calcio italiano con la Salernitana di Gipo Viani in Serie A), il massaggiatore Verna; accosciati: Gè, Borel I (l’autore del goal della promozione, fratello maggiore del celebre “Farfallino” cinque scudetti con la Juve e il mondiale del ’34), Villa

Campionato 1939 – 40

Serie C

Classifica: Savona 42, Cavagnaro–Sestrese 40, Casale 34, Asti 33, Tigullia – Rapallo 32, Valpolcevera – Pontedecimo 31, Cuneo 29, Pinerolo 29, Albenga 28, Littorio (altra denominazione di regime in luogo della gloriosa Rivarolese) 26, Entella 24, Acqui 23, Vado 17, Saviglianese 17, Andrea Doria 15.

Classifica girone finale per la promozione in Serie B: Reggiana 9, Savona 7, Spezia 7, Taranto 1. Savona promosso in Serie B.

Savona Fbc : Caburi, Cozzi, Villa, Sandroni, Gallino, Argenti, Piana, Vaschetto, Borel I, Gè, Buggi (Morchio); all. Hajos, d.t. Roggero.

Albenga: Aicardi, Enrico, Aschero, Astengo, Zarri, Magnetto, Riolfo, Cappanera, Rossi, Canepa, Di Fulvio.

Vado: Arrigo, Tomei, Levratto II, Tomberli, Siccardi, Poli, Casaccia, Bartoli, Ceporina, Poli, Bacigalupo III.

Gli striscioni salgono in Serie B dopo una drammatica gara pareggiata 2-2 al “Picco” di La Spezia: la rete del pareggio è segnata al 90’ da Borel, classico goal dello “zoppo”. Una beffa favolosa. Buon campionato dell’Albenga. Retrocede il Vado alle prese con difficoltà finanziarie. I pensieri però ormai viaggiano altrove: il 10 Giugno 1940 si è aperto il “fatale balcone”. L’Italia precipita nella più grande tragedia della storia.

Prima Divisione

Classifica: Ilva 20, Andrea Doria riserve 13, Valpolcevera riserve 9,  Littorio Rivarolo 7, Grifone Ausonia 6, Olimpia Genova 3.

Nel girone finale l’Ilva supera l’Aulla, il Varazze, il Finale, i Municipali Genova e il Grifone Ausonia conquistando la promozione in Serie C.

Formazioni.

ILVA: Massarotto, Ferro, Massazza, Piana, Poli, Busato, Torelli, Bolla, Vallarino, Rusca, Cerruti.

Varazze: Caviglione, Roncallo, Parodi, Cravedi, Pedrinetti, Lavagna, Repetto, Fantino, Beltrame, Sanese, Pastrengo.

Finale: Borasi, Bosio, Feltri, Rizzo, Foppiano, Masera, Cerri, Lodi, Lena, Baldini I, Baldini II.

COPPA RIMET, IL PRIMO GOAL DEI FUORICLASSE: DA STABILE A PUSKAS, PELE’ E RIVERA

 

a cura di FRANCO ASTENGO

La Coppa Rimet, campionato del mondo di calcio intitolata al suo fondatore e presidente della FIFA il francese Jules Rimet, si è disputata tra il 1930 e il 1970 per 9 edizioni. Assegnata definitivamente al Brasile dopo la terza vittoria dei carioca a Messico ‘ 70 (finale con l’Italia: 4-1), è stata sostituita dalla Coppa del Mondo della FIFA che si disputa tuttora e che vedrà svolgersi la prossima edizione in Russia nel 2018.

La Coppa Rimet ha rappresentato il promo banco di prova per i grandi protagonisti del calcio a livello intercontinentale: snobbata in un primo tempo dagli inglesi, che si ritenevano i maestri intoccabili e si limitavano (1934 e 1938) a sfidare la squadra vincente, nel 1950 divenne davvero universale allorquando i “maestri for ever” si decisero a scendere in lizza rimediando, in quel di Belo Horizonte in Brasile, una “magra” colossale facendosi impallinare nientemeno che dalla raccogliticcia compagine degli Stati Uniti.

Non è questa però la sede per illustrare nel dettaglio le vicende sviluppatesi attorno alla Coppa Rimet nei quarant’anni del suo svolgimento: esistono, al proposito, bellissimi volumi: in particolare quello di Alessandro Trisoglio “I Mondiali di Jules Rimet” (Bradipolibri 2012), che contiene tutti i tabellini sia delle partite eliminatorie sia di quelle delle fasi finali.

In questa occasione ci limiteremo a rievocare un aspetto parziale, ma di grande significato, almeno a nostro parere: edizione per edizione è stato scelto il primo goal segnato nella fase finale via via da uno dei grandi fuoriclasse del calcio mondiale.

Si troverà così il primo goal segnato in frangenti del genere da Stabile, Meazza, Pelè e via dicendo.

Partiamo dunque dall’edizione 1930 svoltasi in Uruguay.

Il titolo va ai padroni di casa che superano in finale per 4-2 l’Argentina ma il capocannoniera appartiene proprio all’albiceleste. Si tratta di Guilliermo Stabile, “el filatrador”, che successivamente in Italia vestirà le maglie di Genoa e Napoli. Tornato in Patria, nel dopoguerra, rivestirà a lungo l’incarico di commissario tecnico della nazionale argentina.

Stabile segna il suo primo goal in una fase finale della Coppa Rimet all’8’ minuto della partita Argentina – Messico 6-3 disputata il 19 luglio 1930 nello stadio centenario di Montevideo.

Questo il tabellino.

ARGENTINA – MESSICO 6-3

Reti: Stabile all’8’, Zumelzù al 12’, Stabile al 17’, Rosas al 42’ su rigore, Varallo al 53’, Zumelzù al 55’, Rosas al 65’, Gayon al 75’ Stabile all’80’.

Argentina: Bossio, Della Torre, Paternoster, Chividini, Zumelzù, Orlandini, Peucelle, Varallo, Stabile, Demaria, Spadaro.

Messico: Bonfiglio, Graza, Gutierrez, Garza, M.Rosas, Sanchez, Rodriguez, F. Rosa, Lopez, Gayon, Carreno.

Arbitro: Saucedo (Bolivia).

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L’Argentina ai mondiali del 1930

Seconda edizione: 1934, in Italia

L’Italia si aggiudica la seconda edizione della Coppa Rimet giocando in casa e superando nella finale la Cecoslovacchia con il punteggio di 2-1 al termine dei tempi supplementari. La nostra scelta per questa edizione riguarda Giuseppe Meazza, in quel momento giudicato unanimemente il miglior giocatore italiano e soprannominato “Balilla” per aver esordito nell’Inter in giovanissima età. Meazza segna il suo primo goal in una fase finale della Coppa Rimet all’89’, ultima rete della “vendemmiata” italiana ai danni degli Stati Uniti.

Domenica 27 Maggio 1934, Roma

ITALIA – STATI UNITI 7-1

Reti: Schiavio 18’, Orsi 20’, Schiavio 29’, Donelli 57’, Ferrari 63’, Schiavio 64’, Orsi 69’ Meazza 89’.

Italia: Combi, Rosetta, Allemandi, Pizziolo, Monti, Bertolini, Guarisi, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi.

Stati Uniti: Hiulian, Czerckwichz, Moorhouse, Pietras, Goncalves, Florie, Ryan, Nilsen, Donelli, Dick, Mc Lean.

Arbitro: Mercet (Svizzera).

Italia, campione del mondo 1934. Da sinistra in piedi: Combi, Monti, Ferraris IV, Allemandi, Guaita, Ferrari accosciati: Schiavio, Meazza, Monzeglio, Bertolini, Orsi

Terza edizione, 1938 in Francia

La terza edizione si svolge in Francia, ma l’Italia guidata da Vittorio Pozzo, conferma il proprio primato superando in finale l’Ungheria con il punteggio di 4-2. Italiano anche il fuoriclasse scelto per il nostro ricordo del primo goal, si tratta di Silvio Piola che va a rete al 51’ del quarto di finale con la Francia. Questo il tabellino della gara.

Domenica 12 giugno 1938, Parigi

ITALIA – FRANCIA 3-1

 Reti: 9’ Colaussi, 10’ Heisserer, 51  e 72’ Piola.

Italia: Olivieri, Foni, Rava, Serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi.

Francia: Di Lorto, Cazenave, Mattier, Bastien, Jordan, Diagne, Aston, Heisserer, Nicolas, Delfuour, Veinante.

Arbitro : Baert (Belgio).

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Quarta edizione, 1950 in Brasile

Terminata la bufera della seconda guerra mondiale, la Coppa Rimet varca nuovamente l’Oceano e approda in Brasile. I padroni di casa sono favoritissimi, ma il mondiale passerà alla storia come quello della beffa più atroce, il cosiddetto “Maracanazo”. Nella partita conclusiva del girone finale, infatti, l’Uruguay si impone sorprendentemente ai carioca con un 2-1 che davvero farà epoca.

Il primo goal della “celeste” lo mette a segno un autentico fuoriclasse come Juan Alberto Schiaffino, successivamente al Milan e alla Roma, che aveva già segnato la sua prima rete in quella fase finale nell’8 – 0 inflitto alla Bolivia. Tabellino.

Domenica 2 luglio 1950, Belo Horizonte

URUGUAY – BOLIVIA 8-0

Reti: Miguez 14’, Vidal 18’, Schiaffino 21’, Miguez 45’, Miguez 56’, Schiaffino 59’ Perez 73’ Ghiggia 83’.

Uruguay: Maspoli, M.Gonzalez, Tejera, J.C. Gonzalez, Varela, Andrade, Ghiggia, Perez, Miguez, Schiaffino, Vidal.

Bolivia: J. Gutierrez, Acha, Bustamante III, Grecco, Valencia, Ferrer, Algarenez, Ugarte, Caparelli, C. Gutierrez, Maldonado.

Arbitro: Reader (Inghilterra).

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Schiaffino, n. 10 della “Celeste” nel giorno della grande beffa

Quinta edizione 1954, Svizzera

Anche questa volta alla fine uscirà la sorpresissima e la nostra scelta riguarderà, invece, i battuti. La finale si gioca infatti tra l’Ungheria, favoritissima e imbattuta da 4 anni, e la Germania Ovest, all’epoca non considerata neppure una potenza emergente calcisticamente. Invece è la forza fisica (ma in molti sospettarono un caso di doping collettivo) dei tedeschi ad avere la meglio e alla fine sarà 3-2 per loro. Nel dramma ungherese il dramma personale di Ferenc Puskas, il colonnello capitano della squadra, infortunato nei quarti di finale e nella semifinale ma rientrante ad ogni costo per la finalissima, nell’idea di non perdersi la festa.

A Ferenc Puskas, autentico dominatore della scena calcistica mondiale almeno per un quindicennio prima con la Honved poi con il Real Madrid, il ricordo del suo primo goal in una fase finale della Coppa Rimet. Di quella meravigliosa Ungheria da ricordare il leggendario trio Kocsis, Puskas, Csibor.

Tabellino.

17 giugno 1954, Zurigo

UNGHERIA – COREA DEL SUD 9-0

Reti: Puskas 11’, Lantos 18’, Kocsis 24’, Kocsis 36’, Kocsis 50’, Csibor 59’ Palotas 75’ Palotas 83’ Puskas 89’.

Ungheria: Grocsis, Buzansky, Lantos, Lorant, Bozsik, Szojka, Budai II, Kocsis, Palotas, Puskas, Csibor.

Corea del Sud: Honk Duk, Park Kyu, Ming Buyng, Park Yae, Kang Chang, Chu Young, Han Chong, Park IL Cap, Sung Nak, Woo sang, Choi Chung.

Arbitro Steiner (Austria)

 

5

Momento topico del Mondiale 1954:  88’ con la Germania in vantaggio 3-2. Puskas segna il pareggio che porterebbe la gara ai supplementari. L’arbitro inglese Ling annullerà per fuori gioco. Viste le immagini a oltre sessant’anni di distanza il VAR avrebbe convalidato.

Sesta edizione, 1958 Svezia

Per la prima volta una squadra sud americana si impone in Europa: ma si tratta dell’inarrivabile “magno” Brasile che in finale supera la Svezia padrona di casa per 5-2 mettendo in mostra un livello di tecnica calcistica al di sopra di ogni immaginazione. E’ il mondiale di Pelè che si rivela a diciott’anni non ancora compiuti un fuoriclasse assoluto. Il suo primo goal, in una fase finale della Coppa Rimet, lo segna al Galles nel quarto di finale.

Tabellino.

19 giugno 1958 Goteborg

BRASILE – GALLES 1-0

Rete: Pelè al 66’

Brasile: Gilmar, De Sordi, Nilton Santos, Zito, Bellini, Orlando, Garrincha, Didì, Altafini “Mazola”, Pelè, Zagallo.

Galles: Kelsey, Williams, Mel Charles, Hopkins, Sullivan, Bowen, Medwin, Hewein, Webster, Allchurch, Jonesù.

Arbitro: Seipelt (Austria).

6

IL Brasile schierato nel quarto di finale con il Galles. E’ l’unica occasione nella quale giocano assieme “Mazola” Altafini (in seguito Feola gli preferirà Vava) e Pelè che segna il suo primo goal in una fase finale della Coppa del Mondo. Il Galles venderà cara la pelle nonostante l’assenza per infortunio del suo asso migliore, il bianconero juventino “King” John Charles. Da sinistra in piedi: De Sordi, Zito, Bellini, Nilton Santos, Orlando, Gilmar. Accosciati: Garrincha, Didi, Altafini “Mazola”, Pelè, Zagalo, il massaggiatore Americo

Settima edizione, 162 Cile

Il Brasile si conferma campione del mondo anche nella travagliata edizione cilena e nonostante l’infortunio  di Pelè, sostituito dopo la seconda giornata del girone eliminatorio da Amarildo. Quella cilena sarà però anche l’edizione del “canto del cigno” della scuola danubiana, quella del valzer super tecnico che con l’Austria, la Cecoslovacchia e l’Ungheria ha dominato per decenni la scena europea. I cechi, infatti, approdano alla finale superati dal Brasile per 3-1. Nell’occasione segna il suo primo goal in una fase finale il loro capitano Masopust, possente mediano di spinta che successivamente vincerà anche il Pallone d’Oro.

Tabellino.

17 giugno 1962, Santiago del Cile

Brasile – Cecoslovacchia 3-1

Reti: Masopust 15’, Amarildo 17’, Zito 69’ Vavà 78’.

Brasile: Gilmar, Djalma Santos, Nilton Santos, Zito, Mauro, Zozimo, Garrincha, Didì, Vavà, Amarildo, Zagallo.

Cecoslovacchia: Scrhoiff, Tichy, Novak, Pluskal, Populhar, Masopust, Pospichal, Scherer, Kvsnask, Kadraba, Jelinek.

Arbitro: Lathysev (URSS).

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Josef Masopust, miglior giocatore ceco del XX secolo

Ottava edizione 1966, Inghilterra

I padroni di casa, guidati da Alf Ramsey, che si meriterà il titolo di sir, conquistano la Coppa Rimet al termine di una tiratissima finale avversaria la Germania. Finisce 4-2 dopo i tempi supplementari, ma fa discutere ancor oggi  il goal-non goal  del 3-2 inglese, realizzato da Geoff Hurst, che siglerà una tripletta a fine partita, fatto convalidare (l’arbitro era lo svizzero Dienst) dal celebre e contestatissimo segnalinee sovietico Bakhramov.

La scena del mondiale inglese è però dominata da un  nuovo fuoriclasse: il mozambicano Eusebio, scoperto in Africa del “nostro” Amoretti, che difende i colori del Portogallo (siamo ancora in epoca coloniale e forse anche per questo l’Avvocato Agnelli non diede il via libera all’ingaggio). Eusebio,  autentica perla del Benfica. vince la classifica dei cannonieri con 9 reti e porta i portoghesi sul podio dopo aver eliminato il Brasile (3-1). Il suo primo goal in una fase finale lo segna al 38’ di Portogallo – Bulgaria, nel girone eliminatorio.

Tabellino:

16 luglio 1966, Old Trafford di Manchester

PORTOGALLO – BULGARIA 3-0

Reti: autorete di Vutzov al 7’, Eusebio 38’, Torres 82’.

Portogallo: Costa Pereira, Festa, Hilario, Graca, Germano, Vicente, Josè Augusto, Coluna, Torres, Eusebio, Simoes.

Bulgaria: Naydenov, Scialamanov, Gaganelov, Zechev, Penev, Juzov, Dermendijev, Yakimov, Aspharuov, Jekov, Kostov.

Arbitro: Codesal (Uruguay)

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Portogallo – Nord Corea 5-3. I nordcoreani dopo aver eliminato l’Italia sono in vantaggio per 3-0. Con questo goal Eusebio lancia la rimonta dei lusitani

Nona edizione, Messico 1970

Ultima edizione della Coppa Rimet perché il Brasile se la aggiudica per la terza volta e quindi definitivamente. I verdeoro superano in finale l’Italia per 4-1: Italia reduce dalla drammatica semifinale con la Germania, battuta 4-3 ai tempi supplementari con un gran goal di Gianni Rivera al termine di una altalena di reti degna del miglior film giallo del “mago” Hitchcock .

Rivera, alla sua terza apparizione in una fase finale, aveva segnato il suo primo goal pochi giorni prima della finale in occasione del “quarto” in cui gli azzurri avevano eliminato i padroni di casa del Messico.

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Immagini del quarto di finale Italia – Messico 4-1 i goal di Rivera e Riva e l’abbraccio di Cera a Riva

Tabellino.

14 giugno 1970, Toluca

ITALIA – MESSICO 4-1

Reti: Gonzalez 13’, autorete Pena 41’, Riva 63’, Rivera 70’, Riva 76’.

Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato, Cera, Domenghini (85’ Gori), Mazzola (46’ Rivera (si trattava della famosa e famigerata “staffetta”), Boninsegna, De Sisti, Riva.

Messico: Calderon, Vantorlà, Pena, Gonzalez (65’ Borja, Perez, Guzman, Munguia, (60’ Diaz), Pulido, Valdivia, Fregoso, Padilla.

Arbitro . Scheurer (Svizzera).

CALCIO E ACCIAIO: SAVONA CON LA SQUADRA DELL’ILVA HA UN POSTO NELLA STORIA

 

di FRANCO ASTENGO

Sono appena usciti due libri sul legame tra il calcio e l’industria siderurgica: “Calcio e acciaio”  di Giordano Lupi che, come scrive Repubblica, incrocia la passione per lo sport più popolare e l’epopea della fabbrica siderurgica di Piombino ( la “Magona d’Italia) e “Ilva football club” di Fulvio Colucci e Lorenzo D’Alò, romanzo di rabbia e di ricordo per le generazioni di ragazzi che giocavano sul campo del quartiere Tamberi di Taranto, a ridosso dell’impianto dei veleni.

Sono tante le squadre in Europa legate all’industria siderurgica: le più importanti sono l’Athletic Bilbao, fondata proprio dagli inglesi arrivati a installare la siderurgia nei Paesi Baschi; il West Ham, il Metalist Kharhiv, lo Standard di Liegi che gioca ancora nel vecchio “Sclessin” che sorge a ridosso degli impianti di acciaieria, il Metz.

“Aliron, Aliron” è ancora il grido di battaglia che suona all’interno del “Sa Mames” lo stadio dell’Athletic: non è altro che la contrazione del canto “all iron” “all iron” che intonavano gli operai inglesi al termine della giornata lavorativa.

In Italia sono ancora molte le squadre legate all’industria siderurgica: Entella, Cittadella, Feralpi Salò, Cremonese, Piacenza, Vicenza, Fidelis Andria. Nei tempi trascorsi però questo legame tra calcio e acciaio si era concretizzato attraverso squadre denominate proprio ILVA: accadeva a Lovere, a Bagnoli ,Novi Ligure e anche a Savona.

Lo stabilimento ILVA è stata parte fondamentale  nella storia della nostra Città lungo tutto il ‘900: ne rappresentava il suo cuore pulsante essendo arrivato ad occupare 5.000 lavoratrici e lavoratori; punto d’attrazione per operai di altre parti d’Italia (Piombino, Terni) arrivati a far grande la fabbrica savonese; punto di riferimento delle lotte operaie e della Resistenza.

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Un’immagine dello stabilimento ILVA nel pieno del suo fulgore. L’immagine è scattata dalla Terrazzetta dove oggi sorge il mostro di cemento Crescent emblema della speculazione edilizia

Tutta la città scese in piazza per difendere gli impianti nel corso della crisi del ’51 in uno slancio unitario che mai più si sarebbe ripetuto. Furono giorni, settimane e mesi di grande partecipazione popolare, impegno sociale e sofferenza per centinaia di famiglie ridotte sul lastrico. Per provare a fermare la protesta, per impedire cortei e manifestazioni il ministro degli Interni mando a Savona i famigerati “scelbotti”, le truppe scelte, chiamiamole così, della Celere di stanza a Padova. Ma tutto fu inutile. Le cariche poliziesche non infransero la grande mobilitazione dei savonesi.

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Inverno 1951. Corteo in difesa dell’ILVA. Tutta la città era mobilitata senza distinzioni di ceto sociale e colore politico

La chiusura della fabbrica, la resa dalla speculazione edilizia complici i poteri economici e politici nel corso degli anni ’90 restano una ferita indelebile nella storia di Savona. In questo caso però restiamo rigorosamente dentro l’ambito della storia calcistica riferendo le vicende, accadute tra il 1932 e il 1943, dell’ILVA come squadra di calcio, espressione sì della fabbrica, ma anche punta di diamante del movimento calcistico savonese, per un certo periodo seconda squadra della Città alle spalle del Savona Fbc. Anzi con la stagione1940 – 41 Savona toccò il vertice nella propria presenza calcistica sul piano nazionale: Savona in Serie B, ILVA in Serie C.

Il primo campionato disputato dalla squadra dell’ILVA (colori sociali nero-verdi, quelli classicamente imposti da fascismo per le squadre dei Dopolavoro) fu quello di Seconda categoria dell’ULIC 1932 – 33. Al campionato partecipavano anche la squadra riserve della Veloce, la Lancia, la squadra del Dopolavoro della Film Ferrania, la Croce d’Oro di Savona, il Quiliano, l’Audace di Savona. La formazione dell’ILVA approdò alla finale regionale avversaria la squadra del Bar Cazzola di Sampierdarena, riuscita vittoriosa per 2-0 nella finalissima giocata al “Pino Ferro” di Varazze.

BAR CAZZOLA SAMPIERDARENA – ILVA SAVONA 2-0

Reti: Repetto, Cianetti.

BAR CAZZOLA: Caburi, Righetti, Ghezzi, Gaggino, Fiorentini, Repetto, Olivini, Cianetti, Grottin, Secchi, Spessa.

ILVA SAVONA: Zanelli, Lugaro, Comino, Gamba, Fulcheris, Gilardoni, Basso, Binda, Baldizzone, Caccia, Odello.

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Il quadro raffigurante giocatori e allenatori della Veloce vincitrice del campionato di I divisione 1931 – 32. Tra i pali il futuro sindaco Carlo Zanelli per molte stagioni portiere dell’ILVA

Da notare la storia dei due portieri: Caburi, in seguito portiere del Savona per diverse stagioni in Serie B; Carlo Zanelli in quel momento operaio dell’ILVA, poi maestro elementare, medico cardiologo, presidente della Fratellanza Ginnastica, presidente della Federazione Italiana di Atletica Pesante, membro della Giunta Nazionale del CONI e sindaco della Città tra il 1968 e il 1992, figura fondamentale nella recente storia della Città per le sue doti di umanità e impegno, al quale è intitolata la piscina di corso Colombo. .

Per la stagione 1933 – 34 i dirigenti dell’ILVA, tra i quali da ricordare Carlo Tonini, nel dopoguerra a lungo tra i dirigenti di spicco del Savona Fbc, e l’allenatore Giovanni Besio anche lui figura fondamentale nella storia del calcio savonese, protagonista nel corso degli anni ’50 degli anni migliori della Veloce, decisero il salto di qualità iscrivendo la squadra al campionato federale di Terza Divisione.

Il comportamento dell’ILVA fu di assoluta rilievo con il terzo posto conseguito con questa classifica finale: Virtus Savona 20, Varazze 20, ILVA Savona 19, Savona riserve 15, Albisola 12, Scarpa e Magnano Savona (altra squadra di fabbrica legata però all’industria elettromeccanica) 11, Finale 10, Azogeno Vado 5, Avanguardia Vado 0. Ritirata la squadra delle riserve della Veloce.

Formazione base dell’ILVA: Massarotto, Rambaudi, Lugaro, La Gala, Ferraris, Silan, Venturino, Pertino, Binda, Collareta, Briano (Ferrando, Fulcheris, Odello, Paesler, Palmieri).

Ricordiamo anche la formazione della SCARPA E MAGNANO: Galleano, Piccone, Antibo, Rossi, Santillo, Pescio, Astengo, Scandolara, Bruni, Negro, Fantino.

Per la stagione 1934 – 35 l’ILVA, presidente l’ingegner Fidanza, allenatore Biacca, ex-giocatore del Savona negli anni ’10, decide di formare due squadre: una partecipante al campionato ULIC di seconda categoria.

La squadra si impone nettamente al lotto delle concorrenti: ILVA Savona 20, Ardita Savona 18, Carcarese 17, Quiliano 13, Lancia Savona 8, Audace Savona 5, Vado riserve 2

Formazione ILVA: Zanelli, Gilardoni, Massaza (in futuro titolare nel Savona Fbc), Gamba, Palmieri, La Gala, Piccinaglia, Collareto, Pertino, Briano, Ferrando.

L’altra squadra dell’ILVA partecipante al campionato federale di Seconda Categoria, con la seguente classifica: Sampierdarenese riserve 18, Riva Trigoso 17, riserve Genoa 12, Ilva Savona 12, Varazze 9, Bel Paese Genova 9, Sestri Levante 7

Formazione ILVA: Massarotto, Lugaro, Silan, Palmieri, Ferraris, Astengo, Venturino, Piccinaglia, Binda, Gamba, Lavagna.

Nella stagione 1935 – 36 la prima squadra dell’ILVA partecipa al campionato federale di I divisione (l’attuale Serie D) che si conclude con questa classifica: Corniglianese 36, riserve Genoa 35, riserve Sampierdarenese 35, Vado 29, Bel Paese Genova 22, Rapallo 21, Riva Trigoso 21, Maurina 20, ILVA Savona 19, Finale 15, Albenga 15, Loanesi 7, Alassio 0.

Formazione ILVA: Massarotto, Cosa, Negro, Gamba, Pescio, Scandolara, Binda, Ferraris, Lavagna, Valentino (ex del Genoa) Giacoppo.

La seconda squadra dell’ILVA conquista il titolo regionale della Sezione Propaganda (l’ULIC è stata costretta a confluire nella sezione propaganda della federazione, così completamente controllata dal regime).

Classifica della zona di Savona: Ilva B 16, Audace Savona 12, Finale riserve 6, Albisola Superiore 4, Fornaci Savona 1.

La finale regionale si gioca sul campo della Valletta San Michele il 2 Agosto 1936

ILVA B – Grifone Ausonia 6-1

Reti: Venturino, Ferrando, Tura (2), Poggi, Parodi, Senarica.

ILVA B: Chiesa, Ferro, Tilli, Fulcheris, La Gala, Venturino, Parodi, Poggi, Tura, Ferrando, Pertino (Zanelli, Carcioffo, Levratto II, Gilardoni); all. Besio.

Grifone Ausonia: Ferreri, De Ferrari, Frisone, Moretti, Bertelli, Malatesta, Marassi, Rombo, Guidetti, Pastorino, Senarica.

Arbitro: Balestrino di Imperia.

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L’ILVA B schierata nella formazione della finale vittoriosa con il Grifone Ausonia: da sinistra in piedi Venturino, Parodi, Poggi, Tura, Ferrando, l’allenatore Besio, personaggio-chiave nella storia del calcio savonese nel dopoguerra per decenni direttore tecnico della Veloce; al centro Ferrari, Fulcheris, Sagola; accosciati: Ferro, Chiesa, Tilli

Due squadre anche per la stagione 1936 – 37. Ilva A , allenatore Besio, in Seconda Divisione.

Classifica finale: ILVA Savona 13, Ronchese 13, Varazze 11, Rivarolese riserve 8, Sestrese riserve 8, Pontedecimo 7, Corniglianese riserve 0.

L’ILVA conquista il titolo regionale superando nella finale la prima squadra della Sestrese.

Pontedecimo 18 Luglio 1937

ILVA – Sestrese 1-0

Rete: Gamba.

ILVA: Massarotto, Ferro, Calvi, Ferrari, Guglieri, Palmieri, Scandolara, Binda, Gamba, Lavagna, Reano.

Sestrese: Bresciani, Grosso, Piccone, Filippini, Taverna, Ridolini, Marchiandi, Costa, Paolucci, Scotto, Dalqui.

Arbitro:  Masini di Genova.

L’ILVA B primeggia anche nel campionato della zona savonese della Sezione Propaganda.

Classifica: ILVA B 20, Varazze 17, Vado riserve 13, Savona riserve 12, Finale 2, Brandale Savona 0.

Per la stagione 1937 – 38 l’ILVA affronta il girone B della Prima Divisione che si conclude con questa classifica: Tigullia Rapallo 25 (altra denominazione imposta dal regime), Centrale del Latte 23, Provincia di Genova 22, CIELI La Spezia 18, ILVA Savona 17, Cavagnaro riserve (la Sestrese costretta anch’essa a cambiare nome) 12, Pro Recco 9, Valpolcevera riserve ( Valpolcevera altra imposizione dall’alto) 8, Grifone Ausonia 6.

Formazione ILVA: Massarotto, Ferro, Negro, Piccinaglia, Guglieri, Palmieri, Sguerso, Binda, Mazzarello, Gamba, Ceruti (Grosso, Emanuelli, Reano).

L’ILVA B si impone nuovamente nel campionato Zona Savona del campionato Propaganda: ILVA B 14, Aurora Savona 8, Ragazzi Vado Ligure 3, Varazze 3, Savona riserve 1.

L’ILVA si impone nel girone B di Prima divisione e accede al girone finale per salire in Serie C, cedendo alla fine alla Rivarolese (anch’essa tramutata dal fascismo in Littorio).

Classifica finale del girone B di Prima Divisione: ILVA 23, Finale 22, Sanremese riserve 18, Vado riserve 13, Alassio 12, Loanesi 11, Albenga riserve 8, Imperia riserve 5.

Girone Finale: Littorio Rivarolo 6, Varazze 5, ILVA Savona 1.

Formazione ILVA: Massarotto, Calvi, Negro, Astengo, Poli, Guglieri, Sguerso, Bonucci, Binda, Capaccioli, Cerruti  ( Ferrando, Falabella, Rusca, Binda); all. Besio.

La nostra ricostruzione tocca così il campionato 1939 – 40 al termine del quale l’ILVA accede alla promozione in Serie C .

Il girone B di I Divisione termina con questa classifica: ILVA Savona 20, Andrea Doria riserve 13, Valpolcevera riserve 9, Littorio Rivarolo riserve 7, Grifone Ausonia 6, Olimpia Genova 3.

Nel girone finale l’ILVA si impone ad Aulla, Municipali Spezia, Finale e Varazze.

Formazione ILVA: Massarotto, Ferro, Massaza, Ferrari, Poli, Guglieri, Negro, Gamba, Vallarino, Capaccioli, Rusca (Perlo, Pinna, Cerruti, Bolla).

La stagione 1940 – 41 rimarrà nella storia come l’unica esperienza dell’ILVA in Serie C. Esperienza travagliata per via del ritiro di Valpolcevera e Entella nel corso del campionato e la rinuncia in partenza del Vado. Le tre retrocessioni toccano così a ILVA, Littorio Rivarolo e Pinerolo. La squadra è stata affidata all’allenatore Valentino, già giocatore del Genoa in Serie A, ma non è sufficiente a garantire la salvezza così come l’innesto degli ex- bianco blu Origone, Villa, Gè (che nel dopoguerra giocherà in Serie A con Genoa e Atalanta) e l’esordio di un giovanissimo Gino Ghersi, in seguito pilastro del Savona Fbc in Serie B e C. Del resto si fanno già sentire le difficoltà della guerra.

Questa la classifica finale: Cavagnaro – Sestrese 34, Sanremese 32, Cuneo 30, Acqui 29, Varazze 26, Asti 25, Rapallo 24, Albenga 23, Saviglianese 23, Ilva 22, Littorio Rivarolo 15, Pinerolo 13.

Formazione: Origone, Villa, Ghersi, Finelli, Lombardo, Curotto, Gamba, Baldini, Gè, Merello, Zanini (Massarotto, Levratto II, Fiammengo).

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Ecco l’ILVA schierata sul vecchio campo del Morteo di Pegli. Da sinistra in piedi: l’allenatore Valentino, Pellegrino, Fenoglio,, Levratto II, Gino Ghersi (Indimenticabile. Da allenatore, quando in trasferta si segnava nel primo tempo al rientro diceva: “figiou emmu segnou troppu prestu”), Villa, Origone, Gè accosciati: Fiammengo, Merello, Cerruti, Curotto 

L’esplodere della furia bellica costringe l’attività calcistica a contrarsi notevolmente. Le ultime due stagioni agonistiche disputate a livello federale dall’ILVA sono disputate al livello della Prima Divisione con queste classifiche.

1941 – 42: Cairese 9, Novese 7, ILVA Savona 5, Savona riserve 3.

Formazione: Massarotto, Motto, Levratto II; Camilli, Pinna, Barile, Cavalla, Gamba, Bacigalupo IV, Sirello, Torelli.

1942 – 43: Ansaldo Genova 16, Liguria riserve 12, GUF Imperia 11, Cairese 8, ILVA Savona 7, Sanremese riserve 4.

Formazione: Cecchelli, Motto, Levratto II, Malatesta, Pinna, Tomberli, Oliveto, Ruffinoni, Gamba, Bacigalupo IV, Marchese I (Camerini, Bernacchi, Marchese II).

Si chiude a questo punto l’epopea dell’ILVA Savona, è il caso di mantenerne memoria proprio a ragione del connubio “calcio e acciaio”.

 

 

CALCIO LIGURE OLTRE GENOA E SAMP DAI PIONIERI ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

a cura di FRANCO ASTENGO

Anni 10-20: I Pionieri

La storia del calcio ligure è anche, almeno per la fase pionieristica, buona parte della storia del calcio italiano. Per anzianità di fondazione e per la qualità delle affermazioni ottenute sin dall’inizio, il Genoa può a ben diritto considerarsi l’antesignano del football in Italia e il vessillifero di questo gioco che cominciò in sordina, ma andò, via, via, sempre più affermandosi fino a diventare lo sport nazionale per eccellenza e a muovere masse sempre più imponenti di praticanti, di appassionati, di spettatori.

Se la storia della fondazione del Genoa può essere considerata sufficientemente nota, per via delle molte e documentate pubblicazioni apparse sull’argomento nel corso degli anni, meno noto è il fatto che il primo successo ottenuto da una rappresentativa italiana su di una compagine inglese, abbia avuto come scenario un campo di gioco ligure: posto, precisamente, nell’entroterra di Vado Ligure (le cronache dell’epoca non vanno oltre nell’indicazione del luogo).

Correva la primavera del 1893 quando la compagine torinese allestita dal commerciante Bosio (il co-fondatore del calcio italiano, assieme ai genovesi) si impose con il punteggio di 2-1 ad una rappresentativa di marinai inglesi, imbarcati su navi alla fonda nei porti di Genova e Savona. E qui apriamo una doverosa parentesi. E’ infatti importante ricordare, a proposito di quella partita, che il calcio fu portato ovunque proprio dai marinai inglesi. “C’erano palloni in ogni stiva – racconta Mario Sconcerti -. Via via che gli inglesi facevano affari nel mondo, le loro navi partivano e i commerci sin espandevano, il calcio si espandeva con loro. Sono del 1874 le prime partite ufficiali sulle spiagge di Botafogo, in Brasile. Le giocano marinai, inglesi residenti a Rio e giovani del posto, preferibilmente bianchi. Dieci anni più tardi la stessa cosa accade a Lisbona e Marsiglia. Il calcio segue il mare. Infatti in Italia nasce a Genova, naturalmente da cittadini inglesi”.

Torniamo alla partita giocata nel 1893 nell’entroterra di Vado Ligure. Abbiamo ricostruito anche la formazione dei “torinesi” (comprendente molti stranieri, soprattutto inglesi, che avevano già praticato il giuoco nei loro paesi d’origine). Ecco di seguito, i cognomi degli 11 super-pionieri: Beaton; Kilpin, Doppie; Lunatti, Schoenbroed, Pecco; Beltrame, Weber, Bosio, Savage, Nasi.

Si trattò del primo segnale di presenza del football in Liguria fuori da Genova, ed è questa presenza, sviluppatasi in Riviera, nell’entroterra, nelle delegazioni della Città capoluogo che abbiamo voluto dedicare questo lavoro di ricerca. La nostra ambizione è quella di ricostruire una parte delle vicende del nostro calcio regionale, andando oltre le già ben note “storie” di Genoa e Sampdoria.

Abbiamo allora cercato di rintracciare gli itinerari sportivi di quelle società che hanno rappresentato la Liguria, al di fuori dai confini regionali oltre, appunto, al Genoa, alla Sampdoria ed alle varie progenitrici di quest’ultima: Andrea Doria, Sampierdarenese, Liguria, Dominante.

Nei tempi pionieristici i nostri riferimenti sono stati così rappresentati dai campionati di Divisione Nazionale, I e II Divisione, successivamente abbiamo esaminato la partecipazione dei campionati di Serie B e C, aggiungendo per la seconda parte il campionato di IV o Serie D (nelle sue diverse denominazioni).

Il punto di partenza può, allora, essere identificato nella stagione 1913 – 14. Fu, infatti, in quella occasione che nel girone “A” del campionato di “Divisione Nazionale” si schierarono due squadre liguri, oltre al Genoa e all’Andrea Doria, a quel momento già si potevano considerare delle “veterane”.

Le neofite corrispondevano, invece, a Savona e Liguria (quest’ultima società, dai colori biancoverdi, non deve essere confusa con quella dalla stessa denominazione, che negli anni ’30 – ’40 rappresentò uno dei tanti passaggi della storia che portò alla formazione della Sampdoria).

Occorre ricordare che, in quel tempo, non esisteva un automatico meccanismo di promozioni e retrocessioni tra la Prima e la Seconda Divisione Nazionale. La Federazione sceglieva le squadre da ammettere alla massima serie, attraverso una serie di test-match fra le compagini candidate (il Savona passò l’esame, ad esempio, superando il Como per 3-1, in quel di Torino), con una valutazione riguardante anche le garanzie di affidabilità organizzativa. Savona e Liguria si trovarono così incluse in un girone di ferro, nel quale militavano Casale (vincitore del titolo, proprio in quella stagione), Genoa e Pro Vercelli.

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Il Savona Fba ai primordi

Pur profondendo tesori di impegno biancoblu savonesi e biancoverdi liguriani non riuscirono così ad oltrepassare le ultime di due piazze della graduatoria (9° e 10°posto). Il Savona era imperniato sui futuri nazionali Ghigliano e Roggero, sul centromediano italo- argentino Tornero, sull’attaccante svizzero Hermann Hurny che già nel 1906 era stato tra i fondatori dello Spezia; del Liguria si possono ricordare il portiere Gnecco e le due ali Cotelli (poi passato al Genoa) e Tixi.

La stagione successiva (1914 – 15) registrò un netto miglioramento da parte del Savona (4° posto, alle spalle di Genoa, Alessandria, Andrea Doria) mentre il Liguria non riuscì di nuovo a lasciare ad altri il fanalino di coda.

Passati i tragici eventi della “Grande guerra” (nel corso dei quali si organizzò comunque una “Coppa Federale”, vinta dal Milan cui, con Genoa e Andrea Doria, partecipò anche il Savona) la pratica del giuoco del calcio riprese, allargandosi impetuosamente in tutti i settori sociali.

Il Campionato di “Divisione Nazionale” 1919 – 20 registrò, addirittura, la formazione di un girone composto unicamente da squadre liguri: a Genoa, Andrea Doria e Savona, già collaudate, si aggiunsero, infatti, i “Giovani Calciatori Grifone”, la Sampierdarenese e la Spes, nella cui fila brillarono due giovani speranze del calibro del portiere De Prà e del iolly Moruzzi, future colonne del Genoa, pluriscudettato tra il 1922 ed il 1924. Il girone ligure 1919 – 20 fu vinto, ad ogni buon conto, dal Genoa che poi finì terzo nelle finali nazionali, vinte dall’Inter.

Ancora un girone unico ligure nel 1920 – 21, con l’esordio di tre società dal grande futuro: Spezia, Sestrese, Rivarolese. Gli aquilotti spezzini esordirono con una sconfitta per 1-0 sul campo di via Frugoni, a Savona; i verdi sestresi fermarono sul pari (1-.1) il grande Genoa; gli avvoltoi rivarolesi subirono un secco 1-3 dall’Andrea Doria.

L’annata 1921 – 22 registrò uno degli avvenimenti più importanti di tutta la storia degli albori del calcio italiano:la scissione tra Confederazione Calcistica Italiana (CCI) e Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

Alla CCI aderirono le squadre più forti che tendevano ad una maggiore selezione e puntavano già verso un girone unico di Serie A (una idea presentata, in suo progetto, dal futuro commissario tecnico della nazionale Vittorio Pozzo); alla FIGC rimasero legate le “minori”, che intendevano insistere (un po’ anacronisticamente) su una “Divisione Nazionale” fondata su gironi regionali ed interregionali.

Le liguri si divisero in questo modo: nella CCI militarono l’Andrea Doria (5a nel girone A), il Genoa (1° nel girone B), il Savona (9° nel girone B) e lo Spezia (12° nel girone A).

Nella FIGC si formò, invece, un girone unico ligure, nel quale a fianco delle già citate Sampierdarenese, Sestrese, Rivarolese, Spes, Giovani Calciatori, esordì brillantemente lo Speranza Savona, piazzatosi al secondo posto alle spalle dei “lupi” sampierdarenesi, poi sconfitti nella finale per il titolo dalla Novese di Toselli, Cevenini III, Santamaria (2 – 1 dopo i tempi supplementari, in quel di Cremona).

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Da notare, ancora, che tra le squadre aderenti alla FIGC si disputò nel 1921 anche la prima edizione della “Coppa Italia” (subito interrotta nella stagione successiva, poi ripresa nell’annata 1927 – 28 senza poter essere conclusa, e ripristinata definitivamente con la stagione 1935 – 36), vinta dal Vado in finale sull’Udinese (1-0) con una rete del futuro nazionale Felice Levratto, in quel momento diciottenne.

Auspice l’avv. Bozino, presidente della Pro Vercelli, si riuscì a trovare un punto d’intesa ed il movimento calcistico si riunificò nuovamente sotto l’insegna della FIGC.

Per il campionato 1922 – 23 si formarono così tre gironi di “Prima Divisione Nazionale” (una buona scrematura, rispetto ai 16 disputati nel campionato 1920 – 21). Le liguri ammesse si comportarono a questo modo: Genoa (1° nel girone B, e successivamente vincitore del suo ottavo scudetto, senza subire alcuna sconfitta); Sampierdarenese (3a nel girone A), Speranza Savona (12a nel girone A), Spezia (9a nel girone B), Rivarolese (10a nel girone  A), Andrea Doria (6a nel girone C), Savona (11a nel girone C).

Con la stagione 1923 – 24, per quel che riguarda il campionato di I Divisione, ricorderemo soltanto il 12° posto dello Spezia; mentre in II Divisione si formò un girone di squadre liguri vinto dalla Sestrese, nelle cui fila brillavano il portiere della Nazionale Costa, il centromediano Toselli, e ancora Cimarrosti, Berta, Repetto. I “verdi” misero in fila Rivarolese, Savona, Vado, Speranza, Veloce Embriaci, Quarto e Spes.

L’annata 1924 – 25 (quella contrassegnata dalle storiche 5 finali – scudetto tra Genoa e Bologna) va ricordata anche per il 12° posto dello Spezia nel girone A della Prima Divisione; mentre nella Seconda Divisione le squadre liguri furono, per la prima volta, incluse in una “poule”, comprendente anche le squadre piemontesi. In quel frangente si impose la Novese con la Rivarolese al 3° posto, lo Speranza Savona al 4°, la Sestrese al 5°, il Savona al 6°, il Vado al 9° ed il Molassana al 10°.

Nel caso del Molassana si trattò dell’unico campionato disputato nella lunga vita della società rossoblu, disputando mettendo qualche volta il naso fuori dai confini regionali.

Vale, allora, la pena di ricordare la formazione base di quello “storico” Molassana : Loero, Bruciamonti, Noceti I, Noceti II, Corradini, Bertucci; Piccardo, Antiga, Dagnino, Marino, Ramella.

La stagione 1925 – 26 vide, nel campionato di Prima Divisione la partecipazione ligure limitata alle “tre grandi” già più volte citate. Nel torneo di II Divisione fu confermata la formula ligure – piemontese: si impose l’appena retrocesso Spezia, che poteva contare su giocatori di grande classe come Caini, Galletti e soprattutto Rossetti (o Rosetti, l’esatta grafia è rimasta oggetto di discussione), che poi sarebbe passato al Torino, per formare con Baloncieri e l’argentino Libonatti un celebre trio d’attacco.

Alle spalle degli “aquilotti” le altre liguri si piazzarono a questo modo: Sestrese 2a, Savona 3°, Speranza 5°, Rivarolese 6a, Corniglianese (esordiente in assoluto) 9a, Vado 10°, mentre, per ironia della sorte, l’ultima piazza toccò proprio a quella Novese, che aveva signoreggiato soltanto 12 mesi avanti.

Nel 1926 – 27 la FIGC instaurò ancor più rigidi meccanismi di selezione, abolendo la Lega Sud ed avviando, attraverso una serie di fusioni coatte, una vera e propria concentrazione delle forze calcistiche. Il campionato di I Divisione diventò così di “Divisione Nazionale” a due gironi e la II Divisione divenne “ligure – piemontese – lombarda”.

Si impose il Novara, che allineava il portiere della nazionale ungherese Feher (futuro ottimo allenatore); la Sestrese di Traverso, Toselli e del futuro genoano Marchionneschi arrivò 4a, il Savona 6°, lo Spezia 7°, mentre lo Speranza concluse all’ultimo posto, dopo un campionato giocato con la morte nel cuore, perché i “verdi” savonesi sapevano che alla fine di quella stagione, sarebbero stati assorbiti (per volontà delle “alte” gerarchie) dalla squadra concittadina del Savona Fbc.

Il calcio stava, ormai, esplodendo come grande fenomeno di massa, ed organizzativamente ci si avviava verso la formazione del girone unico di Serie A e B.

Nella I Divisione per la stagione 27 – 28 le tre squadre liguri furono incluse in un girone comprendente le compagini di Lombardia e Toscana: il successo finale arrise alla Pistoiese, mentre lo Spezia si piazzò 3°, il Savona 4° (in quella stagione, nella città della Torretta, fu inaugurato il nuovo impianto sportivo di Corso Ricci, sul cui terreno gli striscioni biancoblu avrebbero giostrato per circa 30 anni), la Sestrese 5a.

Alla vigilia dell’entrata in vigore del sospirato “girone unico” il campionato di I Divisione, che comprendeva anche le squadre liguri, registrò il trionfo dello Spezia guidato dal duo  Malatesta e De Manzano (futuri milanisti); Savona e Sestrese si piazzarono ex-aequo al posto d’onore; l’esordiente Ventimigliese conquistò il quarto posto (nei granata di confine si distinse il classico Tomasi, passato successivamente alla Roma e alla Juventus), l’altra neofita Sestri Levante arrivo al 6° posto, la Corniglianese giunse 7a; la Ruentes Rapallo 8a e la Rivarolese 10a.

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Negli anni immediatamente precedenti l’istituzione del girone unico, capitò che anche il sottostante campionato di II Divisione fosse disputato su basi interregionali.

Nell’annata 1926-27 al Girone A che fu vinto dalla Carrarese parteciparono: Corniglianese (3a), Vado (5°), Rapallo (pari merito con il Vado), Rivarolese (7a) e US Genovese (9a).

Nella stagione successiva, 1927-28, le squadre liguri parteciparono alla II Divisione suddivise in due diversi raggruppamenti. Ne approfittò la Rivarolese, per imporsi nel girone A, precedendo la Corniglianese, distanziata di un solo punto in classifica.

Seguirono: Ventimigliese (4a), US Genovese (6a), Officine San Giorgio (8a), Vado (9a), e Fiorente Genova (11a). Al Girone C, appannaggio del Viareggio, parteciparono, invece, Sestri Levante (2°), Rapallo (3°), GS Terni La Spezia (9°) ed Entella (10a).

Ulteriore “giro di vite” per la stagione 1928 -29 : la II Divisione assunse, così, caratteristiche più spiccatamente regionali. Nel girone A si ritrovarono così 11 compagini liguri e, per ironia della sorte, il successo finale toccò all’unica lombarda in lizza: la Vogherese che distanziò di quattro lunghezze Entella e Vado.

ANNI ’30 UNA CRESCITA IRRESISTIBILE

La stagione 1929-30 può ben essere definita quale vera e propria “pietra miliare” nel corso dell’itinerario dello sviluppo organizzativo del football italiano, perché in essa si realizzò, finalmente, il disegno del “girone unico” per le Serie A e B; una formula rivelatasi fino ad oggi insostituibile, al fine di poter valorizzare al meglio le risorse tecniche a disposizione delle diverse società e di stimolare, al massimo, la partecipazione del grande pubblico.

Torniamo, comunque, alle nostre squadre.

In quella stagione si trovarono 2 liguri in Serie B (Dominante e Spezia) e 7 in I Divisione (Rivarolese, Savona, Ventimigliese, Sestrese, Rapallo, Sestri Levante e Corniglianese) comprese in un girone, che includeva anche compagini lombarde, piemontesi e toscane.

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Al riguardo della neonata divisione “cadetta” la nostra attenzione va appuntata sullo Spezia: gli aquilotti bianconeri si rivelarono, in quel periodo, come una squadra ben attrezzata per reggere l’urto di una Divisione comprendente compagini assai prestigiose.

Vediamo, allora, i piazzamenti conseguiti dallo Spezia nella Serie B, dei primi anni ’30: 13° posto nel 1929-30; 11° nel ’30-31, 7° nel ’31-32, 4° nel ’32-33, 7° nel ’33-34, mentre non risultò sufficiente l’11° posto della stagione 1934-35, perché a causa di una ristrutturazione degli organici del campionato lo Spezia si vide costretto a ripartire dalla serie C, di nuova istituzione proprio con l’annata 1935-36.

Era lo Spezia degli allenatori ungheresi Wilheilm e Ging (un grande maestro!), a cui subentrò successivamente l’ex-juventino ed interista Gianfardoni: una squadra coriacea, quello Spezia, stretta attorno al centromediano Santillo (un fedelissimo che, in altri tempi, avrebbe forse percorso una ben diversa carriera), all’eclettica mezz’ala Sabatini (in seguito colonna portante, per molte stagioni, della Sestrese), al cursore Busidoni (successivamente juventino), ai dinamici Scategni e Farina (che, alla conclusione della carriera, allenò la squadra per diverse stagioni), all’ala destra Cattaneo, futuro romanista.

In I Divisione l’annata 1929-30 registrò il dominio di Lucchese e Rivarolese che terminarono appaiate al primo posto: si andò allo spareggio che diede ragione ai rossoneri toscani, ma quell’annata va, comunque, segnata nei ricordi migliori nella lunga storia degli avvoltoi rivarolesi.

Buono anche il campionato del Savona, 3° classificato a due soli punti dalla “coppia regina”; mentre va ricordato come nella Ventimigliese si fosse messo in luce il portiere Lanfranco, poi trasferitosi all’Atalanta.

Il girone di I Divisione 1930-31 registrò il trasferimento delle toscane, ed il conseguente dominio delle squadre lombarde: 1° Vigevano (nelle cui fila giostravano il futuro milanista Rigotti, ed il futuro interista Antona); 2° Pavia, 3° Vogherese. L’onore della nostra regione fu salvato dal Savona (4°), seguirono Rivarolese (6a), Ventimigliese (7a), Rapallo (8a), Sestrese (10a) e Imperia (11a).

In grande spolvero le squadre liguri, nel campionato di I Divisione 1931-32: 1° Savona, 2a Sampierdarenese (tornata all’antica insegna, dopo le vicende del fallimento della “Dominante”). Biancoblu e rossoneri si trovarono, poi, in diversi gironi, nella fase valida per l’ammissione in Serie B: mentre i “lupi” non trovarono ostacoli (e nel giro di 12 mesi riconquistarono, addirittura, la Serie A), gli striscioni furono invece sopravanzati da Messina e Spal.

Questi comunque i piazzamenti conseguiti dalle altre compagini della nostra regione partecipanti al campionato di I Divisione 1931-32: Rapallo (3°), Andrea Doria (6a), Ventimigliese (9a), Rivarolese (11a), Sestrese (12a), Imperia (13a), Pontedecimo (15°).

Savona sfortunato anche nel campionato 1932-33 con il 2° posto finale, ad un solo punto dal Derthona. Un Savona comunque da ricordare soprattutto per la micidiale potenza dell’attacco: 65 reti segnate in 26 partite, dai vari Vanara, Borgo, Caviglione, Mottura.

In quella stagione parteciparono al campionato di I Divisione anche alcune squadre “riserve” di club di Serie A; questi i piazzamenti regionali, alle spalle del già ricordato 2° posto del Savona: Genoa riserve (3°), Andrea Doria (5a), Imperia (6a), Sestrese (7a), Ventimigliese (8a), Rapallo (10°), Vado (neopromosso 11°), Pontedecimo (14°).

Ancora il Savona alla ribalta nell’annata 1933-34; gli striscioni dominarono il girone di Prima Divisione, ma furono nuovamente superati nelle finali. Il Catania (squadra fatale, anche in tempi successivi, nella storia del club biancoblu) raggiunse 8 punti, mentre il Savona si fermò a 7, perdendo l’ultima partita a Reggio Emilia: un 1-3 che suscitò un mare di polemiche, per via del criticabile arbitraggio del sig.Pizziolo di Firenze.

Tornando alle vicende del girone di I Divisione è da ricordare l’ottimo comportamento dell’Andrea Doria (2a a due punti dal Savona), seguirono in fila Imperia, Entella, Ventimigliese, Vado, le riserve del Genoa, Sestrese, Alassio, Corniglianese, Pontedecimo, Rapallo, Albenga, Rivarolese. Un  campionato quasi tutto ligure, perché da fuori regione erano presenti soltanto le riserve dell’Alessandria e l’Acqui.

Ci troviamo così alla vigilia della istituzione della nuova Serie C, e l’annata 1934-35 di Prima Divisione vide di nuovo al via un girone quasi tutto regionale, con la sola “intrusione” dell’Acqui: prevalse la Sanremese sul Savona e parteciparono anche Sestrese, Imperia, Ventimigliese, Entella, Rapallo, Albenga, Vado, Corniglianese, Alassio, Maurina e Portuale Genova.

Il nuovo campionato di “Terza Serie” debuttò, dunque, con la stagione 1935-36: il girone fu vinto da una “nobile decaduta”, quello Spezia appena retrocesso che recuperò così immediatamente il proprio posto in Serie B. E’ il caso, allora, di riprendere il filo delle vicende dello Spezia, per segnalarne i piazzamenti nei successivi campionati cadetti, fino alla fine degli anni ’30: 4° posto nel ’36-37, 13° posto nel ’37-38, 15° posto nel ’38-39.

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Lo Spezia nella stagione 1927-28

A dirigere le operazioni dalla panchina era arrivato il già ricordato Pasquale Farina, mentre sul campo furono lanciati due attaccanti, destinati addirittura alla maglia azzurra: Scarabello e Cappelli. In quel periodo, però, lo Spezia non si trovò solo a dover difendere, in Serie B, il buon nome del calcio ligure: si trovò, infatti, affiancato anche dalla Sanremese. I biancocelesti matuziani registrarono da neo – promossi, un 9° posto nel campionato 1937-38, ed una 10a piazza 12 mesi dopo. La squadra sanremese, diretta dal tecnico genovese Filippo Pascucci, annoverava ottimi giocatori come l’ex – genoano Gilardoni, il difensore Agostino Bertolotto, l’attaccante ex – interista Frione, il prolifico centroavanti Imberti, il forte mediano di origine uruguaiana Pisano (poi affermatosi con il Liguria, in Serie A).

La Sanremese aveva vinto il campionato di Serie C 1936- 37, totalizzando 48 punti e distanziando di due lunghezze la Sestrese di Solari, Remaggi, Oliva e Testa. I piazzamenti delle altre liguri, in quella stagione (il girone comprendeva anche piemontesi e toscane): Rivarolese 3a, Imperia 5a, Savona 6a, Entella 7a, Pontedecimo 9°, Vado 10°, Corniglianese 11°, Andrea Doria 12a.

La Serie C 1937-38 registrò, invece, il successo di una ex- grande del calcio italiano, quel Casale che abbiamo già visto come grande protagonista negli anni dei pionieri. I nerostellati distanziarono di cinque punti il Savona (affidato in quella stagione all’allenatore – giocatore Felice Levratto, ormai in chiusura di carriera), seguirono il Cavagnaro (nuova denominazione imposta dal regime alla Sestrese), finito al 3° posto, Imperia 6a, Entella 7a; Andrea Doria 8a, Vado 10°, Valpolcevera (anche in questo caso un mutamento di denominazione, imposto dall’alto al Pontedecimo) 13°.

Nella stagione 1938-39 tornò protagonista il Savona, che dominò il girone D della Serie C, ma fallì di nuovo l’assalto alla divisione cadetta, facendosi superare nelle finali da Brescia, Udinese e (ancora!) Reggiana.

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La squadra biancoblu va ricordata nei suoi uomini migliori: il mediano Sandroni (che giocherà a lungo in Serie A), il portiere Origone, il terzino Morchio, il mediano Argenti; mentre continuavano a farsi valere i vari Vanara, Borgo, Caviglione, che abbiamo già più volte citati e che hanno rappresentato, davvero, la spina dorsale del Savona per un lungo periodo.

In quella stagione, la Cavagnaro-Sestrese si piazzò 2a, il Valpolcevera-Pontedecimo 3°, il Tigullia-Rapallo (che qui il fascismo aveva imposto una nuova insegna sociale) 5a, l’Imperia 6a, il Vado 7°, l’Albenga 8a, l’Andrea Doria 9a, l’Entella 13a.

Gli anni ’30 stavano ormai per sfiorire, mentre lo spettro della guerra si stagliava sempre più minaccioso all’orizzonte.

GLI ANNI DI GUERRA

A questo punto ci troviamo a scavare nella storia calcistica degli anni più bui del ‘900, quelli in cui si svolse l’immane tragedia della seconda guerra mondiale.

Nonostante i lutti, le distruzioni, le difficoltà materiali rispetto alla stessa sopravvivenza quotidiana, i bombardamenti che colpirono ripetutamente le nostre città (e la Liguria conquistò, a questo proposito, un ben triste primato), il calcio non si fermò: il giuoco era ormai troppo radicato nel costume sociale, rappresentava davvero un sano strumento di evasione quotidiana, quasi di messaggio di speranza (proprio quei valori che, ai giorni nostri, appaiono ormai irrimediabilmente perduti).

Si disputarono così, tra il 1939 ed il 1943, quattro campionati del tutto regolari (salvo le assenze di atleti chiamati sotto le armi, fra i quali si contarono anche perdite dolorosissime). Ma, come vedremo in seguito, l’attività calcistica non si arrestò neppure negli anni immediatamente successivi, quando la situazione, in particolare dalle nostre parti, raggiunse livelli di inedita drammaticità.

Torniamo, comunque, al calcio giocato: la Serie B 1939-40 vide una sola squadra ligure al via. Si trattava della Sanremese, ma in verità la compagine della città dei fiori non riuscì a ripetere le belle imprese della stagioni precedenti, retrocedendo inopinatamente (17° posto, con 21 punti all’attivo) assieme a Molinella, Vigevano, Catania.

Altra musica in Serie C, dove le liguri vincenti nel proprio girone furono addirittura due: Savona e Spezia. I biancoblu si imposero nel solito girone ligure-piemontese distanziando Sestrese-Cavagnaro, Casale e Asti; i bianconeri, invece, dominarono un agguerritissimo girone toscano-emiliano-marchigiano.

Ma tra la Serie B ed il Savona e lo Spezia c’erano di mezzo le solite finali: questa volta, però, entrambe le squadre liguri centrarono l’obiettivo, distanziando il Taranto e finendo così promosse in compagnia della Reggiana (complice, in verità, l’esclusione del Palermo per via di inadempienze finanziarie).

I due scontri diretti finirono alla pari: 0 – 0 in Corso Ricci; 2-2 al “Picco” con il Savona che agguantò il pari decisivo, in piena “zona Cesarini”, grazie ad un classico “goal dello zoppo” segnato da Borel I.

La stagione 1940-41 vide, per quel che riguarda la Liguria, i riflettori puntati sulla Serie B.

La squadre della nostra regione partecipanti furono ben tre: Liguria (appena retrocesso dalla Serie A) e – appunto – Savona e Spezia.

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Vittoria FBC di Savona

Mentre i rossoneri sampierdarenesi recuperarono in gran fretta il loro posto nell’Olimpo del calcio italiano, e lo Spezia dei Bani, Costanzo, Costa, si assestò su di una dignitosa 12a posizione, la stagione 1940-41 merita di essere raccontata un poco più per esteso, per quel che riguardò le vicende del Savona.

Gli striscioni biancoblu disputarono, infatti, la migliore annata della loro storia, ormai quasi secolare, sfiorando la promozione in Serie A. La squadra diretta da un tecnico di grandissimo valore quale l’ungherese Gyorgy Orth, era stata rafforzata essenzialmente con giocatori esperti provenienti dalla categoria superiore, tra i quali spiccavano il portiere Martini (ex Milan), il centro-mediano Traversa (ex di Pro Vercelli, Fiorentina e Milan), e la mezz’ala Tomasi (ex di Roma e Juventus).

Ma la mancata promozione del Savona (4° posto finale, alle spalle di Liguria, Modena e Brescia) si tinge ancor oggi di “giallo”. Il mistero non è ancora stato risolto, oggi, a quasi ottant’anni di distanza: qualche giocatore o, addirittura, i dirigenti savonesi, vendettero o no la gara casalinga con il Modena, perduta per 1-0 grazie ad un goal del centroavanti uruguaiano Banfi, in procinto di passare alla Juventus?

La voce corse insistentemente, in quel tempo, ed ha attraversato tutti questi anni senza trovare una risposta certa: il mistero rimane così fitto, ma il fatto della mancata promozione in Serie A del Savona rimane scritto nella storia.

La Serie C 1940-41 (girone D) registrò il successo della Sestrese-Cavagnaro, poi bocciata alle finali, mentre si registrarono due nuove presenze: l’Ilva Savona, in cui militarono molti giovani che negli anni successivi avrebbero rafforzato la squadra maggiore della città della Torretta, ed i neroazzurri del Varazze, resisi protagonisti, con il 5° posto, di un buon campionato, ponendo anche in evidenza la mezz’ala Carissimi, destinato nel dopoguerra a giocare in Serie A con la maglia della Sampdoria.

L’annata 1941- 42 registrò, per quel che riguarda il campionato di Serie B, una decisa impennata dello Spezia: la squadra bianconera rafforzata dal portiere Camerario, dal forte mediano Scarpato e, soprattutto, dal futuro torinista, e nazionale, Eusebio Castigliano, si piazzò al 6° posto; mentre deluse il Savona, pervenuto alla fine soltanto ad un mediocre 14° posto. A scusante degli striscioni vi è da segnalare come, a metà campionato, la squadra fosse stata abbandonata dal suo allenatore Orth, allontanatosi in tutta fretta dalla città, per timore delle persecuzioni razziali (la moglie era ebrea).

In Serie C toccò a Sestrese-Cavagnaro, Entella, Rapallo, Arsenalspezia, Sanremese e Varazze battersi contro le agguerrite rivali piemontesi, in un  girone che registrò alla fine il primato della Pro Vercelli.

L’escalation bellica non fermò il calcio neppure nella stagione 1942-43. Spezia e Savona si ritrovarono, così, in Serie B, con gli aquilotti ulteriormente rafforzati da un asso del calibro di Riccardo Carapellese (ala sinistra, futuro capitano della Nazionale), nuovamente piazzati al sesto posto, ed il Savona in forte difficoltà: la città colpita dai bombardamenti era rimasta praticamente tagliata fuori da tutti i nodi della comunicazione stradale e ferroviaria, e le sue trasferte si trasformarono così in vere e proprie avventure. Il Savona non riuscì ad oltrepassare un modesto 17° posto finale. Da ricordare, però, che anche in quella sfortunata stagione i savonesi riuscirono a lanciare un giovane dal grande avvenire: il portiere Valerio Bacigalupo, futuro eroe del Grande Torino, caduto a Superga.

In Serie C le squadre liguri si trovarono divise: la Sanremese, da sola, affrontò le piemontesi nel girone E (6° posto, campionato vinto dalla Biellese); le “altre” nel girone F (campionato appannaggio della Carrarese, con la Sestrese-Cavagnaro 3a, Arsenalspezia 5°, Entella 6a, Rapallo 11a.

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La Sestrese-Cavagnaro nel cuore degli anni ’30

La divisione dell’Italia in due, dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943, impedì la disputa dei normali campionati nazionali. Ma il calcio andò avanti, ostinatamente, lo stesso. Nelle regioni del centro-nord si organizzò, infatti, un torneo formato su gironi interregionali, con disputa delle relative finali. Al girone ligure-piemontese parteciparono Liguria (4°) e Genoa (5°): torneo dominato dal grande Torino, ai cui celebrati assi si era aggiunto, in quella occasione, persino Silvio Piola.

Ma le sorprese erano in agguato. Il girone emiliano fu vinto, infatti, da una “ligure”: lo Spezia, mascheratosi da “Vigili del Fuoco” (per poter sottrarre i propri atleti alla disciplina militare) e diretto da Ottavio Barbieri, tecnico tra i più preparati e moderni che circolavano, in quel tempo, in Italia.

Eliminato il Bologna (doppio 2-0) nella finale regionale, gli spezzini approdarono alla finale nazionale, che si svolse tra il 9 ed il 20 Luglio 1944, all’Arena di Milano. Di fronte si trovarono, con lo Spezia, il Venezia ed il Torino. Fra l’incredibilità generale gli “aquilotti” conquistarono lo “scudetto di guerra” (poi riconosciuto come “premio speciale” dalla Federazione, oltre cinquant’anni dopo), superando il Torino per 2-1.

Va, quindi, ricordata per intero, la formazione mandata in campo da Barbieri: Bani; Persia, Borrini; Amenta, Gramaglia, Scarpato; Rostagno, Tommaseo, Angelini, Tori, Costa.

Nell’autunno-inverno 1944-45 si registrò l’impossibilità di disputare anche un torneo su più gironi, come era avvenuto nell’annata precedente. L’attività calcistica fu, però portata avanti lo stesso dagli appassionati, nelle forme appena possibili.

A Genova si disputò una “Coppa Città di Genova”, vinta dal Grifone, a cui parteciparono anche Liguria, Itala (una sorta di rappresentativa regionale, nella quale militarono anche alcuni atleti che avevano disputato la Serie B con il Savona) e le rappresentative della Marina italiana e di quella germanica. La stessa rappresentativa della Marina, che allineava con il n.10 nientemeno che Valentino Mazzola, affrontò il 12 Luglio 1944 a Savona, l’omologa squadra tedesca liquidandola per 4-0.

Le formazioni dei due eserciti, italiano e tedesco, si erano invece già misurate, sempre a Savona, il 25 Giugno 1944: gli italiani (che, con il n.11 avevano schierato il futuro attore Enrico Maria Salerno) si imposero per 2-1.

Poi arrivò, finalmente, l’alba radiosa del 25 Aprile e la nostra storia, riprese nella pienezza del suo fascino.

PRECAMPIONATO: QUANDO LE GRANDI SQUADRE ANDAVANO IN RITIRO A CUNEO

 

a cura di FRANCO ASTENGO

La globalizzazione ha ormai avvolto nelle sue spire il mondo del calcio: la fase precampionato, un tempo dedicata ad una intensa ma tutto sommato rilassata e “casalinga” preparazione alle fatiche invernali, si è trasformata in business di livello internazionale. Lo impongono le esigenze di bilancio, sempre più pressanti a fronte della crescita esponenziale dei contratti, al lievitare dei costi dei cartellini con mezze calzette un tempo appena degne della Serie C valutate decine di milioni, senza contare le richieste di crescente visibilità degli sponsor, altra voce vitale per le risorse dei club, e la ghiotta fetta dei diritti televisivi che hanno come contropartite il calcio giocato sette giorni su sette come cardine dei palinsesti.

Non è un caso l’irrompere sule scene del calcio europeo, da Londra a Parigi fino alla ribalta milanese, di magnati russi dI gas e petrolio (il miliardario Roman Abramovich dal 2003 è proprietario del Chelsea, pagato 140 milioni di sterline), miliardari degli emirati arabi (la famiglia dello sceicco del Qatar Al Thani controlla, oltre alla casa di moda Valentino, una quota della banca Barclays, il grattacielo The Shard firmato Renzo Piano e il 20 per cento dell’intera Borsa londinese, il Paris Saint Germain e può permettersi la follia dell’acquisto di Neymar dal Barcellona), imprenditori cinesi e oscuri manovratori di fondi di investimento tra Usa e Gran Bretagna. E’ la conferma della teoria di Mario Sconcerti, giornalista e scrittore, forse il massimo esperto di calcio italiano, secondo il quale nel Calcio vi sono tre leggi. La prima dice che “vince chi spende molto”; la seconda specifica che “non basta spendere molto per essere sicuri di vincere, dal momento che è uno solo a vincere”; la terza aggiunge che “chi non ha l’obbligo di vincere può guadagnare molto, ma deve non dover vincere”. Vincere e guadagnare, sostiene Sconcerti salvo prova contraria, non è ancora riuscito a nessuno.

Un cambiamento epocale che ha portato alla cancellazione di tradizioni e consuetudini anche nella primissima fase della preparazione. Un tempo i grandi club andavano in ritiro a Cuneo piuttosto che a Cogne, in Val Borbera piuttosto che a San Pellegrino, Acqui o Abano Terme. Ora le più rinomate località di montagna nel Sud Tirolo versante italiano e austriaco offrono il soggiorno alle grandi squadre, sistemano impianti di lusso e in cambio si trovano gli alberghi e i ristoranti pieni di tifosi arrivati a trascorrere le vacanze nel luogo di allenamento della squadra del cuore: così si organizzano eventi, serate musicali, presentazioni con i giocatori coinvolti e impegnati in maratone di autografi e selfie.

Immediatamente dopo iniziano le tournée all’estero, addirittura intercontinentali, come l’International Champions Cup.

L’International Champions Cup è un torneo prestagionale che si tiene ogni estate dal 2013. A partire dalle ultime due stagioni, la ICC si è giocata in diverse nazioni: USA, Cina ed Australia. Nelle sue due prime edizioni si è invece giocato solamente in USA. Quest’anno l’Australia è stata sostituita da Singapore.

Cina e Singapore hanno ospitato tre match a testa, mentre in USA si sono giocate le altre 12 partite. Bayern Monaco ed Inter hanno giocato sia in Cina che a Singapore, in realtà però non tutte le squadre si sono sfidate tra di loro e ci sono state alcune squadre che hanno giocato più partite rispetto alle altre. Si è così giocato a Detroit, Houston, Orlando, Nashville, Los Angeles, Shangai, Singapore

In breve, la ICC è una serie di incontri tra squadre in tre nazioni diverse che scendono in campo in stadi super popolati. La data di inizio era fissata per il 18 luglio, con la finale in programma il 30 luglio, dando la possibilità a tutte le squadre di poter essere pronte in vista dell’inizio della stagione regolare ad agosto.

Sono 15 le squadre che hanno preso parte all’International Champions Cup, tutte appartenenti all’elite del calcio europeo. L’Italia era presente con quattro rappresentanti: Juventus, Roma, Milan e Inter.

Roma ed Arsenal sono le uniche due squadre che hanno preso parte a questa edizione che non erano invece presenti nella precedente, mentre Atletico Madrid, Liverpool, Celtic, Leicester e Melbourne Victory, sono state lasciate fuori quest’anno. Avendo giocato in Asia o in Australia nella scorsa edizione, i due club di Manchester, la Juventus ed il Tottenham hanno giocato negli Stati Uniti, mentre Chelsea, Bayern Monaco, Inter e Milan sono scese in campo in Asia.

Il successo finale nel 2017 è toccato al Barcellona nella zona americana superando in finale il Real Madrid, mentre la vittoria nella zona asiatica è toccata all’Inter.

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Ecco il Barcellona alla premiazione dell’International Champions Cup 2017

Un tempo, come dicevamo, le cose stavano molto diversamente. Le squadre iniziavano il ritiro in località vicine e affrontavano le gare con un approccio molto “tranquillo” giocando la prima partita contro la squadra di casa. L’Inter a San Pellegrino (ritiro preferito dal mago Herrera), Fiorentina e Roma in qualche località dell’Appenino (Acquapendente, Monte Amiata), Genoa ad Acqui, Sampdoria a Vignole Borbera.

La Juventus a Cuneo sul terreno del vecchio “Monviso”, una tradizione che si alimentò per tutti gli anni ’60 : i bianconeri disputavano poi la prima partita contro la squadra di casa attorno a Ferragosto e successivamente, al rientro dalle ferie, giocavano la tradizionale gara titolari – riserve in quel di Villar Perosa feudo personale dell’Avvocato.

In precedenza però alla Juventus, Cuneo era stata la sede del ritiro preferito da Vittorio Pozzo per la Nazionale.

Il C.T. aveva condotto gli azzurri in quel del capoluogo della “Provincia Granda” in preparazione ai vittoriosi mondiali del ’38 e successivamente anche nel dopoguerra. L’alternativa a Cuneo era Vercelli: Pozzo non si spingeva più in Liguria, dove pure il clima era maggiormente favorevole, dopo che aveva sperimentato in qualche occasione come a Savona sul vecchio terreno di Corso Ricci la squadra bianco blu utilizzata come “sparring partner” si fosse dimostrata, in qualche occasione, agonisticamente molto impegnata al punto da mettere a repentaglio le preziose caviglie dei “nazionali”.

La foto che segue è emblematica di un tempo e di un clima sociale. Siamo nel 1947 e i convocati da Pozzo si trovano proprio sul terreno del “Monviso”: in quel momento la federazione non disponeva delle risorse sufficienti per dotare la squadra di proprie maglie di allenamento, così che i nazionali si trovavano a dover indossare le divise della squadra di casa prese a prestito (nella foto si nota, inoltre, come Sentimenti IV, in quel momento portiere di riserva, indossi la tuta della Juventus sua squadra di club che aveva recato con sé da Torino).

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Torniamo però al feeling tra Juventus e Cuneo. Siamo in grado infatti di fornire risultati e formazioni delle amichevoli tra Juventus e Cuneo giocate tra il 1959 e il 1964 in conclusione del ritiro dei bianco neri.

23 agosto 1959 Cuneo – Juventus 2-6

Formazioni del primo tempo.

Cuneo:  Bruzzone, Briatore, Zucco, Pilato, Giletta Gerarca, Beretta, Pontoni, Brizio, Francone, Franceschina. All. Nay.

Juventus: Mattrel, Burelli, Garzena, Emoli, Cervato, Colombo, Nicolè, Boniperti, Charles, Sivori, Stacchini (nel secondo tempo. Vavassori, Benito Sarti, Leoncini, Stivanello, Lojodice, Rossano)

11 agosto 1960 Cuneo – Juventus 4- 11

Formazioni del primo tempo.

Cuneo  Bruzzone, Risso, Gariglio, Feccia, Briatore, Gerometta , Cravero, Francone, Bey, Parodi, Pilato. All. Castelli.

Juventus: Mattrel, Burgnich, Benito Sarti, Emoli, Cervato, Colombo, Nicolè, Bonperti, Charles, Sivori, Stacchini (nel secondo tempo. Vavassori, Leoncini, Castano, Mazzia, Fascetti, Caroli).

19 agosto 1962: Cuneo – Juventus 0-5

Formazioni del primo tempo.

Cuneo : Provera, Benassù , Moroni; Briatore, Tonegutti, Gerometta; Fenocchio , Oderda, Salomone , Ferrari, Reschia (Parodi, Ubezio, Cavallo, Stacchiotti) all. Levratto. Da notare come il portiere titolare Angelini fosse stato dirottato da Levratto a guardia delle rete delle riserve impegnate nella sfida di avanspettacolo con la Saviglianese.

Juventus:  Mattrel, Castano, Benito Sarti, Emoli, Salvadore, Del Sol, Crippa, Siciliano, Miranda, Sivori, Stacchini (nel secondo tempo Anzolin, Leoncini, Mazzia, Nicolè, Zigoni, Cavallito).

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La Juventus schierata sul terreno del “Monviso”

18 agosto 1963 Cuneo – Juventus 0 – 7

Formazione Cuneo (primo tempo): Pesce, Ubezio, Briatore, Tonegutti, Gerometta, Oderda, Fenocchio, Angeli, Ferrari, Portela, Parodi.

Juventus: Anzolin, Castano, Benito Sarti, Salvadore, Bercellino, Leoncini, Dell’Omodarme, Del Sol, Nenè, Sivori, Menichelli ( Mattrel, Caocci, Gori, Da Costa, Sacco, Mazzia).

20 agosto 1964 Cuneo – Juventus 0-4

Formazione Cuneo primo tempo: Ravera, Briatore, Cattaneo, Bonomelli, Tonegutti, Guardini, Parodi, Portela, Ballario, Oderda, Ferrari. All. Pinacci. 

Juventus: Anzolin, Castano, Benito Sarti, Gori, Salvadore, Leoncini, Stacchini, Del Sol, Combin, Sivori, Menichelli (secondo tempo: Mattrel, Bercellino, Coramini, Mazzia, Sacco, Da Costa); all. Heriberto Herrera.

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La Juve schierata a Villar Perosa: da sinistra, in piedi, Salvadore, Anzolin, Leoncini, Stacchini, Castano, Benito Sarti; accosciati: Del Sol, Combin, Gori, Sívori (capitano), Menichelli

Terminata l’era Juventus, al vecchio “Monviso” (oggi “Paschiero”) toccò di ospitare il ritiro precampionato della Sampdoria.

Di quell’esperienza siamo in grado di produrre due testimonianze compiute (anche la Samp, infatti, in quel periodo inaugurava la stagione con un’amichevole avversario il Cuneo ospitante).

16 agosto 1965

SAMPDORIA – CUNEO 5-2

Marcatori: Cristin al 19′ e 44′, Portela al 45′; Pienti al 50′, Trinchero al 62′, Nicolè all’81’, Jacono all’84’.

Sampdoria: Sattolo (Battara), Vincenzi, Delfino (Trinchero dal 59′); Dordoni, Masiero, Morini; Carniglia (Fotia dal 46′),

Salvi (Nicolè dal 46′), Cristin, Frustalupi (Giampaglia (dal 59′), Pienti. Allenatore: Baldini.

Cuneo: Pesce (Angelini), Grechi, Cavasin; Jacono, Isacchi, Tonegutti; Parodi, Portela, Fiaschi (Chiodini dal 59′), Oderda (Ciravegna dal 63′), Angeli (Ballario). Allenatore: Nay.

Arbitro: Gonella di Asti.

Note: Calci d’angolo 7 a 2 per la Sampdoria. Spettatori 3mila con folta rappresentanza doriana.

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Due esempi fotografici dell’assalto blucerchiato alla rete del Cuneo, difesa nella circostanza con interventi alla “brava” del portiere Angelini sul doriano Fotia

18 Agosto 1967

Cuneo – Sampdoria 1- 3

Cuneo: Pesce, Valentino Persenda,  Cogna, Narciso, Lanfranco, Brignole, Bottinelli, Villa, Giovannoni, Ferrari, Ballario. All. Tagnin. 

Sampdoria: Battara, Noletti, Delfino, Carpanesi, Morini, Vincenzi, Salvi, Vieri, Cristin, Frustalupi, Francesconi (Matteucci, Dordoni, Sabatini, Sabadini, Novelli); all. Bernardini.

Una partita da ricordare per un particolare significativo: gioca infatti la sua prima partita lontano dall’amata maglia biancoblu Valentino “Roccia” Persenda, capitano per sempre del Savona Fbc. Non resterà in biancorosso e si allontanerà nel prosieguo della sua carriera preferendo la Sardegna e la Tharros di Oristano  nelle cui fila svolgerà il compito di giocatore – allenatore. Quella partita con la maglia biancorossa del Cuneo rimane però nella storia del Savona Fbc, come quella dell’addio del suo primatista di presenze.

 

ANNI ’70: 155 CALCIATORI LIGURI TRA SERIE A, B, C TURONE, PRUZZO E SALVI I VIP

 

a cura di LUCIANO ANGELINI e FRANCO ASTENGO

Il calcio ligure ha sempre saputo esprimere giocatori di qualità e quantità. Come abbiamo avuto modo di raccontare in questa terra sono nati e cresciuti fior di giocatori, molti di quali hanno poi saputo calcare la ribalta nazionale e internazionale. Per tutti, oltre che per sentimenti personali, citiamo Felice Levratto e Valerio Bacigalupo. Ma l’elenco dai primi decenni del ‘900 e nell’immediato dopoguerra è denso di nomi e personaggi di grande spessore e importanza. Proprio per questo, dopo il decennio ’50 e quello degli indimenticabile anni ’60, abbiamo ritenuto doveroso continuare ad esplorare la presenza dei calciatori liguri nelle massime categorie calcistiche. Un modo e un intento di lasciare traccia e di dare il giusto riconoscimento ai tanti che hanno dato lustro al calcio ligure nelle tre categorie principali.

Tocca questa volta agli anni ’70, un percorso reso possibile passando al setaccio le tabelle dei calciatori riportate, squadra per squadra, dall’Almanacco del Calcio diventato nel frattempo e fin qui “Panini”. Un decennio particolare questo preso in esame, dal campionato 1970 – 71 a quello 1979 – 80, la serie A a 16 squadre, serie B a 20 e tre gironi di Serie C, almeno fino al torneo 1978 – 79: in seguito lo sdoppiamento tra serie C1 e serie C2.

In questo caso però nei nostri elenchi sono stati compresi soltanto i giocatori appartenenti alle società di C1, per evidenti ragioni di equità. Nelle nostre precedenti analisi, infatti, ci si era sempre fermati alla terza serie nella gerarchia del calcio italiano e a quel livello ci siamo fermati anche in questa occasione.

Un particolare molto importante riguarda il permanere, per tutto il decennio, del blocco ai giocatori stranieri che torneranno soltanto (uno per squadra in Serie A) con il campionato 80 – 81: è evidente quindi una realtà di maggiori possibilità di presenza ai vertici per i calciatori italiani.

Ciò nonostante il numero dei liguri presenti appare in diminuzione: negli anni ’60 infatti i presenti nelle massime categorie così come elencati dall’Almanacco (all’epoca Boccali e poi edizioni Carcano) erano 217; mentre nel decennio precedente, quello riferito agli anni ’50,  il totale era stato di 162 (nonostante il mutare della formula della Serie C che, tra il 1952 – 53 e il 1957 – 58 era rimasta ferma al girone unico nazionale).

In questo caso degli anni ’70 il totale dei giocatori nati in Liguria è stato di 155. Un numero vincolato probabilmente dal calo di presenze di squadre ligure nelle tre serie: in Serie C, infatti, dopo aver raggiunto il massimo storico di 5 presenze (Genoa, Savona, Spezia, Entella, Imperia) con il campionatissimo 1970 – 71, si è registrata una successiva contrazione con la retrocessione via, via, in Serie D di Imperia, Savona, Entella lasciando così lo Spezia in terza serie e Genoa e Sampdoria fluttuanti tra Serie A e Serie B.

Da notare la presenza di un buon numero di giocatori liguri nelle due stagioni disputate in Serie C (1973 –- 74 e 1974 – 75) da Gavinovese e Novese, due “scatole cinesi” uscite dall’estemporaneo cappello a cilindro del “mago” Mario Robbiano, l’uomo che sfidò il presidente dell’Inter Pellegrini in una querelle sui ricchi e scemi che, a suo parere, buttavano via i soldi con il calcio, mentre lui ci guadagnava. La polemica finì addirittura sul Corriere della Sera che mandò a Savona un inviato per intervistare Robbiano. Tutti, parafrasando Andy Wahrol, prima o poi, hanno diritto a 15 minuti di celebrità.

La ricerca ha portato all’evidenza la carriera all’insegna della fedeltà alla maglia dello Spezia dei difensori Giampiero Bonanni e Osvaldo Motto, scuola Vado, e dell’ala destra Angelo Seghezza, uscito dal vivaio del Pontedecimo; così come Domenico Arnuzzo, terzino scuola doria, che a parte una stagione con il Savona “per farsi le ossa”, come si diceva un tempo, ha sempre vestito la maglia blucerchiata; e il record di trasferimenti del centravanti savonese Pierangelo Basili, cresciuto nella De Martino del Savona alla scuola di Felice Levratto. Il terzino Bonanni ha giocato con gli aquilotti dal ’70 al ’79, così come il vadese Motto, passato direttamente dai rossoblu allo Spezia; Seghezza, prima di vestire per sei stagioni la maglia degli aquilotti, aveva fatto rodaggio a Crotone, Matera e Frosinone. Per l’ex biancoblu Basili si può ben parlare di autentico globetrotter del calcio. Queste le tappe su e giù per la penisola dopo la partenza da Savona: Avellino, Lecce, Parma, Vigevano, Lucchese, Clodiasottomarina, Udinese, Casale e Novara. Se non è un record poco ci manca.

Vale la pena allora di ricordare che il nostro elenco è riservato esclusivamente ai  giocatori nati tra la Roja e il Magra.

«Di quella valle fu’ io litorano
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano. »
(Dante Alighieri, Commedia, Par. IX, 88-90)

Per questo motivo sono rimasti esclusi calciatori che hanno militato per buona parte della loro carriera in squadre liguri o addirittura vi sono cresciuti fin dai settori giovanili.

Qualche esempio: Frustalupi, Leo Grosso (rimasto a Genova con studio d’avvocato in via XX Settembre), Il compianto Alberto Tonoli, il portiere Profumo, l’ex genoano e savonese Massucco, Marcello Lippi cresciuto nel vivaio della Samp ma viareggino d’origine, il portiere Parisio acquese, l’altro portiere Settimio, Victor Panucci cannoniere del Savona ma nato a Rovito di Cosenza, Alviero Chiorri romano d’origine, Antonio Marcolini arrivato a Savona a quattordici anni ma veronese, Barlassina, Ghio, Ermes Nadalin, Mauro Della Bianchina nato a Massa, Sergio Budicin originario di Rovigno d’Istria, la bandiera sanremese Cichero, il genoano Maselli, il sampdoriano Re originario di Castel San Giovanni tanto per fare degli esempi.

Abbiamo formato anche una ideale “Nazionale” ligure del decennio che risulta così compostaDi Vincenzo, Arnuzzo, Rossinelli, Derlin, Turone, Garbarini, Morelli, Salvi, Pruzzo, Baveni, Fotia. Restano esclusi ma meritevoli di citazione i portieri Paterlini e Merciai, i difensori Luciano Teneggi, Franco Ferrari, Osvaldo Motto, Romei (che i tifosi della Samp incitavano con il celebre “Picchia” Romei”) i centrocampisti Volpi, Castelletti, Seghezza, Piero Pittofrati, Enrico Nicolini (il “Netzer” di Quezzi) e gli attaccanti Macciò, Repetto, Giorgio De Giorgis, Marco Fazzi e il giramondo savonese Pier Basili.

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Una bella figurina raffigurante “Sarin” Di Vincenzo

Ricordiamo allora anche le “Nazionali” liguri dei decenni precedenti.

Quella degli anni ’60: Di Vincenzo, Bruno, Teneggi, Rivara (Carpanesi), Benedetti, Turone, Dell’Omodarme, Salvi, Volpi, Recagno, Morelli. Panchina: Scabini, Dordoni,  Ivo Brancaleoni, Cuttica,Arnuzzo, Derlin, Garbarini,Baveni, Uzzecchini, Fotia.

E quella degli anni ‘50: Pendibene, Melandri, Becattini,Carpanesi, Bernardin, Gramaglia, Caprile, Ghiandi, Zecca, Broccini, Gasperini ( Von Mayer, Tomà, Brancaleoni, Lupi, Odone, Scarpato, Cereseto, Lerici, Uzzecchini, Recagno, Giordano).

Da notare che Di Vincenzo, Luciano Teneggi, Maurizio Turone, Giancarlo Salvi, Domenico Arnuzzo, lo spezzino Derlin, Bruno Baveni figurano nella ipotetica “rosa” della Nazionale Ligure sia ne decennio ’60 sia in quello ’70 a dimostrazione di una invidiabile continuità e longevità calcistica.

Ecco di seguito l’elenco ruolo per ruolo, citando anche le diverse squadre di appartenenza.

PORTIERI

Remo BIANCHI: Como 70 – 71, Imperia 71 – 72, Belluno 72 – 73, Crotone 74 – 75, Giulianova 75 – 76, 76 – 77.

Rosario DI VINCENZO: Lazio 70 – 71, 71 – 72, Brindisi 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, Sampdoria 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78.

Ermes PATERLINI: Taranto 70 – 71, Savona 72 – 73, 73 – 74 Chieti 74 – 75, Treviso 75 – 76.

Vincenzo BERTOLA: Derthona 70 – 71.

Piero IANICELLI: Imperia 70 – 71.

Paolo MERCIAI: Savona 70 – 71, 71  – 72, Bari 72 – 73, 73 – 74 Teramo 76 – 77 Reggina 77 – 78.

Sergio IACUZZI: Martina Franca 70  – 71, 71 – 72.

Paolo MORDINI:  Sampdoria 72 – 73.

Giacomo ROSSO: Savoia Torre Annunziata 70 – 71.

Lucio GHISO: Savona 72 – 73, 73 – 74.

Fiorentino Nacinovich:  Savona 72 – 73, 73 – 74.

Enzo LAURO: Novese 74 – 75, Latina 77 – 78 78 – 79.

Franco ROSSI: Spezia 74 – 75.

Giorgio SALVATICI:  Benevento 74 – 75, Olbia 76 – 77, 77 – 78.

TERZINI

Domenico ARNUZZO: Sampdoria 70 – 71, Savona 71 – 72, Sampdoria 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79, 79 – 80.

2

 La figurina di Domenico Arnuzzo

Angelo COLLETTA: Mantova 70 – 71, Taranto 71 – 72, Monza 72 – 73, Latina 73 – 74.

Marco ROSSINELLI: Sampdoria 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, Fiorentina 76 – 77 77 – 78.

Luciano TENEGGI: Pisa 70 – 71, Taranto 71 – 72.

Giuseppe TRINCHERO: Como 70 – 71, 71 – 72, Foggia 72 – 73, Reggina 73 – 74.

Sergio VEZZOSO: Arezzo 70 – 71.

Elvio FONTANA: Entella 70 – 71, 71 – 72.

Manlio SOBRERO: Entella 70 – 71, Gavinovese 73 – 74.

Claudio AGNETTI: Genoa 70 – 71, 71 – 72, Casertana 72 – 73.

Franco FERRARI: Genoa 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, Parma 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77.

Battista BRIGNOLE:  Imperia 70 – 71, 71 – 72, Savona 72 – 73, 73 – 74.

Ivano DEMARIA: Imperia 70 – 71.

Salvatore SASSU:  Imperia 70 – 71, 71 – 72.

Umberto CAMPIOLI:  Lucchese 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73.

Franco CANEPA: Savona 70 – 71, 71- 72.

Mirco ZIGNEGO: Spezia 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75.

Sergio SACCHINI:  Solbiatese 71 – 72.

Enrico DORDONI: Spezia 71 – 72.

Bruno PERLO: Savona 72 – 73, 73 – 74.

Giampaolo BONANNI:  Spezia 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78, 78- 79.

Furio FINETTI: Crotone 72 – 73, Spezia 74 – 75.

Sandro AIMONE:  Gavinovese 73 – 74, Novese 74 – 75, Casale 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79.

Giovanni SCHIESARO:  Gavinovese 73 – 74, Novese 74 – 75.

Santino TIRICO: Savona 73- 74

Gianluca GAVINO:  Marsala 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76.

Osvaldo ARECCO:  Sampdoria 74 – 75, Grosseto 75 – 76, Sampdoria 76 – 77, 77 – 78, Pistoiese 78 – 79, 79 – 80.

Giordano CHIESA: Casale 74 – 75.

Roberto ROMEI:  Sampdoria 74 – 75, 75 – 76, Alessandria 76 – 77, Pistoiese 77 – 78, 78 – 79,  Sampdoria 79 – 80.

Claudio ZITTA: Roma 75 – 76, Clodiasottomarina 76 – 77, Marsala 77 – 78.

Roberto BOMBARDI:  Sampdoria 76 – 77, 77 – 78 Lanerossi Vicenza 78 – 79, 79 – 80.

Mauro SORO: Albese 76 – 77, Treviso 78 – 79.

Sebastiano NELA: Genoa 79 – 80.

3

Sebino Nela esordiente alla fine degli anni ‘70

MEDIANI

Franco VIGNOLO:  Derthona 70 – 71.

Sergio CARPANESI:  Anconitana 70 – 71.

Roberto TASSARA:  Entella 70 – 71, 71 – 72.

Roberto DERLIN: Genoa 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, Spezia 74 – 75.

Giacomo ALESSIO:  Imperia 70 – 71.

Roberto CICOGNINI:  Imperia 70 – 71, 71 – 72.

Gianni CAPRA: Savona: 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73.

Giampiero VENTURA: Enna 70 – 71.

Claudio MANNOCCI: Roma 71 – 72.

Carlo VOLPI: Brescia 70 – 71, 71 – 72, Parma 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, Lucchese 75 – 76.

Piero NATTA: Imperia 70 – 71, 71 – 72.

Franco CASTELLETTI:  Brindisi 71 – 72, 72 – 73, Brescia 73 – 74, Venezia 74 – 75.

Piero MONTANARI: Turris 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75.

Giorgio FOSSA: Chieti 73 -74.

Silvino CHIAPPARA:  Genoa 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77 Sambenedettese 77 – 78, Trento 78 – 79.

Vincenzo CINQUEGRANA:  Sampdoria 74 – 75.

Enrico NICOLINI Sampdoria: 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, Catanzaro 76 – 77, 77 – 78, 78- 79, 79 – 80.

4

Enrico Nicolini in maglia blu cerchiata a contatto con Beppe Furino

Vincenzo CORRADO:  Lucchese 76 – 77.

Giovanni BALDI: Olbia 76 – 77.

Maurizio DI FRAIA:  Spezia 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79.

Angelo MOLINARI: Trento 78 – 79.

Angelo CUPINI: Udinese 79 – 80.

Marco ADRIANO:  Sanremese 79 – 80.

CENTROMEDIANI  (LIBERI E STOPPER)

Marco COZZANI: Atalanta 70 – 71, Reggina 71- 72, SPAL 72 – 73,, Lecce 73 – 74.

Giorgio GARBARINI:  Sampdoria 70 – 71, Genoa 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, Como 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78.

Carlo POZZI: Derthona 70 – 71, 71 – 72.

Stelvio SCIUTTO: Lecco 70 – 71.

Mario DELLEPIANE:  Entella 70 – 71.

Roberto ROVETA: Entella 70 – 71, 71 – 72.

Maurizio Ramon TURONE:  Genoa 70 – 71, 71 – 72 Milan 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78 Catanzaro 78 – 79, Roma 79 – 80.

5

Momento topico nella storia del calcio italiano: Maurizio Ramon Turone segna il goal del possibile scudetto alla Roma. Il goal verrà annullato tra mille polemiche e la vittoria nel campionato 80 – 81 sarà della Juventus

Antonio BENEDETTO:  Imperia 70 – 71, 71 – 72.

Osvaldo MOTTO: Spezia 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79.

Franco MAMILOVICH:  Lecce 71 – 72.

Andrea VALDINOCI: Pro Vercelli 72 – 74.

Virgilio LANDINI:  Casale 74 – 75, 75 – 76.

Morris BERTACCHINI:  Lucchese 75 – 76, 76 – 77.

Roberto ONORI:  Sangiovannese 75 – 76.

Fulvio BUSSALINO:  Brescia 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78 Taranto 78 – 79, Matera 79 – 80.

Pietro MOLINARI:  Alessandria 77 – 78, 78 – 79, 79 – 80.

Antonio SASSARINI:  Spezia 77 – 78, 78 – 79.

Amedeo BALDIZZONE:  Forlì 79 – 80.

Ettore GAZZANO:  Sanremese 79 – 80.

ALI

Rocco FOTIA: Sampdoria 70 – 71, 71 – 72 Mantova 72 – 73, Napoli 73 – 74 Sampdoria 74 – 75, 75 – 76.

6

Figurina Panini di Rocco Fotia

Claudio MONTEPAGANI:  Foggia 70 – 71, Prato 71 – 72, Mantova 73 – 74.

Giancarlo MORELLI:  Taranto 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75 Spezia 75 – 76.

Maurizio ZANOTTI: Parma 70 – 71, 71 – 72 Grosseto 73 – 74, Pisa 74 – 75, 75 – 76 Massese 76 – 77, 77 – 78.

Massimo LUPI: Genoa 70 – 71, Potenza 71 – 72, Gavinovese 73 – 74.

Mario DUBOURGEL:  Imperia 70 – 71.

Emiliano GIORDANO:  Imperia 70 – 71, 71 – 72.

Claudio MACCIO’: Rimini 70 -. 71, 71 – 72, Ascoli 72 – 73, Atalanta 73 – 74, Ascoli 74 – 75 Brindisi 75 – 76, Rimini 76 – 77.

Giorgio FAVARA: Spezia 70 – 71.

Luciano ROLLANDO:  Spezia 70 – 71, 71 – 72.

Franco GIUGIA: Enna 70 – 71.

Bernardo MARIANI: Enna 70 – 71.

Giorgio REPETTO: Sampdoria 71 – 72, Pescara 72 – 73, Parma 73 – 74, Sampdoria 74 – 75, Pescara 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79, 79 – 80.

Abramo PIGLIACELLI:  Savona 72 – 73.

Mauro GIACOMELLI:  Gavinovese 73 – 74

Roberto MANITTO: Novese 74 – 75, Trento 75 – 76.

Giampaolo MAZZA:  Riccione 74 – 75.

Pietro MOTTO: Spezia 74 – 75.

Stefano GRAZZINI:  Spezia 76 – 77.

Roberto BAROZZI:  Alessandria 77 – 78, 78 – 79, 79 – 80.

7

Roberto Barozzi, ala super – tecnica. In questa foto all’Alessandria

Mario BERARDO: Alma Juventus Fano 77 – 78, Alessandria 78 – 79, 79 – 80.

Gino FORNILE: Spezia 77 – 78, 78 – 79.

Giovanni ROMANO: Spezia 77 – 78.

Mario PINI: Matera 79 – 80.

MEZZALI

Enrico BURLANDO: Pisa 70 – 71 Piacenza 72 – 73 Udinese 73 – 74, 74 – 75.

Piero PITTOFRATI: Como 70 – 71, Brescia 71 – 72 Messina 72 – 73 Omegna 77 – 78.

8

Una indimenticabile immagine della squadra juniores del Savona FBC quando vi militava anche Piero PIttofrati

Giancarlo SALVI:  Sampdoria 70 – 71, 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, Lanerossi Vicenza 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79.

9

Un momento particolare della carriera di Giancarlo Salvi. Stagione 1963 – 64, a SanSiro  spareggio per la salvezza tra Samp e Modena. I blucerchiati si impongono per 2-0, a segno Salvi e Paolone Barison

Michele ILLIANO:  Piacenza 70 – 71.

Bruno BAVENI: Trento 70 – 71 71 –  72, 72 – 73.

Luigi PLUTINO:  Anconitana 70 – 71.

Orazio “Pucci” GITTONE: Entella 70 – 71, 71 – 72 Gavinovese 73 – 74.

Mario PACCIANI: Entella 70 – 71 Gavinovese 73 – 74.

Alfredo ROSSO: Savona 70 – 71, 71 – 72.

Ilario DIDO: Spezia 70 – 71, 71 – 72.

Angelo SEGHEZZA:  Crotone 70 – 71, Matera 71 – 72, Frosinone 72 – 73, Spezia 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79.

Giuseppe GENTILE:  Savona 71 – 72

Luigi CAPPANERA: Savona 70 – 71, Spezia 71 – 72, Sampdoria 72 – 73, Grosseto 73 – 74, 74 – 75, Pisa 75 – 76, 76 – 77.

Sebastiano FORESTI:  Potenza 71 – 72 Matera 73 – 74.

Massimo BERTA:  Alessandria 72 – 73 Reggiana 77 – 78, 78  – 79.

Vladimiro ZUNINO:  Gavinovese 73 – 74, Novese 74 – 75, Pisa 75 – 76, Benevento 76 – 77 Spezia 77 – 78.

Fabrizio COMEGLIO:  Spezia 74 – 75.

Giovanni OTTONELLO:  Pistoiese 75 – 76. 76 – 77.

Carlo CINTOI: Spezia 75 – 76.

Claudio LEGNANI: Casale 76 – 77, 77 – 78, 78 – 79 Ternana 79 – 80.

Paolo BOCCHINU: Lecco 77 – 78, 78 – 79, 79 – 80.

Marco DOMENICHINI:  Pescara 79 – 80.

Marco MARIANI: Rimini 79 – 80.

Enrico VELLA: Sampdoria 79 – 80

CENTRAVANTI

Marco FAZZI: Casertana 70 – 71, Reggina 71 – 72, Casertana 72 – 73, 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76.

10

La  Casertana celebra il compleanno di Marco Fazzi

Pierangelo BASILI: Avellino 70 – 71, Lecce 71 – 72, Parma 72 – 73, Vigevano 73 – 74, Lucchese 74 – 75, Clodiasottomarina 75 – 76, Udinese 76 – 77, Casale 77 –78, Novara 78 – 79, 79 – 80.

G.B. BENVENUTO: Arezzo 70 – 71 71- 72 Clodiasottomarina 72 – 73.

Paolo TONELLI: Pro Vercelli 71 – 72, 72 – 73, 73 – 74.

Corrado EPIFANO: Parma 72 – 73, 73 – 74.

Bruno “Bubu” BUSCAGLIA:  Savona 73 – 74, Chieti 74 – 75, Casale 75 – 76, 76 – 77.

Giorgio DE GIORGIS:  Sampdoria 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77 Cremonese 77 – 78, Sampdoria 78 – 79, 79 – 80.

Roberto PRUZZO: Genoa 73 – 74, 74 – 75, 75 – 76, 76 – 77, 77 – 78 Roma 78 – 79, 79 – 80.

11.jpg

Roberto Pruzzo ai tempi del Genoa

Adriano PISANO: Sorrento 74 – 75, Alma Juventus Fano 76 – 77.

Osvaldo POGGIO: Pro Vercelli 75 – 76.

Stefano STRATA: Spezia 76 – 77, 78 – 79..

Cesare MELILLO:  Sanremese 79 – 80.

Roberto CATROPPA:  Anconitana 79 – 80.