AL TEMPO DEI PIONIERI:  QUANDO I MATERIALI ERANO “ALL ENGLAND”

a cura di FRANCO ASTENGO

Ci troviamo agli albori del calcio italiano: stagione 1914-1915. Viene pubblicato a Roma un “Annuario Italiano del Football” a cura di Guido Baccani, al prezzo di lire 1,20 centesimi.

Guido Baccani è stato uno dei primi allenatori della Lazio dal febbraio del 1900, vivendo così in prima persona i primi anni della storia della società romana. È stato il primo accompagnatore e direttore tecnico della formazione romana, della quale è anche stato allenatore, al fianco di Sante Ancherani, dal 1906 in forma semi ufficiale (ufficialmente dal 1909, anno in cui viene organizzato il primo campionato di calcio a Roma), fino alla stagione 1923-24, sostituito, per il campionato successivo, dal primo allenatore straniero della storia laziale, ovvero l’ungherese Dezső Kőszegy.

Lo schema dell’annuario è quello classico che poi farà la fortuna prima dell’Agenda Barlassina e successivamente dell’Almanacco del Calcio curato dal direttore del “Calcio Illustrato” Leone Boccali, progenitore “per li rami” dell’attuale Almanacco Panini: il regolamento, l’organizzazione della Figc (che in quel momento si chiama Federazione Nazionale Italiana Gioco Calcio), l’elenco dei giocatori partecipanti al campionato di Prima Categoria, i calendari dei vari giorni (poi vedremo come andrà la stagione), le partite internazionali, l’elenco dei periodici sportivi allora in attività.

Sfogliandone le pagine risulta di grande interesse,almeno per noi che osserviamo il calcio ad oltre un secolo di distanza, le pubblicità delle ditte che in quel tempo importavano il materiale sportivo (non solo per il foot-ball) di fabbricazione esclusivamente inglese.

Riportiamo queste pubblicità come esempio invitando i nostri lettori a scorrerle, troveranno davvero spunti di conoscenza interessanti riguardanti  soprattutto la già ampia diffusione del gioco. Inoltre alcune di queste ditte erano di proprietà dei pionieri del gioco nel nostro Paese che, con grande spirito imprenditoriale, erano riusciti a trasformare, per questa via la loro passione in una attività economica. Ecco allora di seguito questi annunci pubblicitari raccolti tra le pagine dell’Annuario.1.jpg

In questo caso è necessario rivolgersi direttamente a Manchester.

Per migliore conoscenza ecco il modello delle maglie “tipo Aston Villa” rimasto inalterato nel corso degli anni.

Ed ecco il modello Bradford City.

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Ecco il secondo avviso pubblicitario: la ditta Baccani di Novara (che si occupa di tutti gli sport) punta soprattutto sui palloni “Khaki Chrome”

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Di seguito una dimostrazione della diffusione del gioco in tutta Italia: la ditta Diara ha sede a Livorno dove ci sono due squadre che disputano la prima divisione: la S.p.e.s. (un acronimo: la Speranza non c’entra nulla. Società Per Esercizì Sportivi) e la Virtus Juventusque.

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Ed ecco la ditta genovese Pasteur: titolare un giocatore del Genoa, vincitore dei primi scudetti nella storia del calcio italiano, che poi sarà a lungo dirigente ed anche presidente della Società Rossoblu. Il negozio si situa nella centralissima salita Santa Caterina, quella che da Piazza Fontane Marose conduce a via Roma di fianco alla Prefettura. Pasteur fa parte di un influente famiglia che si occupa di una grande industria dolciaria: la  Dufour.

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Il Genoa nel 1899. Da destra a sinistra: Ghigliotti, De Galleani, Spensley, Edoardo Pasteur, Leaver, Enrico Pasteur, Passadoro, Arkelss, Dapples, Deteindre e Agar  

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Ed ecco la pubblicità della ditta romana di Sante Ancherani uno dei fondatori della Lazio. Nella capitale ben sei squadre disputavano il campionato di prima divisione.

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Ed eccolo Ancherani che stringe al petto uno dei suoi famosi palloni “Mc Gregor”

Il campionato 1914-15, articolato su 6 gironi nell’Italia Settentrionale, un girone toscano, uno laziale ed uno campano (nell’Annuario di Baccani il girone campano è soltanto annunciato ma non sono riportate le squadre partecipanti) non si concluse. Alla vigilia dell’ultima giornata del girone finale del Nord “mormorò il Piave” e tutte le attività ufficiali furono sospese. Nel dopoguerra, senza tener conto di ciò che era accaduto nel corso di quel torneo nei gironi toscano, laziale e campano la Federazione assegnò d’ufficio il titolo al Genoa che si trovava – appunto – al comando del girone finale dell’Italia del Nord.

Intanto la superiorità delle squadre settentrionali era acclarata “ lippis et tonsori bus”: la prima squadra centromeridionale ad assicurarsi il titolo sarà la Roma nella stagione 1941-42.

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