CALCIO LIGURE ANNI ’70: OLTRE GENOA E SAMP C’E’ IL CAMPIONATISSIMO

 a cura di LUCIANO ANGELINI e FRANCO ASTENGO

Una rievocazione degli anni’70, a partire dal campionatissimo di Serie C con cinque squadre liguri per concludere con l’istituzione della C2, per non dimenticare quelle pagine del nostro calcio scritte dalle squadre capaci di misurarsi in campionati oltre la cerchia regionale: in questo caso Serie C. poi C/1 e C/2 e Serie D.

 IL CAMPONATISSIMO: Il Genoa in Serie C con altre quattro squadre liguri

La stagione 69-70 si aprì all’insegna di una importante novità: le 3 squadre liguri partecipanti alla Serie C, furono tutte raggruppate nel girone “B”, quello comprendente le compagini dell’Italia centrale.

Per Spezia ed Entella non si trattava di una novità assoluta, mentre per il Savona quella scelta aprì il campo alla possibilità di scontri per la gran parte inediti.

Quella del Campionatissimo fu una stagione unica e irripetibile, gonfia di interesse e passione, coinvolgendo e mobilitando tifosi e sportivi per i numerosi derby, alcuni dei quali, come Savona-Genoa, all’insegna di una rivalità mai sopita. I giornali, e cos’altro se no (l’irrompere della tv e dei suoi onnivori palinsesti era di là da venire), dedicarono al campionato servizi, inchieste e iniziative promozionali. In particolare, grande successo ottennero i progetti editoriali de Il Secolo XIX in occasione dei derby con presentazione delle partite, corsi e ricorsi storici, aneddoti, personaggi, schede dei giocatori, interviste ad allenatori e presidenti. 

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Un esempio degli inserti promozionali redatti dal “Secolo XIX” in occasione dei derbies del “campionatissimo”

In verità il comportamento delle nostre rappresentanti risultò poco più che mediocre: in un campionato vinto dalla Massese di Meucci, vittoriosa allo sprint per soli due punti di vantaggio sulla Spal, il Savona risultò alla fine decimo nonostante gli innesti di uomini di vaglia quali Vivarelli, Zucchini, Rumignani e di una giovane speranza rispondete al nome e cognome di Marcello Lippi futuro c.t. della nazionale campione del mondo 2006; lo Spezia, allestito dal vulcanico “Ringo” Malavasi, che lanciò in quella occasione il portiere Marconcini ed il forte difensore Callioni, terminò undicesimo, mentre l’Entella pur evidenziando a centrocampo il dinamismo di Elvio Fontana e in attacco la capacità realizzativa di Balestrieri, colse soltanto la quindicesima piazza.

Altra musica nel girone “A” di Serie D: finalmente l’Imperia colse quel successo pieno, più volte sfiorato nel corso degli anni’60. “Gigi” Bodi, arrivato sulla panchina nero-azzurra proveniente dalla Sestrese, mise assieme una squadra di grande spessore tecnico e agonistico, fondata sull’esperienza di Natta, Marchiandi, Giordano, la classe di Bosca e Cicognini, il dinamismo di Marietto Dubourgel e la grinta di “Tore” Sassu.

In quel girone “A” della Serie D 69-70 si classificarono inoltre: settimo il Rapallo che mise in mostra il goleador ex-atalantino e fiorentino Rozzoni (13 bersagli all’attivo), undicesima l’Albenga, la cui panchina venne affidata a Luciano Testa, il giocatore più rappresentativo di tutta la storia calcistica ingauna, quattordicesima la Sestrese, mentre retrocedettero la Sanremese (che ormai aveva chiuso il grande ciclo aperto negli anni’50 con la partecipazione al girone unico di Serie C) e l’Alassio (alle £vespe” non fu sufficiente l’abnegazione del super-fedelissimo Lunetta, che in quel campionato giocò addirittura una partita in porta).

C’era un po’ di Liguria anche nel girone “E” di Serie D; la Sarzanese, infatti, giunse nona, mentre il successo finale arrise ai toscani dell’Aquila Montevarchi.

La stagione 1970-71 rappresentò un momento di grande importanza per l’intera storia del calcio ligure.

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Il Genoa vittorioso nella Serie C delle cinque liguri: Lonardi; Corradi, Turone,  Ferrari; Derlin, Benini, Agnetti; il massaggiatore Pelizza (suo padre fu il mitico “masseur” di Fausto Coppi) Perotti, Maselli, Cini, Bittolo, Capogna

Per un caso davvero fortuito, infatti, ben cinque squadre della nostra regione si trovarono iscritte al girone “B” della Serie C: una vera e propria “sagra dei derby”.

Era capitato, infatti, che, giunto al culmine di una lunga crisi, era sceso in terza serie nientepopodimenoche il gloriosissimo Genoa.

Nell’estate del 1970 si temette, ad un certo punto, che la società pioniera del calcio italiano dovesse essere definitivamente cancellata.

Il salvatore arrivò da Massa, nella figura dell’imprenditore Tongiani.

Tongiani chiamò sulla panchina rosso-blu il “duro” Sandokan Silvestri che, negli anni’60 era stato protagonista del “miracolo Cagliari” dei Riva, Rizzo, Greatti, Cera, passato dalla Serie C allo scudetto.

Venne così costruito un Genoa di nuovo vincente (anche se con qualche contraddizione: molti ricorderanno una davvero “storica” sconfitta casalinga subita ad opera dall’Aquila Montevarchi).

Alla fine, però, i vari Lonardi, Bittolo, Maselli, Perotti, Turone, riuscirono a staccare la Spal di due punti e a riconquistare il posto perduto in Serie B.

Modesto, invece, il comportamento delle altre liguri: nono lo Spezia, sulla cui panchina sedette per l’occasione l’ex-portiere Feliciano Orazi che recuperò positivamente l’ex-sampdoriano Dordoni; undicesima l’Entella, dell’allenatore- scultore Todeschini che poggiò le maggiori chances dei bianco-celesti sulla veloce ala Barbana; dodicesima l’Imperia guidata con mano ferma verso la salvezza da Bodi che, dopo aver confermato l’organico vittorioso in Serie D aveva innestato in squadra il forte difensore nolese “Titti” Brignole; soltanto quindicesimo il Savona: il gruppo Dapelo, allora proprietario del club bianco-blu, tentò di dare una scossa all’ambiente che andava, via, via, sempre più deprimendosi ingaggiando l’allenatore ex-spezzino Malavasi. “Ringo” si rivelò elemento assai dinamico in panchina, ma assai modesto sotto l’aspetto della preparazione tecnico-tattica. Unica nota positiva, in casa savonese per l’annata 70-71, il lancio definitivo del portiere Merciai e dell’attaccante Marcolini, poi destinati al Bari.

In Serie D il girone “A” 70-71 visse una stagione illuminata dal duello per il primato, ingaggiato tra Pro Vercelli e Biellese: dopo due spareggi senza esito le bianche casacche salirono in Serie “C” grazie al sorteggio.

La migliore delle liguri risultò, in quel frangente, la Sarzanese giunta terza; l’Albenga pervenne all’ottavo posto evidenziando la pura classe dell’ala Nico Vasconi, ex-velociano; dodicesime a pari merito Sestrese e Rapallo.

PER IL SAVONA ULTIMA SCALATA ALLA SERIE B: SI CHIUDE IL CICLO AVVIATO NEGLI ANNI’60

Con la stagione 71-72 le liguri di Serie C furono nuovamente separate: Savona ed Imperia furono incluse nel girone settentrionale; Spezia ed Entella in quello centrale.

Il Savona iniziò molto male quel campionato: la svolta venne all’indomani di una pesante sconfitta interna (1-4) subita da una Pro Vercelli, nelle cui fila eccellevano Tonelli e l’ex-sampdoriano Bissacco.

In seguito a quella “debacle” fu esonerato Malavasi e chiamato alla guida della prima squadra bianco-blu il trainer delle giovanili Ezio Volpi.

L’ex-terzino (oltre che nel Savona aveva giocato anche con Fanfulla, Brescia e Albenga) inaugurò così una carriera da tecnico, che gli avrebbe riservato grandi soddisfazioni: la sua immatura scomparsa lasciò successivamente, un vero e proprio vuoto in tutta la famiglia calcistica savonese, e non solo.

Tornando a quel campionato 71-72 Volpi, avvalendosi anche degli acquisti novembrini di Balestrieri, Ballotta, Catuzzi e dell’ottimo rendimento del prestito sampdoriano Arnuzzo riuscì a pilotare il Savona in salvo, conseguendo il dodicesimo posto.

Inevitabile la retrocessione dell’Imperia, terminata al diciannovesimo  posto: non servirono granchè l’assunzione di un allenatore di nome come il milanista “Cina” Bonizzoni ed i goal del “flglio d’arte” Pierluigi Gabetto.

Nel girone “B” (in cui risultò vittorioso l’Ascoli di Carletto Mazzone, che iniziò così la rincorsa verso una fulminea ascesa in Serie “A”) lo Spezia di Corelli terminò all’undicesimo posto, mentre l’Entella giunse buon’ultima nonostante la sostituzione di Todeschini con il mai dimenticato Manlio Bacigalupo.

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Albenga primi anni’70, per diverse stagioni in lotta per la Serie C senza riuscire a raggiungere l’obiettivo:da sin., in piedi, Celiberti, Zanardini, Ramella, Costanzo, Sobrero, Testa, Zenari; accosciati: Zunino, Bruzzone, Vasconi, Spruzzola, Ameri, Pioppo

Nel girone “A” della Serie D l’Albenga si trovò, invece, impegnata fino alla fine nella lotta per la promozione.

I bianco-neri ingauni arrivarono al quarto posto, preceduti oltre che dalla Cossatese dello spumeggiante duo Poirè- Sollier anche da Asti e Biellese.

Sono da ricordare, di quella brillante stagione in riva al Centa, il nuovo allenatore “Chico” Hanset (che abbiamo già incontrato come terzino di gran classe nel Rapallo), l’estrosa mezz’ala “Miro” Zunino e la dinamica ala Spruzzola.

Da rimarcare ancora, per quel girone A di Serie D 71-72 l’undicesimo posto del Sestri Levante, di cui va comunque ricordata la figura del tecnico Natale Zamboni, anch’egli scomparso prematuramente. Zamboni diresse molte società in Liguria e in Piemonte (Cuneo, Cairese, ecc.) con grande competenza e con un tratto di inestinguibile signorilità.

Anche la Sarzanese militò, nel corso di quell’intensa annata 71-72 in Serie D: la squadra rosso-nera, allenata dall’ex-torinista  Gualtieri, che poteva contare sui “voli pindarici” dell’anziano Mencacci, sulla classe del futuro laziale Franzon e sui goal di Buoso, giunse sesta in un girone dominato dall’Aquila Montevarchi, che potè contare sull’apporto, dalla panchina, di Antonio Valentin Angelillo.

Quello compiuto dal Savona nel corso del campionato di Serie C, girone “A” 72-73 si può forse considerare come il vero e proprio ultimo grande acuto nella storia ultra-centenaria del sodalizio bianco-blu, prima della stagione 2013/2014, quella dei play – off disputati in Serie C fino alla semifinale con la Pro Vercelli.

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La squadra, ottimamente registrata da Volpi, lottò fino alla fine per la promozione in Serie B, poi toccata al Parma vittorioso dopo spareggio sull’Udinese (2-0 in quel di Vicenza).

In quel Savona si affermò definitivamente il centroavanti Panucci, tornato alla casa-madre dopo una esaltante esperienza in quel di Asti dove, al fianco di Giancarlo Antognoni, aveva vinto la classifica marcatori segnando ben 21 reti; notevoli, in quel Savona 72-73, le prove di classe fornite dal duo ex-casertano Corbellini e Gottardo.

Da rilevare, inoltre, un episodio importante avvenuto nella vita societaria del Savona FBC, con il passaggio della proprietà dal gruppo Dapelo (che l’aveva mantenuta in varie forme fin dal campionato di Serie B 66-67) all’impreditore locale Mario Briano (che negli anni’50 era stato anch’esso giocatore del Savona).

Lo Spezia, sempre  guidato da Corelli, giunse quattordicesimo nel girone “B”: si posero in evidenza, tra gli aquilotti, il portiere Brustenga e i due attaccanti Asnicar e Biloni.

Le liguri partecipanti alla Serie D furono divise in due tronconi: Imperia ed Albenga terminarono rispettivamente quarta ed ottava nel girone “A” vinto dalla Gaviese di Mario Robbiano che allineò, tra gli altri, l’ex-sampdoriano “Martello” Delfino e l’ex-genoano Rivara (la “tigre di Ronco); Entella, Sestri Levante, Lerici (una novità appena salita dalla Promozione) e Sarzanese terminarono nell’ordine decima, tredicesima, tredicesima, quindicesima, diciassettesima, assistendo da lontano al successo del Grosseto, allenato dall’ex-genoano Genta e orchestrato in campo dall’esperienza dell’ex-.fiorentino Carpenetti.

CADE IL SAVONA, LO  SPEZIA RIMANE SOLO  IN SERIE C

La stagione 73-74 registrò per il Savona un crollo davvero non preventivato dopo la brillantissima stagione precedente.

I biancoblu fecero, infatti, registrare una inopinata retrocessione.

Partito Volpi alla volta di Venezia, Briano aveva affidato la direzione tecnica all’ex-interista Carlo Tagnin, che non riuscì a trovare il bandolo della matassa, anche per via del modesto rendimento di Tuttino e Pavoni, e l’incipiente declino di Nello Governato: subentrato in panchina Giacomino Persenda non bastarono i tanti goal di Panucci a salvare un Savona condannato a lasciare la Serie C dopo 16 anni (intervallati anche da una stagione in Serie B).

Per la cronaca il girone “A” di quel campionato 73-74 venne vinto dall’Alessandria.

Lo Spezia, guidato questa volta dall’ex-juventino Corradi, terminò undicesimo nell’ambito dei girone “B”: da ricordare le prestazioni dell’attaccante Agostino e del  centrocampista Seghezza, in seguito a lungo dalle nostre parti come direttore sportivo della Cairese e del Vado.

La nostra rappresentanza regionale nel girone “A” della Serie D 73-74 risultò particolarmente folta: l’Imperia giunse terza, fallendo di poco la rincorsa al Casale. Nelle file dei neroazzurri si mise in luce l’ex-bolognese Ghetti e risultò positivo il ritorno in panchina di Gigi Bodi, subentrato a Duzioni. Quarto posto per il Sestri Levante, di cui va ricordata la direzione tecnica di Fosco Becatttini, nona l’Entella, quattordicesima la neo-promossa Levante, che allineò illustri personaggi del mondo calcistico genovese, dall’ex-savonese Tosello, agli ex-genoani Locatelli e Morelli (si pensi che nelle fila del vittorioso campionato di Promozione 72-73, aveva giocato tra i “blu” assicurativi perfino Paolone Barison). Retrocessero Lerici (penalizzato di otto punti per un illecito) e Albenga.

La Serie C 74-75 vide così, per la prima volta dai tempi della Sanremese anni’50, una sola squadra ligure inserita in organico: si trattava dello Spezia, che sempre diretto da Corradi non riuscì ad oltrepassare il dodicesimo posto nel girone “B”, vinto dal Modena.

Molto nutrita per contro la nostra rappresentanza regionale presente nel girone “A” della Serie D.

La migliore del lotto, dominato dall’Albese di De Gasperi e Strumia, risultò l’Imperia allenata da Turra che, ricostituita la coppia degli eterni “cognati terribili” Natta e Gittone  giunse al quarto posto, subito dietro si piazzò l’Entella, mentre il Savona, partito male e poi ripresosi grazie all’avvento nella direzione tecnica della coppia Cucchi-Pelizzari finì con l’assestarsi sulla settima posizione.

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Il Savona tornato in Serie D nella stagione 1974 – 75. da sinistra: lo storico segretario Gaetano Chiarenza, Orcino, Perlo, Rota, Canepa, Nacinovich, Borri; In ginocchio: Favalli, Cucchi, Corbelli, Corbellini, Brignole

Nono posto per la Sarzanese diretta da Castellazzi ed illuminata dalla classe di Dido, mentre si rivelò inevitabile la retrocessione per la Levante, in un campionato risultato inaccessibile per le possibilità tecniche della compagine genovese che pure, oltre a Locatelli, poteva contare su fior di atleti come Macelloni, Blondet, Onori.

IL SAVONA RIMANE IN SERIE D

Riprendiamo il nostro racconto relativo alla storia del calcio ligure “oltre il Genoa e la Samp” avviato nelle scorse stagioni raccontando le vicende torneo 1975-76: lo Spezia, spinto dai goals di Luteriani e Agostini, raggiunse la salvezza con il tredicesimo posto ottenuto nel difficilissimo girone B della Serie C; anche in quella stagione si verificò il classico cambio dell’allenatore con Corradi sostituito dal fedelissimo Bumbaca (già terzino della grande squadra di fine anni’50).

Nella Serie D, girone “A”, si può ben affermare che il Savona perse una grande occasione: il nervosismo del “patron” Robbiano capace di licenziare, per due volte nella stessa stagione, Bodi (sostituito alla fine da Nino Parodi, ex-centravanti di Vado, Alessandria, Vigevano e dello stesso Savona) finì con il frenare il rendimento della compagini che, pur disponendo di due “bocche da fuoco” come Panucci e Beppe Corbellini, giunse soltanto terza alle spalle della non irresistibile coppia Biellese – Omegna (la partita persa in casa dagli striscioni, ad opera dei “lanieri” grida ancora adesso vendetta).

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La Sanremese del ritorno in Serie D: da sin. in piedi, Porzio (dirigente), Cavalleri (oggi agente di Borriello e altri), Foglia, Ventura, Chiari, Grammatica, Zitta, Gatti, Scaburri, Duce, Brenna (all.); acc.: Conchioni, Rigato, Ferlito, De Maria, Masia, Tonoli, Guindani (mass.)

In quel campionato si registrò anche il gradito ritorno della Sanremese giunta sesta nella classifica finale: tra i biancoazzurri, allenati da Brenna, si posero in evidenza tutta una serie di assi del calcio ligure, dal “libero” Gatti, ad Alberto Tonoli ed ancora Zitta, Scaburri, Bruno Perlo, Giampiero Ventura (attuale allenatore del Torino in Serie A, dopo una lunga carriera trascorsa sulle panchine di Entella, Cagliari, Sampdoria, Bari, senza citarle tutte).

Questi i piazzamenti conseguiti dalle altre liguri presenti in quel torneo: decima l’Imperia, undicesimo il Sestri Levante (in evidenza il centravanti di scuola savonese Tonino Sacco) dodicesima l’Entella, che aveva rilanciato in panchina un grosso nome come quello di “Nano” Bassetto.

Nella stagione 76-77 si segnalò il ritorno dello Spezia a livelli più adeguati alla grande tradizione del sodalizio bianconero: terzo posto nel girone “B” della Serie C.

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Spezia 76 – 77 : Da sin in piedi : Agostini, De Fraia, Ferraris, Motto, Moscatelli, Bonanni Accosciati Seghezza, Francheschi, Speggiorin, Giulietti, Sellitri

Si rivelò, in quella memorabile annata, un grande allenatore come Nedo Sonetti, mentre risultarono determinanti le parate di Moscatelli e si dimostrò buon attaccante il vicentino Speggiorin II, ottima spalla di Agostini.

Quel torneo di Serie C venne vinto dalla Pistoiese: era l’epoca d’oro della squadra arancione che allineava giocatori di spicco, quali il futuro juventino Sergio Brio, ed il portiere ex-interista Lido Vieri, oltre al mediano Borgo di cui avremo occasione di riparlare.

In Serie D, girone A 76-77, successo finale di un Omegna targato “Liguria”; nelle fila rossonere alla regia di Piero Pittofrati corrisposero, infatti, puntualissimi i goal s di Victor Panucci, come era già avvenuta nelle juniores del Savona dei primi anni’60.

Ancora turbolenta la vita del Savona in quel periodo: dopo poche giornate di campionato Robbiano cacciò “mister” Omero Tognon, sostituendolo con l’inadatto Agosti; tra i biancoblu non bastarono così, per avvicinarsi al primato, le meraviglie delle mezze ali Pupo e Pandolfi e la regolarità realizzatrice di Geremia.

Il Savona fu soltanto quarto, mentre sorprese al quinto posto il Sestri Levante del presidente Pezzi e dell’allenatore Becattini, che allineò il micidiale tandem tandem d’attacco formato da Cuccu e Melillo.

Sesta arrivò l’Entella allenata da Baveni che disponeva di un grande attacco imperniato su “lampadina” Chiarotto, Comini, Favara e sull’ancor validissimo Ermanno Cristin.

Ottavo posto per l’Imperia e nona posizione per la neo-promossa Rivarolese, diretta da un Nocentini in grado di mixare al meglio la giovanile esuberanza di Bocchinu con l’esperienza di Tiziano Stevan e Pucci Gittone; quest’ultimo ormai in chiusura di carriera, prima di dedicarsi completamente alla famiglia ed al distributore di Pegli.

Un po’ in ombra, invece, la Sanremese soltanto tredicesima, nonostante l’avvento di Bodi in panchina e l’innesto di giocatori di classe come Budicin e Corbellini, mentre retrocesse la Sarzanese diretta da Piquè.

NASCE LA C2

La grande novità, alla vigilia dei campionati 77-78, era rappresentata, al nostro livello, dalla prospettiva di una nuova strutturazione prevista dalla FIGC attraverso lo sdoppiamento della Serie C, in serie C1 e serie C2.

L’obiettivo generale diventò quello della qualificazione ai nuovi campionati: lo Spezia centrò la permanenza in C/1, con un settimo posto (girone vinto dalla Spal) conseguito da una squadra che Sonetti aveva imperniato sul portiere Masoni, lo stopper Batistoni (passato successivamente a Roma e Verona) e i centrocampisti Sellitri e Zunino.

C/2 assicurata, invece, per Imperia (vincitrice del girone “A” di Serie D) Savona (seconda) e Sanremese (quinta).

Le notazioni più importanti riguardanti queste squadre furono: nei neroazzurri imperiesi, mentore Bruno Baveni, l’esplosione degli attaccanti Sacco e Manitto; nel Savona l’avvento in panchina di Valentino Persenda, uno degli uomini-simbolo di tutta la storia bianco-blu; nella Sanremese l’affermarsi di un giocatore di valore come Graglia.

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Imperia anni’70: Manetti, Sobrero, Sassu , Natta, Ronco, Papini, l’allenatore Hanset accosciati: il massaggiatore, Sabbatucci, Catroppa, Raimondo, Pacciani, Buscaglia.

Restarono escluse dalla nuova C/2: Sestri Levante, Entella (non erano bastati i goal di Cristin e il ritorno in panchina di “Budda” Campanelli), Albenga (dove aveva esordito in panchina Paolo Tonelli) e Rivarolese (retrocessa direttamente nei Dilettanti).

La nuova C1 (78-79) risultò fatale, alla sua istituzione, per lo Spezia: i bianconeri, infatti, giunsero al diciassettesimo posto e retrocessero inopinatamente assieme a Padova, Trento e Modena.

Bumbaca sostituì Sonetti in panchina a campionato inoltrato e giovani come Bongiorni e Sassarini misero in evidenza buoni numeri; ma tutto alla fine risultò inutile.

In C2 (Girone “A”) compì, invece, una grande impresa la Sanremese di Caboni che, imperniata sui vari Melillo, Rolfo, Trevisani, Vella (attesa da Sampdoria, Lazio, Atalanta, Catania) riuscì a vincere un difficilissimo torneo.

Ma nella lotta per la promozione c’era stata, fino in fondo, anche l’Imperia eliminata in un tesissimo spareggio a quattro che qualificò l’Aquila Montevarchi, capace di mettere in fila (in piena canicola!) Carrarese, Cerretese, Sangiovannese e -appunto – i neroazzurri imperiesi.

Per contro risultò drammatico il campionato del Savona, salvatosi all’ultima giornata grazie ad un successo esterno (2-0) ottenuto in quel di Tortona.

Il sodalizio biancoblu iniziò quel torneo in piena crisi societaria, allineando la squadra ragazzi: soltanto a Novembre, subentrato Michele Viano alla presidenza e richiamato Persenda in panchina la compagine venne completamente rifondata, portando in biancoblu un nucleo di giocatori esperti, tra i quali Pierino Prati e Antonio Marcolini, capaci di dimostrare ancora tutto il loro valore espresso in tanti campionati di Serie A e B.

La Serie D, ormai diventata la quinta serie nazionale, vide l’affermazione nel girone “A” dell’Arona, con questi piazzamenti conseguiti dalle liguri: quinta Albenga, settimo Pontedecimo, dodicesimo Sestri Levante, quindicesima Entella, retrocessa.

SANREMESE IN GRAN SPOLVERO

La Sanremese corrispose alle aspettative, accese con la promozione nel primo campionato di Serie C/2, mantenendo alto il vessillo della Liguria nel girone “A” del campionato di C/1 79-80.

I bianco-azzurri matuziani, sempre allenati da Caboni che poteva contare sul portiere di scuola juventina Carraro, sui forti difensori Cichero (poi affermatosi come vera e propria “istituzione” della società sanremese) e Maggioni e sul centravanti Pietropaolo (già rivelatosi buon elemento nella Pro Patria e nel Savona) conseguirono un lusinghiero quarto posto al termine di un torneo che vide l’affermazione finale del Varese.

Un Varese in cui agivano, nelle vesti di giovane allenatore “Nano” Fascetti fine-dicitore dell’ultimo Savona di Serie B e Giancarlo Salvi, da Dego, che stava spendendo in campo gli ultimi sprazzi di gloria accumulati con le maglie di Sampdoria e Vicenza, laddove in quest’ultima società si era laureato vice-campione d’Italia a fianco di Paolo Rossi.

Nella C/2 girone “A” colpo gobbo dello Spezia: terzo in classifica, sospinto dai 23 goal messi a segno da un incontenibile Barbuti.

Ma la fortuna era in agguato: penalizzata la Rondinella Firenze di 6 punti, per lo Spezia arrivò la sospirata promozione in C/1.

Senza infamia e senza lode il cammino del Savona: l’immatura scomparsa del presidente Viano aveva riportato in primo piano, a livello dirigenziale, la famiglia Del Buono, questa volta nella figura di Marino figlio minore del grande Stefano, affiancato dall’ex-giocatore Marietto Vagnola (autore poi come dirigente, di una folgorante carriera: dalla Federazione alla Juventus, poi scomparso del tutto prematuramente lasciando un vuoto incolmabile nell’economia e nello sport savonese).

Sul campo quel Savona ottenne l’undicesimo posto presentando tra i pali il portiere Walter Zenga, successivamente passato all’Inter e alla Sampdoria e in grado di collezionare ben 58 presenze in maglia azzurra.

Retrocessione senza riscatto, invece, per l’Imperia, dove risultò del tutto pleonastico il cambio dell’allenatore da Brenna a Ferrari.

In Serie D il passaggio di categoria premiò Asti e Omegna, mentre risultò sorprendente il quarto posto realizzato dal Pontedecimo, neo – promosso e diretto dall’ex genoano Luciano Delfino, con in organico un goleador come Sodini capace di realizzare 19 reti.

Il Sestri Levante finì undicesimo, l’Albenga dodicesima mentre durò soltanto dodici mesi il sogno di gloria della Sestrese, appena risalita dalla Promozione e terminata diciottesima, nonostante il buon lavoro del “mister” Edilio Solari.

Anche il campionato di Serie C/1, girone “A” 80-81 confermò il buon momento della Sanremese: ottavo posto conseguito utilizzando in panchina l’ex-ala destra del Milan “Pantera” Danova, e in campo lo juventino Alessandrelli, l’atalantino Vertova e il sampdoriano Paolini.

Brutto tonfo, invece, per lo Spezia: diciassettesimo e retrocesso.

Barbuti si confermò con 17 reti, mentre deluse Sodini che a Pontedecimo aveva pur fatto grandi cose.

Ma agli spezzini risultò esiziale il valzer della panchina passata da Mazzanti a Curletto e (ancora!) a Enzo Robotti.

In C/2 era rimasto il solo Savona: una buona squadra affermatasi al quinto posto dopo il cambio dell’allenatore (Canali subentrò a Locatelli, dopo una disastrosa sconfitta casalinga subita dalla Rhodense, alla fine vincitrice del campionato).

Nell’organico di quel Savona si segnalarono Barozzi e Bongiorni, negli anni a venire protagonisti nelle serie maggiori, e – soprattutto – il portiere Beppe Ridolfi, modesto quanto prezioso giocatore che ha compiuto, sicuramente, una carriera inferiore alle possibilità che gli derivavano dalle sue eccezionali caratteristiche tecniche.

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La rosa del Vado capace di recuperare dopo tante stagioni il posto in serie D.

Nella Serie D, girone “A” si verificò il pronto riscatto dell’Imperia, dopo la delusione della precedente stagione.

I nero-azzurri trovarono subito la via di una nuova promozione, avvalendosi dell’apporto del tecnico di scuola juventina Giovannino Sacco, mentre la squadra poggiò essenzialmente su Schiesaro, Sacco, Lombardi e Atragene.

Al sesto posto si classificò il Rapallo, capace di recuperare il posto in Serie D dopo un’eclissi più che decennale, grazie alla fusione con la squadra genovese del San Desiderio (che nella stagione precedente aveva vinto lo spareggio – promozione: 4-2 al Vado, sul terreno dello stadio di Marassi), undicesimo il Pontedecimo, quattordicesima l’Albenga, diciassettesimo il Sestri Levante.

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