IL CALCIO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE LA COPPA FEDERALE

Di Franco Astengo

 Nell’intento di ricostruire, per quanto possibile, la storia del calcio all’interno del nostro blog dedichiamo spazio a un evento probabilmente dimenticato dai più: la Coppa Federale che, nella stagione 1915 – 16, sostituì il Campionato interrotto al momento dell’entrata in guerra dell’Italia (nel dopoguerra lo scudetto fu poi assegnato al Genoa che si trovava in quel momento al comando del girone finale dell’Italia settentrionale).

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Il Genoa nell’edizione poi proclamata vincitrice del campionato 1914 – 15. Nella Coppa Federale 1915 -16 mister Garbutt non si trovava alla guida della squadra rossoblu in quanto arruolatosi volontario nell’esercito inglese come il fondatore della società rossoblu James Spensley che sarebbe caduto sul fronte occidentale.

All’entrata nella Prima guerra mondiale, la Figc dispose dunque frettolosamente la sospensione del campionato in corso, a cui mancava solo l’ultima giornata delle finali e la finalissima. Il provvedimento fu aspramente criticato in particolare dalla capolista Genoa, che si sentì defraudata della vittoria. La Federazione tuttavia rassicurò il sodalizio ligure che il torneo sarebbe stato regolarmente portato a termine non appena la guerra si sarebbe conclusa. Bloccatosi il fronte nelle trincee montane e dell’Isonzo, la situazione in cui ci si venne a trovare vedeva da un lato le società che, seppur avendo perso diversi giocatori arruolati nell’esercito, erano ancora in grado di schierare formazioni complete, mentre dall’altro lato c’era la Federazione, che avendo ancora il campionato del 1915, e il relativo titolo, in sospeso, non poteva certo organizzarne uno nuovo. La soluzione si trovò organizzando una Coppa Federale sul modello del campionato, ma senza titolo di Campione d’Italia in palio. Al momento dell’istituzione del torneo, gli Organi Federali si aspettavano una massiccia adesione dalle squadre affiliate. Tuttavia, soltanto 15 squadre risposero all’appello. L’assenza di maggior scalpore fu quella della Pro Vercelli. La Cremonese, inizialmente iscritta e inserita nel girone con Modena e Bologna, chiese ed ottenne l’esonero dalla partecipazione adducendo come motivo l’alto costo previsto delle trasferte in Emilia. Fu quindi rimpiazzata dall’Audax Modena. Fece discutere poi la decisione unilaterale della Federazione di escludere dal torneo le squadre del Centrosud, le quali affidarono alla Gazzetta dello Sport la loro vibrante protesta, a dimostrazione che questa Coppa era sentita come un vero campionato. Data la pericolosa collocazione geografica, ci fu anche l’assenza delle compagini venete.

La coppa si sarebbe svolta, sul modello dei campionati dell’epoca, su tornei regionali seguiti da una fase nazionale. Furono istituiti cinque gironi, uno per Regione tranne il Piemonte che ne ebbe due. Le vincitrici dei raggruppamenti avrebbero costituito la poule finale per l’assegnazione della coppa. I dati qui raccolti sono riportati dall’opera Il calcio e la Grande Guerra, 1916 di Carlo Fontanelli, il quale li ha a sua volta recuperati dalle pubblicazioni dell’epoca della rivista Il Football.

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Una formazione rossonera del 1915: in piedi Sala, Barbieri, Pizzi; inginocchiati Scarioni, Soldera, Lovati; a terra Morandi, Ferrario, Brevedan, Van Hege, Bozzi.

Eliminatorie regionali

Girone A: Milan 8, US Milanese 2, Internazionale 2

Girone B: Juventus 8 Torino 2 US Torinese 2

Girone C: Casale 4 US Vercellese 4 Valenzana 2

Girone D: Modena 8 Bologna 4 Audax Modena 0

Girone E : Genoa 6 Andrea Doria 5 Savona 1

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19 dicembre 1915, campo di via Goldoni. Inter – Milan 0-3

Le eliminatorie riscossero un grande successo di pubblico, con numerosi derby assai accesi e sentiti. Grande attesa vi era dunque per il girone finale, in programma fra febbraio ed aprile. Subito si ebbe, tuttavia, il problema del Casale che, per gravissimi problemi finanziari, dovette ritirarsi dopo una sola gara in cui aveva perso 2-0 contro la Juve. Tutti i restanti match del Casale non furono disputati e alle avversarie dei casalesi, inclusa la Juventus, vennero automaticamente assegnate vittorie a tavolino. Il protrarsi della decisione su un ricorso presentato dall’Andrea Doria nei confronti del Genoa, in seguito respinto, causò, inoltre, la posticipazione di alcune partite dei rossoblù. Il raggruppamento fu estremamente equilibrato, e solo all’ultima giornata il Milan riuscì ad aggiudicarsi l’ambita coppa, battendo in casa i Grifoni virtuali Campioni d’Italia in carica. Determinante per il successo rossonero fu il figliol prodigo Aldo  Cevenini, mentre il super bomber Louis Van Hege dovette lasciare a metà stagione, richiamato al fronte in Belgio. Questa vittoria fu il canto del cigno per la società rossonera, che uscirà totalmente ridimensionata dal conflitto, iniziando un lunghissimo periodo buio che si concluderà solo al termine di una nuova guerra, nel 1945. Per quanto riguarda la Federazione, l’aggravarsi delle funeste notizie dal fronte, sconsigliarono di ripresentare la manifestazione l’annata successiva. I Comitati Regionali misero in piedi vari tornei locali, sempre più raccogliticci, addirittura a porte chiuse dopo la rotta di Caporetto. Solo nel 1919, con la vittoria, ritornerà il calcio a livello nazionale.

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La Juventus schierata nella Coppa Federale

Classifica finale

Coppa Federale 1915-16 Pt G V N P GF GS
1.  Milan 11 8 5 1 2 13 7
2.  Juventus 10 8 4 2 2 13 8
2.  Modena 10 8 4 2 2 13 10
4.  Genoa 9 8 4 1 3 15 13
5.  Casale 0 8 0 0 8 0 16

Nei decenni a seguire questa coppa, pur essendo tradizionalmente riportata con una voce specifica negli albi d’oro del campionato, non venne mai considerata assimilabile ad un vero campionato italiano.

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Polemiche analoghe interessarono tempo dopo un altro torneo bellico nazionale, il Campionato Alta Italia 1944, che però, a differenza della Coppa Federale ebbe a pieno titolo la qualifica di scudetto sin dal momento della sua istituzione, salvo poi essere disconosciuto probabilmente perché vinto a sorpresa dalla squadra dei vigili del fuoco di La Spezia (lo Spezia “mascherato” per far sfuggire ai suoi giocatori gli obblighi militar).La società spezzina poi in occasione del proprio centenario (2002) ottenne dalla Federazione la possibilità di apporre sulla maglia un piccolo distintivo tricolore che ricordasse quell’affermazione. Il dibattito sul prestigio della Coppa Federale si riaccese agli inizi degli anni Settanta, allorché la società di via Turati, a quota nove scudetti, incappò in una serie di brucianti secondi posti in campionato, conditi da aspre polemiche. Giornalisti vicini ai rossoneri cominciarono a chiedere di riconsiderare il valore di quella competizione, auspicando per lo meno l’assegnazione in anticipo ai milanesi dell’agognata stella d’oro simboleggiante la vittoria di dieci scudetti. Nonostante ciò l’iniziativa, già portata avanti con poca convinzione dai suoi stessi ideatori, non fu mai presa in considerazione dalla Figc.

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 Savona FBC: Falco, Sabaini, Saettone, Roletti, Romano, Veglia, Perlo, Ghigliano, Cuttin, Roggero, Ciarlo I.

Nostre ulteriori ricerche ci hanno permesso di reperire alcune delle formazioni schierate dalle squadre partecipanti:

Milan: Barbieri, M. Sala, Pizzi, Cazzaniga, Soldera, Greppi, Morandi, Avanzini, Cevenini I, Van Hage, Mazzoni (Gambuti, Ferrario, Guarnieri)

Internazionale: Cameroni, Peterly, Donà, Engler, Carcano, Lazoli, Bronzini, Agradi, Aebi, Kintsch, Fabbri (Tremolada, Gussoni, Asti, Rossi)

US Milanese: Soffientini, De Simoni, Carmelo,. Ghezzi, D’Agradi, Bruciamonti, Giustacchini, Sgravati, Bosi, Boiocchi, Ugazio (Balbo, Cozzi, Zerbi)

Modena: Borghetti Secchi, Lunghi, Zanussi, Roberts, Ara, Forlivesi,Perin, Fresia, Maselli, Rampini II ( il Modena usufruì dell’apporto di alcuni giocatori della Pro Vercelli che aveva rinunciato a dipsutare la Coppa)

Juventus: Terzi, Novo, Pirovano, Omodei, Monti, Bigatto, Berganti, Della Casa, Reynaudi, Laviosa, Pavan,

Andrea Doria: Casalino, Santinoli, Bedogni, Bagliatto, Passano, Bisio,  Bodrato, Macaggi, Bagnasco, Olcese, Delfino (Ruschetti, Capris, Griffini)

Genoa: Costa, De Nardo, Ferrari, Capelli, Berardo, Traverso, Bergamino, Santamaria, Brezzi, Bassi, Walsingham (Crocco, Baglietti)

Savona. Sguerso, Barabino, Repetto, Capelli, Capello, Colombo, Hurny, Peloso, Grillo, Brunoldi, Truffi  Guglielmi, Roletti, Ghigliano, Gavoglio)

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