Un episodio giovanile degli anni ’50 riportato alla memoria. Un piccolo mondo di paese con grandi affetti. SPOTORNO ANNI ’50: LA GIORNATA MEMORABILE DI BUNNY GOLEADOR DI ITALIA-FRANCIA 2-1

di Bruno Marengo

 Da quando era andato in pensione, Bunny ripensava spesso ai vari momenti della sua vita; in particolare, a quelli della prima giovinezza che, si sa, sono sempre i più belli.

Molte erano, per lui, le giornate da ricordare con piacere, ma la più memorabile in assoluto era quella di un’estate, verso la metà degli anni cinquanta, in cui s’era coperto di gloria in una partita di calcio. Per la verità, qualche anno dopo, c’era stata anche la sfida in cui aveva battuto il pugile Duilio Loi, campione mondiale dei welters junior, a braccio di ferro.

Loi, che era solito trascorrere le vacanze estive a Noli, fu coinvolto, da comuni amici, nella sfida con Bunny, organizzata nella mitica Alga Blu di Spotorno, allora rinomata sala da ballo.

Bunny s’era battuto come un leone e Duilio Loi aveva dovuto cedere. Realtà o finzione? Chissà! In ogni modo, per Bunny fu un momento di gloria. Tutti i bagnanti si complimentarono con lui e lo stesso Loi, generosamente, gli alzò il braccio in alto.

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Una veduta di Spotorno negli anni’50,uno scenario molto diverso da quello di oggi, uno scenario molto diverso da quello urbanizzato di oggi

 Nel cuore di Bunny, però, veniva prima di tutto il calcio che, ai tempi delle elementari, praticava nel campetto dell’Esperia insieme con molti amici.

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Sul campo dell’Esperia con i protagonisti dell’avventura

 Il soprannome Bunny (simpatico leprotto dei cartoni animati) se l’era guadagnato saltando tra le buche ed i ciuffi d’erba di quel campetto da “sette”, ricavato alla meglio da un terreno abbandonato, proprio sotto la casa del poeta Camillo Sbarbaro (che poteva così assistere alle vibranti sfide calcistiche che coinvolgevano i ragazzi del paese). Nel 1953, il regista Alberto Lattuada girò a Spotorno il film “La Spiaggia” e Raf Vallone, il protagonista, già giocatore del Torino, spesso si fermava (abitava in una villa lì vicino) a tirare calci con Bunny e i suoi amici. A volte, li stava ad osservare Martine Carol, la protagonista, che abitava anche lei lì vicino, in quella Villa Bernarda che aveva ospitato lo scrittore D.H. Lawrence e la moglie Frieda.

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L’ingresso di Villa Bernarda che ha ospitato lo scrittore D.H. Lawrence, autore del romanzo L’amante di Lady Chatterly, con la moglie Frieda e, 25 anni dopo, l’attrice francese Martine Carol durante le riprese del film “La Spiaggia” di Lattuada con Raf Vallone, Valeria Moriconi, Mario Carotenuto

  In anni lontani e turisticamente prestigiosi, in quel campo era stato realizzato un cinema all’aperto annesso all’Albergo Esperia.

Artefice della costruzione di quell’arena calcistica era stato il vice parroco don Nino Quaglia, che allenava anche una squadretta composta dai chierichetti della parrocchia.

Bunny avrebbe voluto far parte di quella formazione ma i suoi compagni erano troppo forti e, a quei tempi, la panchina e le sostituzioni non esistevano. Le partite si susseguivano e c’era stata persino una trasferta al Seminario di Savona che era terminata con una netta vittoria degli spotornesi sui seminaristi. Con dei calciatori così, il debutto di Bunny era sempre rimandato.

Don Quaglia aveva comprato d’occasione anche le maglie (a righe verticali blu e gialle), i calzettoni ed i calzoncini. Il tutto era stato consegnato solamente ai titolari.

Il povero Bunny pativa in silenzio e, durante tutti i pomeriggi della settimana, s’allenava con accanimento non appena poteva sostituire qualcuno che lasciava il campo per andare a casa a “fare” i compiti.

Non sapeva ancora che stava per arrivare la sua grande e sospirata occasione.

Durante il periodo estivo, l’infaticabile don Quaglia organizzava dei campeggi in montagna ai quali partecipavano i suoi chierichetti. La Certosa della Valle Pesio, quell’anno, era stata scelta come sede del campo. Vi giunsero sul far della sera. Don Quaglia, mentre stavano entrando nella Certosa, cominciò a raccontare che la stessa era stata costruita, più d’ottocento anni prima, dai Certosini di San Brunone e che, in epoca più recente, era stata adattata a stabilimento idroterapico. V’avevano soggiornato Stendhal, Massimo d’Azeglio, Cavour e Giolitti. Bunny avrebbe preferito che da lì fossero passati Parola, Boniperti e Muccinelli, che erano giocatori della Juventus, la sua squadra del cuore. Lo disse ad un suo compagno che però fece spallucce perché era genoano.

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La Certosa di Valle Pesio, scenario dell’inedito Italia – Francia deciso da “Bunny”

 Salirono su per un grandioso scalone e si ritrovarono in un porticato con capitelli di marmo. Don Quaglia leggeva, ad alta voce, antichi motti scolpiti sul marmo:

“Nihil timens inclita virtus”, oppure: “Sic transit gloria mundi”. Poi traduceva in italiano, così come faceva quando insegnava loro a servire la Messa in latino. Finalmente giunsero in uno stanzone dove avrebbero dovuto dormire su dei pagliericci già predisposti. Dopo aver sistemato la loro roba, scesero nel parco e, al limite di un bosco, scoprirono un campetto di calcio con tanto di pali e traverse.

Le sorprese non erano finite: il giorno dopo arrivarono dei ragazzi di una parrocchia francese. Campeggiavano anche loro nella Certosa e don Quaglia, “in men che non si dica”, organizzò una sfida calcistica Italia – Francia. Mancavano, dalla formazione tipo, due attaccanti, rimasti a Spotorno perché impegnati in lavoretti estivi, e Bunny sperava di giocare. Il foglietto della formazione fu appeso sulla porta dello stanzone-dormitorio ma il nome di Bunny stava al fondo dell’elenco, tra le riserve. Che dolore!

Fortunatamente, per Bunny, il caso volle che un ragazzo, molto goloso, restasse a letto, bloccato da un’indigestione, e che lui fosse chiamato a sostituirlo. Gli consegnarono una maglia che, mingherlino com’era, gli arrivava alle ginocchia. Sulle spalle portava il numero sei. Gli tremavano le gambe dall’emozione.

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Ecco Don Quaglia con i suoi calciatori – chierichetti

 Prima dell’inizio della partita, cantarono gli inni e la Valle Pesio fu attraversata dalle note e dai versi di Fratelli d’Italia e della Marsigliese. I ragazzi francesi erano molto forti e segnarono quasi subito. I chierichetti di don Quaglia si difendevano con accanimento ma non riuscivano mai a passare la metà campo. Il povero Bunny, lasciato solo davanti, non toccava palla. Poi accadde il miracolo: il portiere francese fece una papera e, alla fine del primo tempo, pareggiarono.

Nel secondo tempo la musica non cambiò e sembrava che la porta degli italiani dovesse capitolare da un momento all’altro. A seguito dell’unica azione offensiva ottennero un calcio d’angolo. Don Quaglia urlò: “Tutti avanti!”. La palla piombò al centro dell’area e scoppiò una mischia furibonda. Dopo un accanito “batti e ribatti”, Bunny se la trovò davanti e la toccò con la punta del piede. La valle fu scossa da un urlo: “GOOOLLL!!!”. Solo Bunny se ne restò muto e quasi incredulo mentre fissava la palla che, attraversata la porta, s’era fermata ai piedi di un grande albero.

La partita finì con quel risultato e lo portarono in trionfo. Non capiva più niente. Era Domenica pomeriggio e andarono tutti al Vespro. Durante la funzione, Bunny s’accasciò su di una sedia. L’emozione era stata troppo forte!

Don Quaglia gli fece odorare dell’aceto e l’accompagnò a letto. Bunny sognò quel gol per tutta la notte e, ancora oggi, ripensa spesso a quella giornata memorabile e a quell’urlo che scosse la Valle Pesio.

Nota:

Carlo Barrera, il popolare Bunny, è andato in pensione. Faceva il messo. Gli è stata consegnata una targa dall’Amministrazione Comunale per il servizio prestato, con scrupolo e dedizione. Ho raccontato, con un pizzico di fantasia e sperando di fargli piacere, una delle giornate più memorabili della sua giovinezza (per sua stessa ammissione). Una delle tante di quando eravamo ragazzini e don Quaglia c’insegnava, oltre che a servire la Messa in latino e a giocare a pallone, a vivere con onestà e in amicizia. Don Nino Quaglia è stato vice parroco di Spotorno per sedici anni. Ora riposa nella parte vecchia del Cimitero del Santuario di Savona.

L’articolo è stato scritto nel 1999 per ricordare il pensionamento di Bunny

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