LA NOSTRA AMATA PRIAMAR NEI FAVOLOSI ANNI ’60: CAMPIONATI E FORMAZIONI  

di Luciano Angelini e Franco Astengo

In diversi interventi contenuti nel nostro blog abbiamo parlato della Priamar, la squadra dell’Oratorio Sacro Cuore di Corso Colombo. E’ lì che abbiamo mosso i primi passi, non solo calcistici, attiva ininterrottamente dal 1942 dopo la fondazione avvenuta per impulso di un indimenticabile sacerdote maestro per intere generazioni: don Vittorio Dietrich. E’ lì che siamo cresciuti, ci siamo trovati, abbiamo stretto amicizie indissolubili e incancellabili anche con lo scorrere degli anni e dei decenni. E’ lì che ci riporta spesso il cuore e la passione, mai stanchi di sfogliare un album che potremmo definire di famiglia. L’Oratorio Sacro Cuore, come altri o più degli altri, ha custodito centinaia e centinaia di ragazzi, tutti quanti affascinati dalla passione per il pallone, ma soprattutto mai divisi tra più bravi e le cosiddette “pippe”. Non c’erano gerarchie ma partecipazione. Non si pagavano quote, si arriva, si facevano le squadre, si giocava per ore con risultati paradossali, poi tutti a casa, stanchi e felici.

Era, quella, la Priamar del nostro cuore. Da qui la spinta per riaprire il “libro” per presentare assieme tutti i dati disponibili, campionati e formazioni, dalla stagione 1960 – 61 a quella 1969 – 70 al fine di consentire ai nostri lettori di disporre, in un solo colpo d’occhio, di tutti i dati.

A corredo alcune foto nelle quali sono presenti tutti i protagonisti di quella fase: tanti amici di lunga data con i quali abbiamo condiviso stagioni indimenticabili della nostra giovinezza, molti fra questi nel frattempo ci sono stati strappati dall’inesorabilità dello scorrere della vita ma restano indissolubilmente presenti nella nostra memoria.

Precisiamo anche l’area cittadina “di competenza” della Priamar, anche se poi con l’andare del tempo, hanno indossato la maglia rossoblu anche ragazzi provenienti da altri quartieri cittadini, in particolare dalle Fornaci: la “Centrale” dal ponte di Corso Colombo fino al n.14 di Corso Vittorio Veneto, la zona di San Michele, Corso Colombo, via XX Settembre fino all’incrocio di Corso Mazzini e al Prolungamento con tutte le porzioni di vie che salivano al mare dal centro Città con confine via Luigi Corsi, via Niella e via Giacchero, via Montenotte, via Guidobono.

La prima stagione che è stata presa in esame è stata quella 1960 – 61. Una stagione di ripresa dell’attività sul piano provinciale, con la partecipazione al campionato Ragazzi CSI e la trasferta in Piemonte a Vicoforte a chiudere l’annata, dopo che per vari motivi l’attività della Priamar era stata limitata ai tornei a 7 che si giocavano sul vecchio campo dell’Oratorio.

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Sul campo dell’Oratorio 1960: da sinistra in piedi: l’allenatore Astengo, Peo Astengo, Vivarelli, Rodino, Farulla, Vallone, Franco Bianchi. Accosciati: Bocca, Senesi, Lacota.

Nelle due foto riportate di seguito ci sono tutti i protagonisti che nelle stagioni 1961 – 1962, 1962 – 1963 e 1963 – 64 vinceranno il campionato primavera del CSI riservato ai ragazzi tra i 12 e i 14 anni (per la prima volta nella storia del calcio savonese) terminando il triennio imbattuti.

 L’Unione Sportiva Priamar ha compiuto 75 anni. Anche se gli almanacchi indicano la data del 1943, le nostre informazioni segnalano come fu nell’autunno del 1942 che don Vittorio Dietrich, nonostante l’infuriare della guerra decidesse di affiancare all’attività dell’oratorio della parrocchia del Sacro Cuore, quella di una società sportiva: per l’appunto la Priamar. Da allora, ininterrottamente, con una continuità paragonabile soltanto a quella del Savona e della Veloce (le altre squadre della nostra Città hanno avuto interruzioni, fusioni, mutamenti di nome), l’attività è andata avanti con grande impeto: dal campetto sassoso addossato tra il muro della Chiesa e Via Buscaglia, ai magnifici tornei degli anni ’70, dal campionato ragazzi del Csi, ai tanti campionati di Seconda, Prima o Terza Categoria, fino ad oggi con la possibilità di utilizzare il campo “sintetico” sorto sul tetto del disgraziatissimo parcheggio che, forse, non sarà mai utilizzato, ed è tutta una storia a dir poco indecente per incompetenza e incuria che meriterebbe di essere raccontata, episodio per episodio, personaggio per personaggio.

La figura dominante della nostra piccola storia rimane, però, quella di don Vittorio Dietrich, figura davvero carismatica di prete tra la gente, capace di far riflettere e giocare, organizzatore di magnifiche partite che si giocavano tutti i pomeriggi tra tifosi di Coppi e tifosi di Bartali, “tintore” di maglie (ricordiamo quando, munito di pentolone ed “Iride” trasformò improbabili maglie rosastre arrivate chissà da dove in quelle maglie gialle con collo rosso che forse alcuni ricorderanno ancora), anima della nostra gioventù.

Accanto al ricordo commosso della figura di don Vittorio, l’altra storia da fare è quella del campo di Corso Colombo.

Nel 1964 fu installato il primo impianto di illuminazione (di fortuna e abusivo), opera di Faggion e Bertana. L’allaccio era all’impianto della Chiesa e il parroco, il buon don Pescio, si lamentò molto per la bolletta. E si avviò così la stagione dei tornei notturni. La prima finale, in quell’anno, fu vinta dai Garden’s Boys (allenatore Vadone, con i vari Merciai, Bertero, Chiappella, Dorindo, Dallaglio, Danello) impostitisi (2-1) sui rossoneri della Rinascita Fornaci (Triolo, Storti, Bonifacio, Chiesa, Turco, Ferretti, Mellano, Lagustena, Astengo).

L’anno seguente la Servettaz Basevi si trasferì (l’area oggi occupata dai giardini e dalla piscina “Zanelli”) in via Stalingrado, l’edificio della “zincatura” fu abbattuto, e il campo mutò di prospettiva, allargandosi e ponendosi frontalmente tra la ferrovia e Corso Colombo. Iniziò così l’escalation del calcio by night, con grandi squadre (il Circolo Biancoblu dei fratelli Persenda, Ciccio Varicelli, Mariani, Tonoli, Cucchi, Volpi, Teneggi, Falabella, Nacinovich, Piero Astengo; i “Magnifici 7” del “Pavone” Morando con Tobia, Pierucci, Monti, Borgo; il Bar Treviso di “Milio” Pacini con  Francese, Cicci Barbino, Siter, Guido Caviglia; la Zinolese di Angelini, Suraci, Scotto, Aschero, Prefumo; il Bar Moretto di Lavagnola con Ciglieri e Ronchetti e tante altre compagini di valore provenienti da tutta la provincia di Savona) e foltissimo pubblico (in certe serate degli anni ’70, c’era più gente di quella che seguiva normalmente il Savona in Serie C). Un vero spettacolo, che portò il “nostro” calcio al centro dell’attenzione generale.

Partiamo dunque dalla stagione 1960 – 61, campionato ragazzi CSI concluso al terzo posto, alle spalle di Bragno e Aurora Cairo.

I nostri taccuini personali ci consentono addirittura di elencare tutti i risultati delle 14 partite (girone a 8 squadre): Priamar – Aquila 5- 0, Priamar – Raphael 2-0, Priamar – Torre Fornaci 1-1, Priamar – Zinolese 2-0, Priamar – Bragno 0-3, Priamar – Nolese 1- 0, Priamar – Aurora Cairo 0-4, Priamar – Aquila 5-0, Priamar – Raphael 0-1, Priamar – Torre Fornaci 1-2, Priamar – Zinolese 3-2, Priamar – Bragno 1 – 4 (prima trasferta effettuata con il pullman di linea) Priamar –Nolese 0-0, Priamar – Aurora Cairo 0-3. Il 27 maggio trasferta a Vicoforte in ferrovia, accompagnati da tanti abitanti del quartiere che occupavano due vagoni  speciali delle ferrovie e successo clamoroso con il risultato di 4-1.

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La prima formazione schierata nella gara Priamar – Aquila 5-0 fu la seguente: Attilio Lacota, Paolo Bianchi, Gianmauro Verzello, Bruno Nofroni, Guido Caviglia, Giorgio Stopiglia, Franco Astengo, Nico Vasconi, Beppe Tarditi, Luciano Bordegari, Marcello Caraccio. Reti di Bordegari (3) e Caraccio (2) entrambe su calcio di rigore.

Formazione schierata a Vicoforte: Attilio Lacota, Giorgio Botto (all’esordio assoluto), Mario Pellegrini, Umberto Sibio, Guido Caviglia, Giorgio Stopiglia, Renato Pittatore, Franco Astengo, Beppe Tarditi, Luciano Bordegari, Marcello Caraccio. Reti: Bordegari (2), Tarditi, Caraccio.

Stagione 1961 – 62

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Nelle due immagini soprastanti Priamar A e Priamar B a testimonianza della floridezza e della validità di quel vivaio. 

Forse la stagione “clou” della nostra storia. Il gran numero di ragazzi a disposizione consentì addirittura di formare due squadre A e B per partecipare al campionato ragazzi CSI nel quale la partecipazione era salita a 12 squadre.

La squadra A lottò per il primato fino alla fine soccombendo di fronte alla formazione della Torre Fornaci favorita, in una gara davvero drammatica, da un arbitraggio infelice. Il signor Simoncini, fierissimo ex allievo della Nunziatella e futuro avvocato, convalidò un goal del rapace centravanti della Torre Andreino Penna che si era aggiustato la palla con la mano prima di calciare a rete (l’interessato nega ancora adesso spudoratamente e la discussione è continuata per oltre 50 anni). Le altre squadre partecipanti al campionato erano: Aurora Cairo, Olimpia Carcare, Raphael, Priamar B, Zinolese, Nolese, Bragno, Millesimo, Virtus Altare, Aquila.

Per la stagione 1961 – 62 disponiamo dell’elenco completo dell’organico societario, ricordando ancora che in quella stagione la dirigenza del CSI (Blandino. Tognetto, Ghiglia) organizzò il primo campionato riservato ai ragazzi d’età compresa tra i 12 e i 14 anni in precedenza esclusi dalla possibilità di giocare a “11” (la FIGC riconobbe questa possibilità molti anni più avanti creando la categoria Esordienti). La Priamar, che disponeva di un floridissimo vivaio si impose per tre stagioni consecutive terminando il ciclo (per sopraggiunto limite d’età dei protagonisti che poi emigrarono in diverse squadre ad alto livello), terminò imbattuta. La finale del campionato 1961 – 62, termino con il seguente risultato: Priamar – Zinolese 7- 1

Ecco l’elenco.
Presidente: Romano Ghiglia (il carissimo “ragioniere”).

Dirigenti: il dott. Magliano (che arrivò dall’Aquila portando in dote tre mute di maglie: rossoblu, viola e blucerchiate), Basso, Scerbo, Salvetto, Piccardo, Tiberti, Cerino.

Giocatori.

PRIAMAR A: Tarditi, De Crescenzo, Bianchi I, Ferracane, Verzello I , Pellegrini, Guido Caviglia, Godani (futuro docente al Licelo Classico Chiabrera), Nervi, Storti, Sibio, Bordegari, Ercolano, Bonifacio, Carletti, Pittatore, Gatti, Corso, Vasconi (permettetemi un appunto per il caro amico Nico: l’uomo di maggior classe della nostra generazione. Un giocatore che meritava, davvero, di salire in alto), Caraccio (quasi come Vasconi…), Triolo, Stopiglia, Bresciani, Avellino, Imberti I, Rosso.

PRIAMAR B: Lacota I, Massone, Niello, Porta, Restagno, Belviso, Airaghi, Vacca, Dall’Acqua, Cipollina, Botto, Franco Astengo, Nofroni, Foschi, Alpa, Rovere, Amadini, Cattardico, Piero Siri, Bevanda, Frumento, Verzello II, Mangerini, Gaggero.

PRIAMINA: Piero Astengo, Farulla, Bortolot, Piperis, Giordanello, Marenco, Senesi, Bianchi II, Bizzo (futuro campione d’Italia dei 1500 metri), Vivarelli (anche per lui un ricordo commosso), Fratelli, Pellicciotta, Aonzo, Dinaro, Vallone, Lacota II, Cabiddu, Loffredo, Rodino, Procopio III, Bocca, Ronchi, Caviglia Pierino.

1962 – 63

Si decide per il salto nel campionato provinciale juniores della FIGC e si partecipa anche alla Coppa Bacigalupo: il salto di qualità è evidente. Intanto la squadra A era stata rafforzato dall’innesto di alcuni validissimi “fornacini” che aveva superato l’angolo di via San Michele per giocare nella nostra squadra, fornendo un notevolissimo apporto: Detto Storti, Nuccio, Triolo, Giuliano Bonifacio, Tonino Nervi e Nanni Imberti.

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La Priamar A 1962 – 63 ritratta sul campo della Valletta al termine di una partita clamorosamente vinta per 3-0 ai danni della Libertà Lavoro Speranza. In foto c’è anche Gino Ghersi, grande giocatore biancoblu in Serie B e Serie C, un vero maestro di calcio. Da notare anche la presenza di Silvano Godani, personaggio di spicco nella vita politica e culturale cittadina che nella Priamar giocò una sola stagione preferendo i colori delle varie squadre rappresentative della sue amate Fornaci (prima Torre e poi Judax). Da sinistra in piedi: il dirigente-giocatore Giorgio Longhi, Caviglia, Godani, Vasconi, Storti, il grande presidente Romano Ghiglia, Gino Ghersi. Accosciati: Amadini, Caraccio, Triolo, Rosso, Bresciani, Tarditi, Porta (entrambi in una strana posizione in campo: Tarditi portiere ma vero jolly giocando anche all’attacco e in difesa e Porta all’ala sinistra, prima di trasferirisi definitivamente tra i pali e rivelarsi come uno dei migliori estremi difensori in Liguria, protagonista per tanti campionati in Eccellenza con Pietra Ligure e Cairese).

La squadra A risultò la vera sorpresa delle due competizioni: addirittura nel campionato provinciale pervenne alla fase finale a quattro con Vado, Loanesi e Auxilium di Alassio dopo aver eliminato nel proprio girone compagini  molto qualificate all’epoca come la Libertà Lavoro, allenata da Mario Vadone e il Varazze, superato alla Valletta con un magnifico 2-0.

La squadra B partecipò alla Coppa Bacigalupo restando eliminata ma vendendo cara la pelle.

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L’immagine sopra riportata non è altro che un fotogramma fissato dal canale youtube “L’ultimo sta in porta” (1,2,3) nel quale sono raccolti filmini storici dei primi anni ’60 di partite della Priamar A e B e dei tornei giocati sul campo dell’Oratorio Sacro Cuore. Nel fotogramma (della cui qualità ci scusiamo ma che sicuramente rappresenta un documento di grande valore per la memoria) una fase della partita giocata a Carcare il 24 Dicembre 1962. Il terreno era ricoperto di neve e questo fatto agevolò il successo dei padroni di casa evidentemente più abituati a quel freddo polare (4-0, secco)

Nell’istantanea la Priamar B è schierata in difesa e da destra si riconoscono, sia pure a fatica, Piero Siri, Franco Astengo, Giorgio Botto, Bruno Nofroni. La Priamar B nell’occasione si schierò con: Lacota, Airaghi, Belviso, Nofroni, Botto, Astengo, Rovere, Frumento, Siri, Bevanda, Alpa.

Nel finale di stagione si verificarono due novità: la partecipazione al campionato  allievi e a quello Dilettanti CSI. Al riguardo due ricordi particolari.

Per quel che riguarda la squadra allievi, racconto  un episodio personale collegato alla diffusione in periferia del nuovo modulo di gioco rappresentato dal cosiddetto “catenaccio”. Il catenaccio fu avversato dai grandi “puristi” del sistema perché inteso come metodo utile soltanto a distruggere il gioco degli altri. Tra questi puristi, ad esempio nel nostro ambito locale, Felice Pelizzari, gran signore ed uno dei migliori allenatori che mai si sono seduti sulla panchina del Savona Fbc, compagine che, anche per via dell’opinione del presidentissimo Stefano Del Buono, fu una delle squadre che adottò in ritardo il nuovo metodo di gioco.

Ruppe il cerchio la Libertà e Lavoro Speranza, squadra del quartiere savonese di Lavagnola, allenata da Mario Vadone, personaggio fantasmagorico che schierava il “libero” con il n.11 in modo da non scompaginare la numerazione difensiva: il suo miglior interprete del ruolo rispondeva al nome di Ginetto Bertero, classe 1947, poi alla Spotornese e al Vado. Per un periodo Vadone rimase da solo nell’applicazione di questo tipo di schema tattico, raccogliendo nei campionati giovanili buoni successi.

Ero molto affascinato da quello schema ed ancor più lo rimasi dopo aver ammirato direttamente, a Marassi, il Milan di Rocco vittorioso 3-1 sulla Samp schierata ancora a sistema “puro”. Capitò così che, a 19 anni, mi fosse affidata la squadra allievi della Priamar e decisi di tentare il colpo a sorpresa: impiegai una settimana ad insegnare il nuovo modulo ai giocatori, che di anni ne avevano 16 e con alcuni dei quali ero stato compagno di squadra fino a pochi giorni prima nella formazione “B” che disputava il campionato juniores.

Assimilato il modulo mandai in campo la squadra: avversaria proprio la Libertà e Lavoro di Mario Vadone (classe 1920 per intenderci). Il mio “libero” si chiamava Augusto Ferracane, bravissimo giocatore dalla poca voglia (disputò, infatti, poche partite di campionato), il mio “stopper” era Bruno Nofroni, il “vice capitano” della squadra B juniores. Sbagliai soltanto portiere ed ala sinistra, mettendo il miglior portiere all’ala sinistra e la miglior ala sinistra in porta, ma Giuliano Bonifacio e Fulvio Porta erano perfettamente intercambiabili, e molto bravi, nei due ruoli. Finì 1-1 raggiunti dopo essere passati in vantaggio. Il “mago Vadone” restò all’inizio sorpreso dal mio rimescolamento delle carte (il mio “libero” aveva il n.7) ma poi prese le sue contromisure. Insomma: il “libero” da quel momento ebbe piena cittadinanza anche nei campionati minori savonesi.

Per quel che riguarda, invece, il campionato dilettanti CSI svoltosi al termine del campionato juniores della FIGC. Nella stagione 1962 – 63 il campionato dilettanti CSI fu organizzato tra i mesi di Aprile e di Giugno così la Priamar, che era sul punto di iscriversi alla Seconda Categoria nella stagione successiva, prese parte al torneo con la squadra juniores che, nel campionato federale, era approdata alle finali provinciali cedendo soltanto il passo al grande Vado dei Sassu, Bartoli, Lagasio, Chittolina.

Per il campionato dilettanti fu formato un “mix” tra giocatori che avevano partecipato al campionato con la squadra A e con quella B. Con la Priamar l’esordiente nel torneo del CSI fu la  Maremola di Pietra Ligure (antenata del futuro Soccorso poi  pervenuto in Eccellenza all’inizio degli anni ’70). Le due neofite si giocarono il campionato fino all’ultima giornata: sul campo di Loano (Pietra Ligure non disponeva ancora di un proprio terreno di gioco)  i pietresi si imposero per 1-0, su calcio di rigore a pochi minuti dalla fine.

Tabellino

Maremola Pietra Ligure –  Priamar 1-0

Rete: De Biase (rig. ) al 38’ del s.t..

Maremola: Rebaudo, De Biase, Morelli, Zerbini, Trucco, Mandraccia, Briano, Frione, Torri, Ciravegna, Zerbini. All. Corsini.

Priamar: Massone, Vacca, Storti, Nofroni, Caviglia, Caraccio, Astengo, Vasconi, Siri, Triolo, Bonifacio.

Queste le formazioni base della stagione della Priamar 1962 – 63.

PRIAMAR A: Tarditi, Storti, Caviglia, Bresciani, Godani, Caraccio, Vasconi, Triolo, Rosso, Stopiglia, Bonifacio (Nervi, Imberti, Sibio); allenatore Ghersi.

PRIAMAR B: Massone, Airaghi, Belviso, Astengo, Botto, Nofroni, Amadini, Rovere, Siri, Bevanda, Alpa (Lacota I, Vacca, Mangerini, Frumento); allenatore Longhi.

Priamar Allievi: Bonifacio, Vacca, Belviso, Ghione, Nofroni, Farulla, Ferracane, Cattardico, Imberti II, Caraccio, Porta; allenatore Astengo.

Priamar “Primavera”: Astengo II, Bizzo, Senesi, Dinaro, Battaglini, Pelliciotta, Vallone, Franco Bianchi, Bocca, Lacota, Loffredo; all. Astengo.

1963 – 64

E’ la stagione del grande salto di qualità: si decide di partecipare addirittura al campionato di Seconda Categoria Dilettanti. Soltanto la lettura delle classifica finale fornisce l’idea del livello incontrato.

Classifica finale: Spotornese 52, Garessio 41, Don Bosco Varazze 41, Villetta 38, Nolese 38, Millesimo 36, Libertà e Lavoro Speranza 25, Croce Bianca d’Albenga 25, Cadibona 24, Altarese 24, Don Bosco di Savona 23, Maremola Pietra Ligure 19, Priamar 11, Bagni Italia 10, Ferrania 9.

Queste le formazioni della Priamar in stagione.

Priamar: Bonanni, Ricci, Grasso, Tarditi, Caviglia, Martinengo, Spilimbergo, Bazzano, Sabatini, Bresciani, Siter; all. Ghersi.

Juniores: Porta, Vacca, Ghione, Nofroni, Tarditi, Foschi,  De Romeri, Cattardico, Caraccio, Vallone, Alpa; all.Angelini.

Primavera: Astengo II, Bizzo, Senesi, Dinaro, Battaglini, Aonzo, Pelliciotta, Ronchi, Bocca, Lacota, Loffredo; all. Astengo.

Anche all’Oratorio Sacro Cuore si decide dunque  per salire in II Categoria, dopo tre magnifiche stagioni disputate nella categorie giovanili con la “perla” della stagione precedente 1962- 63 che ha visto i rossoblu accedere alle finali provinciali di categoria. La squadra juniores però si è praticamente sciolta: Vasconi, Storti e Bonifacio sono passati alla Veloce, Bordegari al Savona, Godani, futuro docente al Liceo classico Chiabrera e creatore della compagnia teatrale studentesca dei “Coribanti”, è tornato all’amore fornacino perché nel frattempo è stata fondata la Judax, anche se ancora militante nei campionati del Csi. Tornano vecchi oratoriani di gran classe: “Pancho” Martinengo, brillante carriera come informatore scientifico, e Raul Spilimbergo dalla Veloce, e “Ciatto” Bazzano dall’Altarese ma l’avvio nella categoria superiore è difficile.

Nel settore giovanile della Priamar invece una stagione da ricordare anche perché è arrivato ad allenare la squadra juniores Luciano Angelini che da portiere ha terminato il campionato con il Cuneo ed è passato alla Cairese. Nel tempo disponibile Luciano allestisce una forte squadra juniores, butta un occhio sulla “Primavera” che per la terza volta consecutiva vince il campionato imbattuta superando il Don Bosco di Varazze, che in quella stagione lancia Maurizio Ramon Turone destinato alle grandi platee della Serie A e soprattutto allena i portieri: due suoi amatissimi allievi Fulvio Porta e Peo Astengo arriveranno a giocare nel campionato di Eccellenza, la Serie A, dei dilettanti liguri dimostrando così la bontà della scuola dell’Oratorio di Corso Colombo.

Alla fine della stagione Astengo, Bocca, Cattardico, Caraccio e Loffredo saranno ceduti al Savona per la modica cifra di 250.000 lire dopo che Felice Levratto aveva visionato una formazione allestita tra juniores e primavera capace di fermare sull’1-1 la compagine juniores del Savona, in una partita giocata come avanspettacolo a Savona – Sampdoria 1-1 (reti di Albino Cella per i biancoblu e di China Da Silva per i blucerchiati).

La trattativa per la cessione, al termine della partita, si svolse nella sede del circolo Bianco blu di via Paleocapa (al mezzanino del numero 18 sovrastante il bar Moscino) e vide protagonisti noi due che ci raccontiamo per la parte della Priamar, mentre dalla parte del tavolo per il Savona Fbc sedevano tre vecchie volpi: il ragionier Aldo Giordanello, responsabile del settore giovanile, Claudio Petitti, indimenticabile segretario, e l’allenatore Felice Levratto, plurinazionale.

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La formazione juniores della stagione 1963 – 64

1964 – 65

Classifica finale: Nolese 43, Don Bosco Varazze 34, Carlin’s Boys 32, Dianese 30, Cadibona 27, Villetta 26, Priamar 24, Garessio 22, Don Bosco Savona 22, Millesimo 19, Carcarese14, Soccorso Pietra Ligure 13, Libertà e Lavoro Speranza 12, Altarese 12.

Priamar: Porta, Ricci, Grasso, Risso, Tarditi, Nofroni, Avellino, Guglieri, Caviglia, Imberti, Siter; all. Ghersi.

La Priamar ringiovanisce e sale di classifica: esordiscono i giovani del vivaio curato con grande dedizione da Luciano e da me nelle stagioni precedenti. Valore aggiunto, tra i pali, Fulvio Porta estremo difensore di classe in seguito a lungo tra i migliori a livello regionale con Pietra Ligure e Cairese.

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Questa storia risulterebbe incompleta se non apparisse almeno un’immagine del Bar Livio, squadra partecipante al grande torneo dei Bar della Valletta nel cuore degli anni ’60, manifestazione seguita da migliaia di sportivi savonesi. Il Bar Livio era in corso Colombo a fianco della Chiesa del Sacro Cuore, autentico covo dei priamini. In questa formazione si trovano alcuni dei grandi protagonisti della storia della Priamar anche in riferimento a stagioni precedenti a quella della nostra ricostruzione: Dario Ricci, Moras, “Maxian” Giordano, “Ciatto” Bazzano, “Tapioca” Fiabane, “Zena” Vassallo, Isetta. Personaggi che non potevano assolutamente essere dimenticati.

1965 – 66

Classifica finale: Villetta 40, Dianese 36, Cengio 32, Auxilium di Alassio 31, Carlin’s Boys 30, Cadibona 29, Soccorso Pietra Ligure 27, Priamar 25, Garessio 24, Altarese 23, San Bartolomeo Cervo 22, Carcarese 18, Don Bosco Savona 14, Millesimo 10.

Priamar: Porta, Ricci, Grasso, Vivarelli, Tarditi, Farulla, Imberti, Bresciani, Caviglia, Nofroni, Siter (Grossi, Risso, Longhi, Sabatini); all. Longhi.

Priamar sempre più giovane e sbarazzina: esordiscono dagli juniores Vivarelli (per lui purtroppo un doloroso ricordo) e Farulla. Si affermano definitivamente oltre al già citato Porta, Bruno Nofroni, Beppe Tarditi, Nanni Imberti e “Chidu” Caviglia, tutti usciti dal vivaio dell’Oratorio di don Vittorio Dietrich, indimenticabile cuore e anima dell’Oratorio del Sacro Cuore.

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Da sinistra in piedi: il presidente Teresio Granelli, Porta, Farulla, Nofroni, Longhi, Siter, Bensi, il direttore sportivo Livio Faggion, l’allenatore Emilio Pacini; accosciati: Caviglia, Grossi, Imberti, Vivarelli, Tarditi, Bresciani

1966 – 67

Classifica finale girone A: Dianese 35, Garessio 28, Soccorso Pietra Ligure 27, Carlin’s Boys 26, San Bartolomeo Carvo 26, Auxilium Alassio 25, Taggese 25, Priamar 28, Calizzano 17, Borgio Verezzi 16, Judax 11, Leca d’Albenga 8.

Priamar: Porta, Imberti, Ricci, Reggiori, Grasso, Longhi, Not, Bosio, Sabatini, Caraccio, Siter; all. Reggiori.

Buon campionato per i rossoblu di Corso Colombo rafforzati da due acquisti di lusso: “Giuan” Reggiori, che assume anche i compiti di allenatore (una carriera lunga e prestigiosa, iniziata nelle giovanili della Sampdoria, poi con Vado, Veloce, Sampdoria, Albisola), e Marcello Caraccio, squisite qualità tecniche, gran signore del centrocampo, che rientra nella Priamar dopo l’esperienza nel settore giovanile del Savona.

1967 – 68

Classifica finale Girone A: Borgio Verezzi 46, Garessio 39, Ventimigliese 38, Soccorso Pietra Ligure 33, Leca d’Albenga 31, Taggese 28, Auxilium Alassio 28,Carlin’s Boys 26, Calizzano 26, Priamar 21, Judax 15, Ceriale 13, San Bartolomeo Cervo 9, Enel Albenga 7.

Priamar: Porta, Imberti, Farulla, Nofroni, Tarditi, Nervi, Longhi, Bresciani, Bensi, Caraccio, Siter (Ricci, Grasso); all. Pacini.

Alla Priamar arriva Emilio Pacini in panchina e Livio Faggion, titolare del Bar Livio, come direttore sportivo (una coppia formidabile di competenti trascinatori: persone di una rara umanità, onestà, capacità organizzativa) e la squadra migliora sensibilmente. Secondo tradizione sono sempre i giovani del vivaio a fornire la spinta maggiore, ma ci sono anche i goal di un vecchio cannoniere come Angelo Bensi (Savona, Carcarese, Cairese, Libertà e Lavoro, Villetta).

Juniores: Giordano, Di Tullio, Saettone, Zunino, Mazzanti, Pelliciotta, Negro Da Castelli, Sasso, Rodino, Duga (all. Astengo).

Da ricordare questa formazione, non certo eccelsa dal punto di vista tecnico, ma formata da ragazzi appassionati e attaccati alla maglia, capaci di difendersi con orgoglio e di ottenere risultati sorprendenti. Disputammo un buon campionato vincendo anche qualche bella partita. L’occasione va colta anche per ricordare un collaboratore prezioso nella preparazione della squadra come Pinuccio D’Anna, lottatore di grecoromana più volte nazionale e portiere nel calcio, giocatore della stessa Priamar, del Bar Livio, Freccero, Chimor. Un appassionato di sport ancora attivo oggi come direttore tecnico della squadra di lotta dei Portuali con la quale sta cogliendo significativi successi in campo nazionale e internazionale.

1968 – 69

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Classifica finale (si è tornati al girone unico): Santa Cecilia Albisola 41, Andora 41 (spareggio a Pietra Ligure: Santa Cecilia 2 Andora 1), Auxilium Alassio 39, Taggese 38, Ceriale 37, Priamar 33, Millesimo 33, Freccero 26, Altarese 26, Colombo Cogoleto 24, Cadibona 23, Calizzano 18, Judax 14, Finalpia 13, Borghetto Santo Spirito 6, Enel Albenga ritirata alla fine del girone d’andata.

Priamar: Porta, Barbino, Siter, Imberti, Ricci, Grasso, Soletto, Nofroni, Caviglia, Caraccio, Moras (Grossi, Vivarelli, Tarditi, Mombrini, Bensi); all. Pacini.

Pacini imposta la miglior Priamar del periodo lanciando l’inossidabile e arcigna coppia di terzini Barbino-Siter ( il “lungo” Renato purtroppo da ricordare con affetto) e impostando il centrocampo sul faticatore Nofroni e il classicheggiante Marcello Caraccio, giocatore dalla tecnica raffinata che avrebbe meritato ben altra carriera calcistica, del resto sacrificata ad uno studio molto proficuo.

Campionato 1969 – 70

Classifica finale: Colombo Cogoleto (rafforzato nientemeno che da Beppe Recagno e dal difensore-orafo Altobelli), 37, Borgio Verezzi 35, Arenzano 33, Judax 32, Priamar 32, Calizzano 25, Finalpia 22, Fulgor Loano 22, Millesimo 20, Freccero 18, Altarese 17, Cadibona 13, Borghetto Santo Spirito 5.

Priamar: Porta, Ricci, Grasso, Mombrini, Tarditi, Farulla, Bosio, Nofroni, Soletto, Rodino, Imberti (Giordano, Sasso, Zunino, Ciappellano, Pastorino); all. Grasso.

Pacini è tornato alla Villetta in Prima Categoria e assume le redini Roberto Grasso che, in seguito, potrà davvero essere considerato come l’anima, il cuore e la bandiera della società di Corso Colombo. Grasso ringiovanisce i ranghi immettendo forze fresche dal settore giovanile e conquista un piazzamento di prestigio. E la storia della nostra amata Priamar continua.

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