STAGIONE 1920-21: IL CALCIO IN CRISI DI CRESCITA CON 92 SQUADRE IN SERIE A

a cura di FRANCO ASTENGO

Nell’immediato primo dopo guerra, siamo agli albori degli anni ’20,  l’organizzazione del calcio italiano deve affrontare una vera e propria crisi di vorticosa crescita. Le squadre nascono come funghi, in città e in provincia. Tutti vogliono giocare senza discriminazioni di categoria e scansioni gerarchiche dovute a differenze economiche. Ma le cosiddette “grandi” intendono invece approntare un meccanismo di maggior selezione. Il calcio ormai sta diventando un grosso affare economico e politico e non si intende perdere l’occasione.Inoltre la maggior selezione si pensa potrebbe favorire la crescita del livello tecnico e di conseguenza i risultati della Nazionale, importanti per  questioni di prestigio internazionale e di carattere economico.

Vittorio Pozzo prepara un progetto di girone unico di Serie A che provocherà grandi discussioni e addirittura, nella stagione 1921 – 22, una scissione: si giocheranno due campionati, quello della CCI con le grandi suddivise in 2 gironi e quello della FIGC con la consueta formula dei gironi regionali. Poi ci si avvierà ad una ricomposizione e, a grandi passi, ci si avvierà a compiere il percorso fino al girone unico che si giocherà per la prima volta nella stagione 1929 – 30.

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La Pro Vercelli campione d’Italia: Curti, Rosetta, Bossola, Ara, Parodi, Perino, Ceria, Ardissone, Gay, Rampini II, Borello

Questa storia però è abbastanza nota e ne abbiamo già scritto anche nel nostro blog. Meno note sono le vicende del campionato 1920 – 21 che fa registrare per quel che riguarda la Divisione Nazionale la partecipazione di ben 92 squadre suddivise in gironi regionali, semifinali interregionali e finale tra la vincente Lega Nord contro la vincente Centro – Sud. Da notare che al campionato italiano partecipò anche una squadra svizzera: il Chiasso.

Ed è a questo maxi – campionato che intendiamo dedicare un dettagliato ricordo.

Quella che diverrà l’ultima edizione dei campionati regionali disputata dalle grandi squadre, riservò le sorprese che non si erano verificate negli anni precedenti. La notizia clamorosa arrivò dal Piemonte dove la Juventus, finalista nel 1920, fu malamente eliminata vincendo soltanto quattro delle dieci gare disputate. Sempre nei territori sabaudi, anche gli ex-campioni del Casale andarono incontro ad una triste sorte. E pure nelle altre Regioni non mancarono esiti insoliti per i lunghi e stancanti tornei, con grandi nomi come il Genoa e il Milan ridotti a qualificarsi sul filo del rasoio.

Il campionato nazionale, spezzettato in quattro gironcini dato lo scarso tempo rimasto, non lesinò esiti clamorosi. Saltò all’occhio il pessimo comportamento delle tre milanesi, evidentemente spossate dall’interminabile percorso che avevano dovuto precedentemente affrontare (l’Inter, di fatto, diede forfait in tre delle sei partite del girone finale, dopo la sconfitta a tavolino per non aver accettato la ripetizione della sfida interna con la Pro Vercelli). Se anche le due genovesi non brillarono, come pure, ma questo non era certo una novità, le rappresentanti del Veneto, fu invece splendido il comportamento delle emiliane, certificando il definitivo raggiungimento da parte del calcio cispadano dei livelli di quello originario del Triangolo Industriale. Il ruolo guida fu comunque sempre quello del Piemonte, sede della Federazione e Regione di spicco del calcio italiano, che conquistò due dei tre posti in finale, senza contare il Torino costretto al ritiro dopo un infinito ed indecidibile pareggio contro il Legnano.

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L’Inter nella stagione 1920 – 21

Nel girone A il Bologna non ebbe particolari problemi ad eliminare il blasonato Genoa: una vittoria e un pareggio negli scontri diretti, a cui si aggiunse il passo falso del Grifone contro un non irresistibile Milan (pareggio 2-2), furono più che sufficienti per chiudere il girone al primo posto, con tre punti di vantaggio sui genoani.

Nel girone D, invece, la Pro Vercelli ebbe la meglio per un punto sulla sorpresa del torneo, la US Torinese: gli scontri diretti terminarono con una vittoria a testa (2-0 vercellese all’andata e vittoria della Torinese 3-0 al ritorno), ma fu la Pro Vercelli a chiudere in testa il girone a causa del passo falso della Torinese contro l’Inter (uno spettacolare 4-4 con la Torinese in vantaggio 4-3 fino a un minuto dal termine ma beffata in zona cesarini dal gol del pareggio neroazzurro). Va inoltre aggiunto che a minare la regolarità dei risultati del girone intervenne il ritiro dell’Inter nel girone di ritorno, che agevolò la Pro Vercelli a scapito della Torinese: Inter-Pro Vercelli si sarebbe dovuta disputare alla prima giornata, il 10 aprile, ma la partita fu sospesa a causa di incidenti (una rissa in campo punita gravemente dalla FIGC con pesanti squalifiche ai giocatori coinvolti) e rinviata alla fine del girone; tuttavia, i neroazzurri, dopo aver sconfitto il fanalino di coda del girone, la Bentegodi, e imposto il beffardo pari alla Torinese (4-4), decisero, all’inizio del girone di ritorno, di ritirarsi dal campionato, dando forfait per tutte le quattro partite rimanenti da disputare: ne conseguì che la Pro Vercelli ottenne due vittorie a tavolino contro un avversario ostico come l’Inter (campione d’Italia in carica), beffando così l’US Torinese, che perse un punto decisivo proprio contro i neroazzurri; e fu proprio quel punto perso contro l’Inter a fare la differenza e a permettere alla Pro Vercelli di staccare in classifica la Torinese.

I gironi B e C, invece, furono ben più incerti e richiesero degli spareggi per deciderne le vincitrici. Nel girone B, definito da La Stampa “quello di ferro”, al termine del girone di ritorno (ma con due partite ancora da recuperare), erano in testa alla classifica ben tre squadre: Alessandria, Modena e Doria; l’Alessandria, battendo la Doria nel primo recupero, si portò in testa, ma la settimana successiva il Modena batté nel secondo recupero la Doria, raggiungendo in testa l’Alessandria e rendendo necessario uno spareggio in cui trionfò l’Alessandria per 4-0. Nel girone C, invece, il Legnano, dopo la vittoria nello scontro diretto all’ultima giornata, sembrava in grado di poter aver la meglio sul Torino, essendo in testa alla classifica a pari merito con i granata torinisti ma con una partita da recuperare contro il Mantova fanalino di coda: allorché un’inaspettata sconfitta a Mantova nel suddetto recupero impedì ai Lilladi operare il sorpasso, rendendo necessario uno spareggio tra le due compagini: esso si disputò sul neutro di Vercelli e fu sospeso sul risultato di 1-1 durante l'”oltranza”, dopo ben due ore e 38 minuti di gioco. La ripetizione dello spareggio si sarebbe dovuta disputare la settimana successiva, ma le due squadre, ormai spossate, decisero di rinunciare alle Finali ritirandosi dal campionato.

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Il Milan nella stagione 1920 – 21

Le finali si disputarono oramai in piena estate a luglio. E la Pro Vercelli, tra cui spiccavano giocatori della Nazionale come Guido Ara, ebbe buon gioco ad imporsi contro le sue inesperte avversarie. Nel primo turno delle finali travolse l’Alessandria per 4-0 in una partita caratterizzata da un gioco rude e violento: già sotto per 3-0 alla fine del primo tempo (reti di Rampini al 1º minuto, Gay e Rosetta), l’Alessandria subì un quarto gol nella ripresa (siglato da Gay) e, come se non bastasse, il suo giocatore Moretti si infortunò dopo un violento contrasto con Rampini nel tentativo disperato di impedirgli di segnare il gol del 5-0; in seguito a ciò, a 30 minuti dalla fine dell’incontro, l’Alessandria decise di ritirarsi dall’incontro, e il risultato di 4-0 fu omologato dalla FIGC.

Nell’ultima e decisiva partita delle Finali, contro il Bologna (2-1), la Pro Vercelli si trovò invece subito in difficoltà di fronte all’elevato tasso tecnico della squadra emiliana: al 20′ del primo tempo infatti il Bologna si portò in vantaggio con Alberti su assist di Pozzi, dominando per ampi tratti del primo tempo, e il gol del pareggio vercellese, siglato da Ardissone, giunse solo nella ripresa; poiché i tempi regolamentari terminarono sul risultato di 1-1, furono necessari i tempi supplementari, nei quali però nessuna delle due squadre riuscì a segnare; fu quindi necessario giocare “a oltranza”, ovvero disputare ulteriori tempi supplementari finché una delle due squadre non avrebbe segnato – quello che oggi verrebbe definito un golden goal ante litteram –; nel corso dell’oltranza, il Bologna predominò per ampi tratti dell’incontro, prendendo d’assalto la porta avversaria, ma la Pro Vercelli, seppur in difficoltà, riuscì a difendersi bene e, in un’azione di contropiede, su rilancio di Rosetta, i vercellesi riuscirono a segnare il gol della vittoria siglato da Gay. Il Bologna protestò per una presunta posizione in fuorigioco del marcatore del gol decisivo, ma la folla invase il campo e l’arbitro convalidò il gol, ponendo fine alla partita, quando ormai era già buio. Poco dopo l’incontro, vi fu un grave incidente: mentre un tram trasportava il pubblico verso la stazione, vennero sparati contro la vettura dei colpi di rivoltella, che ferirono alcune persone; «Fascisti!», fu urlato alla vettura; «No, Footballers!», fu risposto, e gli sparatori si ecclissarono. Grazie a questa vittoria, i bianchi leoni accedettero alla finalissima contro il sorprendente e dinamico Pisa (campione centro-sud) che si giocò il 24 luglio 1921.

Nel torneo peninsulare, il Livorno, dopo aver sfiorato lo scudetto l’anno precedente, ci riprovò. Dovette però affrontare la concorrenza del Pisa che in estate si era rinforzato molto. Le eliminatorie regionali riservarono molte sorprese: il Livorno, dopo essere stato a lungo in testa alla classifica del campionato toscano, perse la partita decisiva contro il Pisa per 3-0 facendosi superare in classifica proprio dai nerazzurri, anche se il secondo posto nel torneo toscano gli permise comunque di qualificarsi alle semifinali interregionali.

Nel girone campano invece la Puteolana, che lo aveva vinto, venne squalificata e tolta dalla classifica per punirla degli incidenti in campo tra i giocatori avvenuti nel corso dell’ultima partita del girone contro il Naples; al suo posto si qualificò, oltre allo stesso Naples, anche la Bagnolese. Nel girone laziale infine si qualificarono Fortitudo e Lazio, mentre l’Audace, semifinalista nella stagione precedente, deluse arrivando solo quinta. Nelle semifinali interregionali si ebbe il dominio delle toscane che si sbarazzarono facilmente delle campane e delle laziali e si qualificarono entrambe alla finale. Dopo uno scontro fratricida la finale venne vinta dal Pisa per 1-0. Ad affrontare nella finalissima nazionale i campioni del Nord della Pro Vercelli furono dunque i nerazzurri.

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Il Livorno nella stagione 1920 – 21

Non fu affatto facile per la Pro battere i toscani, nonostante questi fossero stati ridotti in dieci già dai primi minuti dall’infortunio di Gnerucci dovuto a un fallo del vercellese Rampini, non punito con l’espulsione nonostante le proteste toscane. Nonostante la superiorità numerica, la Pro Vercelli, pur attaccando, segnò nel primo tempo solo un gol, anche grazie alle impeccabili parate del portiere del Pisa Gianni, il migliore in campo, la cui prestazione venne lodata dalle cronache dell’epoca in quanto sventò numerose palle gol create dai vercellesi: secondo La Stampa, se ci fosse stato un portiere diverso da Giani, la Pro Vercelli avrebbe potuto segnare chissà quanti gol. Nel primo minuto della ripresa il Pisa pareggiò su rigore, ma la Pro ritrovò poco dopo il vantaggio con una rete contestata dai giocatori pisani, che sostenevano che il gol fosse irregolare per un fuorigioco. L’arbitro Olivari espulse per proteste un altro giocatore del Pisa, riducendolo in nove uomini. Sfruttando la doppia superiorità numerica, la Pro Vercelli riuscì a mantenere il vantaggio e vinse per 2-1.

Il Pisa protestò sia per la scelta di Torino (molto più vicina a Vercelli che a Pisa) come “campo neutro”, sia per l’arbitraggio (ritenuto dai pisani di parte e favorevole alla Pro Vercelli, a causa della mancata espulsione di Rampini, del gol vercellese in off-side e per l’espulsione di un giocatore del Pisa per proteste), e chiese la ripetizione della finalissima, ma la federazione respinse tale reclamo e il titolo di “Campioni d’Italia” andò alla Pro Vercelli.

DETTAGLIO DEI GIRONI ELIMINATORI, SEMIFINALE E  FINALE

PIEMONTE

GIRONE A: Novara e Torino 16, US Torinese 13, Juventus 11, Pastore Torino 3 Carignano 1.

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La Juventus nella stagione 1920 – 21

GIRONE B: Alessandria 17, Pro Vercelli 15, Casale 14, Biellese 7, Valenzana 5, Amatori Torino 2.

LOMBARDIA

GIRONE A: Internazionale 12, Casteggio 7, Giovani Calciatori Legnanesi 5. Ausonia Pro Gorla 0..

GIRONE B: Milan 11, Pro Patria 8, Cremonese 5, Monza 0.

GIRONE C: US Milanese 12, Pavia 8, Varese e Pro Sesto 2.

GIRONE D: Legnano 10 Chiasso e Como 6,Stelvio Milano 2.

GIRONE E Saronno 9, Racing Libertas Milano e Brescia 6 Atalanta Bergamasca 3.

GIRONE F Trevigliese 10, Juventus Italia Milano 8, Nazionale Lombardia 4, Enotria Goliardo 2.

GIRONE FINALE LOMBARDO: Internazionale 16, Legnano 15, US Milanese 13, Milan 10, Saronno 6 Trevigliese 0.

Da notare come a Milano vi fossero 8 squadre partecipanti al Campionato Nazionale.

LIGURIA

Girone Unico: Andrea Doria 20, Genoa 19, Spezia 18, Sampierdarenese e Savona 17, Sestrese 11, Spes Genova 10, Rivarolese 0.

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Una formazione del Savona schierata sul campo che, all’epoca, sorgeva proprio di fronte alla Stazione Brignole a Genova. In piedi, da sinistra: Ciarlo I, Falco, Ghigliano; al centro: Gaia, Romano, Colombo I.; in ginocchio: Roggero, Perlo, Veglio, Esposto, Carlevarino

VENETO

GIRONE A: Petrarca Padova 13, Bentegodi Verona 12, Venezia 10, Udinese 4, Treviso 1.

GIRONE  B: Padova e Hellas Verona 13, Vicenza 9, Schio 4, Dolo 1.

GIRONE FINALE VENETO: Padova 8, Bentegodi Verona 7, Hellas Verona 6 Petrarca Padova 3.

EMILIA

GIRONE A: Modena 13, Parma 11, Piacenza 9, Reggiana 6, Carpi 1.

GIRONE B: Bologna 15, Mantova 10, Spal 7, Virtus Bologna 5, Nazionale Emilia 3.

FINALI EMILIANE: non si giocò un girone finale ma il titolo emiliano fu aggiudicato attraverso una finale tra le vincenti dei due gironi: lo spareggio conclusivo fu giocato a Ferrara e il Bologna superò il Modena per 1-0 dopo i tempi supplementari.

SEMIFINALI INTERREGIONALI NORD

GIRONE A: Bologna 10, Genoa 7, Novara 6, Milan 1.

GIRONE B: Alessandria e Modena 8, Andrea Doria 6, US Milanese 2 . Spareggio a Milano: Alessandria – Modena 4-0.

GIRONE C: Torino e Legnano 8 Padova e Mantova 4 spareggio Torino – Legnano 1-1, entrambe le squadre rinunciano alle finali.

GIRONE D: Pro Vercelli 10, US Torinese 9, Internazionale 3, Bentegodi Verona 2.

FINALI NORD

A Torino: Pro Vercelli – Alessandria 4-0.

A Livorno: Pro Vercelli – Bologna 2-1.

CAMPIONATO CENTRO MERIDIONALE

TOSCANA

Girone unico: Pisa 23, Livorno 22, Lucchese 18, Prato 14, CS Firenze 10 Viareggio e Gerbi Pisa 9 Libertas Firenze 7.

LAZIO

Girone Unico (8 squadre tutte romane): Fortitudo 27, Lazio 22, Juventus Audax 15, Audace 13, Pro Roma 12, US Romana 10, Vittoria 7, Roman 6.

 

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Savoia di Torre Annunziata 1920 – 21

CAMPANIA

Girone A: Puteolana 11, Naples 8, Savoia Torre Annunziata 5, Salernitana 0.

Girone B: Internazionale Napoli 9, Bagnolese 8, Pro Napoli 7, Audacia Napoli 0.

GIRONE FINALE CAMPANO: Puteolana 10, Bagnolese 7, Naples 5, Internazionale Napoli 2. Puteolana squalificata e tolta dalla classifica.

SEMIFINALI INTERREGIONALI CENTRO-SUD

GIRONE A: Livorno 8, Naples 3, Lazio 1.

GIRONE B: Pisa 7, Fortitudo Roma 5, Bagnolese 0.

FINALE CENTRO SUD: A Bologna: Pisa – Livorno 1-0.

FINALE DI CAMPIONATO

A Torino: Pro Vercelli – Pisa 2-1.

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