I signori del goal biancoblù: Borgo, Teneggi, Prati, Gilardoni, Panucci e Virdis

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Francesco Virdis in divisa biancoblu

di LUCIANO ANGELINI e FRANCO ASTENGO

Una stagione strepitosa quella 2012-2013, in maglia biancoblu, per Francesco Virdis. Arrivato a toccare la soglia delle 22 reti, il cannoniere sardo (purtroppo non più ripetutosi nelle stagioni successive) è entrato nella storia del Savona Fbc eguagliando un primato che reggeva da tantissimi anni, quello dei goal segnati in un solo campionato.

Correva la stagione 1958-59 e 22 reti le segnò Corrado Teneggi estroso e possente centravanti di quella squadra che, chiudendo la lunga epopea di Corso Ricci prima di trasferirsi al “Bacigalupo” di Legino, seppe vincere il campionato di IV Serie e far tornare il Savona dopo lunghe stagioni d’assenza in serie C.

Teneggi, emiliano d’origine ma varazzino d’adozione, famiglia tra calcio e lirica (il fratello Luciano, possente terzino, è arrivato a giocare nel Torino con Gigi Meroni; la sorella, ottima cantante lirica), aveva iniziato la sua carriera come portiere. Nel Savona si esibì in una occasione tra i pali, sostituendo in una gara interna contro la Sammargheritese il titolare Giacomelli infortunato (all’epoca non c’era ancora il dodicesimo in panchina), compiendo eccezionali interventi a difesa della vittoria per 1-0) per poi schierarsi al centro dell’attacco. Acquistato dal Verona in Serie B, il commendator Del Buono lo pescò al centro di una campagna di rafforzamento novembrina (assieme al mediano Nadali, acquistato dal Messina: stagione 57-58), Teneggi divenne subito un idolo per i tifosi savonesi.

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In una sola formazione assieme Mantero e Teneggi, due fra i più grandi goleador della storia binacoblu, con loro Livio Gennari, ispiratore della manovre e micidiale nei tiri da fermo: corner (7 reti nella stagione) e punizioni. 29 Dicembre 1957, 12a giornata: Savona-La Chivasso 1-0. Il Savona, da sinistra: Valle, Gennari, Vaccari, Persenda, Papes, Mariani, Nadali Accovacciati: Teneggi, Bruzzone, Mantero, Pastorino

Nella prima stagione mise a segno 7 reti in 14 partite, in quella successiva 22 goal con 29 presenze, trascinatore della perfetta macchina da guerra costruita da Felice Pelizzari: Ferrero, Giacomelli, Galindo, Valentino Persenda,  Ballaucco , Mariani, Contin, Ciglieri, i fratelli Merighetto, Nadali, Brocchi, Ratto, Gennari, Pastorino, Consonni gli altri protagonisti di quell’indimenticabile impresa (21 vittorie, 9 pareggi, 4 sconfitte con 68 reti segnate e 30 subite).

Teneggi rimase a Savona ancora una stagione per poi trasferirsi a Como da dove iniziò una lunga carriera tra Livorno, Lecce, Siracusa, il campionato tedesco e molte altre squadre, tornando dalle nostre parti per esercitare l’attività di rappresentante di dolciumi e allenare molte delle nostre squadre dilettantistiche.

A quota 20 reti in una sola stagione era arrivato anche quello che rimane il cannoniere-principe nella storia del Savona Fbc: Giorgio Borgo. Stagione 1933-34, un Savona quasi completamente fatto in casa, a partire dall’allenatore Rinaldo Roggero, con i quattro moschettieri davanti (assieme a Borgo: Vanara, Canepa, Caviglione) s’impone nel proprio girone di Serie C segnando 82 goal in 30 partite e contendendo fino alla fine il posto in Serie B a Catania (promosso), Biellese e Reggiana, finendo defraudato (letteralmente defraudato, lo si può scrivere anche oggi a distanza di tanti anni) dall’indecente arbitraggio del signor Pizziolo di Firenze durante la gara del “Mirabello” di Reggio Emilia alla fine perduta per 3-1.

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Un indimenticabile Savona anni ’30, fatto tutto in casa: da sinistra, Bartoli, Vanara, Canepa, Calcagno, Poccardi, Argenti, De Valle, Pantani, Borgo, Caviglione, Toscano

20 reti in una stagione, con 37 presenze, anche per “Bertin” Mantero raffinato cannoniere di provenienza vadese, cresciuto alla scuola dell’Università del Calcio del Bar Negro. Correva la stagione 1949-50 , Savona settimo in Serie C. Favorito dai suggerimenti astuti di Mario Ventimiglia (comunque arrivato a quota 10 marcature) estroso finisseur cresciuto nella Sanremese e poi passato alla Juventus e alla Sampierdarenese in Serie A, Mantero si rivelò un cannoniere irresistibile. Passato poi alla Sanremese, all’epoca del girone unico di Serie C, e all’Asti tornò a Savona nella stagione 1957-58, in una squadra illuminata dalla grande classe di Livio Gennari, centrocampista di genio, come ricordato micidiale tiratore dalla bandierina del corner con la collaborazione del terzino Valle suo cognato, saltellante davanti al portiere per coprirgli la visuale della traiettoria.

Restò un solo gradino al di sotto delle 20 reti, invece, alla fine del campionato 1975-76 “Victor” Panucci, cannoniere di razza allevato nel vivaio savonese (Priamar e Villetta, in precedenza all’avvento in biancoblu, ma anche esperienze con Albenga, Imperia, Monza, Pro Patria, Omegna e altre compagini). Cannoniere d’istinto, dal gran fiuto in area di rigore, “Victor” segnò la stagione degli anni ’70 diventando poi istruttore dei giovani, e il più bel gioiello uscito dalla sua covata fu rappresentato dal figlio Christian, cresciuto nelle giovanili della Veloce e poi autore di una fulgida quanto inimitabile carriera con Genoa, Milan, Real Madrid, Chelsea, Monaco, Roma, Parma e più volte azzurro; mentre l’altro suo rampollo Patrick è stato un protagonista più volte con il Savona dagli anni ’80 agli anni 2000 (ha svolto per il Savona Fbc anche le funzioni di direttore sportivo) indossando anche le maglie di Perugia, Mestrina, Voghera, Finale, Imperia.

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“Victor” Panucci nella sua migliore stagione: 1975-76: 8 Febbraio 1976, 20a giornata, Savona-Asti 3-1. La formazione biancoblu: Zanotti, Budicin, Lauro, Bosca, Martinello; accosciati: Mosca, Robbiati, Martines, Legnani, Corbellini, Panucci

Da citare ancora le 19 reti del torinese Mottura, stagione ’32-33 e le 18 di Sebastiano Vaschetto nella stagione 1939-40, quella della prima ascesa in Serie B. Vaschetto deve essere ricordato nella storia del calcio italiano perché, nella Salernitana del “Vianema” (prima stagione in Serie A dei campani: 1947-48), Mastro Gipo lo schierò come “falso nueve”, in realtà arretrandolo sulla linea mediana per liberare come “terzino volante” alle spalle di tutti Piccinini, poi alla Juve, al Milan e con presenze in Nazionale: padre dell’attuale telecronista di Mediaset (l’inventore di “mucchio selvaggio” e “non va!”).

In conclusione di questa carrellata non può, però essere omesso il ricordo di due “bomber” protagonisti dell’ultima stagione in Serie B (1966-67), Pierino Prati e Glauco Gilardoni: 15 reti in 29 presenze per Prati, 15 reti con 24 partite per “Gila” (peccato fosse un Savona colpevolmente debole nel libero e nel portiere, vero Dapelo e Costa?, rocambolescamente disceso alla fine in Serie B dopo la celeberrima gara della “fatal Catania”). Se Gilardoni spendeva, in quel momento gli ultimi spiccioli di una buona carriera (aveva già giocato in Serie A con Lecco, Napoli, Genoa e successivamente all’esperienza savonese sarebbe stato a Brescia e Padova) per Pierino Prati si aprirono, con quei 15 goal le porte di una splendida carriera. E che carriera.

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Prati e Gilardoni assieme: una coppia da 30 goal. 4 giugno 1967 Savona – Sampdoria 2-1.
La formazione biancoblu, da sinistra: Persenda, Pozzi, Ferrero, Prati, Fazzi, Gittone, Gilardoni; accosciati il piccolo Bortoletto, futuro pallanuotista con la Rari Nantes Savona, Osvaldo Verdi in borghese, Spanio, Fascetti, Ratti, Furino

Tornato al Milan allenato da Rocco, Pierino divenne il vero e proprio “braccio armato” di Gianni Rivera, conquistando campionati, coppe internazionali e indossando più volte la maglia azzurra, con un culmine di carriera verificatosi con la stagione 1968-69: finale di Coppa dei Campioni al Bernabeu, 4-1 all’Ajax di Cruijff e tripletta del cannoniere lanciato dal Savona. Dopo aver giocato anche con Fiorentina, Roma e nel campionato Usa, Prati tornò a Savona, mentore Valentino Persenda, con la stagione 1978-79 (Serie C2) per chiudere la carriera: 10 reti nel primo anno del ritorno, 12 nel campionato ’79-80, nuovamente una dozzina in quello successivo ’80-81, stagione del definitivo addio.

Teneggi, Borgo, Panucci, Prati, Gilardoni: per Virdis davvero una compagnia illustre.

 

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