L’11 DEI SOGNI

La “Lettura” del Corriere della Sera ospita, nel sui numero del 27 maggio, un sontuoso intervento di Mario Sconcerti che prova a disegnare la sua squadra ideale di tutti i tempi.

Operazioni sempre coraggiose questa di scelte all’interno della storia del calcio che danno luogo a discussioni interessanti e proficue, ponendo a confronto diversità di opinioni.

Non ci sottraiamo al dibattito e avanziamo così , con tutti i limiti del caso ( e ponendoci anche dei confini ben precisi), una nostra ipotesi.

Partiamo allora dagli “11” di Navarro

La squadra è schierata con una sorta di schema 4-2-1-2-1 con la seguente formazione:

tra i pali Buffon; i quattro difensori: Burgnich, Beckenbauer, Krol, Paolo Maldini; due laterali davanti alla diesa: Tardelli e Bobby Charlton, un trequartista avanzato: Maradona (centrale nel rombo), 2 giocatori dietro la punta: Cruijff e Pelè, punta Platini.

Naturalmente Sconcerti giustifica due scelte anomale: quella di Krol centrale (comunque l’olandese giocò in quel ruolo nel Napoli) e Platini “punta” con esigenze tattica. Allenatore. Helenio Herrera, a suo giudizio l’inventore del ruolo di tranier.

Quale ipotesi contrapporre ad una visione così suggestiva della storia del calcio mondiale?

Prima di tutto ponendoci un limite: quello di restringere il campo agli anni dai ’40 ai ’60 del XX secolo. Questo per ragioni di oggettiva conoscenza dei giocatori da citare, in virtù dell’assiduità e l’intensità nel seguirne le gesta (in anni successivi sinceramente gli elementi di distrazione sono cresciuti, anche se si è ingigantita la possibilità di assistere alle partite tramite lo schermo televisivo) e, in secondo luogo, per una ipotetica migliore adattabilità ad un unico schema.

In prestito tra questa formazione e quella di Sconcerti un solo giocatore: Pelè.

Arriviamo al dunque: lo schema indicato è quello di una variazione tra quello della grande Ungheria 50 – 56, schierata a “zona” in difesa e il 4-2-4 presentato (giocando a zona) dal Brasile ai Mondiali del 1958.

Allora andando per ordine:

tra i pali: Jascin;quattro difensori schierati:Djalma Santos, Santamaria, Moore, Schnellinger; due mediani davanti alla difesa: Liedholm e Bozsik; quattro attaccanti così dislocati: Garrincha tornante sulla destra, Di Stefano arretrato (tipica posizione del n.9 nell’Ungheria che anche lui teneva nel Real Madrid), davanti Puskas e Pelè.

Più o meno così:

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Jascin

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Djalma Santos,

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Santamaria

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Moore

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Schnnellinger con Gianni Rivera

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Liedholm

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Bozsik

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Garrincha

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Di Stefano

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Puskas

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Pelè

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