1947 – 48: SETTANT’ANNI FA IL CAMPIONATO PIU’ LUNGO PER IL TORINO PIU’ GRANDE

 di FRANCO ASTENGO

La (lunga) storia del calcio italiano è ricca di capitoli indimenticabili e irrinunciabili: grandi vittorie, sofferte e dolorose sconfitte, protagonisti entrati nella leggenda, momenti intensi per emozioni, partecipazione, sentimenti e, non ultimo per importanza, un forte senso di appartenenza. Un capitolo indelebile quello scritto settant’anni fa, nella stagione 1947-48, quando, con il ripescaggio della Triestina, dovuto a motivi patriottici, prese il via quello che rimane ancora oggi il campionato più lungo e affollato della storia: ventuno squadre al via (unico caso, nella storia della moderna Serie A a girone unico, con un numero di squadre partecipanti dispari), quaranta gare da giocare e due turni di riposo a testa. Il torneo iniziò il 14 settembre 1947 e si protrasse fino ai primi giorni del luglio successivo. In quella stagione il calcio assunse le dimensioni di un fenomeno economico imponente per vari aspetti che gravitavano attorno ad esso, con il verticale incremento delle entrate del concorso di pronostici varato dalla Sisal su un’idea del giornalista di Massimo Della Pergola e poi ridenominato Totocalcio.

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La Triestina 1947 – 48. Per via del ripescaggio degli alabardati per ragioni nazionalistiche la Serie A fu disputata da 21 squadre. Allenata dal “Paron” Nereo Rocco, quella del “mezzo sistema”  la Triestina fu seconda in classifica alla pari della Juventus e del Milan, alle spalle del Grande Torino. Formazione: Striuli, Zorzin, Blason, Presca, Sessa, Radio, Rossetti, Trevisan, Ispiro, Tosolini, Begni

Interessante, in paragone ai tempi correnti, esaminare la situazione economica delle società e dei giocatori.

Aspetti economici
Oltre ad imporre un massimo di 16 giocatori nelle rose delle squadre, le norme economiche, stabilite dalla Commissione paritetica Società Calciatori, deliberarono quanto di seguito riportato.

  • Stipendio (titolari): minimo 30.000 lire; massimo 50.000 lire (solo per i giocatori di eccezionale valore tecnico ed in particolari condizioni di disagio).
  • Stipendio (non titolari): minimo 7.500 lire; massimo 15.000 lire; premio di 5.000 lire per ogni presenza in prima squadra.
  • Premi partita: massimo 10.000 lire per ogni punto e per 12 giocatori; per i restanti 4 componenti la rosa dai 2.000 ai 5.000 lire; in 3 sole occasioni le società potevano stabilire un premio extra, dal valore massimo di 15.000 lire, previo preavviso alla FIGC.
  • Premio di riconferma: minimo 200.000 lire annui; massimo 500.000 lire. Tale premio poteva essere versato in tre rate (inizio campionato, fine girone d’andata, fine campionato).
  • Premi speciali: ai giocatori con anzianità di Serie A di 3, 4, 5 anni ed oltre rispettivamente spettava un premio annuo dal valore massimo di 100.000, 200.000, 300.000 lire.
  • Premi di classifica: per il primo posto 300.000 lire annui massimi; per le restanti posizioni 100.000 lire annui massimi.

In fase di mercato il Torino restò ad osservare. La Juventus, che liberò i due cecoslovacchi Vycpálek e Korostelev, predispose il ritorno di Rava e promosse titolare il diciannovenne Boniperti, subito capocannoniere con 27 gol, due più di Valentino Mazzola, futuro capitano di lungo corso. Più massicci furono gli interventi del Napoli, che ingaggiò il romanista giallo-rosso Krieziu e un gruppo di uruguaiani selezionati dall’allenatore Sansone, e della Triestina, ripresentatasi al via con un gruppo di calciatori navigati (Trevisan, Tosolini, Ispiro) e un allenatore pressoché esordiente, l’ex giocatore Rocco, al timone, poi alla guida del Padova della difesa-bunker e del grande Milan. Il Bologna acquistò l’attaccante ungherese Mike, mentre il Milan prelevò alcuni elementi in provincia (Degano, Gratton), così come l’Inter (Arezzi, Fiorini), che Meazza tentava di convertire al sistema.

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Una formazioine del Grande Torino edizione 1947 – 48: da sin., in piedi, Castigliano, Mazzola, Fabian, Rigamonti, Loik, Bacigalupo; accosciati: Menti, Martelli, Ballarin, Gabetto, Tomà. Questa la formazione tipo, quasi una filastrocca per chi visse e seguì l’epopea granata: Bacigalupo, Ballarin, Maroso; Grezar, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. Tra i titolari c’era anche Ferraris II, che, prima di lasciare il posto ad Ossola, fece registrare 13 presenze in prima squadra. 

Fatta eccezione per un passo falso a Bari, il Torino partì bene, e si portò in vetta alla sesta giornata. Da novembre a gennaio i granata avanzarono di pari passo con il Milan di Carapellese e Puricelli. Il 25 gennaio i rossoneri vinsero lo scontro diretto per 3-2 e due settimane dopo chiusero in vetta il girone d’andata con due punti di vantaggio sui rossoneri e ben sei sul trio formato da Inter, Juventus e Triestina, che trovò in un’attenta fase difensiva (il «mezzo sistema», che prevedeva l’ulteriore arretramento di un centrocampista) la chiave per scalare posizioni in campionato.

Il Milan mancò dello scatto decisivo per lo scudetto e il Torino ne approfittò nel girone di ritorno. Il 21 marzo i lombardi, privi di Carapellese allontanato per motivi disciplinari, persero a Bologna; poi, il 17 aprile, caddero anche a Bergamo, contro l’Atalanta in buona condizione, dopodiché calarono, pareggiando in casa contro la Roma non brillante e lasciandosi sconfiggere, anche in casa, dalla neopromossa Lucchese. Il Torino agganciò, superò e allungò con un ritmo serrato; alla trentacinquesima giornata collezionò dieci punti di vantaggio sul Milan. I rossoneri, infine, si lasciarono raggiungere dalla Triestina e dalla Juventus di Boniperti, capocannoniere con 27 reti. I granata invece fecero il 30 maggio una notevole impresa, rimontando da 0-3 a 4-3 la Lazio e ottenendo, grazie a ancora una sconfitta del Milan, la vittoria aritmetica dello scudetto con cinque giornate d’anticipo. Alla fine della quarantaduesima e ultima giornata, giocata in piena estate, il vantaggio su Juve, Triestina e Milan fu di sedici punti.

Il Grande Torino si confermò così la squadra più forte in assoluto. Nel corso del lungo torneo schierò appena 15 giocatori; deteneva la difesa migliore del torneo e, soprattutto, un attacco prolifico capace di segnare 125 reti (25 di Gabetto e 23 di Mazzola) in quaranta partite.  In questa stagione piazzarono anche la vittoria più larga della Serie A a girone unico, battendo per 10-0 l’Alessandria.

Il Napoli invece si mise in pesante crisi. Si staccò sul fondo e finì il girone d’andata con cinque punti di ritardo sulle quintultime. Malgrado un tentativo di rimonta, terminò la sua travagliata stagione con la retrocessione, venendo condannato anche all’ultimo posto per un tentativo di corruzione nella partita contro il Bologna. La seconda retrocessione della storia partenopea non fu accettata serenamente dalla società, che si rivolse alle assemblee estive per recuperare a tavolino la categoria, insistendo per la messa a disposizione di un ventunesimo posto per la successiva stagione della massima serie. A questa proposta la Lega Nazionale e i suoi organi di giustizia sportiva reagirono duramente, intrecciando una disputa legale che si concluse solamente con l’intervento della Figc e la minaccia di una radiazione dai quadri per la società azzurra.

Rischiò il declassamento anche la declinante Roma che, al penultimo turno, ottenne la vittoria necessaria per la salvezza nello scontro diretto contro la Salernitana, il cui gioco estremamente passivo (ritenuto «ostruzionistico» dai critici), imposto dall’allenatore Viani, era apparso efficace per tutto il girone d’andata. Oltre al Napoli e la Salernitana, caddero infine tra i cadetti anche il Vicenza, ultimo sul campo, e l’Alessandria condannata da un negativo girone di ritorno. Si salvò la Lucchese, così come più che buono fu il campionato della Pro Patria, alla prima apparizione in massima serie in quattordici anni.

Classifica finale: Torino 65, Milan 49, Juventus 49, Triestina 49, Atalanta 44, Modena 44, Fiorentina 41, Pro Patria 40, Bologna 40, Lazio 39, Bari 38, Inter 37, Genoa 37, Sampdoria 36, Livorno 36, Lucchese 36, Roma 35, Salernitana 34, Alessandria 31, Vicenza 26, Napoli 34. Retrocesse: Salernitana, Alessandria, Vicenza e Napoli (per illecito sportivo)

Formazioni:

Torino: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola( Tomà, Martelli, Ferraris II, Fabian); all. Sperone; d.t. Erbstein.

Milan: Rossetti, Gratton, Bonomi, Annovazzi, Toppan, Tognon, Degano, Antonini, Puricelli, Raccis, Carapellese (Mattioni, Piccardi, Burini, Foglia, Cerri, De Gregori, Grava, Santagostino): all. Bigogno.

Juventus: Sentimenti IV, Dal Monte, Rava, Depetrini, Parola, Locatelli, Kincses, Cergoli, Boniperti, Magni, Sentimenti III (Cavalli, Grosso, Angeleri, Arpas, Muccinelli, Gibellino, Caprili, Lenci); all. Chalmers, d.t. Cesarini.

Triestina: Striuli, Zorzan, Blason, Presca, Sessa, Radio, Rossetti, Trevisan, Ispiro, Tosolini, Begni (Giannini, Bernard, Gordini, Mlacher); all. Rocco.

Atalanta: Casari, Manente, Citterio, Mari, Todeschini, Schiavi, Fabbri V, Cominelli, Astorri, Miglioli, Randon (Mosca, Korostelev, Busnelli, Salvi, Tabanelli, Scudeler, Bertoli, Cagnoni, Medolago, Zuppet); all. Fiorentini.

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L’Atalanta 1947 – 48

Modena: Corazza, Silvestri, Braglia, Malinverni, Neri, Menegotti, Romani, Bertoni I, Pernigo, Cassani, Sentimenti V ( Corghi, Stefanini, Del Medico, G.B. Fabbri, Milani, Cavalieri, Giovetti, Vecchi); all. Mazzoni.

Fiorentina: Moro, Eliani, Furiassi, Acconcia, Avanzolini, Magli, Marchetti, Valcareggi, Galassi, Gei, Badiali (Bigazzi, Suppi, Bollano, Zoppellari, Bortoletto, Caciagli, Compiani, Gregorin, Ponticelli); all. Ferrero.

Pro Patria: Uboldi, Marelli, Patti, Borra, Fossati, Azimonti, Cavigioli, Turconi, Antoniotti, Molina, Candiani (Visco Gilardi, Martini, Pozzi, Colpo, Bonelli, Bertolucci, Reguzzoni, Ceriotti, Ivaldi, Carnevali, Messenzani); all. Biffi.

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Pro Patria 1947 – 48

Bologna: Vanz, Giovannini, Spadoni, Cingolani, Sarosi, Marchi, Mike, Arcari, Cappello, Gritti, Baiocchi ( Vasirani, Taiti, Marchese, Biavati, Ballacci, Giorgi, Ricci, Bonarelli, Brandimarte, Matteucci); all. Lelovich, d.t. Felsner.

Lazio: Gradella, Remondini, Piacentini, Alzani, Gualtieri, Ferri, Puccinelli, Magrini, Penzo, Flamini, De Andreis (Giubilo, Antonazzi, Brunetti, Cecconi, Fantoni, Lombardini, Rosi, Del Pinto, Carton, Vidal, Ramella); all. Tognotti, d.t. Cargnelli.

Bari: Costagliola, Pellicari, Carlini, Orlando, Lucchi, Isetto, Hrotko Maestrelli, Tontodonati, Tavellin, Spadavecchia (Pipan, Pietrasanta, Cavone, Voros, Ottogalli, Gianmarco, Bogdan, Mongelli, Lenzi, Nasi, Piemontese, Santamato); all. Plemich, d.t. Kutik.

Inter: Franzosi, Pangaro, Pian, Fattori, Arezzi, Achilli, Fiumi, Quaresima, Lorenzi, Muci, Zapirain (Albani, Fiorini, Neri, Passalacqua, Marchi, Campatelli, Susmel, Guaita, Simatoc, Madini, Gariboldi, Garay, Colombo); all. Meazza, d.t. Astley.

Genoa: Cardani, Stellin, Becattini, Cattani, Sardelli, Bergamo, Trevisani, Formentin, Brighenti I, Verdeal, Della Torre (Sacchetti, Castellini, Grisanti, Cappellini, Rosignoli, Fuzer, Curti, Ortega, Ghiandi, Odone, Bargagliotti); all. Allasio, d.t. Garbutt.

Sampdoria: Lusetti, Vicich, Zorzi, Ballico, Bertani, Gramaglia, Koenig, Barsanti, Bassetto, Baldini, Rebuzzi (Bonetti, Bertoni II, Carissimi, Parodi, Borrini, Cassano, Di Piazza, Silvestrelli, D’Alconzo, Calichio, Broccini, Pruzzo); all. Baloncieri.

Livorno: Merlo, Soldani, Lovagnini, Brondi, Picchi, Capaccioli, Piana, Stua, Tieghi, Dante, Gimona (Nascenzi, De Vito, Mannocci, Bimbi, Tre Re, Taccola, Tuccini, Torriglia, Spagnoli); all. Magnozzi.

Lucchese: Piani, Bertucelli, Clocchiatti, Salar, Giovannini, Mezzadri, Roffi, Miniati, Michelini, Rosellini, Conti (Zotti, Vellutini, Cuscela, Giusti, Toth, Giannotti, Coppa, Becchetti, Catelli, Prasselli, Bonaccorsi); all. Hajos, d.t. Cappelli.

Roma: Risorti,Andreoli, Contin, Valle, Fusco, Dell’Innocenti, Ferrari, Di Paola, Amadei, Zsengeller, Pesaola (Francalancia, Jacobini, Losi, Schiavetti, Puppo, Brunella, Riva, Peretti, Curti, Zaga); all. Brunella, d.t. Senkey.

Salernitana: Masci, Pastori, Jacovazzi, Dagianti, Buzzegoli, Tori, Merlin, Vaschetto, Piccinini, Rossi, Onorato (Gambazza, Benedetti, Margiotta, Rispoli, Sifredi, Morisco, Rodriguez, Grassi, Surano, Volpe); all. Viani.

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La Salernitana schierata al vecchio stadio “Vestuti” per la prima sfortunata stagione in Serie A. Gipo Viani impostò a Salerno il moderno (allora) modulo del catenaccio con il “falso nueve” Piccinini  (poi juventino in una mediana con Mari e Parola, futuro padre del commentatore di Mediaset in Champions) schierato alle spalle di tutti nel ruolo di “terzino volante” mentre in attacco rimaneva l’ex – savonese Vaschetto

Alessandria: Diamante, Della Frera, Di Gennaro, Gallea, Rosetta, Tortarolo, Armano, Petruzzi, Stradella, Sotgiu, Coscia (Giorcelli, Rognoni, Lustha, Soffrido, Frugali, Delaude, Albertelli, Ottonello, Tosi, Traini, Valdirosa); all. Kovacs.

Vicenza: Fiorevanti, Parena, Grosso, Sandroni, Santagiuliana, Campana, Begnini, Conti II, Sperotto, Carraro, Zambelli (Bellotto, Della Fontana, Spanevello, Rebuzzi I, Gozzi, Filippi, De Boni, Fabrello, Capraro, Tomasella, Vicariotto); all. Spinato, d.t. Vecchina.

Napoli: Chellini, Pretto, Pastore, Di Costanzo, Andreolo, Rosi, Kriezu, Ganelli, Di Benedetti, Verrina, Barbieri (Sentimenti II, Candelas, La Paz, Santamaria, Spartano, Busani, Cerilla, Capolino, Nespolo); all. Sansone, d.t. Sallustro.

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La Juventus 1947 – 48 del capocannoniere Giampiero Boniperti. In piedi, da sinistra: Cergoli, Cavalli, Arpáš, Boniperti, Rava (capitano), Sentimenti III, Cesarini (allenatore); accosciati, da sinistra: Grosso, Kincses, Depetrini, Caprili, Parola.

Classifica cannonieri: 27 Boniperti, 25 Mazzola, 23 Gabetto, 21 Bassetto, 19 Amadei. 19 Conti, 18 Pernigo, 18 Turconi, 18 Dalla Torre, 17 Penzo,17 Puricelli.

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